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Contra Info: Rete di traduzioni di contro-informazione

Contra Info è un nodo internazionale multilingue di contro-informazione e traduzione, una struttura gestita da anarchici, anti-autoritari e libertari attivi in diverse parti del mondo. Leggi tutto »

Vienna: Attentati all’Ambasciata italiana – Solidarietà con gli anarchici imprigionati a Torino!

Ricevuto il 25 maggio

Ieri sera, per esprimere la nostra solidarietà attiva, abbiamo attaccato l’Ambasciata italiana con bombe a colori. Per l’immediato rilascio di Antonio, Antonio e Francisco, che sono in prigione dal 3 maggio.

Per l’abrogazione degli arresti domiciliari di Giada, Fabiola e Camille. Sono accusati di resistere a un ricerca della polizia nel loro quartiere in febbraio.

in tedesco, inglese, portoghese

Cosenza: Presentazione del giornale anarchico “Vetriolo”

Cliccare sull’immagine per scaricare il PDF

Sabato 10 giugno, presentazione della rivista “Vetriolo”

“Lo Stato, in quanto organismo vivente, non è autosufficiente, ha una sua funzione ed ha bisogno di nutrimento e appagamento morale. Lo Stato vive in simbiosi e talvolta in conflitto con il sistema più complesso della cui difesa armata è incaricato. Talvolta non si riesce bene a distinguere fra lo Stato e il Capitale. Un ingegnere di una azienda pubblica è un uomo dello Stato o del capitalismo? Un professore universitario, un tecnico del ministero dell’economia, un giuslavorista, sono uomini dello Stato o uomini dei padroni?”

Ore 18.30: presentazione e discussione
Ore 21.00: cena vegana
Ore 22.00: concerto di Pat Atho (folkpunk da Roma)

Spazio anarchico Lunanera
viale della repubblica 293 – Cosenza

lunanera[at]mortemale.org / vetriolo[at]autistici.org

[Italia] Azione diretta: antispecismo e derive qualunquiste

Quanto segue è uno scritto ricevuto per mail in versione anonima, ma potrebbe benissimo essere identificato come un manifesto dei valori caratterizzanti della lotta per la liberazione animale, e che con immenso piacere diffondiamo come fosse una boccata d’aria fresca.
Un’approfondita disanima in relazione a quello che, da qualche tempo, è stato identificato come “antispecismo debole” e di ciò che invece l’antispecismo politico dovrebbe rappresentare.

Azione diretta: antispecismo e derive qualunquiste

(Verso una necessaria convergenza delle lotte in una prospettiva, se pur complicata, di dialogo con le diverse individualità attive, per la liberazione totale)

La storia si ripete, non appena c’è un segno premonitore del radicalizzarsi di una lotta, ecco che spuntano i fossili del riformismo.
Questi giovani “guerrieri” carichi di rughe, invecchiati precocemente, ansiosi di far carriera, di aggiudicarsi un posto caldo nelle stanze del potere, si muovono nel raggruppamento che più gli è congeniale, parlando di rivoluzione, sì, ma con moderazione, magari spedendo qualche email di protesta, oppure in campo, come ad esempio raccogliendo firme per poi scambiarle nelle sedi appropriate.

La forza della democrazia consiste nel mettersi in groppa del cavallo imbizzarrito, dopo averlo pesantemente domato, indirizzarlo verso la staccionata profumata della prigionia sociale e sotto il discreto, ma solerte controllo delle varie strutture della repressione annientarlo.
È quello che sta succedendo esattamente nell’ambiente cosidetto “animalista”, dove dopo anni di suppliche, raccolte di firme, discussioni da salotto davanti al camino, qualcun* si è stancato di stare a guardare lo sterminio ed è passato a praticare l’azione diretta liberando gli altri animali.

Ed ecco che bisogna frenare queste frange di “animalisti impazziti”, dargli una panoramica “limpida” di lotta istituzionale, indirizzarli verso una giusta e coerente battaglia neutrale, liberale e rappresentativa, insomma traghettarli verso le stanze da cui partono gli ordini stessi dello sterminio.
L’Azione diretta non può essere fraintesa, lo stesso termine è esente per principio da infiltrazioni regolamentate dal sistema, se no, crollerebbe ancora prima di materializzarsi come termine.

Come due sponde di un fiume, dove su ogni lato possono vivere ambienti completamente diversi, così i significati di “azione diretta” e “istituzione welfaristica”(cioè la tendenza reazionaria al mantenimento dell’oppressione) difficilmente potranno mai incontrarsi, divisi da acque tumultuose che non consentono, e mai lo faranno, un dialogo su concetti quali liberazione, lotta all’esistente, emancipazione.
Coloro che seguono la strada tortuosa dell’azione diretta sono disposti in linea di massima a dialogare sempre, eccetto con chi permette e mantiene il binomio “benessere-animali” dove per benessere s’intende gabbie più confortevoli (e non libertà del soggetto come l’etimologia del termine suggerisce) e per animali s’intendono soggetti minori (e non individui con pari diritti inalienabili alla vita), moltiplicando di fatto la sofferenza degli altri e ampliando quella forbice che detta le condizioni di chi, da una posizione privilegiata, mantiene la distanza stessa tra i viventi, etichettandoli, in una prospettiva antropocentrica dove eternamente si fonda la miserevole visione del Noi e loro.

La lotta per la liberazione animale non può essere svuotata della sua spinta generatrice di rispetto nelle diversità, nè tantomeno standardizzata a espressioni che di liberazione totale non hanno nulla.
Bisogna necessariamente volgere lo sguardo a chi, per antica tradizione o moderne opere di sfruttamento, è segregato contro la sua volontà e adoperarsi per la sua evasione, anche evidentemente qualora fosse imprigionato in castelli dorati.
Sempre più spesso si assiste a operazioni che delegittimano il lavoro svolto con fatica da attivisti genuini, che con il proprio sudore sul campo applicano l’antispecismo concreto diretto, delegittimati proprio da chi dovrebbe, per complicità solidale, appoggiarli.

Figli naturali del welfarismo reazionario, questi ultimi, moltiplicano il messaggio (attraverso articoli e manifestazioni in strada) che il mutuo aiuto nei confronti degli altri, umani e non, è inconciliabile con la politica (dove per politica intendono, creando confusione e nebbia, l’approccio indivisibile con l’autodeterminazione dei soggetti segregati e nello stesso tempo il teatrino partitico, mischiando in un solo cesto liberazione animale e riformismo).

Frasi come: <Agli animali non interessa la politica> o <Pur di ricevere aiuti economici bisogna aprirsi a tutti, compresi i fascisti>, non fanno altro che creare tensioni e smarrimento nelle altrui sensibilità, sensibilità che pronte a germogliare in direzione di una visione di lotta sincera antispecista, vengono recise da argomenti che ne strutturano il caos interpretativo, agendo da freno in una eterna omologazione sistemica.
Dire che la politica non può entrare quando si parla di liberazione animale è non solo pericoloso (poichè spalanca porte ben note, dove il Sistema attua, avendo strada libera, quelle che si chiamano “manipolazioni ad interesse”: cioè spingere il consenso riformista in profondità e stravolge così le istanze del movimento per la liberazione animale) ma anacronistico.

Se si vuole una liberazione totale dalle oppressioni la politica è cardine, colonna portante, viceversa si sposterebbe il pendolo solo su alcuni animali e non tutti. Il lavoro più arduo (che purtroppo è lapidato continuamente) è cercare di far comprendere l’antispecismo ( e la sua forza formidabile di cambiamento) e successivamente coinvolgere tutte quelle individualità che vogliono un mondo senza muri o reticolati, gabbie o sbarre, allevamenti o mattatoi senza distinzioni di specie.

Gli xenofobi, i fascisti, i razzisti non vogliono un mondo così, anzi lo combattono, per una sorta di supremazia razziale, dove vige la superiorità dell’umano che aiuta “disinteressatamente” gli altri animali in uno dei concetti più specisti che esistano.

Libertà è poter correre in sconfinati prati senza orizzonti, poter nuotare in mari senza reti, poter volare in cieli puliti, poter attraversare dogane, Stati o confini artificialmente costruiti, comprendere il dolore altrui e rispettarne le differenze nel corpo, il resto non è libertà è dominio, e fino a quando il dominio è espressione chiara e palese o celata e manipolata, la strada per la liberazione non sarà conclusa.

[Italia]: Solidarietà ad Alfredo Cospito in sciopero della fame da Vetriolo

Il 3 maggio l’anarchico Alfredo Cospito – prigioniero in regime di AS2 nel carcere di Ferrara per la gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Adinolfi, e di recente destinatario di un altro mandato di arresto per l’operazione “Scripta manent” – ha iniziato uno sciopero della fame della durata di dieci giorni contro la censura che gli blocca la maggior parte della corrispondenza in entrata e in uscita. Alfredo chiede ai compagni e alle compagne di spedire libri, riviste, lettere e materiale cartaceo in quantità, per sostenere il suo sciopero della fame e infrangere l’isolamento dettato dalla censura carceraria.

Il PM Sparagna di Torino impone la censura per i compagni e le compagne imprigionati/e per l’operazione “Scripta manent”. Negli ultimi mesi la censura è divenuta più stringente e molta parte della corrispondenza viene sistematicamente censurata e bloccata; libri, giornali e spedizioni di ogni tipologia quasi mai giungono a destinazione. La censura ha colpito anche uno scritto che lo scorso dicembre Alfredo ci aveva spedito per essere pubblicato su Vetriolo.

Così come in gennaio uno scritto è stato sequestrato ad Anna, per un’altra pubblicazione. Parallelamente nessuna copia del nostro giornale è giunta ad Alfredo e agli altri prigionieri: sequestrato dalle guardie, o spesso semplicemente scomparso.

È chiaro che se l’isolamento nei confronti dei compagni e delle compagne viene intensificato e reso così pressante è anche, e soprattutto, grazie alla censura e al blocco della corrispondenza. È chiaro che per il potere non è tollerabile che i compagni e le compagne possano continuare a contribuire al dibattito tra i refrattari e i nemici dell’autorità. Se il misero lavoro di spionaggio e la censura vengono sistematicamente intensificati è perché il potere suppone e immagina di poter annientare e ammutolire gli anarchici e le anarchiche nelle sue prigioni.

Bisogna fare dunque una breve analisi di questo odioso strumento del dominio. Il visto di censura è una disposizione, ordinata dal PM, che prevede che ogni lettera, in entrata e in uscita, venga letta dal secondino incaricato per questo infame lavoro, scannerizzata e inviata alla Procura. I frutti più succulenti di questo spionaggio dovrebbero poi venire utilizzati nel processo. Un ulteriore incremento di questo strumento è il blocco della corrispondenza: in questo caso il secondino, evidentemente seguendo linee guida indicate dalla magistratura, decide che non solo quella determinata lettera – come tutte le altre – verrà fotocopiata e spedita copia in Procura, ma bensì che essa non può entrare affatto nelle mani del destinatario. Il salto qualitativo applicato nei confronti dei compagni e delle compagne arrestate lo scorso settembre nell’operazione “Scripta manent” è l’utilizzo sistematico di questo blocco. Negli ultimi mesi si è andati verso una progressiva intensificazione dei blocchi della corrispondenza, deteriorando ogni comunicazione e impedendo ormai ai prigionieri di ricevere qualunque tipo di pubblicazione rivoluzionaria.

Una dinamica obbiettiva che, senza vittimismo, va osservata e denunciata. Così come non possiamo non osservare che tale intensificazione non riguarda solo un singolo carcere (quindi le
paranoie securitarie di quel singolo secondino o di quella singola direzione penitenziaria): è evidente che c’è una regia da parte della Procura di Torino. I solidali devono dire chiaramente e coraggiosamente che la responsabilità di questo comportamento liberticida è del dottor Sparagna.

Sparagna non è il solito PM da barzelletta delle numerose inchieste anti-anarchiche. È un “eroe” dell’antimafia. Un gran pezzo di Stato, apprezzato dalla buona borghesia, come testimonia la solidarietà espressa dall’associazione Libera nei suoi confronti, che arrivò persino a paragonare gli anarchici alla ‘ndrangheta. Come il dominio scelga i personaggi a cui affidare le proprie operazioni repressive, per le loro capacità o per le suggestioni simboliche che portano seco, è un altro elemento non trascurabile per una analisi e una pratica rivoluzionaria di solidarietà.

Nella consapevolezza che – nell’immediato, non in un radioso futuro – è la solidarietà nell’azione rivoluzionaria a poter spezzare questo isolamento e a poter distruggere le galere, esprimiamo la nostra solidarietà ad Alfredo in sciopero della fame e agli anarchici e alle anarchiche prigionieri/e.

Le compagne e i compagni della redazione del giornale anarchico Vetriolo

un testo di solidarietà in portoghese qui

Amburgo, Germania: Solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici di AGR-Clarin (Argentina)

Dopo il licenziamento dei lavoratori della tipografia del quotidiano AGR-Clarin, lo stabilimento è occupato da più di due mesi e i lavoratori sono in sciopero. La richiesta è quella di revocare i licenziamenti. Per il momento il padrone cerca di rompere lo sciopero facendo stampare l’edizione domenicale del giornale in Cile. Lo sciopero e l’occupazione hanno trovato un’enorme eco e molti comitati e sindacati sono solidari con i lavoratori e le lavoratrici in lotta..

Tutto questo accade mentre il governo di Macri attacca i diritti dei lavoratori nel contesto di una politica di austerità e cerca di piegare la resistenza di comitati e sindacati. Lo sciopero di AGR-Clarin fa parte della lotta massiccia per conservare i diritti dei lavoratori.

FAU-Amburgo
Comitato Lavoratori Liberi – Amburgo

in inglese, francese

Lüneburg, Germania: Allontanate telecamere di sorveglianza

6 aprile 2017

Poco tempo fa abbiamo tolto varie telecamere di sorveglianza nel centro di Lüneburg. Lo consideriamo un piccolo contributo contro la diffusione generale della sorveglianza in questa città e nelle altre. Nel contesto dell’espulsione e della repressione, la lotta contro la gentrificazione deve essere anche una lotta contro la sorveglianza dilagante!

Poiché la città assomiglia sempre di più a una prigione!
Poiché la libertà per loro è solo la libertà della merce!
Poiché i nemici della libertà sono i nostri nemici!

…e inoltre
SMASH G20!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Francoforte sul Meno: Attacco all’albergo Maritim

13 aprile 2017

Il 22 aprile nell’albergo Maritim a Colonia ha luogo il congresso federale del partito AfD. Ma giovedì eravamo circa 70 attivistx a scendere in strada. La manifestazione spontanea si recava sotto il hotel Maritim vicino alla fiera con attacchinaggio di manifesti contro il sostegno del evento del partito razzista. Spruzzati slogan e vernice sullo stabile, anche alcuni vetri e la porta d’ingresso andavano in frantumi. Già in passato in vari luoghi c’erano delle azioni contro la catena alberghiera Maritim per dissuaderla di sostenere la AfD razzista. Volevamo alzare un un po’ la pressione.

Nel frattempo, la catena alberghiera si nasconde dietro la misera giustificazione di non poter disdire il contratto con la AfD. Ed ecco che il nostro obiettivo è il vertice della ditta e non il personale oppure gli ospiti. AfD è corresponsabile di una sobillazione massicciamente razzista e sessista della popolazione. Che sfocia sempre di nuovo in attacchi del tipo pogrom agli alloggi oppure in maltrattamenti dex profughx. Non siamo dispostx ad accettare questa pressione da destra senza agire.

Dopo la demo a Bockenheim purtroppo ci furono tre arresti, la polizia accorsa in gran ritardo circondava e perquisiva la casa dello studente, il caffè KoZ  e parti del campus. Per assurdo tutte le persone furono sottoposte al sospetto generale di aver partecipato alla manifestazione spontanea di prima. È una nuova qualità dell’arbitrio di polizia a Francoforte. In seguito, circa 150 persone si dimostrarono solidali con lx colpitx, tentarono di impedire il trasferimento dex arrestatx e si recavano sotto il 13. distretto di polizia.

Continueremo a procedere contro i profittatori dell’aizzamento razzista e ad attaccarli!

Impedire il congresso di partito AfD! Attaccare il razzismo!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Colonia: Pietre ad agenzia del lavoro

9 aprile 2017

Questa settimana, il nuovo capo dell’agenzia federale per il lavoro Detlef Scheele ha assunto la sua carica. Vuole stare di più alle costole adex disoccupatx di lunga durata e annuncia un “assedio premuroso”. Come saluto abbiamo “assediato con ostilità” l’agenzia centrale per il lavoro e rotto la facciata in vetro.

Scheele vuole “influenzare” maggiormente la propria clientela e cerca una “intensificazione del contatto” con lx disoccupatx di lunga durata: “Se si è fuori dal proprio lavoro a lungo, a volte ci vuole una spintarella per tornare.” Non ci serve per questa notte, siamo tornatx senza alcuna premura inabilitante e abbiamo “influenzato” la facciata. Scheele, ex senatore per il lavoro e il sociale ad Amburgo vuole aumentare la pressione e nel dibattito attuale rivendica l’agenda 2010. Un’idea del suo modo di esercitare pressione lo dà il suo passato come direttore di un’ente per il lavoro di Amburgo. Parte del programma era un internamento vessatorio in lavori senza senso (da 1 €) dex disoccupatx a lungo termine, lavori nei quali ci si doveva, come intimidazione, fare ammaestrare al lavoro nella sua accezione più bruta.

Corrisponde perfettamente all’iniziativa di Scheele il fatto che si rifaccia vivo uno creduto morto da molto tempo: Peter Hartz, padrino delle ineffabili leggi sui tagli ai sussidi sociali. Questi, inizio maggio a Berlino vorrebbe presentare al pubblico le sue “nuove idee”.

Preferirebbe di gran lunga farlo anonimamente poiché il suo nome sarebbe bruciato. Soffrirebbe ancora del fatto che dal 2003, dall’agenda 2010 in poi, è stato oggetto di malumore, così Hartz in un’intervista di metà marzo. Imperterrito resta fedele allo spirito dell’agenda 2010, vuole solo migliorare e non è d’accordo con l’interpretazione della stellina SPD, Schulz, che dice che l’agenda sarebbe difettosa.

E che cosa ha nei bagagli attuali, “l’attivatore” e l’ex-direttore corrotto di VW?
Nuove proposte di riforma e per degli “strumenti per il mercato del lavoro”. Così, ora vuole attivare anche le persone dai 70 ai 90 anni. Non è un pesce di aprile ma l’intende  assolutamente sul serio! Lx instancabili da lui chiamati “Longinos” dovrebbero dare il loro contributo al mercato del lavoro anche in età molto avanzata – per ora volontariamente.

A tuttx è chiaro che un tale contributo al discorso vuole solo rafforzare l’accettazione di un chiaro innalzamento e poi l’annullamento di un limite massimo dell’età pensionabile. Lavorare tutta la vita dovrebbe diventare normalità. E Peter lo rappresenta come una chance di non essere messx da parte nella vecchiaia.

Evidentemente la sua paura ancestrale, e così il cinico “modernizzatore” torna all’attacco, non ancora contento di aver realizzato sotto il governo rosso-verde la missione storica del finora più massiccio programma di tagli sociali: questo da stronzo potente della SPD sul quale anche in futuro la politica dovrebbe scaricare l’odio dex superflux. Uno che, imperterrito, resta fedele alla distruzione di tutto il sociale per iscriversi così ancora più profondamente nei libri di storia.

Ad ambo i “modernizzatori” va il nostro disprezzo e attacco. Rispondiamo preventivamente con un “assedio poco premuroso”. Se continuate davvero con i giri di vite dei vostri reclami asociali come nel 2004 – 2006, sarete sotto la minaccia di una tutt’altra estensione di “assedio”.

Consideriamo la nostra azione un piccolo contributo al mese di azione di aprile contro il G20 e con questo appoggiamo la campagna “Cambiare rotta, affinché giri il vento!”

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Vernice a Scholz & Friends

6 aprile 2017

Nella notte al 06 aprile è stata ridipinta la facciata di Scholz & Friends. Non è arbitrio ma protesta contro il vertice G20 in luglio ad Amburgo. L’agenzia Scholz & Friends ha creato l’apposito logo. Con quest’azione vogliamo dimostrare che non attacchiamo solo il vertice ma anche tutte le ditte che partecipano e lo sostengono. E continuerà! Siamo solidali con le altre proteste anticapitaliste contro il G20 e non vediamo l’ora che ci siano delle azioni adesso, nel mese di azione, e dopo!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Cile: Striscione allusivo alla Giornata del Giovane Combattente della Biblioteca Antiautoritaria Libertad

Prima della Giornata del Giovane Combattente abbiamo lanciato dei volantini e abbiamo esposto uno striscione a pochi passi da dove si trove il nostro progetto di biblioteca, striscione che diceva: “29 MARZO GIORNATA DEL GIOVANE COMBATTENTE MEMORIA RESISTENZA RIBELLIONE”.

PS: [Sul progetto] La nostra biblioteca, autodefinita come antiautoritaria e insurrezionale, è attiva in un villaggio dall’estate 2017. La biblioteca si installa in strada e ha lo scopo di incentivare e diffondere la lettura preso chiunque si avvicini al nostro stand, e in questo modo diffondiamo gratuitamente, con un contributo volontario e/o scambio libri, riviste, fanzine etc. catalogati in tre sezioni: per bambini, romanzi e politica. Naturalmente non nascondiamo le nostre idee, i nostri scopi e il nostro progetto non ha fini commerciali. Questi sono i pilastri fondamentali di questa iniziativa che cerca di essere un aporte in più nella lotta per la libertà e l’anarchia.

Da qualche parte sul territorio cileno
Biblioteca Antiautoritaria Libertad
Autunno, 2017

in spagnolo, portoghese, tedesco

Nantes, Francia: Un saluto alle due nuove permanenze FN in Loira-Atlantica…

Mentre la vecchia permanenza del Front National a Nantes ha chiuso l’estate scorsa, in particolare dopo diverse decorazioni ed espressioni popolari, il partito ha ritenuto fosse il caso di installarsi in Loira-Atlantica aprendo due permanenze, a Varades e a Nantes.

Il Front National ha dovuto farsi fregare dall’agenzia immobiliare. Nonostante il 25 febbraio più di 5000 personne abbiano dichiarato a gran voce che rifiutavano le idee dell’estrema destra, il rinchiudersi in se stessi, la paura dell’altro, malgrado la parte ovest del paese sia sempre stata terra di lotta rivoluzionaria e antireazionaria, il partito continua a voler mettere radici sul sangue e il sudore degli/lle oppress*.

A fingere di combattere quello che è: un partito diretto da un clan familiare ricchissimo, che raccoglie nazisti, identitari violenti e razzisti senza complessi, un partito che cerca il potere esclusivamente per il proprio interese, “nel nome del popolo”,  instrumentalizzando le sofferenze provocate dal capitalismo e che nonostante questo applicherà le stesse politiche d’austerità che hanno condotto i liberali al potere da 30 anni.

Quegli stessi governi che attuano ogni giorno di più apertamente il programma e le idee del Front National. Massiccio riarmo della polizia, aumento della sorveglianza sulla popolazione, politiche razziste e sessite, caccia ai/lle migrant*, stato d’emergenza permanente. Governo autoritario.

Noi non dimentichiamo che il fascismo può benissimo insediarsi alla testa di un paese in maniera legale e gli rifiutiamo il diritto di esistere. Non lasceremo che l’estrema destra prenda il controllo degli animi con la complicità passiva e attiva della destra come della sinistra.

Chi fa passare la legge “Lavora!”, chi copre i poliziotti stupratori, uccide dei manifestanti e picchia degli agricoltori? Chi fa il gioco del FN ?

Nella notta da domenica a lunedì abbiamo fatto visita contemporaneamente alle due permanenze da poco aperte in provincia.

Dato che la decorazione non ci piaceva granché abbiamo trovato carino di ridipingere le pareti, pulire il pavimento e occuparci di alcuni quadri di cattivo gusto. I divani non passavano dalla porta e quindi siamo stati costretti a spaccare vetri e finestre. Speriamo che i militanti della permanenza FN di Varades non ce ne vogliano per la vivacità del trasloco. E benché ecologisti non abbiamo chiuso i rubinetti. Sbagliando si impara.

Questo primo trasloco è gratis, non manderemo la fattura! I prossimi saranno più cari.

GUT – Gruppi Unificati di Traslocatori

Berlino: Bruciata auto di nazista

5 aprile 2017

Nella notte da martedì a mercoledì abbiamo dato fuoco all’auto della ditta e nel contempo privata del porco nazi Norman Will.
Norman Will (Smetanastrasse 49, Berlin-Weißensee) partecipava all’attacco contro Lipsia Connewitz avvenuto l’anno passato nel mese di gennaio.

Altre info https://le1101.noblogs.org
Vendetta per Connewitz!
Contrastare le attività nazi a Berlino con la pratica militante!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Mannheim, Germania: Vernice alle autorità per le riunioni

11 aprile 2017

Abbiamo attaccato con la vernice l’autorità per le riunioni a Mannheim.
La collaborazione tra la Germania e il regime assassino e della tortura turco è insopportabile già da tanto. Con la sua partnership nella sicurezza e le sue esportazioni di armi, la Germania è direttamente corresponsabile per i massacri nelle città curde. Nel contempo il movimento di liberazione curdo nella RFT è criminalizzato. Gli sbirri tedeschi collaborano in modo sempre più assurdo con i loro comari assassini in Turchia.

Nel frattempo in Germania è stato vietato un segno del movimento di liberazione curdo. Tra cui uno delle organizzazioni che hanno iniziato la sconfitta dell’IS in Siria. Ora vietano già le riunioni, come quella del 8/4 a Mannheim, che volevano portare in strada la protesta contro l’IS. Questa protesta e rabbia per queste condizioni dovrà ora trovare altre vie ed altri mezzi…

Ci solidarizziamo con chi attualmente è in sciopero della fame nelle prigioni turche e con tutte le forze progressiste che resistono in Turchia!

Viva la solidarietà internazionale!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Incendiate auto della Securitas

5 aprile 2017

Visto che disprezziamo ogni tipo d’autorità, la notte scorsa abbiamo dato fuoco a un’auto della ditta della sicurezza “Securitas”. Le condizioni in cui ci muoviamo vogliono chiarirci giorno per giorno che sono loro, i politici, giudici, PM e le autorità, le merde di insegnanti, i controllori oppure, appunto, gli sbirri ed i loro cagnolini della Securitas a stare al sopra di noi e a controllare la nostra vita. Questa situazione è totalmente inaccettabile. Possiamo provvedere a noi stessx e capiamo benissimo che sono loro l’ostacolo per una vita emancipata. Poiché ci sono per difendere la libertà di chi domina. Non la libertà dex senza dominio.

Poiché la nostra forma di libertà fatta di solidarietà e di rispetto e di attenzione per il nostro ambiente che supera il pensiero capitalista sarebbe la loro fine. Il mondo anarchico sarebbe la loro perdita di potere e la morte del loro mondo.
Entro pochi mesi c’è il vertice del dominio ad Amburgo.
C’è tanto da fare.

Fate attenzione a voi stessx. Ci vediamo per strada.
Fuoco a chi mantiene in piedi il potere. Fuoco ai G20 e al loro sistema.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Atene: Lista delle cose necessarie allo squat Themistokleous 58

Dopo più di un anno di esistenza, lo squat anarchico e progetto di alloggio per persone con e senza documenti Themistokleous 58 a Exarchia, nel centro di Atene, ha ancora bisogno di solidarietà tangibile per il suo funzionamento.

Ecco una lista attuale di ciò di cui abbiamo bisogno.

Cibarie: Olio (di oliva/di semi di mais), riso, pasta, sugo di pomodoro, fagioli, lenticchie, ceci, uova, patate, latte condensato, cibo per cani.

Prodotti per l’igiene: Candeggina, detersivo per piatti, detersivo per lavatrice, spugne, sacchi per la spazzatura, mocio.

Igiene personale: Shampo, schiuma da barba e rasoi, carta igienica, dentifricio e spazzolini.

Prodotti generici: Lampadine (a vite e a baionetta), vernice, sedie.

Accettiamo anche sostegno di tipo economico (non da ONG o altre istituzioni di Stato/Capitale) per coprire i bisogni strutturali dello squat e le spese mediche occasionali. Per chi desidera contribuire dall’estero l’indirizzo del nostro portafoglio bitcoin è: 1aXVM16soZt4ZisC8ZttuqvzztVKFBCMz

Ne approfittiamo per ringraziare chiunque ci ha aiutato come poteva fino a questo momento.

Amore, rabbia e solidarietà!
Squat Themistokleous 58

in inglese

Berlino: Vernice a proprietaria di abitazione vacanziera

4 aprile 2017

Nella notte a oggi, il cinema in Nansenstrasse è stato dotato di un po’ di vernice. La gestrice Carla Molino possiede anche abitazioni vacanziere nel quartiere. Una fu occupata l’anno scorso e ora sono in corso delle investigazioni contro lx compas.

L’affare con le case vacanziere contribuisce alla veloce estensione della gentrificazione di Neukölln. Questo processo colpisce sempre più persone e progetti. Per esempio dal 01/04/2017 la Friedel 54 è di nuovo sotto acuta minaccia di sgombero. Preparatevi a uno sgombero imminente.

Friedel rimane!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Maisach, Germania: Vernice a luogo d’iniziative AfD

4 aprile 2017

Nella notte dal 3 al 4 aprile abbiamo attaccato il Bräuerstübl Maisach con la vernice.
L’oste il 19 marzo offriva un palcoscenico ad Alexander Gauland, vice di AfD e nemico dell’umanità. L’incontro serviva da consulenza alla direzione strategica della AfD e con questo al perfezionamento del suo aizzamento ostile a LGBTQI, antisemita, razzista, sessista e nazionalista. Anche la richiesta del partito di ampliare lo Stato di polizia e di sorveglianza è inconciliabile con la nostra idea di una società libera dal dominio.

Persone che danno spazio a questi contenuti devono contare con la nostra resistenza.
Niente spazi per AfD! Per una società solidale e libera da ogni oppressione!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Wuppertal, Germania: Vernice e pietre a ufficio giudiziario

7 aprile 2017

L’ingiustizia quotidiana ci infastidisce tantissimo. Da una parte s’accumula ricchezza e dall’altra parte ci si deve girare e rigirare per le prime necessità. Senza ricchezza niente povertà e viceversa! In questa situazione s’è costrettx a vivere con debiti sempre maggiori e in città come Wuppertal sono tante le persone  sono sommerse di debiti. È il momento in cui non sai più che pesci pigliare ed eccoli: gli ufficiali giudiziari.

Se non puoi più pagare l’affitto vengono su ordine dei padroni di casa, hai viaggiato senza biglietto e non puoi più pagare le multe, ecco che vengono e ti tolgono pure il resto. Hanno una funzione schifosa in questa società. Sono, esattamente come gli sbirri, dei bassi sgherri dello Stato e del capitale e ogni giorno lottano spesso fianco a fianco con gli sbirri contro lx nullatenenti, lx esclusx e sventuratx. Ecco il perché della nostra piccola visita in Klophausstraße la mattina presto con vernice e pietre. Iniziamo a non più accettare le porcate quotidiane, e a contrattaccare.

Consideriamo la nostra piccola azione un modesto contributo al mese d’azione aprile alla vigilia del G20 ad Amburgo e alla campagna “cambiare rotta”. Poiché il rafforzamento dex fascistx di AfD ha anche molto da vedere con la lotta troppo debole contro l’ingiustizia in questa società! Le lotte sociali e l’antifascismo sono tutt’uno!

Contro un mondo dei ricchi e i loro sgherri – per la rivoluzione sociale – in strada per un 1° maggio autonomo!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Attentati incendiari ad auto private

31 marzo 2017

Fuoco e vernice ai ricconi di Amburgo Axel Schröder (MPC) e Jürgen Grossmann (exRWE).

“Chi dovrà pagare tanto, chi ha ordinato tanto, chi ha tanti dindi dindi, chi ha tanti soldi?”
Abbiamo fatto una puntatina presso due ville con vista sull’Elba, dove conviene distruggere l’una o l’altra proprietà, fare dei colpi criminali o marcare quel che più tardi in buona vecchia tradizione socialista dovrebbe essere messo a disposizione ax bisognosx come luogo di riposo.

Le più recenti ricerche sulla distribuzione della povertà e della ricchezza in Germania parlano chiaro. L’associazione per il benessere paritetico considera che 17 milioni di persone sarebbero minacciate di povertà, 335’000 sono senza abitazione, 39’000 vivono per strada (2000 ad Amburgo). Nel 2015 furono ordinati 330’000 tagli della corrente (ad Amburgo 11’000) e 44’000 tagli del gas.

Riassumendo in modo pregnante, il rapporto conclude che in media una persona povera vive 10 anni in meno di una benestante. Secondo il rapporto del governo federale sulla povertà e sulla ricchezza, il 10% dei focolari più ricchi possiede più del 50% del patrimonio netto della Germania. L’istituto tedesco per l’economia parte addirittura dal 60%. La metà più bassa dei focolari non arriva all’1% del patrimonio.

In una città che quale in un batter d’occhio condona 550 milioni di € di tasse all’armatore Kortüm, e che presto tirerà dalle tasche dei contribuenti 16 miliardi di € per il disbrigo della banca che in passato era la più grande del mondo per il finanziamento navale, la HSH Nordbank, quest’inverno ax senzatetto soffiava in faccia un vento particolarmente crudele.

Per l’ennesima volta, l’associazione turistica Amburgo presentava l’accattonaggio come peso insostenibile per la gente di Amburgo e i/le turistx, chiedendo di scacciare le “bande d’accattonx” dal centro città. Il  capo distrettuale Mitte e tenente colonnello dell’esercito federale Drossmann ordina ai suoi sbirri di svegliare alle 6:30 e scacciare chi dorme davanti ai supermercati di Amburgo.

Quest’inverno, l’amministrazione sociale per il programma d’emergenza invernale distingueva tra senzatetto “volontari” e “involontari”. Lx senzatetto “volontarx” con presunti indirizzi stabili in Bulgaria e Romania, dopo una “consulenza di prospettiva” furono costrettx a pernottare in un locale riscaldato, lasciare Amburgo oppure dormire all’addiaccio per poi farsi svegliare dagli sbirri di Drossmann.

Questi problemi sono sconosciuti alle famiglie Axel Schröder (Falkensteiner Ufer 20, 28, 28a e 32!) e Jürgen Grossmann (Elbschaussee 189). Grossmann negli ultimi anni ha perso un mucchio di soldi ma possiede tuttora 150 milioni. Come capo di RWE era un irriducibile sostenitore dell’energia nucleare e responsabile per i tagli di corrente dex clienti di RWE. Attualmente, il capo dell’acciaieria Georgsmarienhütte si sta costruendo una villa da 10 milioni vicino a un attracco sull’Elba. Come hobby si permette il ristorante di lusso “La Vie” ad Osnabrück. La sua villa l’abbiamo sporcata con un bel po’ di vernice. Axel Schröder senior e junior dirigono gli affari di Münchsmeyer Petersen Capital. Davanti alle case dei Schröder abbiamo bruciato alcune macchine di lusso.

Proponiamo di utilizzare il tempo selvaggio del vertice G20 per visite a domicilio presso lx più di 40’000 milionarx di Amburgo e di considerarlo nei piani d’azione.

Ad Amburgo ai ricconi si dice Tschüss
31 marzo e 2 aprile 2017

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Londra: Comunicato di alcun* abitanti infuriat* di Croydon

Il 31 marzo un ragazzo, Reker Ahmed, è stato selvaggiamente picchiato da una banda nel borgo di Croydon mentre aspettava l’autobus. La banda (di quasi 25 persone) si è avvicinata al ragazzo e dopo avergli chiesto da dove veniva, lo ha cacciato e lo ha attaccato, lasciandolo in fin di vita. Aveva solo 17 anni e aveva richiesto asilo nel Regno Unito. L’attacco si è svolto nel Shrublands Estate, a Shirley, un’area operaia e variegata e ha un significato che ha compito profondamente la comunità locale.

Come risposta alla violenza razzista e xenofoba, scegliamo di decorare il quartiere con la nostra indignazione. Offrendo un messaggio di solidarietà qui, dimostriamo la nostra solidarietà ovunque; dagli Stati Uniti alla Grecia, dalla Bielorussia al Medio Oriente; a tutte le vittime dello Stato, del programma di confini e a tutte le vittime di crimini d’odio.

Volevamo che fosse un messaggio chiaro da parte della comunità, ma che fosse destinato anche ai responsabili. Al momento non eravamo ancora sicur* se fosse un attacco perpetrato da persone del vicinato, cosa improbabile e senza precedenti in una comunità così unita e diversa. Alla fine, purtroppo, la banda era formata da persone di diversi ambienti. È vero che il nazionalismo sfuma la verità della classe dominante e le gerarchie razziali e ci identifica con la nostra stessa oppressione. Ma la reazione alla nostra azione ha rivelato esattamente quello che sospettavamo; che si è trattato di un attacco sostenuto da gente che si ritiene FASCISTA probabilmente all’interno dell’area.

La copertura mediatica dell’evento ha parlato dell’incidente come un ‘presunto crimine d’odio’ e si è astenuta dal descrivere l’incidente come esplicitamente fascista. In ogni caso un graffiti nazista è stato dipinto e lo consideriamo come una prova evidente del fatto che l’attacco non è stato un caso arbitrario di violenza di gruppo; but conteneva una ragione mirata e politicamente intesa: l’odio verso i/le migrant*. (Nel frattempo abbiamo coperto e sovvertito il graffito fascista: vedere qui sotto)

CHE SIA BEN CHIARO:

– Non resteremo a guardare mentre i/le migrant* vengono usati come capro espiatorio e vengono brutalizzati, incoraggiati dalla retorica fascista dei governi e delle loro avanguardie mediatiche di estrema destra.
– Non permetteremo che il controllo dell’immigrazione strappi delle persone dalle nostre comunità e li condanni alla deportazione e la morte.
– Non saremo intimiditi di fronte al Brexit e la rinascita tossica della politica di estrema destra.
– Risponderemo come si deve a ogni minaccia e alla violenza che infliggono alle nostre comunità.

PERCHÉ?

Probabilmente non è una coincidenza che l’attacco abbia avuto luogo la notte prima che Britain First tenesse un patetico, minuscolo raduno di estrema destra nel cuore di Londra. La maggior parte degli anti-fascisti e di coloro che hanno buon senso politico capisce che nel Regno Unito l’estrema destra è attualmente divisa e disorganizzata, ma il Brexit è una forza storica che comporta la possibilità di una presenza fascista rafforzata nelle nostre strade.

È urgente e necessario EDUCARCI, PREPARARCI e cominciare a ORGANIZZARCI all’interno delle nostre comunità utilizzando dialogo e azione. Dobbiamo rafforzarci per sfidare e fermare la logica di dominazione ovunque spunti una delle sue mille teste; dall’idea dello Stato al lungo collo del fascismo, non abbiamo paura e continueremo a lottare.

Croydon è attiva, Croydon è migrante, Croydon è forte.

Ai fascisti di Shrubland: SIETE NEL QUARTIERE SBAGLIATO, RESTATE NASCOSTI.
A tutt* gli/le altr*: HANNO PAURA. FACCIAMO CHE CONTINUI.
GIUSTIZIA PER REKER AHMED.

SOLIDARIETÀ CON LA LOTTA INTERNAZIONALE CONTRO IL FASCISMO!!

Dresda, Germania: Bruciata auto del politologo Werner J. Patzelt

28 marzo 2017

A Dresda da ormai quasi 2 anni e mezzo quasi tutti i lunedì scendono per strada migliaia di persone per fare propaganda razzista e nazionalista e per portare il terrore e la denigrazione nella larga massa della società.

Ma non solo da allora si vedono tali tendenze a Dresda. Ma perché?
Iniziando con la più grande sfilata nazi d’Europa nel passato (1) fino alla persecuzione di ogni controprotesta (2/3), il paese federale e questa città furono governate per decenni da un governo conservatore nero-marrone. Che impiegò pubblici ufficiali (4), impiegatx (5) e giudici (6) che da allora portano avanti e perfezionano la loro politica (7).

Ma non solo l’esecutivo, la giudicativa e la legislativa ne erano affette. Anche la formazione, e perciò l’impalcatura sociale, fu occupata con affermate “personalità” conservatrici (8 e 8.1). Inoltre, nel territorio (9) ed in città (10) nascevano dei gruppi fascisti violenti. Nacquero gruppi di destra come la NSU (11), la “Oldschool Society” e il gruppo “Freital” (13) che potevano contare su di un sacco di sostenitrix in Sassonia e quasi non dovevano preoccuparsi di essere perseguiti. Non a torto, fuori dal Bundesland tali condizioni furono chiamate “sassoni”.
Ecco perché abbiamo deciso d’innalzare il livello del nostro intervento contro queste “condizioni sassoni” incendiando, nella notte al 28 marzo, l’auto (DD:WA 95) del noto politologo Werner J. Patzelt.

Patzelt è da lungi tempo membro della CDU e uno di questi “prominenti” in Sassonia che con la loro scienza offrono la base intellettuale per la politica conservatrice, razzista e nazionalista. Le sue esternazioni (14), le sue comparse (14 e 15) ed interviste (16) suscitano sempre nuovo clamore. Né i media né l’università si vedevano costrette d’escludere Patzelt, al contrario, gli hanno sempre di nuovo concesso spazio per le sue tirate razziste (17).

Sappiamo che il pubblico parlerà di nuovo di un attentato vile e brutale. Parleranno anche di una nuova escalation. L’accettiamo di buon grado!

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Göttingen, Germania: Attaccata casa di un nazi

28 marzo 2017

Nella notte da lunedì a martedì abbiamo attaccato l’abitazione del nazi Michael Linne a Göttingen in Rehbachstraße 4 con le pietre e la vernice. Michael Linne è un nazi dichiarato e sostenitore del “Freundeskreis/Thügida” che per il 01/04 incita a una manifestazione.

Venite a Göttingen il 01/04 e impedite la sfilata nazi con ogni mezzo!

Altre info su Michael Linne le trovate su https://linksunten.indymedia.org/en/node/205147

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Hannover, Germania: Pece e vetri rotti ad immobiliare

3 aprile 2017

Toccò a quelli giusti! Lunedì 03 aprile 2017 abbiamo fatto visita notturna alle amministratrici immobiliari Haack e WohnWert (parte di Kindler & Fries) e di Haack abbiamo messo fuori uso una vettura (latte acido nel condizionatore, pece ai vetri) e presso WohnWert abbiamo distrutto l’entrata in vetro.

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[Italia]: Per un Giugno Pericoloso

Scritto a partire dalle riflessioni degli incontri ‘A testa alta’

In questo sistema di dominio la repressione statale è parte fondamentale e una delle sue espressioni più infime; non ci sorprende che storicamente ad essere attaccati con più forza siano quelli che non si lasciano recuperare dal sistema di potere, ovvero le individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli.

Queste ultime, alla repressione fisica, psicologica, morale, sociale ed economica portata avanti da tutte le componenti del potere democratico ed alla brutale violenza indiscriminata dei loro bracci armati e della magistratura, contrappongono l’azione diretta mirata contro i responsabili dell’oppressione, la distruzione creativa e liberatrice dei luoghi del dominio e il sabotaggio ai danni delle sue infrastrutture, per porre fine o quanto meno ostacolare le cause dello sfruttamento e dell’oppressione dell’essere umano sull’essere umano, sulla terra e sugli animali.
Nell’ottica della liberazione totale, assistere passivi alla riproduzione del dominio è essere complici, perciò c’è chi continua ad alzare la testa e ribellarsi.

In conseguenza a ciò il potere mette in atto le sue strategie repressive e continuano i processi e i procedimenti contro compagni in riferimento ad azioni, momenti di conflittualità e scritti; il prossimo mese si terrà l’udienza in cassazione della cosiddetta operazione Shadow, in cui alcuni compagni ed una compagna sono accusati, tra le altre cose, di istigazione a delinquere per la pubblicazione della rivista KNO3. * (NdR: L’Operazione Shadow è il procedimento per 270 bis che la Procura di Perugia attuò nel 2008. Il reato associativo cadrà in primo grado ed in appello si concretizzerà, nel 2015, ad una condanna di 3 anni per due compagni e ad un terzo compagno indagato a piede libero per 302 c.p. con l’aggravante di finalità al terrorismo per gli articoli di KNO3 ed a condanne ad altri compagni per tentato sabotaggio ad una linea ferroviaria e furto d’auto.)

Questi procedimenti sono un’espressione della guerra che l’autorità porta avanti contro il connubio tra pensiero e azione che è il fondamento della pericolosità dell’anarchismo. Ogni operazione sbirresca, aldilà degli individui e delle lotte specifiche, mira a colpire i concetti cardine del pensiero e del metodo anti-autoritario come l’azione diretta, il rifiuto della delega e la solidarietà.

A partire da queste riflessioni, negli incontri che si sono sviluppati a seguito degli arresti dell’operazione Scripta Manent, anziché soffermarsi a discutere delle strategie repressive, si è sentita la necessità di non ridurre la solidarietà a un sostegno tecnico a chi è in carcere, ma di allargare lo spettro delle nostre analisi.
In questo senso, ci si è confrontati su come la solidarietà sia un elemento fondamentale del nostro agire anarchico e dei rapporti di complicità volti alla distruzione del dominio; una solidarietà che vada quindi al di là degli attacchi della repressione, e sia in grado di non farsi soffocare dalle specificità dei percorsi di lotta, nel momento in cui ci si riconosce in una tensione comune di attacco. In particolare, la solidarietà attiva è uno strumento essenziale per rispondere alla violenza dello stato, per non ricevere passivamente i suoi colpi, per mantenere un carattere di attacco di fronte ad essi, così da non sviluppare atteggiamenti al ribasso e vittimistici, che è proprio ciò che la repressione si auspica. Ragionando in un’ottica offensiva, di conflittualità permanente ed internazionalista, al di là dei differenti percorsi di ognuno, si riduce il rischio dell’isolamento, invalidando uno degli obiettivi principali del nemico.

Esprimere solidarietà nei confronti di contesti e progetti specifici non significa doversi uniformare ai discorsi ed alle pratiche di chi viene colpito, e nemmeno inserirsi necessariamente nella scia di una lotta o di una pratica: riconoscendoci in un orizzonte comune, è possibile agire in solidarietà secondo la propria tensione individuale.

La creazione di rapporti di solidarietà, a livello locale come internazionale, è un obiettivo strategico, che dovremmo porci per cercare di far fronte al potenziamento dei mezzi e delle volontà repressive nei confronti delle individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli.

Pensiamo sia necessario indirizzare le nostre proposte, progettualità ed obiettivi verso la distruzione di questo sistema, che struttura i rapporti sociali e di dominio appiattendo il dissenso attraverso il recupero e, quando non è possibile, eliminandolo attraverso la repressione.

In questo senso, riconosciamo l’importanza della multiformità di tensioni e pratiche all’interno dell’anarchismo, proprio perché più differenze ci sono in un contesto, maggiore è la possibilità di non immobilizzarsi su posizioni prestabilite e dogmatiche, a condizione che ogni lotta e attacco specifico si inserisca nell’ottica più ampia della tensione alla sovversione.
Riconoscere il valore di questa diversità vuol dire anche porre le basi per contrastare ogni tendenza accentratrice ed egemonizzatrice nell’anarchismo.
Questo è possibile solo attraverso un atteggiamento di autocritica e critica costante tra i diversi approcci, che vada nella direzione di una crescita qualitativamente significativa, tanto dell’analisi di ciò che ci circonda, quanto delle diverse maniere possibili per organizzare la distruzione di ciò che ci opprime.

Rifiutando di catalogare e far catalogare le nostre diverse tensioni in aree identitarie, pensiamo che ogni attacco all’autorità interagisce all’interno dei meccanismi e rapporti sociali e contemporaneamente agisce contro la società stessa.

Da un punto di vista strategico una multiformità di pratiche è utile per alimentare la complessità di forme di organizzazione e di attacco, stimolando così la discussione su mezzi e fini all’interno delle diverse progettualità anarchiche d’azione. Capire come valorizzare questa multiformità, senza diluire i contenuti nell’ottica di un comune progetto di distruzione totale di questo sistema di dominio, è una necessità impellente.
È importante considerare le diverse proposte e progettualità non come antitetiche e statiche ma come strumenti, risorse e possibilità a disposizione degli anarchici e delle anarchiche, purché abbiano alcune caratteristiche che riteniamo fondamentali, quali la conflittualità permanente, l’attacco, l’indipendenza da strutture politiche istituzionali e/o organizzate gerarchicamente,  e l’informalità come strumento organizzativo.

Parlando di conflittualità permanente intendiamo una tensione all’irrecuperabilità delle nostre pratiche e discorsi, il rifiuto di sottoporre il nostro agire a valutazioni opportunistiche. Con questo non si esclude la possibilità di sviluppare una strategia relativa alle modalità e agli obiettivi, ma questa non può essere la giustificazione dell’attendismo, né dell’annacquamento dei propri contenuti in un’ottica di allargamento quantitativo.
Ribadiamo da questo punto di vista il rifiuto di ogni intervento di collaborazione con il potere o che presti il fianco al recupero. Con quest’ultimo termine intendiamo la strategia del potere di inglobare le esperienze ed i comportamenti per esso potenzialmente pericolosi, reindirizzandoli ai suoi scopi.

Nelle democrazie il meccanismo del recupero è complementare al volto più duro della repressione ed ha il  fine di perpetuare questo sistema di sfruttamento e oppressione: il tentativo di inclusione e integrazione di alcune forme di rifiuto è volto ad aumentare la partecipazione al gioco politico, creando divisioni per poter più facilmente attaccare chi allo spettacolo della società non vuole partecipare.

L’azione anarchica diretta alla distruzione della società del dominio risponde sia alla pulsione che rifiuta l’autorità e quindi non media con essa, mirando ad abbatterla violentemente, sia ad una più ampia strategia che parta dalla consapevolezza che non si vivrà mai liberi creando isole all’interno di questa società di massa.
È quindi imprescindibile che una lotta, affinché non sia riformista, contempli come pratica l’attacco diretto.

In seguito all’operazione Scripta Manent si trovano al momento, Alfredo, Nicola, Danilo, Valentina, Anna, Marco e Sandrone nelle sezioni di alta sicurezza, sottoposti a limitazioni e censura della comunicazione con l’esterno.
Altri anarchici si trovano nelle carceri in Italia e nel mondo, altri ancora qui e altrove sono sottoposti a diverse misure restrittive, come arresti domiciliari e obblighi di dimora.

Lanciamo per il mese di Giugno una mobilitazione in solidarietà alle individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli colpite dalla repressione, come momento di coordinamento tra iniziative e pratiche.

Roma, 30 aprile 2017

Anarchiche e Anarchici

in portoghese

Grecia: Solidarietà col compagno Panagiotis Aspiotis

L’anarchico Panagiotis Aspiotis – attualmente incarcerato nella prigione di Korydallos – ha iniziato uno sciopero della fame mercoledì 22 marzo, per protestare contro il rifiuto della sua iscrizione all’Istituto professionale (IVT) pubblico della prigione benché ne avesse i requisiti. Qualche giorno fa, altri quattro prigionieri si sono uniti allo sciopero della fame per la stessa ragione.

Nella precedente richiesta di trasferimento, P. Aspiotis aveva invocato ragioni di studio – dato che era stato ammesso all’IVT della prigione di Korydallos – così come ragioni personali legate alla possibilità di comunicare con la sua compagna e con il figlio appena nato. Il rifiuto della sua domanda non ci coglie assolutamente di sorpresa, dato che il Ministero della Giustizia – che collabora fedelmente col pubblico ministero del Comitato carcerale, Stamatina Perimeni – ha da tempo gettato la maschera che nascondeva la loro mentalità fascista. Stavolta la ragione legalmente infondata che invocano per privare P. Aspiotis e gli altri compagni in sciopero della fame del diritto a studiare all’IVT è che i prigionieri sono registrati in prigioni diverse da quella di Korydallos. Questo gesto pregiudica l’esistenza stessa dell’IVT, visto che dei 21 richiedenti ammessi con successo ai corsi soltanto a 9 è stato dato il permesso di frequentare. Non è una coincidenza neppure il fatto che lo stesso pubblico ministero – che mostra di essere un nostalgico dei campi d’esilio di Makronissos – sia lo stesso che ha ripetutamente respinto le domande di permesseo di K. Gournas e D. Koufontinas, chiedendo loro un atto di pentimento.

Il rifiuto di queste richieste da parte dei fedeli collaboratori della coalizione di governo SYRIZA-ANEL costituisce una violazione flagrante dei diritti dei prigionieri e un tentativo di accentuare la loro marginalizzazione sociale. I loro annunci, ben pubblicizzati ma vuoti, sul miglioramento delle condizioni di vita dei prigionieri, come anche, più specificatamente, le disposizioni per la creazione delle “scuole della seconda-opportunità” e gli IVT (Istituti professionali), comunicate dal Ministro della giustizia (E. Fytrakis) un paio di mesi prima, si è presto rivelato una vuota promessa e l’ennesima campagna rivolta ai media per calmare i prigionieri e far tacere ogni asserzione di diritti umani.

Questo governo non è nient’altro che l’ennesimo governo che delude il pubblico, promuove e protegge gli interessi delle elite economiche, impoverisce il popolo tagliando stipendi e pensioni, dona proprietà e installazioni a uso alloggio a banche e grandi compagnie e mette in vendita i beni pubblici per soddisfare l’appetito rapace delle multinazionali. Portano avanti i piani dei loro predecessori con zelo eccessivo smantellando ogni sensibilità sociale che possono aver predicato e intensificando i progetti di oppressione.

Il caso di P. Aspiotis è una lampante manifestazione del desiderio di rivalsa, l’ipocrisia e l’autoritarismo del meccanismo di applicazione delle leggi dello stato. Nel febbraio 2016 il compagno è stato gravemente ferito dagli uomini dell’Unità dell’Antiterrorismo dopo il suo rifiuto di fornire un campione di DNA e, come conseguenza “naturale”, l’Unità dell’Antiterrorismo l’ha portato in processo il 6 aprile al tribunale di via Evelpidon [ad Atene]. Che fornire campioni di DNA raccolti forzatamente dal pubblico ministero sia stato ufficalmente, anche se solo in teoria, vietato dopo la dura e accesa lotta dei prigionieri politici che avevano cominciato uno sciopero della fame nel marzo 2015 non conta niente.

Il nostro compagno P. Aspiotis e tutti gli altri prigionieri che prendono parte a questo lungo sciopero della fame difendono il diritto umano fondamentale dell’accesso all”educazione e la loro unica arma  sono i loro corpi e la loro stessa vita. Il Ministero delle Giustizia, insieme al pubblico ministero, prendono deliberatamente tempo così che lo sciopero della fame prenda fine e le richieste dei prigionieri rimangano insoddisfatte. S. Perimeni, E. Fytrakis e il Ministro della giustizia, S. Kontonis, utililzzano la salute e la vita dei prigionieri per le loro manipolazioni sistematiche. Devono essere tenuti a rispondere per le loro vite. Il compagno P. Aspiotis non è solo! Conviene che si preparino a una reazione proportionale al risultato delle loro azioni outcome of their actions!

Solidarietà col compagno P. Aspiotis e gli altri compagni in sciopero della fame.

Esigiamo l’immediata soddisfazione della loro richiesta di studiare all’IVT della prigione di Korydallos.

Iniziativa di solidarietà a P. Aspiotis e i compagni in sciopero della fame

in inglese, tedesco, portoghese