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Giornata in solidarietà con la compagna anarchica imprigionata nel carcere di Colonia

Rendiamo pubblico un appello per il 21 dicembre e i giorni a seguire per lasciare briglia sciolta all’immaginazione ed esprimere solidarietà nelle sue multeplici forme, dimostrando una volta ancora che le nostre compagne prigioniere non sono sole!
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Ricevere una condanna non significa solo che la persona detenuta è in balia dell’istituzione carceraria. Il sistema giuridico e di polizia dello Stato contitua indagando, osservando, analizzando, e decidendo il destino della prigioniera.

Sono infinite le maniere con cui la giustizia sa dimostrare che rimangono dei conti in sospeso, soprattutto quando la detenuta non si è piegata chiedendo clemenza durante il processo o non si è auto-umiliata in un gesto che il nemico possa leggere come riconciliazione. Il rifiuto a collaborare con gli organi di polizia viene considerato come prova di colpevolezza e può facilmente servire
per mantenere l’indagine aperta a tempo indeterminato. Il silenzio e la dignità davanti ai boia e le loro accuse vengono considerate come occultamento delle prove e possono generare nuovi procedimenti.

Oltretutto, il fatto di essere socializzata come donna e non comportarsi come la società considera “adeguato” genera un immaginario di donna dura, tosta, e per tanto irrecuperabile nel mito della reinserzione.
Il fatto di continuare anche dal carcere a esprimere le proprie convizioni e idee politiche, senza negare la propria natura, viene considerato come una mancanza di pentimento e una ragione per la quale la pena del carcere non è sufficiente.

Quando l’arsenale giuridico sfocia in una “ragionevole” condanna, quindi abbastanza lunga per compiacere l’accusa, e l’etica della detenuta si mantiene integra, la Giustizia non esita ad attaccare i vincoli familiari, sentimentali e di amicizia con il mondo esterno. Oltre al cemento, le sbarre, le luci artificiali e le videocamere di vigilanza, che asfissiano la vita oltre a romperla, si aggiungono le montagne di scartoffie che servono per raggiungere il semplice contatto umano con la gente cara. Domandine, permessi, autorizzazioni, proroghe, che mettono a dura prova la volontà di non sentirsi annientata.

Lo scorso 7 giugno, Lisa, la nostra compagna, è stata condannata dal tribunale tedesco di Aquisgrana (Aachen) a 7 anni e mezzo di reclusione per una rapina in banca. Attualmente stiamo aspettando di conoscere l’esito del ricorso presentato dagli avvocati che, in caso venisse accettato, supporrebbe la revisione della sentenza e l’inizio di un nuovo processo. Per questo la compagna si trova ancora in carcere preventivo a Colonia.

Agli inizi di novembre, dopo una malattia durata vari mesi, sua madre è venuta a mancare.
Durante questo periodo di tempo, sia la PM che il giudice le hanno sempre negato la possibilità di andarla a trovare all’ospedale, allegando un “rischio di fuga” fino a negarle di poter assistere al funerale.

Aldilà delle motivazioni giuridiche del nemico, il meccanismo è insidioso. Come in molti altri casi, dove la sete di vendetta della Giustizia non si placa con una semplice, per quanto lunga, condanna, il nemico, per poterla annichilare, rimane attento ad ogni possibile debolezza della prigioniera.
È chiaro che si tratta di una misura puramente vendicativa come risposta alla fermezza e all’atteggiamento non collaborazionista della compagna.
Un ulteriore castigo pensato per aggravare la già dura condanna alla reclusione, un tentativo in più di piegarla, questa volta puntando alla sua vita privata e alla sfera personale. Una logica per nulla nuova di ricatto giuridico con l’obbiettivo di minare la sua coerenza e le sue convinzioni politiche.
Cercano di costruire muri ancora più alti, non solo di cemento ed acciaio ma anche di solitudine ed isolamento.

Sono questi muri che vogliamo distruggere.
Con amore, rabbia e solidarietà alla nostra compagna.
Con odio al nemico.
Non dimentichiamo. Non perdoniamo.

Libertà per Lisa. Libertà per tuttx.

Alcune compagne anarchiche

Atene, Grecia: Ricovero forzato di Nikos Maziotis e Pola Roupa

I membri di Lotta Rivoluzionaria Nikos Maziotis e Pola Roupa sono in sciopero della fame dall’11 novembre 2017.

Il compagno e la compagna incarcerat* si battono contro le misure d’isolamento; contro misure specifiche del nuovo codice carcerario che mirano alla repressione dei/lle prigionier* di alta sicurezza; contro la proposta di detenere i/le prigionier* di alta sicurezza nei commissariati; contro il ripristino previsto del regime carcerario di tipo C. Richiedono anche la fine immediata dell’isolamento imposto a Nikos Maziotis (da luglio, per una decisione del ministero della giustizia, il compagno viene tenuto isolato dagli altri prigionieri); un’estensione dell’orario di visita basata sulla frequenza di visite del/la prigionier*; sale appropriate per i genitori incarcerati per poter incontrare i propri figli.

Hanno chiarito fin dall’inizio che avrebbero preso soltanto acqua. Hanno chiesto ripetutamente che venisse loro garantita una comunicazione telefonica libera col figlio di 6 anni prima di essere trasferiti dalla prigione di Koridallos in un qualsiasi ospedale.

Il 2 dicembre Nikos Maziotis e Pola Roupa sono stati trasferiti in un ospedale esterno alla prigione a causa del peggioramento del loro stato di salute. Ma il giorno successivo hanno entrambi chiesto di essere rimandati in prigione perché alla fine la libera comunicazione col figlio era stata loro negata.

Il 4 dicembre Nikos Maziotis ha bruciato e distrutto la sezione d’isolamento B nel sotterraneo della prigione femminile di Koridallos, dove era tenuto in isolamento da 5 mesi. Da lì è stato spostato nell’infermeria della prigione a causa delle esalazioni, ed è stato minacciato di venire messo di nuovo in isolamento – stavolta nell’unità disciplinare della prigione di Koridallos.

Nelle prime ore del 5 dicembre Nikos Maziotis e Pola Roupa, in sciopero della fame, sono stati costretti al trasferimento fuori dalla prigione. Il procuratore ha ordinato il ricovero forzato. Attualmente sono all’Ospedale Generale di stato di Nikaia, minacciati entrambi di venire nutriti con la forza. Per il momento i medici dell’ospedale non hanno ancora ottemperato agli ordini del procuratore.

Nikos Maziotis e Pola Roupa continuano lo sciopero della fame. Hanno dichiarato che non accetterano il siero fisiologico e reagiranno contro ogni tentativo di terapia non volontaria e nutrizione forzata (tortura) in ogni modo possibile.

in inglese, portoghese, tedesco

Roma: Ordigno esposivo a San Giovanni – FAI-FRI

Ricevuto il 7 dicembre 2017

In tempi di pace sociale e di attendismo non c’è migliore risposta che l’azione. Uno stimolo, una continuità e uno scossone per svegliare chi dorme.
Agire di proopria iniziativa rompe l’attendismo e l’immobilità e incendia coloro a cui ribolle il sangue.

La prassi anarchica dell’attacco deve essere lo stimolo base dell’anarchia, altrimenti è un morto che cammina. Un agire necessario a renderci vivi nei modi che riteniamo opportuni, fuori da ogni programma, struttura gerarchica e verticistica. Una delle tante pratiche rivoluzionarie che sono parte dell’anarchismo nelle sue viscere.

Abbiamo deciso di prendere in mano la nostra vita rompendo la pace opprimente che ci circonda.

La notte del 6/7 dicembre è stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, un termos d’acciaio con 1,6 kg di esplosivo.

Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell’ordine mortifero del capitalismo: le forze dell’ordine. Senza di esse i privilegi, le prepotenze, le ricchezze accumulate dai padroni non sarebbero nulla. Perché hanno da sempre la funzione di reprimere, incarcerare, deportare, torturare, uccidere chi per scelta o necessità si ritrova al di fuori della loro legge.

La lotta contro lo Stato non è semplice e non si riduce a formule magiche. Ma gli obiettivi ci sono e non si possono sempre fare teorie e chiacchiere di convenienza. Ogni individuo libero per desiderio e necessità mette in campo l’azione, qui ed ora. Non c’è delega nella lotta per la libertà.

Non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto che questi tempi instillano a dosi massicce.
Cosa sarebbero stati questi anni se una minoranza di refrattari non avesse preso in mano la fiaccola dell’anarchia? Se queste/i compagne/i avessero aspettato tempi migliori? Ne sa qualcosa l’allora presidente della Commissione Europea a cui è stato rovinato il Natale. Ne sa qualcosa il vampiro di equitalia, mutilato di alcuni dei suoi artigli. Deve aver sentito forte alle gambe il calore della fiaccola dell’anarchia lo stregone dell’atomo dell’Ansaldo Nucleare.

Oggi siamo noi a prendere in mano la fiaccola dell’anarchia, domani sarà qualcun altro. Purché non si spenga!

Chi vuole guardare resterà a guardare. Chi non vuole agire giustificandosi politicamente, continuerà a non farlo. Non stiamo aspettando alcun treno della speranza, non aspettiamo tempi maturi. Le condizioni si muovono con lo scontro. Il movimento è tale se agisce, se no sta fermo. L’emancipazione dell’individuo dall’autorità e della sfruttamento è fatta dai diretti interessati.

Eppure chi attacca contagia chi sente una pulsione. Questo vuol dire propaganda col fatto.
Contro sbirri, politici e i loro tirapiedi. Contro gli ingegneri della scienza e dell’industria. Contro tutti i padroni, ma anche contro tutti i servi. Contro la schiera dei cittadini onesti della società-galera.

Non ci interessa perdere tempo ed energie nella critica dei riformisti. Pur non considerandoci una minoranza elitaria, come anarchici abbiamo le nostre azioni e le nostre rivendicazioni. La nostra propaganda. Ogni individuo e gruppo di affinità sviluppa e accresce le proprie esperienze nel legame fraterno. Senza alcuno specialismo e senza voler imporre un metodo. Noi abbiamo scelto questo. Che ognuno trovi la sua strada nell’azione. L’organizzazione gerarchica strutturata oltre a uccidere la libertà dei singoli, rende anche più esposti alla reazione della repressione.

L’organizzazione anarchica informale è lo strumento che abbiamo ritenuto più opportuno in questo momento, per questa specifica azione, perché ci permette di tenere insieme la nostra irriducibile individualità, il dialogo attraverso la rivendicazione con gli altri ribelli, e infine la propaganda veicolata dall’eco dell’esplosione.
Non è e non vuole essere uno strumento assoluto e definitivo.

Un gruppo di azione nasce e si sviluppa sulla conoscenza, sulla fiducia. Ma altri gruppi e singoli possono condividere, anche solo temporaneamente, una progettualità, un dibattito, senza conoscersi di persona. Si comunica direttamente attraverso l’azione.
L’azione diretta distruttiva è la risposta elementare di fronte alla repressione. Ma non solo. La prassi anarchica è anche un rilancio, una proposta che va altre la solidarietà, rompendo la spirale repressione-azione-repressione. Le azioni di solidarietà sono importanti, ma non possiamo rinchiuderci nella critica, per quanto armata, di qualche operazione repressiva o di qualche processo.

I/le compagni/e prigionieri/e sono parte della lotta, ci danno fianco e ci danno forza. Ma è necessario agire e organizzarsi. L’avanzata dello sviluppo tecnologico, le politiche di controllo e repressione non danno molti margini di valutazione sul che fare. Si sta ridisegnando la vita e la repressione nelle metropoli. Muoversi, agire, può diventare sempre più complicato.

Al contrario degli ”scontri” spesso preannunciati da un certo antagonismo, l’imprevedibilità è l’arma migliore contro la società del controllo. Colpire dove non ti aspettano. Oggi colpiamo nel cuore della capitale militarizzata per sfidare i deliri securitari. Domani chissà, magari in periferia dove non immaginate. Non dare tregue, ma scegliere noi i tempi. È da sempre il principio della guerriglia metropolitana. Con la differenza che la cospirazione delle cellule informali non conosce gerarchie e direzioni strategiche. E per questo è ancora meno prevedibile.

Lo stato italiano è all’avanguardia delle politiche repressive e militari. Per collocazione geografica si trova spesso a fare il lavoro sporco per difendere i confini della fortezza europea.

I recenti accordi del ministro Minniti coi sanguinari colonnelli libici ne sono la prova recente. Raggiunto il numero di schiavi necessari ”sfruttiamoli a casa loro” oltre ad essere popolare è
pur sempre un buon affare.

La notte scorsa abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. I diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano.

Con questa azione lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione. Ognuno con lo strumento che ritiene più opportuno e se lo desidera contribuendo al dibattito.

FEDERAZIONE ANARCHIA INFORMALE –
FRONTE RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE
Cellula Santiago Maldonado

Dedichiamo questa azione all’anarchico argentino rapito e assassinato dai sicari della Benetton. Che venga presto il giorno in cui a sparire dalla faccia della terra finalmente saranno gli oppressori.

Amburgo: Vernice e pietre a procura

Sabato sera 18 novembre al riparo di barricate di copertoni in fiamme la procura di Amburgo fu attaccata con vernice e pietre – come atto combattivo di solidarietà con coloro che nel contesto della rivolta contro il vertice G20 stanno subendo la repressione.

Libertà per tuttx lx prigionierx!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: incendiata vettura Telekom

17 novembre 2017

Ispiratx dalla disponibilità militante dex nostrx compas in Grecia di essere una continua spina nel fianco dell’ordine vigente, la notte scorsa abbiamo sabotato con il fuoco una vettura Telekom. Il 17 novembre è una giornata storica che porta nelle strade le correnti anarchiche e di sinistra in Grecia. Quando la direzione della giunta militare il 17 novembre 1973 decise di assalire l’università politecnica d’Atene con i carrarmati e tolse la vita a più di 20 persone, spianava la strada a una parte fondamentale, che tuttora esiste, del movimento antiautoritario greco. Il 17 novembre con le molotov e le pietre si ricordano tradizionalmente le vittime di quella catastrofe. La sovversione anarchica ci permette di mostrare solidarietà con lx amicx in lotta anche partendo da Amburgo.

Rifiutiamo di ragionare in termini di confini nazionali. Per cui un giorno come il 17 novembre è un giorno che non dovrebbe suscitare tumulti solo in Grecia bensì anche qui. Poiché non c’interessa se il nemico parla greco o tedesco. Poiché il nemico stesso è il problema, lo sbirro stesso è il problema, lo Stato stesso è il problema, il dominio stesso è il problema. E come è onnipresente il dominio, sono onnipresenti anche le nostre azioni sovversive.

I nemici della libertà si trovano dappertutto, basta tenere gli occhi aperti. La deutsche-telekom fornisce tecnica avanzata alla manovalanza dello Stato e aumenta le capacità d’azione di quei porci di sbirri, di guardie di confine e guardie carcerarie. Il mantenimento del potere è come un meccanismo d’orologio, il nostro dovere è di sabotarlo. Affinché all’ombra della distruzione finalmente si può di nuovo respirare liberamente. Per prendere aria, per altra opposizione.

Per dirla con le parole della pubblicità Telekom: “per un mondo senza frontiere”

Gruppo anarchico

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Francoforte sul Meno: Vernice a DVCK

Nella notte dal 15/11 al 16/11/2017 abbiamo attaccato la sede dell’associazione fondamentalista DVCK (Associazione tedesca per una cultura cristiana) a Francoforte sul Meno.

Con un estintore pieno di vernice e parole d’ordine politiche abbiamo abbellito tutto l’esterno della  casa. È la nostra risposta agli sviluppi reazionari e anti-emancipazione degli ultimi mesi.
Quest’associazione ortodossa di merda l’abbiamo notata con le azioni stomachevoli come la celebrazione di preghiere di lutto davanti a luoghi di consulenza per aborti.

Questa forma di protesta è un tentativo di terrorizzare le persone gravide e tutta la gente che si vorrebbe informare sulla sessualità e l’autodeterminazione. Nella società patriarcale dove purtroppo viviamo, le donne per gli aborti sono costrette alla consulenza d’istituzioni come profamilia.
L’aborto è un diritto delle donne!

Chi ci ostacola nella nostra autodeterminazione deve aspettarsi sempre e dappertutto seccature, di essere fermatx e attaccatx!

Dopo l’azione di disturbo contro le riunioni di questa setta che mantiene collegamenti anche con ambienti fascisti croati, la settimana passata a Francoforte ci sono state delle perquisizioni.
Che queste ideologie marcino fianco a fianco non è raro. Nella marcia delle mille croci si chiede tra l’altro un divieto d’abortire, con l’obiettivo di impedire la cd morte del popolo. Morte del popolo? Sarebbe bello!

A Giessen attualmente è in corso un procedimento contro una dottoressa che sulla propria pagina web offre info sul tema aborto. Anche questa merda si deve ai pazzi fondamentalisti e all’inutile paragrafo contro l’aborto.

In Brasile le femministe devono giusto ora contrastare cambi di legge medievali che vogliono vietare l’aborto addirittura in caso di stupro.
Tutto questo non possiamo e non vogliamo accettarlo!
MY BODY MY CHOICE!

Le nostre azioni sono ben motivate e speriamo servano da ispirazione!
Solidarietà con ogni persona interessata!

Inoltre vogliamo inviare saluti ribelli ax nostrx amicx arrestatx per le proteste G20.
I nemici della libertà sono anche nemici nostri!

Alcune Femministe Autonome

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Atene: Striscione in memoria di Santiago Maldonado allo squat Themistokleous 58

Santiago Maldonado vive nella rivolt(A)

Quattro mesi dopo la sparizione del compagno anarchico Santiago Maldonado, e il suo assassinio per mano dello stato argentino, mandiamo un saluto ai/lle compagn* in America del Sud e lanciamo un appello a mantenere accesa la fiamma della rivolta in questo Dicembre Nero.

Da Exarchia all’America del Sud, la solidarietà anarchica è più forte di qualsiasi confine.

in inglese, spagnolo, portoghese

Trento: Manifestazione contro le stragi di Stato e contro le sue politiche di guerra, 12 dicembre

Roma: Incendio ad auto in solidarietà ad anarchici

Ad agosto roma è vuota e fa caldo, presto ci si annoia a fumare e bere birrette in piazzetta. per rompere con una quotidianità reiterata e arrabbiati per i troppi prigionieri della guerra sociale, una sera abbiamo deciso di andare in giro a fare danni.
Presto abbiamo incontrato una macchina del corpo diplomatico, a cui abbiamo dato fuoco con gioia. È facile, basta una scatola di diavolina!

Con quest’azione abbiamo voluto mandare un saluto solidale a tutti i prigionieri anarchici in carcere, in particolare a paska e ghespe e a riccardo rinchiuso nelle carceri di Amburgo.

Comitiva Allegri Incendiari

Buir, Germania: Appello urgente dalla Foresta di HAMBACH

Ricevuto il 25 novembre

Il processo che concedeva alla foresta di Hambach un po’ più di tempo per prepararsi alla stagione del taglio è perduto. RWE ha cominciato oggi a disboscare i cespugli in vista del taglio totale. La preparazione per un intervento massiccio della polizia è evidente. Hanno annunciato che vogliono sgomberare l’intera occupazione. Li aspettiamo lunedì al più tardi per l’espulsione. Sono già presenti nella foresta per proteggere i macchinari.

Per fare in modo che la foresta di Hambach resista abbiamo bisogno di te e dei/lle tu* amic* e comp@gn*!

Nella migliore delle ipotesi passa da qui.

Se tutto va bene porta con te:

  • sacchi a pelo, materassi
  • amic*
  • un’idea di quello che vuoi fare (l’infrastruttura di RWE è troppo grande per poterla proteggere tutta)
  • stivali impermeabili, vestiti camouflage
  • telecamere (per registrare le violenze della polizia)
  • guanti da lavoro
  • spazzolini da denti
  • materiale di primo soccorso
  • materiale per la pioggia
  • una piccola tenda (non è necessaria, ma se ne hai una portala)
  • niente droga
  • niente documenti d’identità (se ne hai bisogno per il viaggio, seppelliscili da qualche parte nel bosco)

Quello che puoi fare da fuori:

  • diffondi la notizia
  • fai qualunque cosa tu abbia voglia di fare per mostrare la tua solidarietà
  • distrai le forze di polizia (per lo sgombero avranno bisogno di poliziotti da tutta la Germania)
  • attacca le vene del capitalismo & la sua industria fossile
  • non farti prendere
  • non dimenticare chi è al gabbio

Ci vediamo sulle barricate
hambacherforst.org

in tedesco, inglese, francese

Santiago, Cile: Santiago Maldonado presente!

Graffito murale per il compagno anarchico Santiago Maldonado.

in inglese, francese

Flensburg, Germania: Bruciata auto della polizia

10 novembre 2017

Nella notte al 10 novembre 2017 venne bruciata del tutto una volante della polizia del posto di polizia Harrislee (area Flensburg).

Solidarietà con lx prigionierx dei processi G20 nella settimana n. 45.

Libertà per Fabio, Christian e ogni altrx compa colpitx dalla repressione!

Libertà per ogni prigionierx politicx, non vi dimentichiamo!

Fonte: Indymedia, ivi censurato

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Fuoco, pietre e vernice a Start-up Factory

8 novembre 2017

Tanto è già stato scritto su Amburgo. Tuttora dex compas sono in galera e dovrebbero pagare per i momenti fantastici nei quali finalmente potemmo rimandare al mittente la quotidiana violenza dello Stato e della società.
La questione che ci ponemmo e poniamo è: Come continuare…?

Vorremmo allacciare alla dinamica di Amburgo. Si è mostrato che tanta gente è disposta a scendere per strada per lottare contro la situazione imperante e, nel contempo, con gli spazi conquistati potemmo dimostrare che sono necessari.
Oltre alle discussioni, agli scritti, agli incontri, alle amicizie e a molti altri prodotti delle riunioni attorno al vertice G20 era centrale l’attacco da parte dex auto-organizzatx nei giorni prima, durante e dopo il vertice.

Mentre i nostri avversari sicuramente si preparano già per il prossimo colpo repressivo, noi dovremmo ampliare quel che abbiamo vissuto e forse anche appreso.
Mentre loro emettono ordini di perquisizione e chiudono le celle dex nostrx amicx ad Amburgo e altrove, mentre scrivono nuove leggi di sorveglianza, continuano ad appestare il clima, a sfruttare e affamare lx nostrx amicx in Sudamerica, in Africa e in Asia e dappertutto nel mondo, mentre distruggono i nostri quartieri, sgomberano le nostre case… dovremmo usare il tempo per passare al contrattacco.

Solo una cultura della resistenza ad ogni livello e in tutte le forme ci può dare la possibilità di rendere questa vita un po’ più sopportabile e di creare delle prospettive che un bel giorno forse basteranno per una bella vita per tuttx.

Il centro di Berlino è quasi tutto svenduto. Oltre a centinaia di cd investitori che quando serve fanno i loro soldi con il bisogno di uno spazio abitativo, ora sono i “grandi” ad investire nella city di Belino. Google, Zalando e Co. arrivano e vorrebbero un pezzo della torta della “Smartcity” berlinese.
Il favoreggiamento e l’insediamento della scena Start-up assume una grande importanza. Il sogno di moltx giovani di diventare ricchx e “indipendenti” con una buona idea è la Fatamorgana con la quale chi profitta veramente ci vuole prendere per i fondelli.
Eliminano lo spazio abitativo e insediano dei caffè cari, dei ristoranti di lusso e degli alberghi, erigono dei palazzi per uffici e fanno uffici commerciali dei terreni vuoti.

Sanno che possono tenere il proprio amato progetto solo proteggendolo con la Securitas e le pattuglie per la protezione degli obiettivi. Sono apprezzati solo da coloro che abitano lontano e ne approfittano oppure possono pagare il nuovo affitto vigente nel quartiere. Tuttx lx altrx ovviamente rappresentano un pericolo per la nuove facciata chic in vetro.
Non abbiamo nessuna voglia di vivere in una città lustrata al massimo come Londra, vogliamo mantenere le nostre case e amiamo i nostri terreni vuoti che spesso erano spazio vitale per le persone le più diverse.

Crediamo che le tecnologie devono aiutare la gente e non sfruttarla e vigilarla ed essere mezzo con lo scopo d’ottimizzare il profitto. Le facce di coloro che siedono nella metrò e guardano intontitx i loro telefonini sono l’espressione e l’immagine di una società che svuotata d’ogni senso rincorre i bisogni costruiti invece di avere l’amicizia, l’amore e delle cose in comune.
Si tratta di contrastare con determinazione questo mondo del lavoro, d'(auto)-sfruttamento e d’isolamento.

Ecco perché ci siamo messx insieme ad alcune persone per fare gli auguri alla nuova Start-up Factory a Berlino Treptow cogliendo l’occasione della sua apertura parziale, lanciando pietre, vernice e alcune molotov alla facciata e distribuendo dei liquidi puzzolenti in una parte della costruzione.
All’inizio le fiamme divamparono alte, purtroppo il fuoco si spense abbastanza in fretta. Anche noi ci sforziamo per ottimizzare i nostri processi tecnici… promesso!

Perché la Factory?
La Factory ha varie sedi a Berlino, il suo centro non ufficiale dall’estate 2014 in poi è il Start-up-Campus a Berlino nella Rheinsberger Str. 76/77. Dove si riuniscono Start-up e ditte affermate come la Deutsche Bank, Schaerffler, Telekom e tante altre.
Obiettivo della Factory è il rafforzamento del sito Start-up di Berlino. L’ambiente fondatore e la Old Economy vogliono completarsi e meglio aggregarsi in rete. Le Start-up profittano delle imprese affermate in quanto esperienza, struttura e capitalizzazione e le imprese profittano in quanto innovazione, creatività e accelerazione.
La Factory-dependance nel parco di Görlitz nella Lohmühlenstr. 65 in quanto a dimensioni probabilmente supererà alla grande l’originale: la costruzione in mattoni s’estende su più di cinque piani e sui 14.000 metri quadri dovrebbero presto lavorare fino a mille creativx. “È il più grande club per Start-up in Europa”, dice il direttore di Factory, Lukas Kampfmann.

Ma chi fa la Factory non ha trovato l’edificio abbandonato, dopo l’acquisto l’anno scorso ci fu la revoca per circa 150 inquilinx che prima per tanti anni avevano affittato diversi laboratori e uffici. Hanno ricevuto la disdetta i più vari laboratori ed uffici collettivi, tra cui di grafica e traduzione, di scienza e uno studio collettivo in psicoterapia e anche un ristorante-scuola.

Dalla parte dell’investimento ritroviamo delle vecchie conoscenze come lo speculatore immobiliare Boris Gregor Marweld. Era amministratore del proprietario Marc Walter che nel 2005 partecipava in modo decisivo allo sgombero del progetto abitativo di sinistra Yorck59. Chi abitava il York59 fu ripetutamente tiranneggiatx con la parola d’ordine „le case a chi le può pagare!“ e questo chiarisce quali sono i suoi criteri principe – avere soldi oppure no. Marweld acquistava l’edificio nella Lohmühlenstrasse con la sua impresa »JoLo Berlin Liegenschafts-GmbH« per 23 milioni di Euro. La »JoLo GmbH« cambiava di nome dopo l’acquisto della Lohmühle in »L65 Grundbesitz GmbH«, amministratore non ne è più Marweld ma Stefan Klemm. Ma nella sua nuova homepage »Formac Consult Real Estate GmbH«, Marweld riporta la Lohmühle come »progetto attuale«.

Prospettiva
La nostra solidarietà va anche a chi in occasione del BlackFriday lotta contro lo sfruttamento da parte dell’impresa Amazon.
Partecipate in modo creativo alle proteste!

Alle istituzioni statali è chiaro che la nostra critica può diventare pericolosa per lo Stato. Il divieto di linksunten.indymedia.org ne è la diretta conseguenza statale in seguito ai successi nell’organizzarci ad Amburgo ed è pura e semplice censura dei nostri contenuti. Un video della nostra azione vuole essere un piccolo saluto caloroso e solidale ax nostrx compas colpitx dalla repressione statale e a chi è in carcere.

Stato, sbirri, investitori – Amazon, Google, Zalando & Co. – al diavolo tuttx!
Per la libertà!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Wuppertal/Haan, Germania. 2 e 6 novembre 2017: vetri rotti e vernice a uffici AfD

Dal 1° al 2 novembre e dal 5 al 6 ci furono due happening artistici notturni a Wuppertal e Haan. Luoghi della robusta azione artistica erano gli uffici AfD a Wuppertal e Haan, parola d’ordine era senza alternative.

Lx artistx tolsero le persiane e realizzarono una graziosissima rottura di vetrine e decorarono l’interno dell’ufficio AfD di Wuppertal con un po’ di vernice. Anche a Haan trasformarono artisticamente lo stato delle vetrine del relativo ufficio che è anche stato colorato.
Questa arte d’azione ovviamente è politica!

Anche dopo le elezioni federali non c’è alternativa all’azione diretta contro AfD. Proprio perché AfD è entrata nel parlamento federale con un bel 12,6% e con questo apparentemente è avviata ancora meglio. È evidente che AfD perlomeno nei tempi intermedi è un problema per gente con idee progressiste. Ecco perché li dobbiamo disturbare il più possibile con delle azioni contro le sue infrastrutture! A maggior ragione visto che ora dispone di ancora più spiccioli.

Contro il razzismo, il sessismo e il socialsciovinismo, uguale se contro AfD o il resto del paesaggio partitico, alla resistenza non ci sono alternative. Le “trattative” della futura coalizione al governo e il comportamento del maggiore futuro partito d’opposizione SPD già chiariscono in quale direzione vanno le cose. Il salto a destra dopo le elezioni fila ancora più liscio che prima, il che richiede delle azioni ai livelli più disparati con i mezzi più vari.

Poiché SPD/CDU/SU/VERDI/FDP e in parte anche la Linkspartei con la loro politica propagandata come senza alternative sono responsabili del peggioramento dello sfruttamento, dell’aumento della povertà minorile e della vecchiaia e che hanno fatto sì che sempre di più gente non ha alcune alternative. Poiché avere la scelta tra la vessazione nell’agenzia di lavoro e un lavoro di merda pagato malissimo non è affatto un’alternativa!
Anche per questo AfD ha potuto mobilizzare gran parte del potenziale disumano nella società tedesca.

Siamo felicx che anche dopo le elezioni ci furono diversi attacchi a dex funzionarx e con con la nostra performance artistica c’inseriamo lietamente nella serie d’attacchi! Per toglierci di mezzo “l’Alternativa”!

Calorosi saluti vanno ax prigionierx dei riot G20 di Amburgo! Non siete solx, si continua!

Partito dex senza alternativa e collettivo artistico TINA

Fonte: Email

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: incendiate auto della Wall AG e di WISAG

10 novembre 2017

Colpitx dalle parole combattive e chiare di Fabio che nel tribunale di Amburgo urlava ai porci, il nostro cuore si riscaldava e dovevamo sorridere al pensiero che in qualche modo facciamo le cose giuste o almeno ci tentiamo e che con questo non siamo solx.

Pensavamo anche a Nero che rimane dietro le mura di Moabit e che sicuramente manca a tanta gente.
Riprenderci alcune notti…

    “Un pensiero davvero militante intende però qualcos’altro,
    non è disfatto ma indirizzato all’obiettivo,
    di come lo si vuole e perciò perseguito lottando in ogni modo,
    dove ci si mette tutta,
    perché si vuole vivere così…” (anni ’80).

Crediamo sia importante non considerare lx prigionierx e chi è sotto sospetto come vittime che purtroppo non hanno fatto in tempo a scansare i manganelli, a sfuggire all’occhio della telecamera oppure a mettersi le gambe in spalla e correre.

Fabio lo ha espresso dicendo che era una sua decisione attiva andare ad Amburgo e che dietro questa decisione ci sono argomenti e una comprensione politica della merda in generale. Non erano la casualità del clima sul posto, l’ebbrezza o la sbornia. Era ad Amburgo per esprimere la sua rabbia, per incontrare altra gente con le stesse intenzioni. Ha pianificato la resistenza perché convinto di volere il giusto.
E anche Nero non sarà affatto cascato casualmente nel macchinario. Sulla via nel Matrix fu seguito da una pattuglia.

Dovremmo anche considerare in tal modo lx prigionierx che ci mandano i loro saluti. Sanno che cosa fanno e necessitano il sostegno esterno per portare avanti questa determinazione.

Ovvio che gli sbirri e la giustizia sono criminali e responsabili per gli arresti e le carcerazioni, per i pestaggi e gli omicidi. Ma la decisione di stare dalla parte giusta e voler lottare per questo, non significa considerare queste strutture e creature come ostacoli sul percorso verso una società diversa bensì considerarle obiettivi d’attacco ed avversari. Non importa quale metodo scegliamo: sitin, graffiti, lancio di pietre… Se l’obiettivo va oltre, non siamo vittime quando ci arrestano ma questi arresti e queste ordinanze penali fanno parte della nostra vita. Non è la presa degli sbirri l’origine della carcerazione bensì la nostra concezione di vita in questa società e il nostro obiettivo, che è la sua eliminazione, l’eliminazione delle sue strutture, delle galere, dell’intimorimento e della violenza della normalità. Non vuole suonare come una legittimazione della violenza degli sbirri e dei tribunali bensì esprimere che all’interno del sistema non possiamo giammai lottare legittimamente contro di esso. Rimarremo sempre dex nemicx dello Stato.

Esattamente per questo dovremmo procedere così prudenti quanto necessario e ostacolarli più possiamo affinché non ci prendano. Ma la galera non può essere uno scenario di minaccia che ci paralizza e ci impedisce di rimanere coerenti. Possiamo impegnarci a non percepire la repressione come disfatta bensì come conseguenza e un’altra ragione ancora per aumentare la nostra rabbia e contrattaccare.

Sarebbe bello se ancora più prigionierx s’esprimessero e inviassero un segnale all’esterno. Per la solidarietà dietro le mura e per poter dare, qui all’esterno, un punto di riferimento e una voglia, spesso astratta, di lottare contro le galere e i giudici.

Pensavamo a te, Nero, quando nelle notti della settimana passata passavamo alle fiamme le auto delle imprese Wall AG e WISAG.
Riflettemmo di come potesse funzionare la solidarietà al di là delle mura e speriamo che questi segnali di fumo ti raggiungeranno.

Saluti solidali a tuttx che nelle stesse notti giravano per Berlino…
..le cui taniche rimasero davanti al tribunale (speriamo che la ricerca di tracce sia tempo perso),
..ax incendiari che parallelamente misero fuoco a Treptow,
..alla banda molto dotata che a Wedding con la vernice voleva accuratamente far emergere l’ostello per studentx nell’immagine della città.

Per lx attivx di notte sempre motivatx!
Until all are free!
Libertà per Nero e Fabio!

Fonte: Indymedia, ivi censurato

Repubblica Ceca: Rete di Cellule Rivoluzionarie (SRB) – ‘Appello alla lotta: Sabota le attività di quegli stronzi!’

Constatiamo che la campagna di repressione del movimento anarchico non si interrompe. Ci sono svariati esempi: il processo dell’operazione Fenice in Repubblica Ceca, il caso dei Tre di Varsavia, il processo per la rapina ad Aachen, i processi dei/lle ribelli contro il G20 ad Amburgo e altri casi ancora.

Sbirri, giudici, procuratori, mass media. Sono ossessionati, imprigionati, derubati, manipolati. Questa è una sfida per tutte le cellulle rivoluzionarie, gli altri gruppi e gli individui. Sabotiamo le attività di questi stronzi. Attacchiamoli sul terreno, nelle loro tecnologie e i loro edifici. Organizziamo la resistenza. Sosteniamo i fuggiaschi e le fuggiasche e chi l* ama.

Non distruggeremo quello che ci distrugge se non lottando.

Lo scopo è chiaro = Libertà, giustizia, anarco-comunismo.

Rete di Cellule Rivoluzionarie (SRB)

in inglese, francese, portoghese

Amburgo: Vernice alla casa di Andrea Dessel

1° novembre 2017

“Durante il confino della prigionia sono poche le cose che ti fanno sorridere, che offrono bei pensieri o sentimenti di gioia. Tuttavia posso dire che queste giornate di luglio diedero uno slancio ai miei pensieri, quando Amburgo capitolava davanti al caos delle sommosse durante il G20, davanti agli scontri con gli sbirri, alle barricate in fiamme, ai saccheggi, alle distruzioni e agli incendi dei simboli del dominio. Fui sopraffatto di tanta gratitudine e vive emozioni e un sorriso illuminava il mio viso.”

(Panagiotis Argyrou, membro prigioniero della Cospirazione delle Cellule del fuoco/FAI-IRF, Grecia, settembre 2017)

Libertà per lx prigionierx G20 – Azione contro il capogruppo della SPD ad Amburgo.

Come a Panagiotis anche a noi appare un sorriso sul viso quando pensiamo alle giornate del vertice G20 ad Amburgo. Un apparato di polizia stra-armato che neanche si vergognava di sottolineare la propria presunta onnipotenza e a mettere in bella mostra dozzine di cannoni ad acqua, elicotteri, droni e commando speciali incappucciati subiva il proprio disastro totale. Ricordiamo benissimo la conferenza stampa degli sbirri dove il questore annunciava altezzoso che, se necessario, entro 30 (!) secondi sarebbe sul posto un commando speciale. Il sindaco e il senatore degli interni di Amburgo promettevano sicurezza ma 30 000 sbirri non riuscirono a fermare alcune migliaia di rivoltosx che per alcuni giorni cercavano e trovavano i loro percorsi ed obiettivi. Amburgo ha dimostrato che il tentativo dex ricchx del mondo di celebrare i loro incontri indisturbati e in pompa magna non funziona. Ringraziamo tuttx che sono venutx da vicino e da lontano ed hanno reso possibile questi giorni di tumulto e resistenza.

Ma i nostri pensieri sono rivolti in egual modo ax prigionierx. È notorio che lo Stato non è un buon perdente e grandina galera che va fino ai 2,5 anni. La “Commissione Speciale Black Block” analizzò migliaia di dati. Il loro capo, il capo della criminale Jan Hieber, minaccia che nessunx dovrebbe sentirsi al riparo e che la Commissione Speciale prenderebbe tutta la gente (!) che ha violato la legge. Una volta ancora gli sbirri si compiacciono a fare gesti minacciosi. Dato che Hieber parla di 5000 delinquenti ricercati si può facilmente dedurne la misura del suo successo, a maggior ragione visto che apparteneva al team del disastro degli sbirri già nel periodo prima del vertice. Come sia sia, l’uno o l’altro blitz lo insceneranno ancora ma non potranno fare finta che le azioni durante prima e dopo il vertice non esistono, e potranno mai ben nascondere la propria sconfitta.

Per esprimere la nostra solidarietà con lx prigionierx G20 abbiamo attaccato il capogruppo SPD Andreas Dressel che come altrx dopo il vertice ha partecipato all’aizzamento. Abbiamo lanciato vernice rossa alla sua casa, Begel 6 a Volksdorf. Il sindaco ombra e la capogruppo dei verdi di Amburgo, Anjes Tjarks, nella Schanze dovettero andare da porta porta come team anticrisi (nella stampa chiamati scherzosamente anche !A-Team”) per calmare le acque. Raccomandava di isolare totalmente l’ambiente di sinistra e di farla finita con la “simpatia per la violenza di estrema sinistra”.

“E se ci guardiamo indietro, la memoria ci darà la forza concreta che ci serve per continuare. Fino alla prossima Amburgo, fino alla prossima insurrezione, fino alla distruzione totale del dominio.”

(Panagiotis Argyron)

Quest’azione s’inserisce nelle azioni condotte in tutta l’Europa contro la repressione del G20.

Libertà per tuttx lx prigionierx!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Sfondate le finestre dopo iniziativa di polizia

La paura, una delle colonne centrali dell’ordine sociale imperante, la seminano quotidianamente coloro che vogliono vendere la propria pseudo sicurezza. Con affissioni suggestive la polizia si è rivolta ax abitanti delle strade attorno al Mariannenplatz scrivendo che certamente avrebbero sentito la crescente insicurezza e che perciò il 26 ottobre erano invitatx a un’iniziativa di prevenzione. Si svolse con agenti del settore 53 nel punto d’incontro per le famiglie ubicato nel palazzo dell’ufficio di assistenza per minorenni nella Adalbertstr. 23B.

Obiettivo di tali iniziative è sensibilizzare la gente ai comportamenti divergenti – è come un numero d’emergenza per salvarsi dalla propria insignificanza. Che la sicurezza sia promessa proprio dalle autorità che nelle loro celle bruciano le persone, come hanno fatto con Oury Jalloh, è spiegabile solo con le anime devastate nei corpi vuoti dex cittadinx fedeli alle autorità. Come quelle della gente del management di quartiere nella Naunynstraße che ha pubblicizzato quest’iniziativa di prevenzione e che roba del genere la fa regolarmente anche con Degewo.

Facendo girare gli elicotteri della polizia con i riflettori puntati a bassa quota sul quartiere nord di Friedrichshain deve sia terrorizzare sia far credere nella sicurezza. Qui vige lo stato d’emergenza, ecco cosa vuole segnalare lo Stato, qui si deve rasentare il limite dell’intervento militare per permettere ai ricchi nuovi arrivati l’autorealizzazione delle loro brame di potere e di comunità popolare. Lx caotx della Rigaer sono più ostinatx che la gente senzatetto nel Tiergarten, contro la quale stanno aggiustando la mira proprio adesso – da nemico debole i cui materassi umidi si possono buttare senza problemi.

Nella Rigaer lo Stato deve stare con il casco in testa e chi disturba l’elicottero finisce in galera. Come Nero, condannato a 18 mesi per attacco con il laser-pointer.

Per dimostrare la nostra solidarietà con Nero e per contrapporre qualcosa all’ideologia apatica della paura, il 30 ottobre abbiamo spaccato i vetri del punto d’incontro famigliare nella Adalbertstrasse 23B. Le nostre pietre anche in futuro tra uno spettacolo e l’altro tipo Amburgo troveranno la loro traiettoria verso gli uffici e le basi della paura; la loro semina gli si rivolta contro come un boomerang.

Libertà per tuttx lx prigionierx che non si piegano

Fonte: Indymedia – qui censurato

Traduzione dal tedesco mc, CH

Hannover: Spaccati dei vetri a “Haack Immobilien”

25 ottore 2017

A Hannover “Haack Immobilien” ha disdetto il contratto dei locali associativi a Damla Genc e ora, dopo di che il vecchio inquilinato ha dovuto sloggiare, li sta rinnovando.

Dal 24 al 25 ottobre abbiamo spaccato i vetri dei locali con cui tra poco guadagneranno ancora più denaro.
“Haack Immobilien” non è solo una delle tante immobiliari che in molti luoghi scaccia la gente. È, inoltre, nota anche per i suoi trucchi particolarmente infami.

Questa volta a essere colpiti sono stati loro ma intesi sono tutte le persone che dicono che possiedono le case e le buttano sul mercato per guadagnare soldi a palate sulla pelle di chi le abita.

La nostra solidarietà va a tuttx coloro che sono scacciatx dai propri appartamenti, locali associativi, spazi d’attività e dallo spazio pubblico etc. e la nostra rabbia va a tutte le persone che con lo sfruttamento e l’espulsione d’inquilinx fanno i loro profitti.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Danneggiati i vetri all’hotel Orania

24 ottobre 2017

Un manifesto attacchinato a Berlino con il titolo “Come continuare dopo Amburgo?” richiede una nostra replica. Diverse questioni su questo manifesto si occupano della prospettiva del movimento antagonista, se poi davvero esiste.

Naturalmente non basta pestare due volte all’anno per bene i caschi dei nemici della libertà. L’influenza politica delle battaglie di strada la riteniamo più forte che della gran parte dei danni attualmente realizzabili con la militanza del sabotaggio. Poiché le battaglie di strada possono meglio realizzare uno dei nostri obiettivi a breve termine – coinvolgere più gente nella pratica della resistenza. Nessunx inizia come piccolo gruppo militante ma piuttosto come chi partecipa a uno scontro. Se questo scontro non avviene che raramente, l’ostacolo per superare il quadro predeterminato è molto più alto.

Ecco perché favoriremmo molto il provocare tali eventi, come anche questo manifesto  propone. Ma mancano le strutture che spesso insieme ad altre se ne incaricherebbero. Il quotidiano tra un evento l’altro di molti gruppi è caratterizzato da una spaventosa innocuità. La radicalità praticata ad Amburgo non ha spazio nella loro utopia.

Anche per gli scontri minori, se poi fossero visibili e invitassero la gente disorganizzata a parteciparvi, ci vuole un certo livello di preparativi, d’impegno e di affinità che per il momento non percepiamo. Ma ci faremmo volentieri ricredere.

Oppure come lo dicono lx “Autonomx da nessuna parte” nel loro testo “Freude schöner Götterfunken – La gioia delle belle scintille degli dei” (foglietto autonomo – autonomes Blättchen #30):
“Queste condizioni sono in ogni caso una premessa per ulteriori riflessioni: Fino a che punto, come strutture organizzate, saremo in futuro capaci di posare impulsi propri nei momenti simili? Avremmo, con duecento persone, potuto motivare altra gente ad Amburgo di andare insieme a noi verso la Zona Rossa oppure il posto degli sbirri nella Stresemannstraße?
La premessa con tali riflessioni tattiche è che ci sia poi gente disposta ad assumersi delle responsabilità nella data situazione. Se in futuro vogliamo partecipare a tali lotte, anzitutto le strutture organizzate dovrebbero avere già pronte delle proposte d’azione per queste situazioni.”

Ora, per questo è certamente necessario abbandonare l’agenda dei padroni e di non presentarsi solo agli eventi dell’avversario nella forma come ad Amburgo. Per avanzare dovremmo far finire le nostre tematiche in scontri nei posti che scegliamo noi. Se continuiamo solo a reagire alla provocazione del nemico, non usciremo mai dal ritmo bi-annuale.

Le azioni clandestine sono in ogni fase parte della resistenza, attualmente tentiamo piuttosto di fare delle cose che sembrano essere facilmente replicabili. Ma sarebbe irrealistico aspettarsi dagli attentati un effetto elettrizzante nella società. Ecco dove dobbiamo migliorare la nostra agitazione, poiché che lo Stato teme anche le nostre parole lo dimostra il divieto di Linksunten. Ecco una chance per spezzare questa fissazione sulla rete.

Sulla questione di che cosa ci fa avanzare: è ora di superare gli ostacoli tra di noi e la gente alla quale indirizziamo la nostra politica. Perciò nella notte al 25 ottobre abbiamo distrutto a martellate i vetri mega blindati dell’albergo Orania in piazza Oranien a Kreuzberg.

Il proprietario Dietmar Müller-Elmau, un multimilionario che tra l’altro corteggiava anche gli Stati G7 nel suo castello Elmau in Baviera, è un altro becchino di Kreuzberg. Se ora le proteste della Oranienstraße si formano contro gli affitti (per le piccole attività) in aumento, cos’altro avete fatto negli ultimi anni se non lucrare sulla gentrificazione?

Il nostro attacco della notte scorsa appoggia la protesta contro l’espulsione in atto in questo quartiere, ma critichiamo il disinteresse che diventa stupore solo se si tratta della propria pelle. E dire che le prime azioni contro l’aggressione da parte del lusso nella O-straße esistevano già da quasi 30 anni, vedi voce Kübeln. E cosa hanno fatto quellx che ora per protesta coprono brevemente le proprie vetrine?

Sul manifesto manca la questione di come potremmo superare l’ostacolo tra di noi e tra la gente alla quale indirizziamo la nostra azione. O più concretamente: di come possiamo fare dell’albergo Orania obiettivo permanente d’azioni, e chi starebbe poi al nostro fianco per cacciare gli investitori dal nostro quartiere. C’era già stata prima un’azione alla vernice.

Kreuzberg al dente
 
Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

L’Aia, Paesi Bassi: A fuoco tutte le prigioni – Graffiti in solidarietà con lx prigionierx anarchicx Lisa e Peike

Il fine settimana passato (22 ottobre) abbiamo eseguito un graffito di solidarietà lungo 80 metri di fronte al quartier generale della polizia e al centro di addestramento dell’Aia, con il seguente testo: Fuoco a tutte le prigioni.

Il graffito è in solidarietà con Lisa e Peike che si trovano entrambx in prigione in Germania. Lisa è incarcerata per sette anni e mezzo in seguito a una condanna per un sospetto di rapina a una banca. Peike è stato condannato a due anni e sette mesi per le proteste contro il G20 ad Amburgo.

Lx vogliamo liberx! Lisa e Peike e tuttx lx prigionierx anarchicx liberx! Fuoco a tutte le prigioni!

Anarchist Damage Squad

in inglese, tedesco, francese

Lipsia, Germania: Spaccati i vetri a “Staytoo”

19 ottobre 2017

L’appartamento Staytoo si trova nella Karl-Liebknecht-Straße 144, chiamata anche amorevolmente “Karli”. Lontano solo un tiro di pietra dalla HTWK (facoltà tecnico -scientifica, economica e culturale) Hochschule für Technik, Wirtschaft und Kultur – e dalla HFTL (Hochschule für Telekommunikation Leipzig – facoltà per le telecomunicazioni Lipsia). Mentre abbiamo già attaccato l’appartamento e due altri obiettivi a Connewitz e nel “Quartiere dell’ambiente Südvorstadt”, lx studentx stavano ancora tranquillamente a letto. Abbiamo colpito gli obiettivi nel contesto di riflessioni a lungo termine sul problema della riduzione dello spazio abitativo per gli strati a salario basso.

La lotta per l’abitazione in Germania è al momento una delle questioni più importanti. Gli affitti aumentano, a fine mese per vivere non rimane quasi più nulla. Ne profittano solo pochx. A loro appartengono le case oppure hanno delle partecipazioni di una ditta immobiliare abitativa. In generale il denaro con il quale fanno questi affari viene da gente che già ha sfruttato la gente altrove. Vale a dire che siamo doppiamente fottutx: Da un lato sul lavoro dove dovevamo sfacchinare per il profitto delle ditte, dall’altro come inquilinx dovendo di nuovo lasciare una parte del nostro salario ai capitalisti. Lipsia nel momento è particolarmente “attrattiva” per lx possidenti del mondo. Lauti guadagni attirano in città dei cd investitori.

Nella resistenza contro queste condizioni disumane si può mettere in discussione l’ideologia borghese e appare la possibilità di una società altra. Per chiedere l’esproprio dex possidenti per il bene di tuttx non c’è luogo più ovvio che i quartieri.

La solidarietà non può rimanere solo parola vuota ma deve essere un’esperienza che la gente che lotta contro queste condizioni condivide. Dei centri sociali dove il vicinato trovi spazi di scambio e di lotta non sarebbero che conseguenti.

Contro l’aumento degli affitti non può aiutare nessun appello allo Stato e rappresentanti – uguale di quale partito. Solo la resistenza solidale dal basso nelle case e nei quartieri possono aiutarci a liberarci da questa situazione di merda.

Aggreghiamoci e sosteniamoci a vicenda, uguale se contro gli sgomberi coatti, nelle visite degli appartamenti da affittare o per andare negli uffici o dal capo.
L’attacco della notte scorsa è un passo in questa direzione.

PS: Saluti solidali a Nero, che mercoledì è stato condannato alla prigione perché avrebbe accecato un elicottero degli sbirri sopra la Rigaer Straße.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Hannover, Germania: Incendiata auto d’immobiliare

18 ottobre 2017

Nella notte al 18 ottobre abbiamo incendiato un’auto della ditta Haack-Immobilien a Linden-Nord.

È la nostra risposta agli sgomberi coatti e alle disdette della ditta Haack.

Chi lucra sullo spazio abitativo diventa un rischio per la sicurezza dex inquilinx.

Noi diventiamo un rischio per la sicurezza di Haack!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Spaccati i vetri a Degewo

17 ottobre 2017

Nella notte da lunedì a martedì abbiamo visitato l’impresa regionale per l’edilizia abitativa Degewo.

Tra il 2008 e il 2012 le imprese d’edilizia abitativa hanno eseguito 5500 sgomberi coatti. Le ragioni per mandare le persone momentaneamente all’addiaccio sono al più dei ritardi nel pagamento degli affitti, subaffitti illeciti, inquinamento acustico oppure trascurare l’abitazione. Campione con 1902 abitazioni sgomberate entro sei anni è la compagnia per l’edilizia abitativa Gesobau. Segue Degewo con 1223 sgomberi e la Gewobag con 804 casi.

“Ci vuole questo mezzo [lo sgombero coatto], anche come segnale per altrx inquilinx che un dato agire ha delle conseguenze”, dice una portavoce Gesobau.
Gli sgomberi coatti sono il mezzo ultimativo della ristrutturazione berlinese, fiancheggiati dalla violenza sbirresca nelle zone di pericolosità e dall’ampliamento della vigilanza e del controllo dello spazio urbano e della vita quotidiana, arrivando persino al lavoro coatto.
Lo sgombero coatto termina fisicamente la lotta esistenziale dex abitanti per il proprio tetto e lo spazio privato che in questa società ha il valore di un’oasi di libertà. Lì finisce – apparentemente, ma anche percettibilmente – l’ambito della presa dello Stato. Fino al punto dove le condizioni per la graziosa concessione di una pace domiciliare da parte dello Stato non possono più essere osservate e arriva la povertà, s’accolgono amicx senza tetto, si hanno altri progetti di vita oppure altre idee culturali.
Così i conflitti s’acuiscono nei palazzi abitativi variamente stigmatizzati di Berlino. Vi dominano le compagnie regionali per l’edilizia abitativa. Imprese con abitazioni che furono sottratte al libero mercato. Per ragioni di sicurezza. Per evitare che le ditte avide di denaro spremano troppo velocemente la povera gente e che poi questa si ribelli. Meglio smorzare.
Esempio Brunnenviertel: Interi palazzi nelle mani di Degewo, relativa povertà e criminalità. Dove nel management del quartiere opera da anni una task force di sbirri, assistenti sociali e politicanti insieme a Degewo per imporre una mescolanza sociale. Mezzo principe è la selezione di una parte del locatariato. Con aumenti degli affitti e misure repressive per delle quisquilie si provocano gli sgomberi coatti. Le case liberate sono affittate a gente dell’Europa Centrale e Occidentale degli strati meglio salariati. Nel contempo per strada e nei cortili interni un’armada di sbirri e servizi di sicurezza privati garantisce che le misure igieniste razziste trovino la loro espressione anche nell’immagine della strada. Inclusivo BSR (nettezza urbana) e manager del quartiere, che pattugliano fianco a fianco per rivalutare questa immagine.

Ora Degewo costruisce case nuove negli ultimi spazi liberi del Brunnenviertel. Il 30 % delle case sono affittate a 6,50 Euro escluse le spese di riscaldamento e il 70 % partendo dai circa 10 Euro escluse le spese di riscaldamento. Chi nel nuovo vicinato si ribella contro la continua espulsione non raccoglierà comprensione bensì un’operazione di polizia.
Esempio SO36: I palazzi della Naunynstraße, Waldemarstraße e Mariannenstraße appartengono quasi tutti a Degewo. Nel passato il quartiere era il centro delle rivolte del 1. Maggio. Vi si concentra tuttora la gente povera e disadattata. Come nel Brunnenviertel, i servizi di sicurezza privati pattugliano su commissione della Degewo i cortili interni prima pieni di vita.

E quest’anno ci fu un grosso aumento degli affitti che costerà la casa ad alcunx. Ma la resistenza si muove con piccole azioni di protesta. È gestibile nel senso dell’ordine grazie all’impresa di proprietà regionale:
All’interno della coalizione rosso-rosso-verde si ridestano le obiezioni ai piani della Degewo. “Gli aumenti degli affitti naturalmente devono essere ritirati”, dice la parlamentare verde Katrin Schmidberger. “Anzitutto lx inquilini sociali già molto caricatx devono essere sgravatx.” Schmidberger ha come alleata la senatrice per lo sviluppo urbano Katrin Lompscher (Linke).

Qui un potenziale di rivolta c’è solo se lx inquilinx capiscono che a lungo termine piccoli aumenti periodici degli affitti raggiungeranno lo stesso scopo: commistione sociale ed isolamento della gente povera.
Esempio Rigaer Straße: Apparentemente la lotta per la Rigaer94 è una lotta per un simbolo di un ambiente. Effettivamente nel contempo è un micro conflitto che somiglia agli altri esempi. Si tratta della questione esistenziale del tetto e di uno spazio che dovrebbe essere un’oasi di libertà dalla presa diretta dello Stato. Ora la politica e gli sbirri lo hanno capito. Ecco il perché degli sforzi attuali di acquistare la casa tramite la Degewo regionale oppure di assumerne l’amministrazione. Così scadrebbe il fattore rischio di un’immobiliare che potrebbe preferire i propri interessi individuali alla pace sociale. Che questa pace è fragile lo ha dimostrato l’estate scorsa quando ci fu un vasto sostegno alla Rigaer94 da parte del vicinato e dell’ambiente.

Concetti del passato con azioni militanti e manifestazioni possono far salire il prezzo degli sgomberi coatti nella Rigaer94 ma non impedirli. Solo una rivolta estesa potrebbe creare un effetto deterrente nel conflitto urbano in generale. Questa potrebbe essere preparata spezzando l’isolamento per es. degli esempi nominati Brunnenviertel, SO36 e Rigaer Straße. Le azioni militanti possono mettere in discussione il proprio riferimento ambientale e dovrebbero essere percepibili nei punti caldi sociali. In linea di massima il concetto del pericolo che ci siano reazioni immediate agli attacchi dello Stato sembra essere vincente. La parola d’ordine di gettare nel caos Berlino nel giorno X non è stata ignorata.
Come avviso a Degewo che questo conflitto è incandescente e che farebbero meglio a non esagerare, abbiamo distrutto a martellate i vetri della sua sede nella Kurfürstenstraße est. Ma l’avviso vale anche per le altre imprese immobiliari statali e il resto del pantano della politica urbana di Berlino e naturalmente per i porci degli organi di sicurezza.

Berlino deve diventare come Amburgo in luglio! Per l’attacco permanente!
Questo mezzo è necessario anche come segnale per altri padroni di casa che un dato agire ha delle conseguenze!
PS: Saluti solidali a Nero che mercoledì è stato condannato alla prigione perché avrebbe accecato un elicottero degli sbirri sopra la Rigaer Straße.

Fonte: Indymedia

Sydney, Australia: Solidarietà con gli/le anarchic* sottopost* alla repressione a Porto Alegre

Solidarietà da Sydney, cosiddetta Australia, con gli/le anarchic* di Porto Alegre che subiscono la repressione dello stato brasiliano. Le foto sono state scattate davanti alla vetrina di Jura Books, libreria e biblioteca anarchica a Petersham, Sydney.

in portoghese, inglese