Category Archives: Lavoro

Italia: Dossier sul carcere di Spini di Gardolo (Trentino)

Dopo un po’ di discussioni sull’istituzione carceraria, dopo alcune riflessioni sia collettive che individuali, e dopo varie critiche e auto-critiche sul modo di lottare contro il carcere e la società che lo genera, abbiamo deciso di fare un opuscolo di approfondimento per conoscere meglio il nostro nemico. Come individui che anelano alla propria “libertà” non possiamo che odiare nel profondo di noi stessi tale struttura e chi vi “lavora” o chi vi collabora. Per noi il carcere non è solamente rappresentato da quelle mura che vediamo, ma anche dalle relazioni economiche, politiche e sociali che ruotano attorno a questa struttura. Per questo motivo abbiamo deciso di approfondire un po’ meglio tutte queste relazioni che si reggono sulla sofferenza di migliaia di uomini che sono rinchiusi in questi posti e sulla collaborazione di altri che contribuiscono a mantenere e a far funzionare la reclusione carceraria.

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Germania: Attacco con la vernice al Centro di Carriera dell’Esercito Federale (Bundeswehr) a Stoccarda

Il 10 luglio 2013 la facciata a Stoccarda del Centro di Carriera dell’Esercito Federale (EF) è stata marcata con la vernice rossa. Vogliamo chiarire e rendere visibile verso l’esterno: in questo luogo inizia la guerra, qui si reclutano dex giovani per l’esercito tedesco e le guerre della BRD.

Nel quadro della ristrutturazione delle Forze Armate tedesche, tra cui anche la sospensione della leva obbligatoria, si diede a quest’ufficio il nuovo nome armonioso di Karrierecenter. I cambi di nome che affibbiano alle riforme un “taglio attuale” e dovrebbe sottolineare il cambio del EF non possono ingannare sul fatto che in questo luogo inizia la guerra. In questo luogo si arruolano dex giovani per l’esercito della BRD. Il capo attuale del Karrierecenter di Stoccarda è Sylvia Lahnz, ex dirigente del Sostituto Ufficio Circondariale della Difesa di Karlsruhe.

Da più di 20 anni l’EF è di nuovo ingaggiato a livello globale per gli interessi del capitale tedesco. Le più recenti misure di ristrutturazione dell’EF rendono possibile di immischiarsi con ancora migliore efficienza e contemporaneamente in vari scenari di guerra. Attualmente sotto forma di alleanze – con altri paesi imperialisti. Alcuni interessi fondamentali di queste alleanze di convenienza sono l’apertura di mercati, la messa in sicurezza delle fonti di materie prime e delle rotte commerciali e di realizzare un’influenza economica e politica in scala nelle regioni centrali dal punto di vista geostrategico. Così si rendono economicamente e politicamente dipendenti dei paesi spesso meno potenti ed influenti, costringendoli in trattati e contratti di cooperazione. Le regole del gioco e le condizioni sono regolarmente dettate dai paesi capitalisti ricchi con formule a loro vantaggio. Come strumento efficace per acconsentire a tali cooperazioni per es. si minacciano delle sanzioni economiche o la diminuzione dei crediti.

Se questo non funziona o se il governo di turno non si rivela abbastanza attendibile, di buon grado e senza tentennare si tolgono i militari dal cilindro magico degli strumenti di pressione politica. A volontà si continua a destabilizzare ulteriormente la regione – si può fare anche rifornendo l’opposizione con delle armi, con l’azione dei servizi secreti o anche con il boicottaggio commerciale – oppure sono direttamente occupati dalle potenze imperialiste. Anche l’istaurazione di zone di divieto di volo normalmente accompagnate da un tappeto di bombe sui paesi colpiti, sono dei noti strumenti strategici per la difesa degli interessi capitalisti.

La varietà delle guerre imperialiste sono multiformi e qui certo descritte molto in fretta, tuttavia è certo che non n’approfittano né le persone delle regioni di guerra, né la gran parte delle popolazioni dei paesi guerreggianti. Nulla cambia la tanto altisonante quanto vuota retorica dei media borghesi sulla missione umanitaria.

Prima che i soldati, dopo intrappolati da contratti capestro, promesse di alti salari e prospettive per una carriera apparentemente certa, sono mandati in guerra si addestrano nel Centro di Addestramento al Combattimento (Gefechtsübungszentrum/GÜZ) nella Altmark. E’ la piazza d’addestramento truppe più moderna d’Europa ed è gestita dalla ditta Rhein-Metall. L’EF ed altri eserciti europei vi affittano spazi per le loro esercitazioni di guerra.

Dal 21 al 29 luglio 2013 in loco si tiene per la seconda volta il campeggio antimilitarista WarStartsHere. L’anno passato si è riuscitx ad interrompere le esercitazioni. Alcune centinaia di persone invasero il perimetro per richiamare l’attenzione che dalla Germania parte la guerra.

Venite al campeggio antimilitarista contro GÜZ!
Abbasso la politica di guerra tedesca!

Viva la Solidarietà Internazionale!

fonte / trad. Marco Camenisch [Lenzburg, Svizzera, fine luglio 2013]

II trad.: Giusto di ieri, sabato 27 luglio, la notizia di un sabotaggio incendiario antimilitarista a 16 veicoli militari dell’EF nel perimetro della caserma di Havelberg, vicino a suddetto campeggio.

Trento, Italia: Arrestati tre compagni con l’accusa di aver danneggiato alcune agenzie interinali

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CHE LO SFRUTTAMENTO VADA IN FRANTUMI

Nella notte tra il 14 e il 15 Luglio, a Trento, sono stati arrestati (e poi sottoposti agli arresti domiciliari) tre compagni con l’accusa di aver danneggiato alcune agenzie interinali.

Non ci interessa sapere se sono stati loro.

Ciò che sappiamo è che le agenzie interinali sono strutture di caporalato che garantiscono lo sfruttamento di milioni di lavoratori.
Ciò che sappiamo è che sono sempre più odiate.
Ciò che sappiamo è che danneggiarle è il minimo.
Ciò che sappiamo è che Kamila, Josè e Leo sono compagni nostri, combattivi e generosi.

Kamila, Josè e Leo liberi! liberi tutti!

anarchiche e anarchici
di Trento e Rovereto

Barcellona: “Reclamiamo il diritto di torturare liberamente”

Unione Generale dei Torturatori. La tortura è il nostro diritto inalienabile

Domenica 28 aprile, ci fu una marcia al carcere di Quatre Camins, come preludio al processo da eseguire su un gruppo di 9 carcerieri accusati di aver torturato alcuni prigionieri dopo la rivolta in Quatre Camins del 2004.
Dopo la marcia, una delle organizzazioni sindacali che difendono le guardie accusate di torture, piuttosto che esprimersi contro la tortura, chiede al Dipartimento Generale maggiore repressione e forza contro coloro che denunciano le torture.

In una lettera pubblicata sul loro sito web, UGTPrigioni (Unione Generale dei Lavoratori, reparto di Prigione)  si allarmano per le proteste e non per il maltrattamento e la tortura. Detto sindacato, incapace di vedere le torture che avvengono sotto il loro naso nelle carceri, e ostentando impressionanti capacità divinatorie, non hanno nessun dubbio nel dire che le intenzioni di coloro che hanno convocato la protesta davanti al centro di detenzione,  era quella di “causare gravi incidenti.” Continue reading Barcellona: “Reclamiamo il diritto di torturare liberamente”

Atene, Kessariani : Rivendicazione di responsabilità per un attacco contro un banco di pegni

All’alba il Giovedì 03/01/2013 è stato attaccato il negozio “Mercato Di Oro” a Kessariani.

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“Nell’ultimo tempo vediamo continuamente la proliferazione di negozi con i tipici segni tipici che scrivono: “COMPRO ORO”, “CONTANTI ALL’ISTANTE”, ecc. Nel contesto dell’attacco generalizzato da parte dello Stato e dei capi, il cui obiettivo è la miseria della nostra vita e il deprezzamento del nostro potere riproduttivo, alcuni furbacchioni intendono di arricchirsi approfittando di coloro che hanno raggiunto un punto di povertà esasperato. Soprattutto nella situazione sociale che stiamo vivendo, in cui il costo della vita aumenta sempre di più, la tentazione di vendere dei beni per ottenere “contanti immediatamente”.

In questa realtà non concediamo alcun alibi a coloro che soccombono ai ricatti di cui sopra, ma consideriamo che questi dilemmi vengono posti sempre dalla parte del potere e non da coloro che lo subiscono. Dopo aver realizzato la nostra posizione in questa guerra di classe rispondiamo con:

AZIONE COLLETTIVA E ORGANIZZATA “DAL BASSO” CONTRO QUELLI CHE RUBANO LA NOSTRA VITA

NESSUNA TOLLERANZA AGLI CONTEMPORANEI “MAVRAGORITES“*

Questa nostra azione è una piccola risposta parte nostra contro l’attacco sistematico alle occupazioni e gli spazi auto-organizzati.

*”Mavragorites” : Personaggi che si sono arricchiti durante l’occupazione del paese durante la seconda guerra mondiale vendendo dei beni (principalmente cibo) al mercato nero. Questi infami collaboratori hanno strappato interi patrimoni dalle famiglie bisognose che morivano dalla fame.

Atene: Intervento presso stazioni dei mezzi pubblici, e agitazione per lo sciopero di “Non lavorare mai di Domenica”

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Sabato, 29 Dicembre persone dalle assemblee aperte e altri gruppi sono intervenuti nelle stazioni della metropolitana e del tram mettendo dei striscioni e distribuendo materiale informativo per il diritto alla libera circolazione, nel trasporto pubblico e non solo. I partecipanti hanno iniziato da diversi punti della città fino a raggiungere la stazione della metropolitana di Piazza Syntagma, dove hanno tentato di avvicinarsi ai passeggeri e diffondere la necessità di non convalidare i biglietti nelle apposite macchine, come forma di protesta.

Un testo dai “Proletari negazionisti del debito” e la “Assemblea Aperta del quartiere di Elliniko-Argyroupoli” (periferia sud di Atene) è stato distribuito ai passeggeri e passanti, che ha avuto inizio con lo slogan: “Invece di non dimenticare di convalidare il biglietto, non dimenticare di attaccare lo Stato che saccheggia la tua vita!”

L’azione è stata sostenuta anche dai membri del Sindacato di Base dei lavoratori del Attica nel settore del libro-giornale, che hanno informato in modo intermittente le persone sullo sciopero a livello nazionale nel settore del commercio sotto lo slogan “Non lavorare mai di Domenica”, che è stato dichiarato per il 30 Dicembre contro l’apertura di negozi commerciali e contro il lavoro per ogni Domenica

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Su questo volantino che è stato distribuito dai «Lavoratori disoccupati e precari da diversi quartieri di Atene”, si legge:

Trasporto gratuito per i lavoratori, disoccupati, studenti e pensionati

Diciamo di no alla privatizzazione dei mezzi di trasporto pubblici
I servizi di trasporto sono un bene pubblico

Discussione per ulteriori azioni Giovedì, 10 Gennaio 2013, ore 18.00, presso l’Università Politecnica di Atene (ingresso da Via Stournari)

Collettivi di lavoratori, disoccupati, studenti, quartieri per un trasporto gratuito

Genova, Italia: Dopo lo sgombero di Giustiniani 19

giustiniani 19Liberarci tutti!

Mercoledì 12 dicembre 11 compagni hanno ricevuto la notifica di una serie di misure cautelari (4 arresti domiciliari, 7 obblighi di firma giornalieri), nominalmente per atti compiuti durante lo sgombero di Giustiniani 19 avvenuto il 7 agosto. Le misure vengono date non in quanto “sanzione” dei reati commessi, ma come “prevenzione” di reati ancora da compiere: si tratta infatti di misure cautelari preventive, disposte per impedire la reiterazione del reato e per “sorvegliare e punire” coloro che dimostrano di avere un comportamento che non può essere “corretto” altrimenti.

Diciamo “nominalmente” perchè, da una parte, gli atti di cui si parla, gli atti per cui si sottrae la libertà alle persone e si sottraggono le persone ai propri compagni sono… cosa? Si parla di sputi, cori, insulti… addirittura il lancio di pericolose bottigliette d’acqua! Atti criminosi della peggior specie, che rivelano quello che sembra essere il delitto più efferato di tutti: resistere. Resistere allo sgombero, resistere alla polizia, alla violenza dello Stato. Un altro reato ignominioso si profila: ribellarsi, esprimere la propria rabbia e la propria determinazione.

Ma nell’Italia del 2012, in questo terreno che vorrebbero pacificare e sedare, quando prendon vita i semi del dissenso bisogna diserbare: sradicare le persone dalla loro vita e dalle loro pratiche. Dalle loro passioni e dai loro affetti.

Diciamo “nominalmente” anche perchè queste accuse non sono che un chiaro pretesto che maschera, e neanche tanto bene, la realtà che si nasconde dietro questa mossa repressiva. Una realtà espressa senza mezzi termini dalla notifica stessa, che elenca nei minimi particolari i “curricula” delle persone incriminate, tracciando un minuzioso profilo psicologico di quei soggetti che rappresenterebbero una minaccia per il quieto vivere della società.

Digos, questura e magistratura si sono unite di buon grado per questa manovra epuratrice, per questa eugenetica del conflitto: eliminare i devianti, storpiare le lotte, cercare di riuscire finalmente a far tacere le voci dissonanti. Poco importa che l’intera manovra sia stata costruita ad arte, sproporzionata rispetto alle misure cautelari imposte. Quel che conta è colpire e disgregare le realtà che si stanno muovendo nelle varie situazioni di conflitto: occupazioni, Terzo Valico, NoTav, contro tutte le situazioni di oppressione che quotidianamente ci troviamo davanti.

Viviamo in un mondo dove regna il capitale, dove chi non ha non è, dove la scelta è fra morire di fame e morire di lavoro: e chi dice di no, chi si ribella, chi cerca di costruire momenti liberi dalle relazioni quotidiane di sopraffazione che subiamo tutti giorni viene allora colpito drasticamente. Il messaggio è chiaro: accettare la dose di merda giornaliera o subire la punizione. Punizione che viene con grazioso eufemismo chiamata “misura afflittiva”, l'”afflizione” costituendo nella limitazione, più o meno “blanda” (come dicono loro) della libertà. Ma questa libertà non ci viene tutti i giorni negata, limitata… afflitta? Non è questa misura la conferma palese ed esplicita della realtà in cui viviamo, della società carceraria che ci circonda, dove ognuno è rinchiuso nel suo piccolo recinto fatto di lavoro alienante (chi ce l’ha), di affitti da pagare, di lotta per la sopravvivenza…? Noi non vogliamo lottare per sopravvivere, vogliamo lottare per vivere.

Quello che qui si vorrebbe far passare è una spoliazione del valore ideale e materiale del nostro agire: come se la nostra, presunta o meno, commissione di reati si avvicini alla patologia, visto che si giustifica la misura sostenendo che “gli indagati non sono in grado di trattenersi dal delinquere”.

Il problema è che se delinquere è resistere ad uno sgombero (peraltro davvero poco efficacemente), resistere o reagire alla violenza poliziesca, dire “assassini” e “servi” a degli assassini e dei servi, cacciare razzisti e fascisti di varia sorta dai luoghi in cui abitiamo, occupare case per vivere e sottrarsi alla rapina dell’affitto e spazi per incontrarsi e autorganizzarsi, se delinquere é solidarizzare con altri compagni detenuti o con gli immigrati reclusi, bloccare il traffico o le stazioni quando lo Stato occupa militarmente un’intera valle col proposito di violentarla, bloccare fisicamente l’arroganza di chi vuole espropriare case e terreni per opere devastanti….se tutto questo significa delinquere, se resistere significa essere criminali, diciamo chiaramente che i “moniti” punitivi e pseudoeducativi della Procura non serviranno a nulla.

Diciamo chiaramente che continueremo a resistere ma anche che di fronte alla situazione sociale che viviamo, resistere non basta più. Occorre imparare a difendersi e praticare la solidarietà. Occorre immaginare come costruire momenti di rottura e percorsi di liberazione, condividerli, estenderli, generalizzarli. Percorsi dove tutti ed ognuno, in autonomia e libertà, possano trovare il proprio spazio e dare il proprio contributo. Occorre combattere.
Che nessuno si trattenga.

Solidarietà a tutti gli inquisiti.
Libertà per Francesco.
Libertà per Sofia, Enrico, Mattia, Christian.

compagne e compagni solidali

È stato celebrato un presidio solidale lo scorso mercoledì (19 dicembre) in piazza San Lorenzo, Genova

Madrid: Attacco incendiario ad un ufficio del Servizio Nazionale per la (dis)Occupazione Spagnola

Nella notte di Lunedì 19 Novembre, un ordigno incendiario è stato posizionato all’ingresso di un ufficio del tradizionale Istituto Nazionale del Lavoro (INEM)* nel quartiere madrileno di Prosperidad. Questa posizione è stata scelta perché è considerata una fabbrica di umiliazione quotidiana, disillusione e di routine. A causa di questo respiro tedio che emana questo o qualsiasi altro ufficio di disoccupazione. È stato scelto perché ci stanno uccidendo ed a quelli rimasti vivi sono offerti gli scarti.

Oltre col rivendicare la nostra dignità, questa azione dimostra fisicamente il nostro scoraggiamento, la mancanza di speranza, il nostro rancore e il nostra odio che si possa trovare nei nostri occhi e in quelli di tutte le altre persone che viaggiano con noi in metropolitana la mattina. In effetti, l’azione è stata effettuata dal tirocinant*, che torna a casa ogni giorno con un senso di umiliazione che obnubila gli occhi, dall’operai* che passa tre volte di più il suo tempo con i suoi colleghi che con il/la su* compagn*, da* disoccupat* che pregano perche non sono mai stati chiamati per un lavoro in tutta la loro dannata vita, per la giovane madre che non sa come cazzo farà ad alimentare i suoi figli o se la sfratteranno dalla casa in cui vivono…

L’azione successiva può essere effettuata da te ogni notte.
Fanculo a loro ed al loro lavoro.
Diffondiamo la rabbia con inchiostro, pietre e benzina.

* Ora rinominato Servizio Pubblico per l’Impiego Statale (SEPE)

Cardiff, Regno Unito: Video comunicato dai Gremlins, 2012/11/10

video con sottotitoli in greco/inglese  +inglese-pdf

L’attuale governo ha creato uno stato di austerità, mettendo le persone in posizioni di vulnerabilità. La povertà, la disabilità e la mancanza di opportunità sta portando all’aumento dei senzatetto, che di per sé sono stati criminalizzati.

Le “soluzioni” dello Stato al problema dei senzatetto sono degradanti, disumane e niente di più che una soluzione rapida. Il processo è pieno di lunghe liste d’attesa, standard di vita disagiati e spesso peggiorano solo il benessere delle persone. Innumerevoli edifici sono rimasti in disuso e non occupati, mentre proprietari terrieri e speculatori si approfittano a scapito del popolo. L’idea che la rivendicazione di un tetto sopra la testa in una notte fredda costituisce un reato penale è offensiva e ridicola.

Siamo rimasti scioccati e irritati quando abbiamo appreso della nuova legge contro le occupazioni, entrata in vigore il 1° Settembre 2012. Questa legge criminalizza gli occupanti quando ci sono già leggi adeguate a tutela delle case della gente. Centinaia, se non migliaia di persone sono a rischio di carcere, senza una fissa dimora, e con multe impagabili. Questa legge ha già trovato il suo primo obiettivo nella figura di Alex Haigh, con sicuramente altri da seguire.

Noi siamo i Gremlins, attualmente occupanti di Gremlin Alley, City Road, Cardiff, precedentemente noto come Bowling Spin e il Cinema Gaiety. Siamo un gruppo eterogeneo di occupanti, attivisti, omosessuali, anarchici, viaggiatori e di diversi colori, sessualità, età e background culturali. L’edificio era già vuoto per diversi anni prima che l’abbiamo occuparono per riaprirlo per l’uso della comunità come un centro sociale attivo. Fin dalla sua rinascita lo spazio ha ospitato mostre d’arte, musica dal vivo, una serie di workshop, con progetti futuri, tra cui: eventi politici, educativi, culturali e sociali. Questi progetti sono stati tutti gratuiti e sostenuti da volontari. Lo sgombero del centro sociale causerebbe l’annullamento di questi progetti attuali e futuri, lasciando l’edificio non occupato, in disuso e lasciato a marcire.

Alla luce dell’ulteriore criminalizzazione dei senzatetto, con l’aumento della macchina d’austerità di George Osborne, che annuncia con gioia altri dieci miliardi di sterline nel tagli e sanzioni alle persone più vulnerabili della società, teniamo forte ed incoraggiamo altri alla nostra determinazione a stare in piedi e resistere al governo ed i suoi sicari, che proteggono la proprietà privata e le grandi imprese sulla vita di ogni essere vivente, in particolare sui poveri, sui vulnerabili ed i senza tetto.

Lo Stato predica la necessità che le persone abbiano le necessità della vita, tra cui un riparo. Ma ad ogni turno contraddicono la loro retorica. Essi si espongono per la farsa che sono.

Amore e Rabbia e solidarietà per il compagno Alex Haigh. Il carcere continua ad arrabbiarsi ed inspirarci. Resta forte e ci si vede in libertà.

Rimarremo nel nostro stato come barricati con la sicurezza ora aumentata con la capacità di monitorare e registrare l’attività al di fuori. Questo è in ad un monitoraggio dal tetto e dall’ingresso della casa 24 ore su 7 giorni.

I nostri numeri aumentano e con ogni sfratto ed ogni prigione la nostra rabbia e la determinazione brucia più luminosamente. Ben presto le fiamme della nostra lotta inghiottirano il loro sistema.

Amore e rabbia
The Gremlins

ps. il gremlin è una creatura immaginaria comunemente raffigurata come maliziosa, mentre la loro inclinazione più moderna e quella di sabotare macchinari

~ gremlin alley social centre

Berlino: Rivendicazione di responsabilità per l’attacco incendiario a veicolo del Progetto Giovanile Welfare della Federazione Giovanile Cattolica Tedesca (BDKJ)

Come un piccolo riscaldamento prima della giornata internazionale di azione del 14 Novembre, abbiamo bruciato la “Jobmobil” della “Gioventù Cattolica Tedesca” la notte del Mercoledì, 31 Ottobre a Kreuzberg, Berlino. La Gioventù Cattolica Tedesca era in viaggio quotidianamente con questo veicolo “Jobmobil” in ordine, per proprio conto, di “impartire una possibilità nel mercato del lavoro dei giovani svantaggiati”. I giovani che devono assumersi la responsabilità di se stessi collegando la pianificazione familiare non alle possibilità delle famiglie, ma ad antiquati concetti sociali! Una possibilità di diventare forza lavoro a buon mercato nel settore della cura o delle pulizie suona allettante; inoltre, i tirocini non retribuiti sono una meravigliosa opportunità.

La Chiesa cattolica ha dimostrato le sue competenze per il benessere dei giovani svantaggiati già negli anni ’30 e ’40: i bambini ed i giovani sono stati trasferiti direttamente nei centri di eutanasia, portati via dai rifugi che erano sotto la sua amministrazione. Usando lo stesso personale, la Chiesa Cattolica ha gestito dei collegi chiusi (“centri di educazione”) dal dopoguerra fino agli anni ’80. Alcuni fatti circa gli abusi, così come per quanto riguarda lo sfruttamento della forza lavoro dei detenuti sono recentemente venuti alla luce. Inoltre, i report sulle violenze sessuali da parte dei parroci sacerdoti, vescovi e il resto del personale della chiesa nei confronti dei bambini e giovani a loro affidati vengono resi noti quasi settimanalmente.

I giovani di Berlino non hanno bisogno di questa specie di “lavoro sociale”, per questo abbiamo risparmiato l’ulteriore stalking effettuato da questa setta. Ci auguriamo che i giovani preferiscano di unirsi in bande, piuttosto che lasciarsi reclutare per un’esistenza malsana nel mercato del lavoro senza diritti.

La nostra azione è associata alla giornata internazionale di azione del 14 Novembre, quando ci sarà uno sciopero in alcuni paesi e, a livello europeo, altri atti saranno diretti contro il lavoro e le politiche della Troika o dell’Unione europea.

Il nostro disprezzo speciale va a capo supremo della “Gioventù Cattolica Tedesca”, membro della Gioventù Hitleriana ed assistente alla guerra di sterminio di Hitler, il tedesco Papa Ratzinger.

Contro ogni imbecillità religiosa!
Per lo sciopero generale continuo!
Per un’altra società!

fonte

Grecia – Igoumenitsa : Attacco diretto a negozio di acquisto d’oro

Durante l’occupazione nazista della Grecia 1941-1944, i strozzini del mercato nero (mavragorites), -le spie e gli fantocci degli fascisti- stavano approfittando della gente che stava in mezzo alla scarsità di cibo, vendendo olio da cucina, riso, ecc in piccole quantità agli miserabili dalla fame, portando via tutto ciò che quest’ultimi avevano, una casa o un terreno, anche i loro figli per usarli come schiavi. Non appena l’occupazione e la guerra civile sia finita, questi strozzini sono diventati cittadini eminenti ed immensamente ricchi, mentre quelli che si sono trovati nel bisogno sono morti di fame oppure hanno vissuto nella miseria e la povertà.

Nello stesso modo, oggi, questi “mavragorites” appaiono ancora con i loro negozi soprannominati “Acquisto Oro”, avendo come loro capo principale “Bobolas”, ben noto tra gli “maiali” del Potere. Questi delinquenti possono sentire l’odore delle persone in mancanza di un anticipo in contanti, a causa della presunta crisi economica, e quindi possano acquistare le loro necessità e le loro dignità.

Quattro negozi del genere sono sorti ad Igoumenitsa, controllati dagli infami, i profittatori contemporanei provenienti da Igoumenitsa e Corfù.

Il 3 Ottobre 2012, alle 3 del mattino, abbiamo attaccato uno di questi negozi, che si trova sulla Via Kyprou di fronte alla Piazza centrale di Igoumenitsa, ed abbiamo rotto le finestre anteriori.

Quei proprietari, che minacciano di prendere in mano la situazione con i loro scagnozzi, dovrebbero sapere che non ci intimidiscano.

Non c’è ne frega un cazzo per i loro dipendenti in quei negozi, che lamentano di fare semplicemente il loro lavoro per 600 euro, perché hanno scelto di essere nel campo avversario. Inoltre, il lavoro è una vergogna.

“Strizziamo l’occhio” ai compagni che per primi l’abbiano “strizzato a noi”.

Libertà per i compagni combattenti, membri dell’O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco, e tutti quelli perseguiti dallo Stato

LO STATO È L’UNICO TERRORISTA
SOLIDARIETÀ CON i GUERRIERI ARMATI

fonte

Mobilitazione di massa nelle carceri greche (dal 13/9) – Rivolta nel carcere di Koridallos (23/9)

Dal 13 Settembre 2012 si conduce l’ennesima mobilitazione di massa dei carcerati in molte prigioni greche, includendo astinenza dal cibo della mensa e altre forme di protesta. In alcuni istituti si effettua uno sciopero totale ai lavori, mentre in altri uno sciopero parziale. Inoltre, in alcune carceri la partecipazione dei detenuti alle manifestazioni è universali, mentre in altre parziale.

La Domenica sera, 23 settembre-poco dopo il raduno di solidarietà e di sostegno da parte di amici, famigliari e solidali che sia stato chiamato alle 17:00 al di fuori della carcere maschile di Koridallos, i prigionieri si sono ribellati, lottando non solo per la loro dignità ma anche per la loro sopravvivenza basilare all’interno di questo inferno. Soprattutto nell’ala E, dove i prigionieri hanno rifiutato almeno fino al 22:00 di entrare nelle loro celle, è stato effettuato l’intervento della polizia antisommossa (MAT) con granate chimiche e bombe di lampo nella “zona morte” (tra il carcere e la zona residenziale).

Nel pomeriggio, circa 50 persone solidali sono rimaste per qualche tempo nel parco di fronte la via Grigoriou Lambraki, e poi sono riusciti a raggiungere la zona esterna dell’ala C della prigione (che vediamo solo da lontano il capodanno). Una volta che i prigionieri hanno realizzato la presenza della gente, hanno cominciato a gridare dei slogan e colpire le barre e le porte, e bruciare degli oggetti per buttare fuori dalle finestre.

[vimeo]http://vimeo.com/50091858[/vimeo]

In particolare, i solidali sono saliti su un vicolo al lato opposto delle carceri femminili, hanno girato a destra e sono usciti dietro dei campi di calcio e della scuola, a soli 50 metri dal muro. La squadra della polizia non è stata in grado di arginare la gente, che abbia marciato in una posizione elevata, il contatto quasi diretto con i detenuti ribelli. I detenuti hanno messo fuoco sui vestiti, lenzuola, coperte, ecc, salutando con pugni alzati dall’interno delle cellule, cantavano e fischiavano forte, per tutto il tempo che i solidali riuniti cantavano dei slogan per la libertà. Si intravedevano 5-6 teste dall’interno di ogni cella (è da chiedere come riescono a dormire o come c’entrano tutti in uno spazio così poco). I solidali sono rimasti nello stesso posto per mezz’ora, e quando si stavano allontanando, i prigionieri bruciavano ancora dei fogli, gridando slogan e salutando con i pugni alzati. Sembrava che avrebbero smantellato le ringhiere con le proprie mani.

Alle 19:30 la rivolta generalizzata nelle carceri di Koridallos era in evoluzione con le ali B e C in fiamme, mentre il fuoco era entrato anche nel cortile dell’ala A. Si sono realizzate alcune trattative iniziali con la gestione ed i prigionieri, ma gli spiriti erano già molto tesi. Poco dopo, sono arrivate nella zona una miriade di forze repressive (squadre antisommossa , unità meccanizzate, pattuglie, camionette , ecc) mentre i poliziotti sono rimasti in allerta per l’intervento- in attesa del procuratore.

Verso le 20:00 l’ala D è chiusa, mentre verso le 21:00 è stata bloccata anche l’ala A, della cui residenti erano rimasti un’ora fuori dalle loro celle, perché l’amministrazione aveva tentato di chiudere un’ora prima del previsto, e molti prigionieri hanno reagito al momento. Alle 21.40 i detenuti delle B e C erano entrati anche loro nelle celle.

Nell’ala E pero i disordini sono prevalsi, con lo sciopero del lavoro che continui. I prigionieri hanno rotto quasi tutto entro tale raggio. I detenuti sono saltati nella “zona morta” ed hanno cominciato a lanciare pietre sulla strada al di fuori del recinto. Decine di guardie umane con bastoni e caschi si precipitarono a sopprimerli. Alle 21.30 l’allarme era già cominciato a suonare. Presto si sono sentiti i rumori degli scatti dei primi lacrimogeni. Squadre dell’antisommossa sono state schierate nella “zona morta” del carcere, scatenando violenti attacchi, al fine di reprimere la rivolta dei prigionieri dell’ala E, dove si dice che ci sono stati tentativi di fuga.

Dalle 23:00 fino alle 01:00 la zona vicina (che era anche annegata dai prodotti chimici) e l’inferno della prigione erano in uno stato d’assedio da parte della polizia, mentre diversi prigionieri gridavano “mettete fuoco…”. Nel perimetro della prigione c’erano tutti i tipi di poliziotti, che non hanno mai smesso di farsi prendere dal panico i residenti: appena vedevano che alcuni vicini di casa uscivano sui balconi, urlavano che i prigionieri sarebbero venuti per ucciderli, che ci sarebbero dei disordini, le loro case sarebbero danneggiate ecc..

Preoccupati, diversi abitanti sono rimasti sui balconi degli edifici vicini. Sono stati ascoltati dei colpi di pistola alle 03.00: le guardie carcerarie esterne di Koridallos hanno sparato circa 10 colpi in aria. (Gli aggiornamenti finiscono qui. La lotta continua…)

Prossimo incontro al di fuori delle carceri di Koridallos
Domenica 30 Settembre alle ore 17.00

Soddisfazione immediata di tutti i requisiti dei prigionieri

Solidarietà agli ostaggi combattenti dello Stato
Libertà per quelli e quelle che sono nelle celle

vedi (in greco) su : i, ii, iii, iv, v, vi, vii

Grecia: Testo di prigionieri a Larissa, in solidarietà con il prigioniero anarchico Babis Tsilianidis, che affronta un nuovo processo

Striscione a Salonicco: SOLIDARIETÀ CON L’ANARCHICO B.TSILIANIDIS – Corte 18/7 alle 9

[Martedì 17 Luglio 2012]

Negli ultimi tre anni, alcuni anarchici sono detenuti nelle prigioni greche e molti di più sono sotto un ostaggio giudiziario, come conseguenza dell’intensificazione della violenza anarchica rivoluzionaria che si è aumentata durante questo periodo.

Di fronte a un numero insolitamente elevato di casi, i quali sono anche lenti in termini di risoluzione legale, il dominio ha cercato dei modi per aggirare le limitazioni procedurali e giuridiche che dopo tutto sono svolte contro di esso.

Dopo il vicolo cieco giuridico in cui lo Stato si è trovato in alcuni casi recenti a causa della scadenza dei diciotto mesi che, in Grecia, è il periodo massimo di detenzione preventiva (con il caso più caratteristico dei tre compagni aderenti alla Lotta Rivoluzionaria) , la magistratura ha cercato e cerca ancora manovre per aggirare simili complicazioni legali.

Naturalmente, tutti i tipi di queste manovre si trovano nella natura della repressione democratica piuttosto che ad una sua deviazione, visto che la lingua morta delle leggi fallisce sempre nel suo tentativo di coprire la disposizione conflittuale e gli atti insurrezionali di coloro che non si arrendono con la rassegnazione.

L’uso del campione di DNA come prova d’incriminante occupa un posto speciale tra i nuovi inganni repressivi che vengono testati da parte dello Stato. La scienza è stata stabilita nella coscienza comune come una nuova religione e il corpo della verità assoluta, e quindi il DNA è uno delle armi più ideali nelle mani dello Stato in quanto conferisce una imparzialità sfuggente ed un’obiettività scientifica superficiale per le azioni penali contro le persone che sono considerate a priori “colpevoli”.

Ci opponiamo al dipolo legale del “innocenza/colpevolezza’ che rafforza il ruolo dell’autorità giudiziarie parlando solamente il linguaggio del potere giudiziario, e riproducendo le false distinzioni della democrazia. Indipendentemente dall’accettazione da parte degl’imputati degli atti ad essi attribuiti, o meno, ogni processo costituisce un caso inventato, una costruzione premeditata con l’obiettivo primario di toglierli il contesto politico, nel tentativo di tagliare fuori dagli atti incentivi le cause politiche che li hanno dato vita, in modo di disarmarli alla fine, per portarli al giudizio del sistema giuridico. Un caso inventato non costituisce una deviazione di un caso particolare, ma l’essenza di ogni procedimento giudiziario, sul quale i politici impongono una tale macchinazione. Distanziandoci da tutti i dettagli legali che riguardano l’esistenza o meno di prove, per noi, ogni compagno che si trova nella posizione dell’accusato è sempre colpevole a causa della sua esistenza politica, della sua azione sovversiva e la natura selvaggia della sua coscienza.

Il 18 Luglio, l’anarchico Babis Tsilianidis viene chiamato alla Corte di Salonicco come accusato di una rapina a mano armata che ha avuto luogo presso il dipartimento di contabilità dell’ospedale AHEPA nel Luglio 2010. Unica prova del suo coinvolgimento nella rapina è un fazzoletto trovato vicino al luogo e sul quale, secondo le accuse della polizia, è stato trovato tra altri materiali genetici anche il materiale genetico di Babis.

I meccanismi repressivi orchestrano ancora una volta un procedimento penale -fuoco d’artificio- che mira ad intrappolare dei combattenti insubordinati come Babis in un labirinto di rinvii a giudizio, di pagine processuali e detenzioni preventive, pur essendo contemporaneamente un pilota di implementazione di nuovi metodi repressivi.

Siamo al suo fianco, in questa nuova macchinazione dello Stato contro di lui e gli mandiamo saluti di solidarietà.

“Ruotando e roteando nella spirale che sempre più si allarga,
Il falco non può udire il falconiere;
Le cose si dissociano; il centro non può reggere;
E la pura anarchia si rovescia sul mondo….”
[William Butler Yeats]

SOLIDARIETÀ CON BABIS TSILIANIDIS

Giorgos Karagiannidis

Spyros Stratoulis

Ergün Mustafa

Andrzej Mazurek

Rami Syrianos

fonte

In seguito di un’ulteriore comunicato il compagno Babis Tsilianidis, imprigionato nel 1º braccio delle prigioni di Koridallos, ha dichiarato che non parteciperà a questa corte, nello stesso modo che egli non ha partecipato ai precedenti procedimenti giudiziari, in modo da “rifiutare di chiedere scusa ai miei giudici, ai procuratori della lotta multiforme per la libertà”, come spiega. Il suo testo si può trovare qui (in greco).

Inoltre, per l’occasione del processo contro Babis, dove l’ultimo si è rifiutato di essere presente, i compagni Babis Tsilianidis, Dimitris Dimtsiadis e Sokratis Tzifkas hanno rilasciato un comunicato congiunto (manifesto in greco) per quanto riguarda il lavoro salariato e la sua negazione, in quanto tematica della complessa lotta anarchica rivoluzionaria.

Il 18 Luglio, a Salonicco, il processo è stato annullato poiché la struttura della Corte non aveva alcuna competenza giuridica per questo caso. Guardie hanno custodito la porta centrale d’ingresso del tribunale e non hanno consentito ai solidali nemmeno l’ingresso nel posto.

Babis Tsilianidis è stato trasferito di nuovo nelle carceri di Koridallos, ad Atene, dopo essere stato tenuto una giornata intera in isolamento nelle carceri di Diavata perché ancora una volta ha rifiutato di sottoporsi al controllo corporale della prigione.

Il processo è stato posticipato per il 15 Ottobre 2012.

Ondata di proteste di rifugiati in tutta la Germania

Qui segue una trascrizione incompleta, con l’obiettivo fondamentale di diffondere la notizia brevemente:

L’ondata di scioperi è iniziata a Würzburg (Baviera) il 19 Marzo 2012, quando i rifugiati provenienti da diversi parti dell’Iran sono scesi in sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla situazione disumana che stano soffrendo troppo a lungo.

Dopo il suicidio di Mohammad Rahsepar, un rifugiato iraniano che viveva a Würzburg, la regione ha visto un’ondata di proteste da parte dei richiedenti asilo ed altri rifugiati, i quali hanno trovato il coraggio di reagire a questa situazione, con tutti i mezzi e la forza che avevano. La battaglia di queste persone, che inizialmente hanno scelto di rimanere in strada, infine ha contribuito nel far crescere la speranza e la motivazione tra i rifugiati.

Finora, Luglio del 2012, la protesta si è diffusa in molte altre città, come pure (Regensburg, Aub, Bamberg, Düsseldorf, Osnabrück, ed i rifugiati di Lipsia hanno già dichiarato che seguiranno a far parte anche loro se la loro situazione non migliorerà).

Campi di protesta si svolgono in quelle città, e gli scioperanti si trovano sotto la repressione enorme da parte dello Stato. Alcuni di loro si trovano ad affrontare processi giudiziari per violazione della legge relitto dal regime nazista, la Residenzpflicht “dovere di residenza”, che permette allo straniero di muoversi solo entro una certa area.

Il presente regolamento fascista si applica ai rifugiati con una domanda in corso per asilo o ai cosiddetti “tollerati” (Geduldete) rifugiati a cui l’asilo è stato negato, ma che non possono essere espulsi per vari motivi (senza documenti, la situazione instabile nel loro paese d’origine, ecc.). In breve, questa legge obbliga i rifugiati a rimanere entro i confini dello stato federale in cui hanno fatto richiesta d’asilo. In realtà, la maggior parte dei rifugiati hanno problemi ad ottenere i permessi che gli consentono d’uscire dalle vicinanze dei campi profughi, nei cui vivono alcune famiglie per decenni, in attesa di una decisione definitiva per quanto riguarda il loro stato in Germania. Inoltre, i richiedenti asilo ricevono la maggior parte della loro indennità mensile finanziaria sotto forma di voucher, limitando e regolando il tipo dei beni di consumo che possono comprare.

La maggior parte delle persone che hanno preso atto alle azioni provengono dall’Iran, ma tra loro ci sono anche Afgani, Arabi ed altri. La lotta per i loro diritti e la dignità umana non fa alcuna distinzione tra le varie religioni, il luogo di nascita o il colore della pelle.

Dopo oltre cento giorni di sedute di protesta e sciopero della fame, i profughi a Würzburg sono ora sul loro terzo sciopero. Due di loro hanno addirittura cucito le labbra e uno è sceso in uno sciopero della fame e della sete per due giorni. Recentemente (11/7) hanno pubblicato una lista di richieste comuni. Di seguito è riportato un estratto dal loro ultimo comunicato stampa:

“Abbiamo di recente sottolineato le nostre rivendicazioni generali riguardanti il miglioramento delle condizioni di vita di tutti i rifugiati in Germania:

– Drastica riduzione del tempo che l’Ufficio per l’Immigrazione ed i Rifugiati dello Stato Federale necessita per elaborare le proposte in materia di asilo e gli appelli.

– Abolizione del sistema delle strutture ricettive (rifugi di massa condivisi).

– Abolizione della regolamentazione del “dovere di residenza”.

– Abolizione della pratica attuale della distribuzione di pacchi alimentari.

– Introduzione del diritto di ogni richiedente asilo di avere un avvocato e un interprete certificato, che lo supporterà sin dall’inizio in tutte le fasi della procedura della richiesta d’asilo.

– Introduzione del diritto di tutti i richiedenti asilo di frequentare corsi professionali di lingua tedesca dal primo giorno.

– Possibilità di assicurare il loro sostentamento attraverso il lavoro.

– Semplificazione e riduzione dei tempi per la procedura della richiesta per ottenere un permesso di studio.

– Concessione di libera scelta del medico… ”

Informazioni dettagliate si possono trovare in tutti i link seguenti, principalmente in tedesco, ma anche in inglese: afghanmuhajer  ~ strikeregensburg  ~  asylaub ~ antifareferat  ~  linksunten.indymedia ~  lagerhesepe  ~  gustreik

E ricordiamoci che il No Border Camp 2012 a Colonia / Düsseldorf ha iniziato il 13 Luglio e durerà fino al 22 Luglio. Leggete tutto qui: nobordercamp köln/düsseldorf 

Agrinio, Grecia: L’occupazione Apertus attaccato dai fascisti

Il 10 Luglio, appena un giorno dopo una azione diretta effettuata con successo dagli antifascisti della città di Agrinio, un attacco incendiario molto pericoloso ha avuto luogo al centro sociale Apertus. Di seguito il comunicato degli occupanti:
Nella serata di Martedì 10 Luglio, poco prima della mezzanotte, lo spazio sociale libero dell’occupazione Apertus, è stato attaccato con un ordigno esplosivo-incendiario, causando danni. Inoltre, fuoco si è esteso nel cortile dell’occupazione. Lo spazio in quel momento era vuoto e non ci sono stati feriti. L’esplosione è stata sentita in tutta l’area di Agios Dimitrios. Vicini di casa si sono precipitati nella zona, hanno spento il fuoco ed hanno immediatamente avvertito persone dall’assemblea dell’occupazione.

L’occupazione Apertus, costituisce da due anni ormai, uno spazio politico di incontro e collettivizzazione, il cui scopo non è semplicemente quello di operare, ma di costruire strutture di solidarietà sociale e promuovere le lotte all’interno della città. Quindi, oltre ad eventi politici, dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni di film, festival, ecc tenuti nello spazio dell’occupazione, si organizzano all’interno della città dei bazar gratuiti, rappresentazioni teatrali, ecc. La nostra preoccupazione ed obiettivo principale rimane la connessione con la comunità locale e le sue lotte sociali.

Non c’è bisogno di avere una conoscenza di spionaggio per capire che questo attacco squadrista può venire solo dal circolo dell’organizzazione neo-nazista Chrissi Avgi/Alba Dorata. Un’organizzazione che striscia come un serpente nel contesto sociale versando del veleno razzista lungo il suo cammino, che con le sue ossessioni nazionaliste cerca di seminare dissidi tra gli oppressi, che costituisce una riserva informale della repressione dello Stato… Un’organizzazione, che finge di essere “anti-sistemica” “filantropica”, “anti-memorandum”, cercando di coprire il suo ruolo reale che non sia altro dalla gestione del capitalismo nella crisi. Ovunque mettono piede i “albadorati”, quindi, promettono a coloro che li seguiranno aiuto per risolvere i loro problemi, per trovare un lavoro, per poter andare a fare la spesa, come dicono, senza aver paura… Nella regione di Agrinio distribuiscono promesse per la risoluzione, una volta per sempre, del “problema della criminalità dei Roma” sognando in realtà un pogrom che si riferisce direttamente al fascismo di Hitler. Mentre proclamano clamorosamente di eseguire un lavoro sociale ed una legittima attività politica dietro le quinte accoltellano degli immigrati, mettono ordigni incendiari in luoghi autogestiti. Infatti ad Agrinio la conferma di questa cosa è l’attacco all’occupazione Apertus come anche la scena di attacco contro i Roma nella zona di Panaitolio (vicino alla città di Agrinio). In questo modo fanno rivivere un moderno apartheid, responsabilità per il quale hanno anche alcuni media locali che a lungo stanno creando il giusto clima.

Ma i problemi all’interno della società derivano dalla natura del sistema capitalistico e dalle relazioni sociali che esso crea. Nessuno avrà un aiuto complessivo facendo “una telefonata all’Alba Dorata”. Queste lattine di Alba Dorata che oggi offrono generosamente il loro aiuto, domani chiederanno dei ricambi, così come fanno i patroni e i protettori. In ogni caso l’idea per la creazione di pattuglie private nei quartieri assomiglia ad un buon affare. Noi sollecitiamo la comunità locale, di non credere alle bugie delle personalità losche che formano il nucleo locale dell’organizzazione fascista, di non consentire alle faccie-fasciste dei “albadorati” di intromettersi nella quotidianità della loro vita. Di voltare le spalle ad ogni aspirante patrono degl’interessi sociali.

La storicità della crisi dimostra che essa porta all’intensificazione dello sfruttamento, alla miseria e al fascismo sociale. L’uscita dalla crisi non verrà né da parte dello Stato né dai parastatali o dalle bande squadriste. La nostra difesa contro la crisi sono le relazioni reciproche e di mutuo sostegno ed aiuto, l’auto-organizzazione, le strutture sociali, la fratellanza e la solidarietà. Solo in questo modo potremo stare su i nostri piedi e preservare la nostra dignità.

Gli “episodi” (come dispregiativamente vengono riportati dalla stampa borghese locale), che hanno avuto inizio con i tentativi dell’Alba Dorata di presentarsi ad Agrinio, non sono una “faida” tra alcune parti estreme. Derivano dalla stessa storia di Agrinio… Una città con un percorso combattivo profondo, con ricordi di sanguinose lotte dei lavoratori, con esecuzioni di massa ed impiccagioni pubbliche, non possa lasciare i discendenti degli informatori, degli collaboratori e dei Tedesco-Tsoliades di vagare per le strade, i vicoli e i campi fingendo di essere salvatori.

La nostra risposta è politica e deriva direttamente dal movimento!
Nemenno un passo indietro!

Né ad Agrinio, né da nessuna parte
Spacciamo i fascisti nelle città e nei villaggi

11 Luglio 2012
Occupazione Apertus
Via Kalivion 70, Agrinio

Grecia: Azione antifascista ad Ioannina

I fascisti parlamentari stanno cercando di acquisire consenso buttando dei soldi al mercato locale della città di Ioannina, ed altrove. Compagni antifascisti hanno voluto ricordare a tutti gli “acchiappa-soldi” che fanno affari con i nazisti che il commercio del fascismo non porta solo profitti, ma causa anche danni…

I neonazisti della Chrissi Avgi/Alba Dorata, nel tentativo di uscire dalle loro fogne sulla città di Ioannina, hanno delegato alla tipografia di A.Exarhos, che si trova in via Riga Fereou 3, di stampare adesivi e portachiavi per il loro gruppo.

Venerdì, 29 giugno, antifascisti hanno visitato il negozio di Exarhos, con l’obiettivo di dare un chiaro segno che la collaborazione con i nazisti non è tollerata e non rimarrà senza risposta, ed distrutto tutto il materiale fascista. C’è stato uno scontro verbale, lo slogan ‘Guerra ai sostenitori del fascismo‘ è stato scritto sulla vetrata del negozio, e diversi adesivi neo-nazisti stampati che sono stati trovati vennero distrutti.

Atene: Dichiarazione scritta da Nikos Maziotis, membro di Lotta Rivoluzionaria – 24 ottobre 2011

Basta con le frodi – I combattenti non sono terroristi

Questo processo è un processo politico, dove vengono giudicati i rivoluzionari che hanno scelto la lotta armata per rovesciare il capitalismo e lo Stato, per rovesciare il regime criminale che voi, come giudici, difendete.

La vostra corte é un tribunale speciale ordinato dagli imperialisti americani ed inglesi e dai guardiani dello stato greco, i quali hanno imposto una legislazione antiterrorista con disposizioni speciali che regolano le accuse e massimizzano le sanzioni; hanno introdotto tribunali speciali all’interno delle prigioni in un soffocante ambiente di sicurezza che degrada la pubblicità del processo in modo da tenere le persone lontane dal sentire le opinioni politiche dei rivoluzionari; hanno applicato all’occasione condizioni speciali di detenzione, tutte finalizzate a rendere più severa la repressione contro la resistenza armata e contro l’organizzazione rivoluzionaria di azioni armate in Grecia.

Questo perchè il precedente repressivo regime, il quale non aveva nessuna speciale disposizione riguardante “la formazione di organizzazioni terroristiche”, e dove i cittadini della giuria erano attivi, é stato qualificato come insufficente e inefficace. Anche se non riconoscete gli oppositori politici e i prigionieri politici, in questo modo voi provate, praticamente attraverso l’applicazione di leggi speciali e di speciali provvedimenti contro di noi, giudicandoci in una corte speciale, che indirettamente ci riconoscete come nemici politici e pericolosi per il regime politico ed economico che voi servite, in contrasto con tutti coloro che il vostro Potere considera come “criminali comuni”.

In questo modo voi provate che il potere ha un odio infinito nei riguardi dei suoi stessi nemici politici. Inoltre quale autorità ha mai riconosciuto ufficialmente gli oppositori politici e i nemici politici?

I guerriglieri dell’ELAS (Esercito Popolare Greco di Liberazione) durante l’occupazione fascista e l’Esercito Democratico di Grecia durante la guerra civile sono stati maltrattati e cacciati come “briganti” [symmorites] dal regime monarca-fascista traditore del dopoguerra e sono stati giudicati da una speciale corte marziale.

Membri delle organizzazioni della rivoluzione armata vengono perseguitati come “terroristi” e giudicati da tribunali speciali come i vostri. La caratterizzazione “terrorista” viene applicata ai combattenti rivoluzionari da tutte le forme del potere, indipendentemente se siano regimi militari o dittatoriali, come quello durante il 1967-74, l’oligarchia costituzionale del dopo guerra che per eufemismo fu chiamata “democrazia”, o l’attuale giunta di traditori e collaborazionisti del governo del PASOK che consegna il popolo nelle mani del potere oligarchico dell’economia internazionale firmando il trattato di memorandum. Continue reading Atene: Dichiarazione scritta da Nikos Maziotis, membro di Lotta Rivoluzionaria – 24 ottobre 2011

Spagna: Chiamata degli anarchici di Barcellona e del CNT Catalonia per lo sciopero generale del 29 Marzo

Gli anarchici stanno arrivando!

Contro i dirigenti sindacali che sono d’accordo sul nostro futuro!

contro i partiti politici che promuovono e tollerano la sottomissione

contro i padroni che ci sfruttano giorno per giorno

contro lo Stato e il Capitale

noi gli anarchici partecipiamo allo sciopero generale

12.00 – Plaça de Catalunya (Piazza di Catalonia), picchetto principale

16.00 – Jardinet de Gràcia, dimostrazione

Oggi come sempre…la lotta è l’unica via

SCIOPERO GENERALE- 29M

Il CNT Catalonia chiama tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero generale del 29 Marzo, contro le riforme del lavoro ed i tagli sociali (in materia di pensioni, istruzione, sanità, trasporti pubblici, elettricità, acqua…). La lotta è l’unico modo che abbiamo contro il sistema capitalistico e lo Stato.

Fonti: i, ii (potete anche visitare il nostro nuovo blog in catalano)

Grecia, Creta: Primo manifesto dell’assemblea pancretese degli Anarchici/Antiautoritari

L’assemblea pancretese delle collettività anarchiche/antiautoritarie dell’isola e’ iniziata nell’autunno 2011 e ha come obiettivo il coordinamento e l’organizzazione del movimento anarchico/antiautoritario cretese. Le collettività attive dell’isola appoggiano quest’assemblea mirando ad una migliore coordinazione e ad un processo di elaborazione politica ed ideologica tra le diverse correnti anarchiche/antiautoritarie e per fare in modo che le nostre azioni e mobilitazioni siano piu eficaci, diffuse sul territorio e meglio mirate. Contemporaneamente vogliamo arrivare ad un discorso comune costruito e modificato nel tempo tramite procedure orizzontali.

L’assemblea pancretese non ha un carattere occasionale ma si basa su degli incontri regolari e su questioni e problematiche ben precise.

Per maggiori informazioni e contatti ci si puo rivolgere alle collettività isolane.

Segue il testo del primo manifesto dell’assemblea pancretese.

DEMOLIRE IL VECCHIO MONDO

Le promesse del potere per il benessere sociale sono finite.
Stiamo vivendo in un regime di emergenza e le promesse sono sostituite dallo sfruttamento intenso del lavoro, dal controllo feroce su tutti i livelli della vita sociale, dal rafforzamento della repressione e dalla demolizione di tutte le conquiste sociali ad ogni livello (lavoro,assistenza sanitaria, pensioni, educazione, sanità, ecc…)
I padroni ordinano il consenso nazionale cioè la pace tra sfruttati e sfruttatori e il nostro consenso pieno al saccheggio totale delle nostre vite.
I sindacati, controllati dai partiti politici tramite i sindacalisti collusi con il potere, hanno da sempre funzionato e funzionano tutt’ora come valvola di sfogo delle lotte sociali e, nello stesso tempo, cercano di proteggere il sistema dalla rabbia popolare.

ORGANIZZARE LA RESISTENZA, I NOSTRI DESIDERI E I NOSTRI BISOGNI

Organizziamo collettivamente delle lotte sociali senza intermediazioni nelle assemblee popolari dei quartieri, nei sindacati di base auto organizzati, in strutture autonome nelle scuole e nelle facoltà.
Affiniamo le lotte con dei cortei selvaggi e scioperi, occupazioni, sabotaggi della produzione e dei servizi, scambio di prodotti e servizi, mense collettive, rifiuto di massa dei pagamenti dell’elettricità-acqua-tasse e dazi-debiti-trasporti.
La lotta contro l’intensificazione dello sfruttamento e della repressione deve essere sociale, di classe, antiautoritaria e anticapitalista.
Per il contrattacco sociale e di classe.
Per la riorganizzazione della vita sociale dal basso.

Assemblea pancretese degli Anarchici/Antiautoritari.

fonte

Kilkis, Grecia settentrionale: Messaggio da un membro dell’Assemblea Generale dei Lavoratori, dall’ospedale cittadino occupato di Kilkis

Un saluto a tutti,

Grazie molto per il vostro interesse e supporto.

L’occupazione del nostro ospedale in Kilkis da parte dei lavoratori è cominciato Martedi, 20 Febbraio, alle ore 08.30 locali. Questa occupazione non riguarda solo noi, i medici ed i lavoratori dell’ospedale di Kilkis. Nè si tratta solo del Sistema Sanitario Nazionale Greco (ESY), che sta crollando, anzi. Ci troviamo in questa lotta perchè ciò che realmente è in pericolo ora sono i diritti umani. E questa minaccia non è solo contro una nazione, o contro alcuni paesi, o alcuni gruppi sociali, ma contro le classi a basso e medio livello in Europa, America Asia, Africa, e in tutto il mondo. Ciò che è oggi in Grecia, è l’immagine del domani in Portogallo, Spagna, Italia  ed il resto dei paesi nel mondo.

I lavoratori all’ospedale di Kilkis e nella maggior parte degli ospedali e dei centri sanitari in Grecia non vengono pagati in tempo ed alcuni di loro vedono i loro stipendi tagliati fino praticamente  a zero. Un mio collega lavoratore e compagno è stato trasferito nella nostra clinica cardiologica in stato di shock, quando si è reso conto che invece di ricevere il solito assegno di 800 euro ( sì, quello è il suo stipendio mensile) da parte dello stato, ha ricevuto una nota che diceva che non solo non gli sarebbe stato pagato nulla per quel mese, ma deve anche restituire 170 euro. Altri lavoratori sono stati pagati solo 9 (nove) euro per questo mese. Quelli di noi che continuano a ricevere un qualche stipendio li sosterranno in ogni modo possibile.

I lavoratori all’ospedale di Kilkis e nella maggior parte degli ospedali e dei centri sanitari in Grecia non vengono pagati in tempo ed alcuni di loro vedono i loro stipendi tagliati fino praticamente  a zero. Un mio collega lavoratore e compagno è stato trasferito nella nostra clinica cardiologica in stato di shock, quando si è reso conto che invece di ricevere il solito assegno di 800 euro ( sì, quello è il suo stipendio mensile) da parte dello stato, ha ricevuto una nota che diceva che non solo non gli sarebbe stato pagato nulla per quel mese, ma deve anche restituire 170 euro. Altri lavoratori sono stati pagati solo 9 (nove) euro per questo mese. Quelli di noi che continuano a ricevere un qualche stipendio li sosterranno in ogni modo possibile.

Questa è una guerra contro il popolo, contro tutta la comunità. Coloro che dicono che il debito pubblico della Grecia è il debito del popolo greco mentono. Non è il debito della gente. E’ stato creato dai governi in collaborazione con i banchieri, al fine di rendere la gente schiava. I prestiti alla Grecia non vengono utilizzati per gli stipendi, le pensioni e l’assistenza pubblica. E’ esattamente il contrario: i salari, le pensioni a l’assistenza sono usati per pagare i banchieri. Stanno mentendo. Contrariamente a quanto dichiarano, non vogliono una società libera dal debito. Creano i debiti loro stessi (con l’aiuto di governi e politici corrotti) per un loro beneficio. Hanno dato alla Grecia un primo ministro banchiere per garantire che il “lavoro” venga fatto correttamente. Il nostro Primo Ministro Lucas Papademos non è sato eletto affatto. E’ stato nominato dalla BCE e dai banchieri, con l’aiuto di politici corrotti Europei e Greci. Questa è la loro interpretazione del termine “democrazia”.

I debiti sono creati dalle banche che creano denaro dal nulla e riscuotono gli interessi, solo perchè i nostri governi hanno dato loro il diritto di farlo. E continuano a dire che quei debiti simo io e tu e i nostri figli e nipoti che dobbiamo pagarli con le nostre risorse personali e nazionali, con le nostre vite. Noi non gli dobbiamo nulla. Al contrario, loro devono al popolo gran parte delle fortune che hanno fatto grazie alla corruzione politica.

Se non apriamo gli occhi su questa verità, diventeremo presto tutti schiavi, lavorando per 200 euro al mese o meno. Questo per quelli di noi che saranno in grado di trovare un lavoro. Nessuna assistenza medica, senza pensioni, senza casa ed affamati, come è il caso oggi per i miei concittadini in Grecia. Migliaia di loro vivono all’aperto e affamati.

Non abbiamo alcuna intenzione di dipingere la realtà con tinte fosche, ma questa è la verità. Questa situazione non è dovuta per causa di un’incidente finanziario o monetario o per un’errore. E’ l’inizio della brutta fase di un lungo processo che segue con cura un piano progettato, un processo che si è avviato decenni fa.

Dobbiamo combattere insieme contro questo piano neo liberista. E questo è ciò che, a Kilkis ed in tante città in tutto il mondo, facciamo ora.

Per il momento, non stiamo considerando l’apertura di un conto per le donazioni. Potremmo, tuttavia aver bisogno di farlo in pochi mesi o settimane, se la situazione peggiora. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi più di tutto è il sostegno morale e pubblicità. Le lotte locali di tutto il mondo vanno fatte conoscere e sostenute massicciamente se vogliamo vincere la guerra contro il sistema corrotto. Se potete pensare ad eventuali altri modi per diffondere le nostre notizie ed idee, sarebbe grandioso.

Potete contattarci a enosi.kilkis@yahoo.gr

Ancora una volta, non possiamo ringraziarvi abbastanza per i vostri pensieri e le vostre gentili parole.

Vostra,
Leta Zotaki, direttore del dipartimento di radiologia, Ospedale di Kilkis
membro dell’Assemblea Generale dei Lavoratori

presidente dell’Unione dei Dottori Ospedalieri di Kilkis (ENIK).

Germania: Azione diretta in solidarietà con le rivolte in Grecia

Bielefeld, Germania, Venerdi 17 Febbraio 2012

I nostri cuori battono per la libertà. Quando si guarda la Grecia, dove migliaia di persone, ogni volta più intensamente, si rivoltano contro lo Stato, il Capitale, lo sfruttamento e l’oppressione, vengono picchiate sempre di più.

In solidarietà con i rivoltosi vogliamo partecipare alla diffusione della rivolta da qui, nel quasi pacifico territorio del capitalismo.

Siamo pieni di passione per una società libera, una società solidale in cui ognuno auto determina la propria vita e in cui il denaro non ha alcun ruolo per quel che riguarda i bisogni di base.

In profonda negazione con il sistema dominante del denaro, dei privilegi e dell’autorità, abbiamo scaricato la nostra rabbia contro le vetrine e un Bancomat della Commerzbank della città di Bielefeld, nella notte del 17 Febbraio.

Gruppo Anarchico

Grecia: Saluti da Creta occupata

Questo è l’ottavo giorno d’occupazione del palazzo dell’amministrazione della Prefettura di Chania, Creta. Abbiamo appena tradotto il nostro principale comunicato in Inglese e ve lo mandiamo, per informarvi e condividere il messaggio delle occupazioni in tutto il mondo. C’è anche una traduzione in francese disponibile qui. Abbiamo pure un blog e una radio in internet, in diretta dall’occupazione. Oggi alle 18.00 abbiamo organizzato una marcia per le strade nei principali quartieri di Chania. A Creta ci sono edifici occupati anche a Rethimno e Lasithi. Inoltre, gli studenti giorno dopo giorno stanno occupando le scuole. Ci sono almeno 11 scuole occupate a Chania a tutt’oggi.

Il 15 Febbraio, dopo una decisione unanime, l’assemblea pubblica aperta dell’amministrazione della prefettura occupata di Chania , ha occupato il canale TV pubblico “Nea Tileorasi Kritis” (NEA TV). Ecco il relativo video:

Comunicato dell’amministrazione della Prefettura occupata di Chania

Facciamo parte anche noi delle persone che lottano, che si sono precipitate in strada per le dimostrazioni dello sciopero di 48 ore e nelle massicce proteste di Domenica, 12 Febbraio, contro la svalutazione del nostro lavoro e la depauperazione della nostra vita. Venerdi, 10 Febbraio, dopo il corteo per le vie della città, abbiamo occupato l’edificio della Prefettura di Creta a Chania. L’occupazione serve come centro di incontro e coordinamento di uno sforzo collettivo per organizzare la lotta per una vita che sia caratterizzata dalla solidarietà, dalla resistenza e per la dignità. Bloccando l’ordinaria funzione del palazzo centrale dell’amministrazione, poniamo una pressione politica contro l’attuazione delle recenti decisioni degli sfruttatori stranieri e locali. Ci riferiamo al voto fatto da parte del parlamento Greco del secondo Memorandum e alle nuove misure d’austerità basate richieste della Troika (UE/FMI/BCE) e del capitalismo mondiale.

Salutiamo le centinaia di migliaia di manifestanti che nei giorni scorsi, e specialmente Domenica, 12 Febbraio, hanno lottato contro la barbarie e il saccheggio dei beni sociali di base quali la sanità, l’istruzione, l’elettricità e l’acqua.

Siamo una parte delle dozzine di occupazioni di palazzi delle amministrazioni statali, delle strutture scolastiche e delle fabbriche, che si sono diffuse in tutto il paese nei giorni scorsi. Contro uno spirito di lotta in declino e in disfatta, dopo la votazione del parlamento delle nuove leggi, continuiamo a combattere contro i falsi dilemmi che essi ci impongono, come quello del “default o consenso”. Chiediamiamo ai sindacati di base dei lavoratori di Chania di prendere decisioni per uno sciopero generale a lungo termine. Invitiamo i cittadini di Chania e della campagna, gli studenti, i lavoratori e i disoccupati, gli immigrati e i residenti, ad unire le nostre idee, agonie e creatività.

Per difendere la dignità del nostro lavoro e delle nostra vita
No alla persecuzione verso gli arrestati nelle manifestazioni dello sciopero

Solidarietà – Vittoria al lungo sciopero delle “Acciaierie Greche” e a tutte le lotte dei lavoratori

Tutti avanti per uno sciopero selvaggio permanente

Invitiamo tutte le persone a partecipare all’assemble pubblica aperta tutti i giorni alle ore 20.00 nella Prefettura occupata di Chania e nelle azioni che vengono decise. Negli ultimi giorni centinaia di persone hanno partecipato alle decisioni prese in queste assemblee.

Aspropyrgos, Attica: I neo-Nazi “appoggiano” gli scioperanti delle Acciaierie Greche, e il portavoce dei lavoratori e molti altri scioperanti accolgono calorosamente la feccia, invece di prenderli a calci in culo

Da sinistra a destra dell’immagine: Ilias Kasidiaris (scagnozzo di Alba Dorata), un’altro portavoce del sindacato, Ilias Panagiotaros (scagnozzo di Alba Dorata) e Giorgos Sifonios (presidente del sindacato dei lavoratori, sembra completamente amichevole sia con gli Stalinisti che con i neo-Nazi)

In un’articolo sul sito web ufficiale dei neo-Nazi si legge “Alba Dorata (Chrissi Avgi)dalla parte degli scioperanti delle Acciaieri Greche!” I neo-Nazi hanno pagato la visita alla fabbrica e hanno distribuito beni di consumo su cui hanno messo degli adesivi con il loro nome e la bandiera nazionale, su cuisi legge il loro motto razzista “…per pulire il luogo per bene”. E cosa hanno fatto gli scioperanti? Hanno accettato la loro “offerta” ed hanno anche permesso loro di diffondere la loro vomitevole propaganda. Abbiamo visto il relativo video; sappiamo che ciò è vero; non ci interessa mostrarvi questo sudiciume, Quello che vogliamo dire è che questa è una completa vergogna per ciò che riguarda il concetto di lotta sindacale. Non solo i metalmeccanici di Aspropyrgos non hanno finora tagliato i loro legami con gli stalinisti del KKE e del PAME, ma ora alcuni di loro hanno avuto il coraggio di applaudire gli assassini di Alba Dorata. Anche se questi scioperanti potessero ritrovare quel poco di dignità che gli è rimasta e denunciassero pubblicamente la visita dei neo-Nazi nella fabbrica (17-02), noi chiariamo che non tollereremo nessun altro discorso dei neo-Nazi al riguardo delle lotte dei lavoratori. Non è solo assurdo, ma ci fà fottutamente incazzare. La forte ondata della stessa solidarietà, mostrata ai metalmeccanici dalla gente attraverso la nazione e il mondo durante tutti i passati 108 giorni del loro sciopero, domanda loro di non peggiorare le cose.

In culo ai neo-Nazi. Non comprare la loro merda.
Guerra civile sociale!

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Germania: Solidarieta’ con la rivolta sociale in Grecia

Una chiamata spontanea per presidi di protesta di fronte alle principali stazioni ferroviarie, a partire dal 13 Febbraio, alle ore 20.00 ora tedesca (liberamente tradotto)

Organizziamo dei presidi dal 13-02-2012, alle 20.00, nei piazzali della stazione ferroviaria centrale e mostriamo la nostra solidarieta’ con la ribellione sociale – oggi, non domani.

I risentimenti nazionalisti e razzisti contro la Grecia sono insopportabili. I politici, i mezzi di comunicazione e grandi parti della popolazione tedesca disinformata mentono deliberatamente nelle loro “analisi” sullo stato attuale del sistema capitalistico. Gli effetti della morsa della Troika vengono banalizzate, svalutando cosi la protesta giustificata.

Ad Atene e in molte altre citta’, la resistenza ha ormai raggiunto un nuovo picco. Non possiamo lasciare le vittime del sistema capitalistico da sole, ne’ permettere che le persone vengano derubate della loro dignita’ umana. Non dobbiamo cadere nella trappola di chi sta’ al potere che vuole metterci l’uno contro l’altro per riuscire a realizzare i loro piani.

Ci resta solo la solidarieta’ ; altrimenti il caso della Grecia diventera’ un paradigma per tutti noi.

L’idea e’ che si parta da oggi con le azioni di protesta, ad esempio dovremmo stare insieme in spazi pubblici. Se siamo abbastanza persone, potrebbero essere organizzate manifestazioni spontanee. Ma anche con poche persone, si puo’ comunque attirare l’attenzione, per esempio se si decide di distribuire volantini relativi o posizionare uno striscione di solidarieta’. Non esiste uno standard su quello che le persone possono fare per una campagna di successo. Non e’ cieco attivismo cio’ che si e’ attivato oggi.

Se siamo onesti, nessuna protesta anti capitalista qui e’ stata fruttuosa finora. Cosi’, ecco una chiamata improvvisa per un concentramento al piazzale della stazione ferroviaria centrale per gridare e rendere visibile la nostra solidarieta’ ; solidarieta’ globale con la ribellione sociale in Grecia. Resistere alle condizioni capitaliste!

Questa chiamata non arriva da nessun gruppo o partito. Alziamo le nostre voci insieme, senza nessun o nessuna portavoce

Dal 13/02/2012, ci riuniamo dalle 20.00 nei piazzali della stazione ferroviaria centrale. Oggi e’ solo l’inizio. Partiamo con una mobilitazione di protesta mondiale.

La solidarieta’ e’ la nostra arma !

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