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Contra Info: Rete di traduzioni di contro-informazione

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Barcellona: Azione in solidarietà con le anarchiche del caso Aachen

All’alba del 7 giugno è stato realizzato un blocco stradale accendendo cassonetti e pneumatici per fermare il traffico che entra ed esce dalla città di Barcellona per il tunnel della Rovira.

Questa azione è in solidarietà con le compagne anarchiche per il caso di Aachen nel giorno della sua sentenza.

Vogliamo mandar loro un abbraccio caloroso e combattivo!!

Fino a quando non saremo tuttx liberx cercheremo di abbattere i vostri muri.

Libertà per le anarchiche prigioniere!!!!

Marburg, Germania: Fuochi pirotecnici, fumo e container dell’immondizia in fiamme ad associazione goliardica

10 maggio 2017

(…) Abbiamo tirato dei fuochi pirotecnici alle case di due associazioni goliardiche di Marburgo (…). Sono delle cameraterie intellettuali nazi che in tutta evidenza giocano in parte un ruolo significativo nella “Neue Rechte” attorno alla AfD, alla Junge Alternative, al movimento identitario e a EinProzent.
Sempre di nuovo si distinguono con degli attacchi a ritrovi di sinistra e antifa.

Ecco perché abbiamo preso di mira queste case.
Dovrebbe essere chiaro: essere nazi vuol dire doversi aspettare dei problemi!

Nessun attacco senza risposta!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo : Incendiate auto di ditta danese produttrice di letti e carretta di lusso

Amburgo, 9 maggio 2017

Martedì mattina presto abbiamo deciso di incendiare ad Altona una vettura dell’impresa “Dänische Bettenlager” e una carretta di lusso. Non è un attacco arbitrario. Mentre in pratica c’è già lo stato d’assedio e già da oggi gli sbirri trasformano la City in una roccaforte ben vigilata, noi esplorammo il resto della città e scegliemmo questo posto.

Dänische Bettenlager con la sua politica aziendale è esemplare per il capitalismo. Si suggerisce un’impostazione familiare e gentile mentre si vendono prodotti a prezzi stracciati provenienti dai paesi a salari bassi e che poi durano pochissimo senza poter comperare dei pezzi di ricambio. Un classico della società usa e getta a prezzi stracciati.

Siamo a 57 giorni al vertice 2017 di Amburgo. 57 giorni per provocare notti insonni alle forze dell’ordine già ora tanto sfiancate da dover lasciare alcune delle loro funzioni ai servizi di sicurezza privati.

Per un’estate calda

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Duisburg, Germania: Vernice a sede AfD

5 maggio 2017

Venerdì 05 maggio 2017 abbiamo marcato con la vernice la sede AfD in Harmoniestraße 2a, contro il salto sociale a destra come anche in solidarietà a tutte le persone che si esprimono e s’impegnano offensive e in modo specifico contro lo stato d’emergenza razzista. Inoltre una scritta “NoAFD” indica a chi passa che c’è la sede di partito non voluto.
(…)
L’attacco a chi aggredisce è autodifesa!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Attentato incendiario a parco vetture della “Deutsche See”

5 maggio 2017

Sull’attentato incendiario del 28 aprile 2017 al parco vetture della “Deutsche See” ad Amburgo.

– attaccare il G20 significa attaccare anche chi profitta della distruzione della fauna ittica a livello mondiale
– ad Amburgo si dice Tschüss alla Deutsche See

Il nostro pesce è benvenuto da voi in Europa, ma noi stessx dovremmo preferibilmente starcene alla larga
(Dichiarazione di un pescatore Senegalese)

Già negli anni ’80 l’Europa si spostava sui fondali di pesca del Sud, fabbriche galleggianti pescavano tutto lasciando poco o nulla ai pescatori locali. Sulle Coste dell’Africa Orientale come per esempio in Somalia molti pescatori lasciati senza pesce dalle flotte europee cambiarono mestiere e diventarono pirati.

Nel 2012 un quarto del pesce europeo fu pescato in acque internazionali ma anche in territorio sovrano dei paesi dell’Africa Occidentale come Guinea, Mauretania e Senegal. Dopo di che il governo senegalese aveva ritirato temporaneamente la licenza ai pescherecci UE, questi continuarono sotto altra bandiera o crearono delle joint ventures. Una sfilza di profughx dal Senegal sfacchinano oramai nelle piantagioni di pomodoro di Almeria – per i supermercati che nei congelatori offrono il pesce che viene dal loro mare.

Varie centinaia di milioni di persone dipendono dal pesce come alimento. Lo studio WWF “pesca eccessiva e denutrizione” prognostica che in un futuro prossimo milioni di persone in Senegal o in Indonesia non potranno più permettersi il pesce come alimento base.
Secondo l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite, solo il 13% delle quantità mondiali di pesce sono grandi abbastanza per potersi ancora rigenerare. Non sono le restrizioni più severe bensì lo svuotamento degli oceani che dagli anni novanta provocano la stagnazione del reddito della pesca marittima.
L’acquacoltura convenzionale si distingue poco dall’allevamento intensivo come per es. praticata nell’allevamento del pollame. Gli allevamenti di gamberetti tra l’altro sulle coste Thailandesi e Vietnamite distruggono i biotopi delle rive coperte di boschi di mangrovia.

La Deutsche See con sede centrale a Bremerhafen è leader nazionale del settore. Solo il 20% del pesce consumato in Germania proviene dal Mare del Nord o dal Baltico. Il resto l’impresa lo prende da altri mari mondiali e a Bremerhafen gestisce la “manifattura ittica più moderna” d’Europa. 60.000 tonnellate di pesce sono “lavorate” ogni anno con un fatturato di 400 milioni di Euro. Il pesce costa caro. Gli indici come il Oslo Sefood Index sfondano ogni record. Da 20 siti i camion frigo da Bremerhafen sono inviati fino in Baviera per soddisfare la smania illimitata dex tedeschx di pesce fresco.

Ad Amburgo a pochi metri dalla “Deutsche See” c’è il ristorante del porto ittico, dove durante il vertice OSCE mangiarono i ministri degli esteri russi e americani. Durante il G20 vi saranno serviti i delegati.

– sputare nella zuppa di pesce al G20
-niente muro attorno all’Europa, refugees welcome

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Lubecca, Germania: Gomme bucate all’auto di Doris von Sayn-Wittgenstein (AfD)

4 maggio 2017

Doris von Sayn Wiggenstein è razzista.
È della direzione regionale AfD.
È candidata nella lista elettorale regionale.
Ieri da oratrice AfD ha manifestato i suoi luoghi comuni razzisti.
Ha una Panda rossa targata HD GD 573.
Parcheggia la sua auto vicino al luogo dell’iniziativa.
Ha alcune gomme a terra.
Non poteva tornare a casa in auto.
Si sente sicura.
Avrà di che stupirsi.

Attaccare lx razzistx!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

[Italia] Comunicato del compagno Juan

Ricevuto il 5 giugno:

Hola compagni!

Alla fine mi è scattato il mandato di cattura di un anno di carcere a seguito di una condanna per false generalità del 2012 (più o meno) in val Clarea, in uno dei tanti controlli dei cacciatori di Sardegna e digos. Ho altri svariati processi che stanno per arrivare (interruzione di un fermo per un TSO a Bologna nel lontano 2007, il processone NO TAV per i fatti del 3 luglio 2011…), che aggiungeranno un po’ di anni al mio curriculum vitae.

All’inizio non volevo scrivere niente di pubblico, volevo lasciare tutto sotto “silenzio”, quel silenzio in cui non si sa cosa dire e cosa fare…

Ma a pensarci bene è meglio che non sia così!

Ho deciso che voglio continuare ad essere “libero” e fino a che potrò sfuggire, buono!

Poi “qualunque cosa emerga portala sul tuo sentiero”, positiva o negativa che sia proverò a viverla nel modo più intenso che potrò.

Non starò fermo, non è nella mia natura adattarmi alla società, ho meditato tanto su ciò: non è nel mio essere e continuerò ad uscire (con i miei limiti) con le mie riflessioni e critiche sgrammaticate, continuerò a contribuire alla lotta con la mia personale concezione dell’anarchismo, continuerò a lottare in ogni situazione che troverò adatta alle mie condizioni.

Io sto bene, nonostante i tanti cambiamenti in tutti gli aspetti della vita, è duro lasciare i tuoi affetti, ma sono determinato, la solitudine quando non sei allenato si nota, ma solitudine non è essere soli e ne sono consapevole; quando mi affiora un pensiero di un amico o amica, quando leggo un libro, quando si affrontano le difficoltà di ogni giorno, quando affiora la tristezza, quando guardo l’Himalaya o il mare della Groenlandia o quando cammino nel deserto di casa…

Una grande amica mi disse “ridi del nuovo che incontrerai per strada” E’ stata profetica perché spesso quando contemplo le piccole grandi cose della vita, mi scopro senza accorgermi col sorriso! Allora respiro, respiro e respiro…

Mando un saluto a Monica con la quale mi scrivevo in carcere, sono contento per la vostra scarcerazione; ai compagni in Spagna che hanno deciso di rifiutare le misure cautelari con la campagna “gomito a gomito”, mi unisco a voi!

Ad Alfredo in sciopero della fame;

agli ultimi arrestati a Torino;

a Scripta Manent, forza!

A tutti gli amici e compagni che non ho potuto salutare.

A cresta alta. Per l’anarchia. Juan

in spagnolo

Torino: La nostra rabbia non è un festival – Comunicato su pride e festival

Questa notte delle scritte sono apparse a Torino. È la nostra rabbia a riempire i muri dell’autocelebrazione del Lovers Film Festival e del Piemonte Pride 2017.

Gli organizzatori di questi eventi hanno intessuto alleanze politiche con chi governa questa città, svendendo la carica sovversiva dei corpi froci al migliore offerente.

Stanotte delle scritte sono apparse davanti al Cinema Massimo (location del film festival), in piazza palazzo di città, sede del comune, partner istituzionale di entrambe le iniziative, e sui muri del deposito della GTT, sponsor del Piemonte Pride 2017, di Corso Trapani.

“Queering the borders” è il claim del Lovers Film Festival. “A corpo libero” lo slogan del pride. “Diritti oltre il confine” si chiamava lo spazio del Coordinamento Torino Pride al Salone del libro di quest’anno. La strumentalizzazione in chiave pubblicitaria dei corpi razzializzati è talmente evidente che si palesa agli occhi di tutt*. Eppure pare che bisogni sottolinearlo nuovamente e fermamente. È per questo che sulle mura sono apparse scritte quali “i confini non sono un claim: fuoco ai cie”.

Venerdì 16 giugno, oggi, stasera, il Coordinamento Torino Pride organizzerà un evento al Lovers Film Festival sulla situazione dell’omofobia e dell’attivismo LGBT in Russia e Cecenia. Eccolo il loro “sofisticato” giochino xenofobo. Essi si ergono, a braccetto con le istituzioni che governano questa città, a paladini dei diritti umani, “sofferenti” promotori della lotta all’omofobia nel mondo. Eppure il loro silenzio rispetto alle dinamiche violente e discriminatorie che si palesano nella nostra città è altrettanto rumoroso quanto le parole che spendono nel costruire gli spettri simbolici dell’omofobia in coloro che etichettano come incivili: una volta la Russia, una volta la religione musulmana, il continente africano o “il caso della Cecenia”. Facile meccanismo xenofobo che permette ai “nostri fedeli paladini dei diritti umani” di autoproclamarsi civilizzati, e segnare così una distanza da una supposta alterità omofoba, guarda caso sempre non italiana. Non ci stupisce che questi “paladini dei diritti umani” non abbiano mai avuto una presa di posizione reale e situata per le persone trans* rinchiuse in carcere e nei cie/cpr. Non ci sembra che abbiano speso una parola nel problematizzare l’intersezione della violenza del genere e dei confini, della violenza della norma eterosessuale e quella dei sistemi carcerari. Non ci sembra che nessuno abbia problematizzato il proprio privilegio e decostruito il sistema neoliberale nel quale sguazza beato chiedendo più diritti per sé e dimenticando la violenza di stato sui corpi non normati, non bianchi, non italiani, non hipster ai festival, non servi del governo cittadino pentastellato…

E se voi giovani rampolli della Torino artistica gay da pubblicità aveste per caso pensato che per tenere a bada la nostra rabbia bastasse rifiutare i fondi offerti dall’ambasciata israeliana, sappiate che non ci avete raggirati, non a noi. Non entreremo mai nella vostra dinamica. Infatti non c’è bisogno di andare in Israele per vedere il Pinkwashing [NdR Strategia volta a nascondere o occultare gli abusi e le violenze delle istituzioni e delle aziende, dando una visione delle stesse come attente ai diritti lgbt, quindi “buone”]. Esso è qui e agisce attraverso voi, organizzatori del Lovers Film Festival e del Piemonte Pride 2017. È attraverso di voi che l’amministrazione pentastellata della città tenta di ripulire la propria immagine, oscurando il suo reale agire, ed ergendosi a “promotori dei diritti umani”. Non ci stupisce quindi la strategia di non farsi più finanziare dall’ambasciata israeliana, dopo le forti critiche ricevute dal festival negli ultimi tempi.
Non ci stupisce nemmeno vedere i manifesti “pubblicitari” del festival e del pride pieni zeppi di linguaggi e sigle che puntano a una apparente inclusione delle soggettività “altre”, non aderenti all’usuale discorso normativo lgbt. Ribadiamo qui, se non fosse chiaro, che questo goffo tentativo assimilazionista rivela tutta la sua fallacità nel momento stesso in cui ogni radicalità dei discorsi froci non mainstream viene appiattita a mero slogan pubblicitario e svuotata di ogni contenuto.

Noi non siamo qui a rivendicare etichette, ma pratiche. Non siamo qui a rivendicare nomi e categorie, ma idee e rabbia. Non siamo qui a servirvi sul vassoio d’argento l’ennesima sigla alla moda, siamo qui a distruggere ogni vostro angolo di marketing.

È per questo che dinanzi al Cinema Massimo è apparsa una scritta che vi ricorda che “la nostra rabbia non è un festival” e sui muri della GTT, sponsor del pride: “la nostra rabbia non si compra”.

Chiara Appendino aprirà il corteo del Pride di quest’anno. La stessa persona che poche settimane fa si è complimentata con il pm Rinaudo per gli arresti all’Asilo occupato. Rinaudo: pm in prima fila per i processi contro i No Tav. Noi frocie arrabbiate rimaniamo in solidarietà con gli arrestati e con chi lotta. Sempre contro chi svende la carica sovversiva dei nostri corpi froci al migliore offerente.

Piazza palazzo di città, dinanzi al comune, si sveglierà sta mattina ricoperta dalla scritta “rabbia frocia”, che vi ricordi che i nostri corpi non sono strumenti utilizzabili per le vostre politiche.

CONTRO LA VOSTRA RETORICA DEI CORPI LIBERI, DEI DIRITTI UMANI E DEL QUEERING THE BORDERS… PORTIAMO LA NOSTRA RABBIA IN STRADA!

RABBIA FROCIA

Lubecca, Germania: Distrutti pannelli pubblicitari di Wall e STRÖER

2 maggio 2017

La notte scorsa sul territorio cittadino abbiamo distrutto più di venti di cd “City Light Poster” della “Wall GmbH”, il nostro attacco è diretto tra l’altro contro la pubblicità per il partito AfD. (…)
Anche “STRÖER”, diretto concorrente di Wall, diede spazio alla AfD.
(…)

Opporsi sul nascere significa dichiarare guerra alla AfD, a chi la finanzia e sostiene. Continueremo ad attaccare specificamente i profittatori del razzismo!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Manifestazione spontanea con cocci

1° maggio 2017

Ieri 1° maggio abbiamo espresso con determinazione la nostra rabbia contro il fascismo dilagante in Turchia. Non accettiamo più il silenzio generale sulla situazione sempre peggiore in Turchia. Siamo in tempi dove a livello mondiale si conducono delle guerre brutali, aumenta la violenza patriarcale e fascista e si avvita la questione ecologica e sociale. Davanti a questo non continueremo a rimanere immobili per invece resistere attivamente. Per esprimere la nostra la rabbia contro le condizioni brutali, ieri con una manifestazione spontanea attraversavamo decisx Amburgo Wilhelmsburg attaccando anche diversi luoghi.

La scelta dei luoghi era determinata dall’analisi che anche qui i corresponsabili del fascismo in Turchia e della guerra nel Kurdistan vanno contrastati attivamente. Ecco perché l’attacco ai luoghi seguenti.
1) Vetri rotti a un chiosco che ha fatto pubblicità per un Evet (NdT Turco per “sì”) per il referendum in Turchia
2) Lo stesso a un commerciante di verdure che sostiene l’AKP e
3) Lo stesso anche a una filiale della Deutsche Bank.
Inoltre fu marcato un negozio che accelera attivamente la gentrificazione nel quartiere.

Colleghiamo la nostra azione necessariamente ad altre lotte che nella storia erano e sono dirette contro il sistema e il 1° maggio non è una scelta casuale.
(…) esattamente 40 anni fa, il 1° maggio 1977, i fascisti fecero fuoco sux manifestanti del 1* maggio in piazza Taksim ad Istanbul, assassinando 34 persone e ferendone 136. (…) È la stessa lotta che conduciamo oggi. (…) Vale anche per le lotte contro la gentrificazione in Turchia, visto che sono dirette non solo contro un singolo sintomo ma contro il sistema stesso. Ecco perché abbiamo deciso di richiamare l’attenzione anche sullo sviluppo urbano neoliberale (…).

Quest’azione era una valvola per la nostra rabbia e un mezzo per vendicare tutte le persone cadute in combattimento. Non finiremo mai di richiamare l’attenzione sulla situazione in Turchia e nel Kurdistan e chiediamo a tuttx di opporsi attivamente al fascismo.

La lotta per una società liberata e autoamministrata può essere condotta solo globalmente (…).
Ieri abbiamo attaccato dove non ve lo aspettavate e faremo lo stesso in occasione del vertice G20 quando con Erdogan vengono ad Amburgo altri guerrafondai misantropi. (…)

Il sistema capitalista ci attacca quotidianamente ma ci opporremo e contrattaccheremo. E lì dove meno ve lo aspettate!

Con rabbia e vendetta, fuoco e fiamme contro questo sistema!
Jin, Jiyan, Azadi!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Karlsruhe, Germania: Vernice a Commerzbank

1° maggio 2017

Questa notte è stato inaugurato il 1° maggio anche a Karlsruhe, colpendo una filiale della Commerzbank nel centro città che per quanto non sia appariscente incorpora però una propaggine diretta del sistema economico. La gente vi ritira il salario di un’occupazione precaria. E devono sopportare di come a fine mese una volta ancora mancano i soldi per l’affitto. E, nel grande, la Commerzbank rappresenta il finanziamento crediti per il mercato d’armi in tutto il mondo.

Ora era solo una piccola filiale poco appariscente. Questo cambierà poiché era solo l’inizio di un’offensiva per portare alla luce del giorno gli attori occulti del capitale. Invitiamo tuttx a fare lo stesso. Non solo con dei sacchetti alla vernice e il vandalismo ma anzitutto con il lavoro pratico contro il capitalismo.

Questa volta il 1° maggio non è una data doverosa che, così è e basta, si osserva. Ma è l’inizio. Così chiudiamo l’anno anticapitalista a Karlsruhe. È ora di condurre una lotta antifa non solo difensiva, per invece sviluppare una prospettiva rivoluzionaria che crei coscienza politica e non un culto d’ambiente.

Lottiamo contro la gentrificazione, il lavoro salariato e Hartz IV! Attacchiamo le istituzioni del capitale e dello Stato – che siano sacchetti di vernice, blocchi delle espulsioni oppure occupazione di case. Diamo inizio ai giochi!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Memmingen, Germania: Bruciato club neonazi

25 aprile 2017

Il 22 aprile a Memmingen ci fu una grande manifestazione antifa contro le attività neonazi nell’Allgäu con il titolo “Remembering means Fighting”. Per quanto riteniamo importanti tali segnali è tuttavia molto deludente che nelle mani si scandiscano parole d’ordine come “Ci sono dei nazi nella città/Create bande e  schiacciateli!”, ma nella pratica la maggiore camerateria neonazi bavarese nella stessa città gestisce da mesi un club, e che a pochi chilometri con “Oldschool Records” c’è un marchio di musica neonazi e che contro ambedue in pratica non c’è resistenza. Di “schiacciare” neanche l’ombra.

Ecco perché abbiamo deciso di dare un segnale e nella notte dal 24 al 25 aprile lasciare un ordigno incendiario nel club della camerateria neonazi “Voice of Anger”. Nella speranza di ispirare altrx antifa ad azioni simili e d’instaurare una resistenza antifa militante a Oberschwaben e nell’Allgäu. Poiché non esiste un retroterra tranquillo!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Bochum, Germania: Vernice a tribunale regionale

30 aprile 2017

Nelle prime ore della mattina abbiamo sfruttato il riparo della notte per visitare brevemente il tribunale a Bochum.

Ognuno dei sette sacchetti con la vernice gialla alla facciata è un saluto ax compas ancora in fase di giudizio, per un anno fa avere tentato di opporsi con i fatti alla misera sfilata NPD a Bochum. Dopo di che gli sbirri in giornata spaccavano le ossa, la procura in seguito spargeva lx antifa di ordinanze penali e processi. Del solito a queste cose reagiamo solidali e a volte arrabbiatx, come questa notte. (…)

Antifa Autonomx

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Dresda, Germania: Bruciata Maserati

30 aprile 2017

Nella notte da sabato a domenica abbiamo dato fuoco a un’auto di lusso Maserati, colpendo così anche una Jaguar parcheggiata davanti che fu pure totalmente distrutta. Con questo vogliamo richiamare l’attenzione sulla continua gentrificazione e la conseguente espulsione dai nostri quartieri. Vogliamo anche mostrare agli sbirri che da mesi ci assediano quasi ogni fine settimana, che non ci facciamo intimorire e che continuiamo ad essere attivx.

Nel contempo la nostra azione è collegata al 1° maggio. Integrato nella cultura guida tedesca come giorno festivo e festa popolare, si è perduto lo spirito di questa giornata. Con il nostro odio e le nostre fiamme vogliamo ricordare a tuttx il significato del 1° maggio.
Per una società rivoluzionaria, anche oltre il primo maggio.

Solidarietà con la Friedel 54 e a tutte le persone colpite dalla gentrificazione!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Wuppertal, Germania: Vernice e pietre a ufficio stranieri

27 aprile 2017

Nella notte dal 26 al 27 aprile abbiamo attaccato l’ufficio stranieri poiché luogo d’ingiustizia e di disumanità.
(…)
Nella guerra contro lx profughx, quest’autorità è parte del patrio fronte e da istituzione che seleziona per lo Stato tra “Utile all’economia”  e “Non utile all’economia” non può mai essere attaccata abbastanza.

(…) La nostra azione è piccola ma non siamo solx! Anzitutto prima del G20 ad Amburgo ci sono ovunque degli attacchi alle istituzioni e all’infrastruttura dello Stato e alle imprese particolarmente merdose. Siamo entusiastx e poniamo la nostra azione nel contesto dell mese d’azione di aprile prima del G20 inizio luglio ad Amburgo!

Dunque: Cambiare rotta e non attendere finché il vento gira!
E, naturalmente, fuori per il 1° Maggio Autonomo

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Iruñea, Paesi Baschi: Vernice al consolato italiano. Giugno nero/Ekainak beltza

Nella notte fra il 2 e 3 giugno siamo andati al consolato italiano ad Iruñea (Euskal Herria) (via Taconera, 2, di fronte al commissariato generale della poliza nazionale) e abbiamo dipinto la facciata con stati 5 kg di vernice. Questo gesto di solidarietà lo dedichiamo ai compagni e  le compagne anarchiche prigionierx dello stato italiano.

Siamo solidali con l’anarchico sardo Davide Delogu che di recente ha tentato la fuga dal carcere di Brugoli il maggio.

Con i prigionieri anarchici nelle carceri di Ferrara, Alessandria, Uta, Rebibbia, etc.

Solidarietà con i compagni arrestati e perseguitati a Torino.

Solidarietà agli anarchici e anarchiche dell’ operazione Scripta Manent, Shadow.

La prossima visita sara’ con la dinamite.

Giugno nero/ekainak beltza

Berlino: Fuoco a supermercato Denn’s

26 aprile 2017

Anche se gli sbirri e la stampa tentano di tacerlo: l’altra notte abbiamo dato fuoco al culo del supermercato Denn’s presso la stazione Neukölln. Poiché questi supermercati sono un simbolo della rivalutazione e dell’espulsione in questa città, dove anche più piccolo angolo è venduto, privatizzato e aperto al consumo.

Ogni terreno vuoto è ricoperto di case chic, case di proprietà oppure superfici per uffici per la “smart city” Berlino. Sono eletti dei nuovi senati che fanno promesse vuote di migliorare le condizioni. Ma sappiamo che sono solo frasi vuote e non ci attendiamo nulla dalle riforme, che questa merda al massimo la colorano d’oro.

L’espulsione crescente dex poverx ai margini della città è una follia quotidiana. Per ogni persona non ricca che deve o vuole cambiare casa nei distretti del centro città è pressoché impossibile trovare una casa a prezzi comparabili. Se si trova qualcosa di pagabile che non è l’ultimo buco di merda pieno di muffa oppure senza luce del giorno, per le visite guidate della casa ci sono già file di dozzine di persone. Non stupisce che ci si fa strada con i gomiti e che la concorrenza e l’egoismo dilagano anche qui. Tanto noto quanto male.
(…) Le campagne mediatiche mostrano scolaresche che raccolgono la spazzatura o che dimostrano contro la merda dei cani. Ma la spazzatura intesa davvero sono lx senzatetto, lx tossicx, la gente Rom oppure gente con status di soggiorno incerto in questa città. Dipende dal clima nella città.

(…) Dobbiamo organizzarci e continuare la lotta senza compromessi. Lottiamo unitx contro queste condizioni e facciamo si che s’acuisca ancora e che si entri in una fase offensiva.

Per i vicinati ribelli e la lotta contro queste condizioni. Saluti solidali ai progetti minacciati di sgombero Friedel 54 e Rigaer 94.

Ad Amburgo si dice Tschüss, a Berlino c’è il dito medio.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Dresda, Germania: Vernice a costruzioni di lusso

24 aprile 2017

In solidarietà alla lotta della Friedel 54 a Berlino-Neukölln abbiamo attaccato con la vernice alcuni immobili di lusso. Così vogliamo riannodare a una bella tradizione e contrastare l’esplosione degli affitti nel quartiere.
Yuppie fuori dai piedi!
Rimaniamo tuttx.
Fonte: Linksunten
Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Vernice e schiuma edile a Deutsche Bank

24 aprile 2017

La Deutsche Bank Sa con sede a Francoforte sul Meno è una delle maggiori banche universali del mondo e la più grande banca tedesca. Include numerosi servizi finanziari, tra l’altro gli affari con i crediti e le investimenti, ma è attiva sul mercato del capitale e, inoltre, delle assicurazioni (…). È presente in più di 70 paesi e dispone di quasi 100.000 impiegatx, tra cui circa 45.000 solo in Germania.
La DB profitta della distruzione ambientale, dello sfruttamento e della guerra.

La DAPL (Dakota Access Pipeline) è un oleodotto lungo 1.880 km negli USA quasi terminato. La costruzione della pipeline fu momentaneamente fermata nel dicembre del 2016. Trump sospese la decisione via decreto poiché ha delle azioni della ditta costruttrice dell’oleodotto. Nel North Dakota, USA, imperversa da mesi una lotta per l’acqua potabile, la protezione del clima e i luoghi sacri dei Standing Rock Sioux, poiché l’oleodotto – un mostro con una capacità di più di 55 milioni di l di petrolio al giorno –  dovrebbe essere costruito attraverso i loro luoghi sacri. Nel North Dakota negli ultimi due anni ci furono quasi 300 incidenti con degli oleodotti. Ovvio che i Sioux sono contrari al mega-progetto sui loro luoghi sacri che minaccia la loro acqua potabile. Uno dei più grandi campi di protesta chiamato Sacred Stones con circa 20.000 persone fu già sgomberato. La banca bavarese LB nel frattempo ha annunciato di voler disdire il finanziamento dell’oleodotto. Ma la DB continua a voler finanziare la pipeline. Vi è coinvolta con un credito di 100 milioni di dollari a Sunoco Logistics Partners L.P. e di 60 milioni di dollari a Energy Transfer Equity L.P. Inoltre la DB tiene il 3% di Energy Transfer Partners L.P. Due ditte che finanziano direttamente la DAPL e così la DB è responsabile per la distruzione dell’ambiente e la violazione di diritti contrattuali.

Diritto del lavoro
L’osservazione di temi come il diritto alla riunione, il diritto a trattative salariali collettive come anche l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione è esplicita solo da parte della DWS come associazione per l’amministrazione patrimoniale della DB. Solo che la DB non incita le imprese a salari minimi sufficienti per sopravvivere oppure ad introdurre un limite delle ore di lavoro.
Ripetute violazioni delle norme internazionali per il lavoro sono state rimproverate alle imprese Freeport-McMoRan, Wilmar, Gap, Hyundai Motor group e Wal-Mart come anche a Daewoo, HeidelbergCement, Inditex e Verizon. La DB intrattiene relazioni finanziarie con tutte queste imprese.

Riarmo
Mine terrestri e armi nucleari sono escluse solo parzialmente dall’amministrazione patrimoniale. Mancano completamente linee guida pubbliche per la gestione di finanziamenti e d’investimenti in sistemi d’armi controversi (biologici e chimici) e per i produttori, ma anche per l’esportazione d’armi convenzionali a regimi che violano i diritti dell’uomo. Come tante altre banche, la DB ha vincoli finanziari con produttori d’armi come Hanwha Corp., Leonardo, Airbus, Lockheed Martin, Rheinmetall e Rolls-Royce come anche BAE Systems, Boeing, Heckler & Koch, Krauss-Maffei Wegmann, Northrop Grumman, ThyssenKrupp. Queste imprese producono e commerciano con armi convenzionali e controverse (armi ABC, munizioni a dispersione e mine terrestri) e ne riforniscono in parte regimi che sono noti per violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo. Anche se la DB dice di non investire nella produzione d’armi nucleari, questa esclusione non vale per tutti gli ambiti commerciali della banca e così sembra giustificare un sostegno finanziario trasversale ai produttori di armi nucleari.

Alimentari
Manca un nesso con i temi ambientali importanti come per esempio l’osservazione degli standard minimi nei prodotti e nel commercio con gli OGM oppure il rispetto del benessere animale nella produzione alimentare. La DB intrattiene rapporti finanziari con ditte come Bayer, Wilmar, Cargill, Soda Stream e anche Coca-Cola, Nestlé e Syngenta. Mentre Cargill, Coca-Cola e Nestlé, Syngenta e Soda Stream sono attivi nella produzione e nell’elaborazione alimentare e in questo contesto responsabili di violazioni dei diritti dell’uomo, sfruttamento di lavoratrix e distruzione ambientale, Bayer è tra l’altro responsabile per la produzione e il commercio di pesticidi tossici per l’uomo e la natura. Con il sostegno delle multinazionali alimentari e agrarie via procura di capitali, la DB è corresponsabile anche per queste pratiche commerciali dubbie.

Ecco solo alcune ragioni di tante per la nostra scelta della DB come obiettivo. Nella notte a lunedì 24 aprile abbiamo bloccato brevemente con la schiuma edile l’entrata della filiale DB ad Amburgo. Inoltre abbiamo marcato la banca con  sacchetti pieni di vernice e pece e con la scritta “No G20” su un vetro. Con quest’azione aderiamo al mese di azioni decentrali anti-G20 e non vediamo l’ora di vedere più azioni ancora in aprile e oltre. Inoltre vorremo ricordare di nuovo l’appello pubblicato il 05/12/2016 su linksunten per il Banken Smashing Contest G20. Tra l’altro ha già partecipato gente di Brema e Münster.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Atene, Grecia: Attacco molotov contro il Ministero della Cultura

Nella notte di lunedì 22 maggio 2017, un gruppo di compagn* ha attaccato Ministero della Cultura a Exarchia con dei cocktail molotov. Quest”azione simbolica è stata compiuta per due ragioni:

onorare la memoria di Mauricio Morales, che ha perso la vita il 22 maggio 2009 a Santiago del Cile, quando la bomba che trasportava per colpire la scuola dei secondini è esplosa prima del tempo.

E per inviare forza all’anarchico Eric King, che sta scontando una condanna  a 10 anni negli Stati Uniti per avere attaccato un edificio governativo a Kansas City con delle molotov, nel settembre 2014. Sosteniamo l’appello internazionale in solidarietà con Eric il 28 giugno.

Memoria combattiva – solidarietà incendiaria!

in inglese, greco, spagnolo

Berlino: Incendiate ruspe di STRABAG/Züblin

24 aprile 2017

Nella notte dal 23 al 24 aprile a Berlino Lichtenberg in un cantiere per case di lusso abbiamo deposto senza fretta degli ordigni incendiari sui motori di due ruspe della ditta.

Supponiamo che gli incendi divamparono neutralizzando le ruspe. Sbirri e media tentano di nuovo di tacere l’azione, una strategia molto praticata negli ultimi tempi.

Strabag/Züblin, perché collabora con il gruppo CG e partecipa a tante grandi opere, costruendo un mondo nel quale non vogliamo vivere. Il nostro attacco è parte della mobilitazione contro il G20 ad Amburgo – definire gli obiettivi e distruggerli.

Gruppi Autonomi

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Francoforte sul Meno: Incendiate tre auto della finanza

21 aprile 2017

A Francoforte Höchst abbiamo incendiato tre autocivette della finanza. Una settimana dopo l’attacco degli sbirri alla casa dello studente di Francoforte e al caffè Koz, la nostra rabbia si è scaricata così. Non è diretta solo contro questa operazione concreta degli sbirri, ma contro il regime razzista dei confini di tutta la repubblica federale. In una società benestante come la nostra, gran parte della gente ha deciso di prendere la via più facile e preferisce prendere a calci lx suppostamente più deboli e di dare libero sfogo alle loro idee misantropiche. Ma chi fugge ha delle ragioni che sono da ricercare nella nostra storia, nel rapporto degli Stati occidentali con le società e gli Stati nel cosiddetto sud globale. A Berlino è imminente la cd G20-African-Partnership-Conference, dove si riuniranno lx rappresentanti delle cd potenze guida globali per accordarsi sui propri interessi capitalisti e militari. Ma la resistenza c’è.

Un’alleanza vasta prepara una grande manifestazione antirazzista e anticapitalista per il 10 giugno. Attivatevi – solidarizzatevi!
(…) I cacciatori di teste hanno il sistema – difendiamoci contro il sistema!

La finanza fa parte di queste “autorità per la protezione dei confini”. Perciò è addetta anche alla protezione delle frontiere e coinvolta nella supposta “Agenzia per la protezione delle frontiere Frontex” e perciò diretta corresponsabile per la strage ai confini esterni europei. La loro politica è la morte.
Inizio giugno ad Amburgo ci sono delle azioni contro il vertice G20. Abbiamo collocato il nostro attacco negli actiondays per la mobilitazione contro il G20.

Mandiamo saluti solidali a chi è colpitx dalla violenza razzista e statale.

Mandiamo saluti solidali ax anarchicx in prigione ad Aachen accusatx di esproprio di una banca – i nostri cuori ardono.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Vernice a management di quartiere

20 aprile 2017

In un’azione notturna filmata fu attaccato ampiamente con la vernice il management di quartiere in Schillerpromenade. Su sfondo nero la scritta verde “F54” e un cuore. Il fatto spuntava poi in un video di mobilitazione per la settimana d’azione dove si possono vedere anche altre azioni graffitare e di tappezzeria. Sui social il management informava che il 20 aprile non poteva aprire causa vapori da solvente. Il post definisce lx attaccanti di pseudo sinistra ma non è troppo chiaro  chi vorrebbero offendere.

L’odio se l’è comunque acquisito lavorando duro. Fa parte del programma “soziale Stadt” (città sociale) sostenuto dalla federazione. Ma di fatto è uno strumento della città per preparare il terreno alla rivalutazione sociale e di conseguenza allo sfruttamento finanziario dei quartieri difficili. Si distinse sopratutto con la “Task Force Okerstrasse” 14 prevista per l’espulsione intenzionale di determinati gruppi sociali ma anzitutto delle famiglie Rom e dex alcolizzatx dagli spazi pubblici e dalle zone residenziali. Così le autorità potevano fare dei giri nelle case e lx alcolizzatx furono sloggiatx dalla piazza. Forse la gente del management vuole solo fare del suo meglio ma l’effetto provocato non è affatto un miglioramento della situazione dex abitanti ma la sostituzione di gente socialmente più debole con abitanti più formati e con salari alti.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Parigi: Caso Macchina a espulsione. Aggiornamento del 05 giugno

Dopo oltre sette anni d’istruttoria, quattro persone saranno processate il 23 giugno 2017 a Parigi.

Dopo sette anni e mezzo d’istruttoria, migliaia di pagine di dossier, una quindicina di persone perquisite, arrestate, pedinate, intercettate, filmate, incriminate, incarcerate, obbligate a residenza, obbligate a vari tipi di controlli giudiziari, alla fin fine lo Stato e la giustizia portano a processo soltanto quattro persone, il 23 giugno 2017, a Parigi. I capi d’accusa più gravi saranno serviti solo per giustificare l’intensità della repressione, dato che sono caduti tutti, lasciando il posto ad accuse minori (tag, piccole degradazioni, rifiuto del prelievo del DNA e delle foto segnaletiche, etc.). Cerchiamo di essere numerosi in questa occasione, per esprimere la nostra solidarietà contro le frontiere e contro ogni forma di detenzione, rifiutando le categorie del potere come «innocente» e «colpevole», rifiutando la Giustizia.

Giugno 2008, già da qualche tempo al CRA di Vincennes si susseguono scioperi della fame, scontri con la polizia e frammenti di lotta di intensità variabile, quando Salem Souli muore di un attacco cardiaco. Il 22 giugno 2008, l’indomani, al CRA scoppia un ammutinamento generale, il centro viene completamente ridotto in cenere e i sans-papiers vengono trasferiti. Verranno condannati in dieci in un processo farsa in cui prenderanno da 8 mesi a 3 anni di prigione in prima istanza. In solidarietà con gli/le accusat*, numerose iniziative vengono organizzate in tutta la Francia (e altrove), tra cui diversi sabotaggi di bancomat delle banche che denunciano i sans-papiers agli sbirri. Due ondate di perquisizioni vengono condotte il 15 febbraio e l’8 giugno 2010 contro una decina di compagn*, tra cui Dan, Olivier e Camille verranno arrestati nel gennaio 2011 per periodi che vanno da una settimana a tre mesi e poi François per una settimana.

L’importanza di questo caso, detto «della Macchina a Espulsioni» e condotto in parte dalla Sezione Anti Terrorismo (SAT-PP) della Brigata Criminale, consiste innanzitutto nell’ampiezza dei mezzi giudiziari e di polizia mobilitati sulla base d’un dossier rafforzato per convalidare la costruzione, da parte dello Stato, di un’identità «anarco-autonoma francilienne» (la famosa MAAF) e di mantenere per anni i/le compagn*  sotto la minaccia di un’istruttoria in corso e di una maggiore sorveglianza  della Digos. Ma la sua importanza consiste soprattutto nelle dinamiche delle lotte autonome che dovevano essere soffocate cercando di spezzare i legami che venivano a crearsi tra le lotte all’interno e all’esterno dei Centri di detenzione amministrativa, e in particolar modo di quello di Vincennes, ai tempi la più grande prigione per stranieri in Europa. Come in altri casi degli ultimi dieci anni in Francia (caso detto «cattive intenzioni», caso «di Chambéry», caso «di Tarnac»), si è anche trattato, per lo Stato, di riuscire a classificare le nostre lotte, i nostri attacchi, e nostri desideri sotto la denominazione utilitaristica di «terrorismo» per rappresentare per qualche tempo un nemico interiore isolato dalle altre forme di conflittualità sociale e alla mercé, una volta così classificati, dei mezzi di controllo, di sorveglianza e di repressione che vi vengono associati.

Facciamo appello già da ora perché ci sia come minimo una presenza solidale all’udienza che si terrà il 23 giugno 2017 alle 13h30 alla 12e camera del tribunale di Prima Istanza di Parigi (metrò Cité – arrivare con un certo anticipo), e facciamo anche appello affinché ognun* esprima la propria solidarietà a modo suo, collettivamente e/o individualmente.

Non lasciamoci giudicare in silenzio
Libertà per tutti e tutte, con o senza documenti
Fuoco ai centri di ritenzione

(Una riunione pubblica verrà annunciata a breve e un dossier ricapitolativo del caso sarà pubblicato prossimamente. Qualsiasi altra iniziativa è la benvenuta, in particolare per raccogliere fondi in vista del processo.)

Contatto: pafledab@distruzione.org

PS : In questi ultimi anni diverse persone coinvolte, da vicino o da lontano, in questo caso, che siano sotto processo o no, incriminate, rilasciate con procedura di archiviazione, testimoni assistiti, che partecipavano alle lotte o semplicemente ne erano solidali, hanno avuto tutto il tempo di disperdersi geograficamente, politicamente, etc. Qualunque siano i motivi che ci hanno allontanato è urgente rimetterci in contatto, ed è per questo che è stato creato l’indirizzo mail pafledab@distruzione.org. Chiunque voglia partecipare all’organizzazione delle mobilitazioni in vista del processo può utilizzarlo per manifestarsi. Non si tratta assolutamente di centralizzare la solidarietà, ma di trovare un modo di rimettere in marcia la mobilitazione in maniera pratica, nell’urgenza del calendario del nemico.

Erratum del 05/06/2017

Secondo nuove informazioni, sembrerebbe che la giustizia abbia l’intenzione di passare a processo nel contesto di questo caso altre persone, senza peraltro che sia stata stabilita la data dell’udienza. Altre informazioni verranno rese pubbliche appena possibile, e in particolare alla riunione pubblica del 9 giugno. Mettersi in contatto e/o ritrovarsi per parlarne diventa ancora più necessario.

in francese

Neumünster/Amburgo, Germania: Attacco a obiettivi turco-fascisti

18 aprile 2017

Nella notte di martedì 17/18 aprile abbiamo attaccato contemporaneamente vari obiettivi a Neumünster e ad Amburgo che sostengono attivamente il fascismo turco.

Domenica si pubblicava il risultato del referendum sull’instaurazione di un sistema presidenziale. Il risultato del referendum con un “sì” spiana la strada a Erdogan per instaurare una dittatura fascista.

Dovrebbe essere chiaro a tuttx cosa vuole dire: la guerra contro ogni tipo d’opposizione si rafforzerà ancora, le galere – già strapiene – saranno ancora più piene e si tenterà d’eliminare ogni voce critica non ancora soffocata. Così Erdogan dopo la notizia sul risultato delle votazioni ha annunciato di voler reintrodurre prima possibile la pena di morte.

Non possiamo stare a guardare come in Turchia si diffonde il fascismo e perciò abbiamo deciso di attaccare attivamente degli obiettivi turco-fascisti. A Neumünster abbiamo attaccato l’associazione fascista ATF (Almanya Türk Federasyon). Abbiamo spaccato i vetri e buttato nella bettola una granata alla fuliggine. Inoltre abbiamo lasciato sulla parete dell’istituzione fascista in grandi lettere le parole “Na” (curdo per No) e “Hayir” (turco per No).

Inoltre – sempre a Neumünster – abbiamo incendiato l’auto della ditta “Oskabau” che in passato ha sponsorizzato le iniziative fasciste del partito MHP. Gomme bucate e graffiata un’altra auto della ditta “Malfix” che sponsorizza pure delle iniziative MHP.

Anche per richiamare l’attenzione sui legami con lo Stato turco nel contempo abbiamo attaccato una filiale della Deutsche Bank ad Amburgo spaccando le finestre della filiale e lasciando lo slogan “Guerra alla Guerra”. Così vogliamo richiamare l’attenzione sul fatto che i crediti della Deutsche Bank sono corresponsabili per la guerra sporca dello Stato turco in Kurdistan.

Queste azioni possono sembrare anche piccole, visto gli eventi in Turchia. Ma possono dare il segno che è possibile iniziare a difendersi. È ora che interveniamo attivamente e che non continuiamo a stare a guardare come continua a crescere il fascismo. La dittatura di Erdogan non rimarrà senza risposta! Non staremo a guardare senza fare nulla come il fascismo in Turchia continua ad avanzare. Sta a noi resistere e di presentare ora i conti ai porci. Deutsche Bank e le associazioni della Türk Federayson non sono le uniche corresponsabili del fascismo turco!

Solidarietà vuol dire resistenza – guerra al fascismo in ogni paese!
Invitiamo tutte le forze antifasciste ad attivarsi!

Era solo l’inizio….

Gruppi Antifascisti

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH