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Berlino: Fuoco a stabile della Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik – Società Tedesca per la Politica Estera (DGAP – STPE)

21 agosto 2018

Ci assumiamo la responsabilità per l’ordigno incendiario innescato la notte del 21 agosto 2018 presso lo stabile della STPE nella Drake- / Rauchstraße (Tiergarten). 13 litri di miscela di benzina e olio vogliono iniziare di farla finita con l’esistenza tranquilla e senza fastidi della STPE come consigliera politica della società di guerra tedesca.

Dall’inizio dell’anno corrente, dappertutto sul territorio controllato dalla Germania aumentarono ed aumentano tuttora gli attacchi all’industria di guerra e profittatori/finanziatori. Ci aggreghiamo a questi attacchi e da parte nostra diamo la parola al fuoco.

La guerra inizia qui! Guerra alla guerra!
La guerra inizia qui, nelle sale della politica. La guerra inizia dappertutto ove le persone buttano alle ortiche la propria empatia per profittare della sofferenza globalizzata. Vale per l’industria del riarmo, i think tank della scienza, l’amministrazione senza faccia della burocrazia, vale per la forma delle spoglie in divisa che in fila ricevono degli ordini e ubbidiscono. La guerra inizia tra delle persone quando la concorrenza e la brama di potere predominano sulla solidarietà e il libero sviluppo d’ogni individuo.

Sicurezza tedesca – profitto con la guerra
Scegliendo la STPE come obiettivo del nostro ordigno incendiario dichiariamo che gli architetti ideologici di una politica egemonica tedesco-europea e precursori di un paradigma di sicurezza con effetti esterni sono dei guerrafondai e perciò i nostri nemici. Quel che dichiarano come sicurezza non ci appartiene. La loro politica estera è politica dell’ordine. E il loro ordine ha bisogno dei carrarmati contro le insurrezioni e delle fregate contro i gommoni, e costruisce steccati contro chi è staccatx lavorando senza sosta affinché continui il loro depauperamento.

E così esattamente questi think tank con i loro “lavoro discorsivo” più o meno visibile nella rete del dominio devono renderne conto, insieme agli organi di Stato che conducono materialmente la guerra e ai produttori d’armi.
Think tank, fondazioni e istituti come interfaccia tra industria, scienza e politica assolvono una funzione elementare per l’imposizione dell’apparato di dominio, visto la loro importanza per votare, preparare e implementare strategie ed obiettivi. Riuniscono appartenenti alle direzioni e ai consigli di vigilanza dell’industria delle armi e della politica tedesca, nonché le élite economiche del paese.

Sotto il mantello della scienza e dell’utilità pubblica anche il compito della STPE è di allenare gli attuali e futuri decisori politici, economici e militari per gli sforzi da fare per imporre gli interessi tedeschi sui mercati e negli ambiti di sicurezza internazionalizzati. Il fatto che in politica estera gli interessi e le strategie non formano sfere differenti ma coincidono per forza, è dimostrato anche dalla lista di chi finanzia i think tank: Airbus, Rheinmetall e ThyssenKrupp sono solo tra i più considerevoli.

Ci vorrà ben di più che un solo ordigno incendiario affinché in futuro possiamo riuscire a trasformare la sicurezza delle nazioni che conducono le guerre in insicurezza dex responsabili e la governabilità delle persone in ingovernabilità di quel che pensano e fanno. Il nostro non può, di conseguenza, che essere considerato un punto di riferimento tra tanti per organizzarsi in modo militante che ha l’esigenza di sviluppare una continuità atta a garantire la propria visibilità e in futuro anche la nostra efficacia.

Un anno dopo il vertice G20 ad Amburgo e quasi due anni dopo di che i primi attacchi rivendicarono una campagna militante preliminare a livello europeo, noi pensiamo che possiamo attuare meglio su tanti percorsi con l’obiettivo di un confronto e riferimento di contenuto. Qui e là balugina ma non basta.

Prassi militante, Afrin e solidarietà
Ci fu un progresso nella pratica militante dopo il G20 anzitutto nel contesto dell’attacco fascista del regime turco contro Afrin. Appelli estesi come fight4afrin attivarono le Cellule Autonome e i Commando Vendetta a nuovi attacchi per sostenere, lontano dalle grandi manifestazioni, la difesa di Afrin con delle azioni militanti nelle metropoli europee. Abbiamo partecipato anche noi poiché la guerra d’aggressione della Turchia e dei gruppi islamici come IS, Al-Nusra oppure i resti della FSA dimostra la coerenza assassina tra la politica e l’industria della sicurezza della formazione moderna del dominio; sempre pronta alla distruzione di ogni ambizione delle persone a una vita dignitosa e libera. Abbiamo partecipato perché il progetto Rojava, per la sua analisi della società capitalista e per il suo sviluppo d’approcci emancipatori nell’organizzazione sociale ha fondamentalmente la nostra simpatia e il nostro sostegno.

Ci sentiamo vicinx ax combattenti della guerriglia curda. Ma… non vogliamo scadere nel proiettare le nostre speranze e i nostri obiettivi e cosi correre il pericolo di cadere in un ruolo puramente passivo o di sostegno. Solidarietà significa lottare insieme ma non significa dimenticare le proprie condizioni e dedicarci acriticamente all’assunzione del ruolo d’altrx. Renderebbe più facile la solidarietà ma premetterebbe che non ci occupiamo della complessità, che non si vedono i pericoli per, invece, agire semplicisticamente come appoggio. Questo riferimento semplicista ci porterebbe, poi, all’abbandono parziale delle nostre posizioni e ad annullare i nostri progetti, le nostre motivazioni e i nostri obiettivi, dedicando il tutto totalmente al punto di vista per esempio del progetto di autonomia curda (un’impressione che avevamo, tra l’altro, con l’appello “Afrin è ovunque” firmato “Autonome Gruppen”). E ci porterebbe ad assumere gli sviluppi delle condizioni in quel luogo come parametro per i successi e i fallimenti del nostro agire.

Le azioni militanti connesse ad Afrin erano e sono tuttavia imprescindibili. Possiamo solo apprezzare se delle persone amanti della libertà agiscono contro dei regimi fascisti; non esistono gerarchie e autorità che non meritano i nostri attacchi. Così lotteremo anche quando Erdogan a fine settembre viene a Berlino, poiché i padroni, gli assassini e i tecnocrati hanno dismesso il loro diritto all’esistenza nel momento che hanno dato degli ordini sulla vita di un altra persona. E naturalmente concentreranno tutte le loro forze per imporre la propria sicurezza. Quel che però impariamo dai momenti ad Amburgo durante il vertice G20 è che il tentativo del controllo totale fallirà sempre per causa nostra.

Prospettiva
Al contrario delle guerre aperte in corso in tanti luoghi di questo mondo, noi qui nel hinterland, in Germania, ci troviamo in guerra sociale. È una guerra a bassa intensità che si esprime con la coazione al lavoro salariato e occasionali bocconcini d’attività lontane dal salario. Sempre sotto sorveglianza di telecamere, volanti e dei borghesucci vicini che informano ogni deviazione a quelli in alto. Tuttx contro tuttx, poiché solo le gomitate ti procurano un posto al sole. Quest’oppressione quotidiana sembra invisibile per tantx. Si manifesta quando si parla di tempi di pace e di guerra. L’apatia e l’indifferenza sono nel contempo motivo e conseguenza.

Per agire su questo terreno dobbiamo capire le strategie della guerra sociale. Significa l’analisi della situazione e della società locale per trovare i punti d’attacco utili per spezzare l’apatia e infastidire la sicurezza. Il sabotaggio, l’attacco militante è il mezzo per toglierci di dosso l’impotenza immaginaria, per agire e diffonderlo. Possiamo comunicare in materia e sviluppare i contenuti con altre persone in lotta.

Non dobbiamo scadere nella politica della campagna. Le campagne con un inizio e una fine possono si essere misura della capacità di mobilitazione di un movimento, ma non possono misurarne la forza. Nelle campagne ci illudiamo di poter raggiungere un obiettivo limitato, lo stesso nel porre richieste concrete che, però, se accontentate, lo sono solo per delimitare i disordini. Il conflitto con l’esistente non può che essere permanente.

In quanto a questo intendiamo la nostra azione anche come appello a non solo perseguire la distruzione del dominio come appendice delle lotte d’altrx, bensì, di nuovo, partendo da posizioni proprie, sviluppare più spesso una forza organizzata come unico modo per costruire un riferimento serio e solidale con le lotte dex nostrx amicx e compas armatx.

Autonome Gruppen

Fonte: indymedia

Traduzione dal tedesco mc

Amburgo: Pietre a sedi CDU e Allianz

10 maggio 2018

Nella notte dal 9 al 10 maggio spaccammo a sassate le finestre della sede CDU e dell’ufficio Allianz ad Amburgo/Sasel.
In commemorazione di Sihit Avasin Tekosin (Ivana Hoffman), un’internazionalista che cadde combattendo contro l’IS a Rojava il 7 marzo 2015.

Le ragioni sono la politica disumana della CDU, il suo sostegno con forniture d’armi e rapporti diplomatici alla dittatura turca nella guerra disumana contro Afrin e contro le persone che ci vivevano. E il sostegno finanziario di Allianz a questa guerra condotta in violazione del diritto internazionale.
Non accetteremo la guerra contro Afrin/Rojava come normalità!

Fonte: Indymedia (Tor)

Traduzione dal tedesco mc

Stoccarda, Germania: Vernice a Dehoga e abitazione di Lukas Kuhs (AfD)

1° maggio 2018

+++ 300 nel blocco anticapitalista alla demo dell’unione sindacale tedesca (DGB) +++ 800 alla demo rivoluzionaria +++ Vernice a Dehoga +++ AfD-Outing +++ Pyro & Kurdistan-Soli +++ Salvo piccole zuffe, gli sbirri che si contengono +++ Festa di strada internazionalista +++ L’occupazione della casa continua +++

Il 1° maggio di quest’anno a Stoccarda iniziava di nuovo con il blocco anticapitalista nella demo DGB al Marienplatz. Nel 2018 questo blocco era definitivamente uno dei più grandi degli ultimi anni. Circa 300 persone parteciparono dopo l’invito di un’alleanza di gruppi rivoluzionari, la gioventù Verdi (unione sindacale servizi) e varie rappresentanze dex giovani in fase di apprendistato. Obiettivo era di porre accenti propri di lotta di classe nella demo DGB, contro la linea di concertazione predominante dei sindacati. Con baccano e combattivo il blocco sfilava direzione centro, mentre per strada i dintorni furono abbelliti con varie scritte. Presso un mercato “Alnatura” si tematizzava la politica Alnatura ostile ai consigli di fabbrica, coprendo le vetrine con delle relative tavole d’indicazione incollate.

La manifestazione rivoluzionaria del 1° maggio iniziava direttamente dopo sul Schlossplatz. Con circa 800 partecipanti, la mani era grande circa quanto l’anno passato. Alla sua testa un blocco con file compatte e tante bandiere rosse. Dopo una breve zuffa all’inizio per delle trasgressioni alle condizioni, la polizia – molto atipico per Stoccarda – si conteneva abbastanza. All’inizio e nella demo intermedia, gli interventi tra l’altro tematizzavano la guerra della Turchia contro Afrin, il salto a destra, la necessità d’intervenire negli scioperi e nelle lotte sociali e l’evidente giro di vite repressivo dopo il G20.

Nella tratta dal centro a Heslach, dalla mani e dai suoi margini si susseguivano le azioni autonome: La filiale dell’associazione alberghiera e dei ristoranti “DeHoGa” fu attaccata con la vernice causa la sua gentile posizione nei confronti dei salari bassi e minimi (colpendo anche alcuni sbirri). All’altezza Furtbachstr. 16 fu pubblicamente indicato l’attivista AfD omofobo e cristiano-fondamentalista Lukas Kuhs. Già la notte prima, la sua casa fu marcata con scritte e sacchetti alla vernice. Sul Marienplatz ci fu una coreografia in solidarietà con lx combattenti nel Kurdistan. S’incendiarono delle pentole fumogene, e i circa cento attivistx nel blocco frontale alzavano dei pannelli nei colori curdi.

Alla fine della mani ci fu un intervento dell’azione rivoluzionaria Stoccarda. L’oratrice, come negli anni precedenti incappucciata, sottolineava che gli attacchi – retorici – attuali da parte della destra dell’Unione sferrati per es. da Spahn o Seehofer servono solo alla classe dominante come preparazione politica al prossimo approfondimento della crisi. La sinistra rivoluzionaria non deve schivare il tutto e men che mai trova un’uscita accattivandosi le simpatie della parte borghese. Può offrire orientamento solo combattendo. L’ultimo pezzo fino alla festa internazionalista di strada presso il Centro della Linke Lilo Herrmann, la mani sfilava autonomamente e senza autorizzazione. Alcuni sbirri che volevano ostacolare il passaggio furono subito spinti da parte.

Alla fine pressoché 500 persone andarono al Centro Linke. Da lì alcunx s’incamminarono verso le case occupate nella Wilhelm-Raabe-Str. 4, occupate da quattro giorni e lontane solo cinque minuti.

Il 1° maggio 2018 a Stoccarda riusciva a far convergere le varie lotte (difensive) quotidiane e a far emergere una prospettiva rivoluzionaria. Vi contribuirono anche le variegate attività antecedenti.

Fonte: Indymedia (Tor)

Traduzione dal tedesco mc

Brema, Germania: Vernice e vetri rotti a Rheinmetall

8 maggio 2018

Abbiamo visitato nell’oscurità uno dei siti di Rheinmetall a Brema, concretamente Rheinmetall Eastern Markets GmbH all’Osterdeich 108.
Intendiamo il nostro attacco come atto di vendetta.
Rheinmetall ha venduto delle armi alla Turchia e così sostiene direttamente la guerra contro la popolazione curda. Questa critica a Rheinmetall fu reiteratamente espressa. La risposta di come ci si pone verso le proteste e le accuse viene dal portavoce dell’impresa Rheinmetall, Oliver Hoffmann di Düsseldorf: Si rispetterebbero la libera espressione e le “posizioni critiche di chi la pensa diversamente” – “ma in materia chiediamo correttezza”. Sulla correttezza dell’export di armi, secondo Hoffmann: “Ci atteniamo alle severe norme legali.”
Perciò, per fare la nostra visita con intenzioni scorrette ci portammo dei martelli e della vernice.

Perché alfine l’accezione di “correttezza” e l’osservazione dei limiti legali è dimostrata in modo molto chiaro con la Joint-Venture tra Rheinmetall e l’impresa turca BMC. Mediante il costrutto imprenditoriale RBSS, Rheinmetall – insieme al governo turco – elude le norme per l’export e metterà a disposizione del know-how tedesco per la produzione di carrarmati turchi (il carrarmato da combattimento turco Altay sarà munito del cannone a canna liscia di Rheinmetall). E questo in aggiunta alle vendite già realizzate di carrarmati Leopard 2 e dell’obice semovente blindato 2000 che sono costruiti con la partecipazione di Rheinmetall.
Anche in Germania Rheinmetall ha le mani in pasta e non di poco quando si tratta della soppressione di potenziali insurrezioni: l’impresa riarma gli sbirri di qui tra l’altro con il Survivor R, un blindato di quasi venti tonnellate.

Questi deal che portano milioni all’impresa costano la vita a molte persone! Pretendete correttezza, e noi riteniamo che il minimo della correttezza, nei confronti delle vite umane che vi prendete ogni giorno, sia attaccare i vostri spazi!

Contro la normalizzazione della militarizzazione!

Brema, 8 maggio 2018: Mai più guerra! Mai più fascismo!
(A)

Fonte: Indymedia (Tor)

Traduzione dal tedesco mc

Göttingen, Germania: Vernice a Commerzbank

20 aprile 2018

Solidarietà con il movimento curdo! Fight for Afrin!

Nella notte a venerdì scorso abbiamo marcato la Commerzbank nel centro storico di Göttingen con vernice rossa, verde e gialla, i colori del movimento curdo che simboleggiano l’auto amministrazione, l’anticapitalismo e la liberazione delle donne, cioè la speranza in una vita migliore. Il tutto è in pericolo acuto, da gennaio la Turchia conduce una campagna d’annientamento contro la regione curda di Afrin. La seconda armata NATO in ordine di grandezza è sostenuta dalle bande islamiste e dalle esportazioni d’armi dalla Germania. La Commerzbank investe nell’industria delle armi ed è così una sporca profittatrice dell’attacco all’auto amministrazione curda.

La nostra solidarietà va a chi ad ogni livello difende la rivoluzione di Rojava.
I nostri pensieri sono con chi ha lasciato la vita in questa lotta.
Armi tedesche fuori dal Kurdistan!
berxwedan jihan e – Resistenza significa vita!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc

Berlino: Data alle fiamme auto di ThyssenKrupp

10 aprile 2018

La mattina presto di ieri (martedì 10 aprile 18) abbiamo dato fuoco a un’auto dell’impresa dell’acciaio e del riarmo ThyssenKrupp a Biesdorf. Il danno è totale. Nessun pericolo per il vicinato poiché una eventuale fuoriuscita di benzina sarebbe finita in mezzo alla strada.

ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) con la sua fornitura di armamenti per esempio di sottomarini è da più di 50 anni partner dei militari turchi e perciò anche profittatore della guerra condotta dal regime turco in Siria in violazione del diritto internazionale. La Turchia è attualmente il partner più aggressivo tra le potenze imperialiste. Sono lx curdx a soffrire l’aggressione militare iniziata il 14 gennaio 18 e denominata “Operazione Ramo d’Ulivo”. Così la Turchia vuole distruggere l’identità e l’organizzazione curda.

Nelle settimane passate ci furono parecchie azioni contro i profittatori di questa guerra (https://fight4afrin.noblogs.org/). Cominciamo a riflettere dove possiamo mettere degli accenti il giorno X quando Erdogan viene alla visita di presentazione a Berlino (https://de.indymedia.org/node/19096).

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc

Lipsia, Germania: Date alle fiamme vetture della posta LVZ

27 marzo 2018

La sera del 27 marzo incendiate e distrutte vetture della posta LVZ (Leipziger Volkszeitung). L’ulteriore collaborazione della LVZ con gli sbirri nella ricerca di compas è il motivo per questo fatto.

In solidarietà con la città di Afrin nel nord della Siria occupata dalla Turchia fascista avevano lanciato vernice e pietre alla moschea Ditib dei tirapiedi del dittatore Erdogan a Lipsia. Dopo di che il dittatore Erdogan si era espresso pubblicamente su questo evento e simili, la LVZ su ordine degli sbirri e del dittatore Erdogan pubblicava una foto di ricerca. La foto dovrebbe presumibilmente mostrare un compagno o una compagna che dovrebbero aver realizzato la bella azione. Uguale se la persona sulla foto ne è coinvolta o non: La pubblicazione di questa immagine e la cooperazione con gli sbirri e con il regime fascista e stragista in Turchia ha delle conseguenze.

Non è la prima volta che la LVZ partecipava alla caccia all’uomo d’oppositorix scatenata dagli sbirri del regime di destra a Dresda. Già una volta pubblicarono delle foto di compas che affrontarono coraggiosamente i nazi e gli sbirri durante la sfilata nazi del 12.12.2015. Come reazione a queste foto furono spaccati vari vetri della LVZ e su Indymedia abbiamo letto che sulle pareti c’era la scritta: “Voi ci cercate – noi veniamo da voi!”.

La pratica imparata nella DDR di come si tratta l’opposizione non è cambiata. Sarebbe stato meglio pensarci meglio. Ora c’è questo nuovo stimolo alla riflessione.
Già l’affermazione che si tratterebbe di ricerca pubblica è insolente. Lo strumento della ricerca pubblica in passato era l’ultimo mezzo. Si applicava nei casi di omicidio, sequestro di persona e altri crimini gravissimi. Ora è impiegato per delle piccolezze come vetri rotti o vernice alle facciate. Chi in questo caso parla di ricerca intende gogna pubblica e denunziazione popolare. Così si approva lo Stato di polizia stile Turchia. Questa pazzia si poteva vedere l’ultima volta nella caccia ax compas dopo il vertice G20.
La società si smaschera da sola e mostra il brutto muso dello Stato di polizia. Noi lo combattiamo.
Perciò un saluto solidale ax compas in prigione e a tuttx che ad Afrin, a Rojava e dappertutto lottano per una vita in libertà e contro il fascismo.

P.S. E che la LVZ accoglie tuttora degli ordini provenienti istituzioni che la hanno registrata e spiata nel suo lavoro professionale, la dice lunga sulla posizione politica di questo giornale.

https://www.youtube.com/watch?v=klMfbTiWhlU

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Osnabrück, Germania: Vernice a locale dei lupi grigi

26 marzo 2018

Nella notte a lunedì la cellula d’azione Anna Campbell ha commesso un attentato alla vernice contro il locale dei lupi grigi nella Meller Straße a Osnabrück.

Più che mai il fascismo turco va combattuto anche a livello internazionale; contrapporre qualcosa ai crimini contro le persone ad Afrin e in Kurdistan; esprimere la nostra solidarietà con la rivoluzione a Rojava.

Per la rivoluzione sociale! Ax fascistx neanche un millimetro; abbasso Erdogan e la dittatura AKP! Faşizme geçit yok!
In commemorazione ax combattenti cadutx.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Kassel, Germania: Attentato incendiario ad auto di fascista turco

21 marzo 2018

Mentre a Rojava la popolazione civile è massacrata e scacciata con il tacito consenso del governo federale tedesco, esattamente lo stesso governo sulla stessa onda sostiene il nazionalismo e il fascismo turco nel proprio paese. Il pensiero fascista turco e con ciò l’inasprimento del conflitto sono obiettivo costante del governo federale tedesco. Gli interessi di potere sono imposti sulla pelle della popolazione civile curda. Il governo federale tedesco si fa così cagnolino da salotto di Erdogan.

Come anche in altre città tedesche anche a Kassel si può riscontrare una struttura individuabile d’ultra-nazionalisti turchi. S’organizzano apertamente e sotto tutela e sostegno finanziario delle autorità tedesche su di una base fascista facile da riconoscersi. Delle moschee turche predicano l’annientamento dex curdx, e questo davanti alla porta di casa d’ognunx di noi. Incitano addirittura allo stupro di donne curde e al linciaggio dex curdx che vivono qui. Senza conseguenze giuridiche.
Mehmet Tüfekci è un tale fascista. Era editore del giornale fascista turco Ayna molto vicino all’ideologia ISIS. Mehmet Tüfekci si è spesso espresso in modo offensivo contro la comprensione dei popoli e per la guerra contro la popolazione curda iniziata da Erdogan. Il massacro di centinaia di civili ad Afrin lo riempie di soddisfazione. Dichiarando la propria simpatia per l’assassino, appoggia addirittura il barbaro assassinio contro Charlie Hebdo.

Il fascismo non è un’opinione. Il fascismo è un crimine. Chi glorifica i massacri perpetrati contro la popolazione civile curda ad Afrin e Rojava troverà la risposta adeguata!
Il team vendetta Sehîd Kawa ha eseguito una notevole azione di vendetta relativa per dichiarare guerra anche alle strutture fasciste in Germania. L’azione di vendetta fu eseguita nella notte al 21.3.2018 alle h 01:00 circa. In questo giorno in tutto il mondo lx curdx festeggiano il giorno dell’insurrezione contro ogni forma d’oppressione. A Kassel la festa di capodanno fu salutata con quattro gomme in fiamme e il conseguente danno totale dell’auto del fascista Mehmet Tüfekci.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Eschede, Germania: Attentato incendiario a pozzetto di cavi ferroviari

19 marzo 2018

Il 18 marzo jiadisti e soldati turchi stavano sul balcone del comune di Afrin e festeggiavano il loro ingresso. Nella notte dal 18 al 19 marzo abbiamo incendiato i pozzetti dei cavi lungo i binari presso Eschede (Bassa Sassonia). Il nostro obiettivo era il sabotaggio della tratta ferroviaria Amburgo-Hannover perché sulla tratta c’è una fabbrica dell’impresa Rheinmetall dove producono sia munizioni sia componenti del il carrarmato (Leopard 2) impiegato anche nella guerra contro Afrin.

La nostra azione è diretta contro l’impresa Rheinmetall a Unterlüß che con la sua produzione e fornitura d’armi e il rilascio di brevetti alla Turchia per la costruzione di queste armi la sostiene direttamente nella sua guerra offensiva in violazione del diritto internazionale contro il cantone di Afrin nel nord della Siria. Sono solo le armi dell’impresa Rheinmetall e d’altre imprese tedesche come per es. Kraus-Maffai Wegmann che rendono possibile questa guerra di aggressione in violazione del diritto internazionale. Quasi ogni giorno ad Afrin sono assassinatx o gravemente feritx bambinx dagli attacchi aerei e d’artiglieria della Turchia. Ogni giorno muoiono delle persone innocenti perché il governo turco bombarda appositamente la popolazione ad Afrin per indebolirne la morale e perché tutti gli altri Stati stanno a guardare senza fare nulla.
Quotidianamente le unità d’autodifesa effettuano una fortissima resistenza contro le unità d’attacco dei soldati turchi e delle milizie jihadiste. Oppongono resistenza al fascismo globale che in Turchia, attualmente come Stato Islamico, di peggio non potrebbe fare. La Turchia sotto il governo Erdogan attacca le persone che come uniche e da anni combattono con successo l’IS e che lo hanno respinto in profondità, vale a dire quasi vinto. Con la rivoluzione a Rojava in Siria del Nord si costruisce una società basata sulla democrazia di base, la liberazione dei generi e l’ecologia dove già ora convivono pacificamente persone di religioni e appartenenze popolari diverse. A Rojava tante donne s’organizzano in strutture autonome ed attaccano così la società patriarcale. Questo forte movimento delle donne e questa forte lotta di liberazione delle donne sono alla radice del successo che la rivoluzione ha avuto fino adesso e come tali unici. Il governo turco vuole annientare tutto questo con ogni mezzo e per farlo è pronto all’annientamento della storia ed esistenza curda nella regione. L’attuale fascismo in Turchia è espressione del fascismo globale in fase di rafforzamento. È nostro dovere di mettere in campo tutto quel che possiamo e siamo capaci di fare per contrastarlo.

Speriamo che la nostra azione ha compromesso i cicli produttivi di Rheinmetall. Speriamo anche che più gente possibile venga a sapere il motivo degli odierni ritardi in tutta l’area del nord della Germania e che riescano a comprendere che per noi la vita delle persone è più importante dei tempi d’attesa e di alcuni appuntamenti saltati. Noi in ogni caso esulteremo di gioia se il treno che prenderemo le settimane prossime non partirà causa una tale azione oppure avrà ritardo, poiché significa che delle persone si sono ribellate e dimostrano: ora basta.

Vorremmo un’altra volta anzitutto rivolgerci all’impresa Rheinmetall e a chi vi lavora: ingiungiamo i responsabili di Rheinmetall a terminare o ritirare subito tutte le forniture d’armi e la concessione di brevetti alla Turchia e ad altre dittature fasciste.
Ingiungiamo tuttx lx impiegatx dell’impresa di fare subito uno sciopero comune, di mettersi in malattia, di licenziarsi oppure sabotare la produzione. Sono tuttx responsabili per quel che fanno e per le conseguenze di quel che fanno. Non c’è scusa o giustificazione fare qualcosa che contribuisce all’aggressione, alla mutilazione e all’assassinio d’innocenti.

Incitiamo tuttx che si sentono legatx alla lotta di liberazione curda e alla rivoluzione a Rojava e che conducono lotte femministe e antifasciste di fare del tutto nei giorni e nelle settimane seguenti per difendere la rivoluzione nel nord della Siria! Anche qui ci sono tanti obiettivi d’attacco per noi e le bombe su Rojava grandinano anche sui nostri sogni. Ci furono già tante azioni negli ultimi giorni e speriamo che ancora di più persone s’attivino determinate e creative.
La gente ad Afrin e in tutta Rojava è decisa a rischiare tutto per respingere il fascismo un’altra volta, costruendo invece una società alternativa. Anche noi dovremmo essere prontx a rischiare tanto.

Viva la solidarietà internazionale!
Viva la resistenza di Afrin!
Jin jiyan azadi!
Fuoco e fiamme al fascismo!
sehid haukur hilmarsson

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Vetri rotti a ufficio dell’assicuratore Allianz

16 marzo 2018

Nella notte dal 15 al 16 marzo 2018 abbiamo lasciato vetri rotti e graffiti “fight4Afrin” a una filiale dell’assicuratore Allianz nella Karl-Marx-Straße. Potemmo ritirarci senza essere riconosciutx.

L’eroica resistenza YPG e YPG nel cantone di Afrin nel nord della Siria dura ormai da più di 50 giorni. Lx nostrx compas affrontano uno dei più grandi eserciti NATO che come aiuto per la loro guerra hanno cercato niente di meno che ex membri di DAESH/IS ed altri jihadistx che passano sotto il pseudo-nome di FSA. Nel Medio Oriente incombe un ulteriore genocidio, i jihadisti hanno già iniziato a fucilare civili e le forze armate fasciste turche si autodefiniscono come il “Nero” di Afrin e sognano un regno ottomano 2.0. In Turchia pubblicizzano Afrin già come nuovo territorio statale della Turchia e DAESH/IS già non vedono l’ora di una nuova versione del califfato su territorio siriano con sostegno turco.

Per “l’operazione ramo d’ulivo” non sono responsabili solo i militari turchi e le loro bande jihadiste come Al-Nusra. L’operazione è attuata con armamenti prodotti da imprese nella RFT. Dal 2006 hanno venduto 354 carrarmati Leopard II alla Turchia. E giusto con questi carrarmati ora ammazzano e tirano ax nostre amicx e terrorizzano la popolazione civile di Afrin.
Il carrarmato da combattimento Leopard II è costruito anzitutto dall’impresa di Monaco “Kraus-Maffei Wegmann”. Ma con la fornitura di componenti innumerevoli altre imprese partecipano alla costruzione di questo carrarmato. Costruzione finanziata anzitutto dalle banche e dalle imprese che investono in Kraus-Maffei Wegmann e Rheinmetall per rifornire di capitale la produzione di queste armi. Dietro il finanziamento del carrarmato Leopard II in una rete opaca e oscura c’è tra altri anche l’assicuratore Allianz, anche se pubblicamente preferisce negarlo.

Da internazionalistx consideriamo Afrin e tutto il progetto Rojava come progetto anche nostro. Come rivoluzione anche nostra alla quale si deve partecipare e la quale, in conclusione, va difesa. L'”operazione ramo d’ulivo” è un attacco a tutti i movimenti libertari e rivoluzionari del mondo e non solo al movimento di liberazione curdo. Anche se non combattiamo sullo stesso fronte, come rivoluzionarix internazionalistx ci sentiamo profondamente legatx al movimento di liberazione curdo e alla lotta dex nostrx compas in tutta Rojava per una democrazia radicale di base, per la liberazione della donna e per la creazione di una società ecologica. Riteniamo nostro dovere d’individuare e d’attaccare chi qui in Europa profitta concretamente della guerra. Ci uniamo all’appello delle Autonome Gruppen e della rete fight4Afrin e all’appello della gioventù apoista di portare nelle metropoli europee la guerra che Afrin deve subire. Ringraziamo lx compas che hanno fatto lo sforzo di chiamare per nome la logistica di guerra e i costruttori d’armi sul blog ImHerzDesKrieges, facilitando così molto il nostro lavoro di ricerca.

Le nostre azioni non sono dirette in nessun modo contro la popolazione civile che vive in Germania. Gli obiettivi sono coloro che tacciono, mentono, cooperano e profittano della guerra dello Stato occupante fascista turco oppure lo sostengono. Questa linea di divisione è da trarre. Creiamo una, tre, tante Afrin!

Incitiamo tutte le altre forze rivoluzionarie a partecipare alle future azioni di resistenza e di attivarsi in prima persona. Anche qui nel retroterra: non lasciamo alcuna tranquillità ax nemicx della libertà.
Dedichiamo la nostra azione a tuttx coloro che hanno sacrificato la propria vita nella difesa di Afrin. Siete un’ispirazione per tuttx lx rivoluzionarix del mondo. Sehid namirin!

Viva la resistenza di Afrin e di tutta Rojava.
Abbassola dittatura fascista AKP-MHP in Turchia.

Per la rivoluzione sociale mondiale
Smascherare e attaccare i profittatori delle guerre, guerrafondai e fascisti.
Serkeftin!

Commando Sehid Andrea “Ronahi” Wolf

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Kassel, Germania: Attacchi a punti d’incontro ATIB e posto di polizia

13 + 14 marzo 2018

> Attacco a punto d’incontro ATIB a Kassel eseguito dal commando vendetta Şehid Cekdar Botan.

Nella notte di lunedì nuova azione contro il punto d’incontro ATIB nella Schillerstraße a Kassel. ATIB è l’unione delle associazioni culturali turco-islamiche in Europa, un’organizzazione di copertura dei lupi grigi fascisti. I fascisti turchi di ATIB acclamano la guerra d’aggressione, condotta in violazione del diritto internazionale dall’esercito turco e dalle sue bande assassine jihadiste contro il cantone curdo di Afrin.

> Attacco a posto di polizia nella Holländische Straße da parte d’antifa internazionalistx.

La notte dopo scheggiarono i vetri del posto di polizia nella Holländische Straße. La polizia tedesca è all’avanguardia nella criminalizzazione di curdx. Invece di riconoscere che la Turchia si trasforma in una dittatura religioso-fascista e che la resistenza della popolazione è legittima, si criminalizzano, perseguitano e vietano le strutture curde in Germania. Sono vietate le bandiere curde e le manifestazioni contro la guerra ad Afrin e sequestrano libri e musica. Ci dichiariamo solidali con la lotta per la democrazia, la pace e la libertà in Kurdistan e condanniamo la crescente repressione contro lx curdx in Germania. La polizia continuerà ad essere un obiettivo d’attacco se non finirà la repressione.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Vernice e vetri rotti a filiale di Commerzbank

12 marzo 2018

Da più di 50 giorni lx compas resistono alle truppe imperialiste della Turchia.
Da più di 50 giorni ad Afrin muoiono delle persone uccise da armi tedesche.
Da più di 50 giorni la Germania e il mondo tace sulle aggressioni fasciste al progetto Rojava.

Per infrangere questo silenzio, la notte passata abbiamo attaccato con la vernice la filiale della Commerzbank in via Amburgo, lasciata una scritta e rotti dei vetri. Con i propri investimenti in imprese delle armi come Kraus-Maffei Wegmann anche la Commerzbank profitta della guerra ad Afrin. Il carrarmato Leopard 2 fornito alla Turchia è stato prodotto da Kraus-Maffei Wegmann, finanziata tra l’altro dalla Commerzbank. Ora il Leopard 2 ammazza delle persone ed è impiegato contro il progetto Rojava per abbattere la rivoluzione. Attacchiamo l’imperialismo nel cuore della bestia per dare ax combattenti di tutto il mondo un attimo di respiro.

Lunga vita alla resistenza di Afrin.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Gütersloh, Germania: Attentato incendiario ad auto-rivenditore

12 marzo 2018

Nelle prime ore del 12 marzo ci siamo avvicinatx in sordina a un rivenditore d’auto a Gütersloh Spexard. Depositammo degli ordigni incendiari sotto le vetture a lato dello stabile della ditta e ci allontanammo in incognito nell’oscurità della notte. Tre vetture bruciarono completamente e altre tre furono gravemente danneggiate. Con dispiacere dovemmo prendere atto del fatto che il fuoco che portammo non fu sufficiente per portarsi via anche il magazzino dell’impresa. Tuttavia ci fa piacere leggere che abbiamo provocato un danno materiale di ca. 75.000 Euro.
Con la nostra azione diamo seguito all’appello dei Gruppi Autonomi come anche della campagna militante “Fight4Afrin” (https://fight4afrin.noblogs.org/) e salutiamo tuttx lx compas e amicx che hanno sfruttato le notti passate per esprimere la loro inconciliabile rabbia e il loro odio per i massacri dello Stato fascista turco e complici.

Abbiamo preso di mira l'”Autopark Gütersloh” nella Wilhelmstrasse 8 visto che questo ci ha dato all’occhio come, ultimamente, generoso sponsor d’iniziative di propaganda del regime AKP. Per ultimo l'”Autopark Gütersloh” finanziava il cosiddetto “Atatürk Turnier” del 14 gennaio 18 il cui orientamento fu definito dal consolato generale turco a Münster.

Dal 20 gennaio, lo Stato fascista turco insieme a delle milizie islamiche porta avanti una campagna militare brutale e senza riguardi contro il cantone autoamministrato Afrin nella Siria del nordest. In più di 50 giorni fu opposta già una resistenza storica con grandi sacrifici. Ma nei giorni passati gli occupanti sono riusciti ad avvicinarsi al centro città di Afrin e presto potrebbero chiudere l’accerchiamento. C’è la minaccia di un massacro alla popolazione civile. Nella guerra dello Stato turco sono impiegate delle armi di produzione tedesca. L’esercito turco e gli alleati islamici combattono contro le forze delle unità delle donne e della difesa popolare impiegando i carrarmati tedeschi Leopard, fucili G3 tedeschi e tecnica di ricognizione tedesca. Questa guerra è preparata, finanziata e, sia politicamente che nella logistica, appoggiata in modo determinante dalla Germania. Come rivoluzionarix nel cuore della bestia, nelle metropoli imperialiste noi riteniamo nostro dovere difendere il progetto progressista di Rojava da ogni attacco .

Nei sei anni passati la rivoluzione di Rojava e la costruzione in atto di una società liberata dai generi, ecologica e democratica di base è diventata un esempio impressionante e una speranza per noi tuttx.
Rojava ha dimostrato che un altro mondo è possibile e anche che si può ottenere solo combattendo. Non staremo a guardare senza agire di come questo progetto rivoluzionario è strangolato davanti agli occhi di tuttx.

Difenderemo la nostra speranza e non permetteremo che Afrin cada. Ecco perché incitiamo di nuovo tuttx all’attacco creativo anche stanotte e di non lasciare in pace lx nemicx della libertà. Sono obiettivi legittimi, numerosi e attaccabili in ogni momento tuttx coloro che sostengono e finanziano il regime AKP-MHP in Turchia e le sue iniziative di propaganda nella BRD come anche l’industria tedesca delle armi, gli sponsor e profittatori della guerra come la Deutsche Bank, Allianz, AXA, HSBC ecc. Come anche le rappresentanze delle grandi imprese turche nella BRD e le istituzioni dello Stato tedesco. Chi pensa di poter muovere guerra ax nostrx amicx senza dover renderne conto avrà delle brutte sorprese.
In questo senso anche già ora cari saluti al nuovo governo federale e agli sbirri di questo Stato. Continuate tranquillamente così. Non dimenticheremo il sangue che gronda dalle vostre mani. Anche per voi arriverà il giorno della resa dei conti.

Nucleo d’Azione Haukur Hilmarsson

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Berlino: Bruciata auto ThyssenKrupp

13 marzo 2018

Ci siamo avviati per fare la nostra parte nel contrapporre un grido d’indignazione alla maggioranza silenziosa in questo paese sgangherato.
Da giorni girano gli appelli d’impegnarsi a livello militante per dimostrare solidarietà e capacità/volontà all’attacco per una rivoluzione in Kurdistan a fianco dei gruppi combattenti in tutto il mondo.
Questo, secondo noi, non consiste in una reazione passiva all’offensiva della Turchia e alleati, bensì è una conseguenza continuativa degli anni passati, nei quali qui in Germania ma anche in tutto il mondo le idee del movimento curdo hanno incontrato una massiccia risonanza solidale.

Ad Afrin si rivela tutta la forza della crudeltà e materialità della conduzione di guerra tedesca, basata su delle ideologie fasciste d’annientamento e da Stato nazionale, e anche se Erdogan le infiorisce retoricamente, lo Stato tedesco non ha affatto bisogno di maestri in materia. Che in questo paese nessunx formula pubblicamente che la Germania sta giusto ora conducendo una guerra e si fa passare dalla Turchia i nomi delle persone da perseguitare qui, non stupisce affatto.

A maggior ragione danno forza alle cronache di chronik.blackblogs delle settimane passate piene di azioni di solidarietà e lavori di ricerca sulle connessioni tra imprese tedesche, le autorità di repressione e lo Stato turco. In materia abbiamo saputo di un nuovo blog (https://herzdeskrieges.blackblogs.org) che ci toglie tanto lavoro di ricerca e che speriamo faccia venire delle buone idee alle persone.

Ieri trovammo un’auto della ditta ai tempi anche apprezzatissima da Hitler. Non c’è Stato che muove guerra senza il suo acciaio e i suoi soci brindano sulle miserie della guerra con lo champagne. L’abbiamo incendiata noi.
Saremo sempre nemicx di questa miserabile società.
Create delle bande, attivatevi!

Mandiamo amore e forza alle regioni del Kurdistan!
Resistete!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Vernice e pietre a ristorante e supermercato

12 & 13 marzo 2018

fight4afrin

Nella notte dall’11 al 12 marzo abbiamo attaccato il mercato Adese ad Amburgo-Wilhelmsburg. Il supermercato vicino alla stazione ferroviaria Wilhelmsburg ha sponsorizzato l’iniziativa dei lupi grigi della settimana passata a Wilhelmsburg. Così poniamo un segno contro l’attacco dello Stato turco e milizie al libero cantone di Afrin. Ci aggreghiamo alla campagna “fight4afrin” e all’appello dei Gruppi Autonomi ad eseguire delle azioni creative e militanti.

Autonome Gruppe

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Dresda, Germania: Distrutti i vetri a ufficio SPD

19 febbraio 2018

Dal 20 gennaio 2018 sotto il nome “Operazione ramo d’ulivo” il governo fascista AKP turco combatte contro il cantone Efrîn in Siria del nord. Con il sostegno di armi tedesche e il governo federale, da alcune settimane furono uccise varie centinaia di combattenti curdx. Con la liberazione del giornalista della die Welt incombe un ulteriore accordo con il dittatore Recep Tayyip Erdogan. Lx curdx sono perseguitatx ed oppressx da decenni, la loro lotta di liberazione è esemplare per ogni persona che s’impegna per una società liberata.

Nella lotta contro Daesh, YPG / YPJ erano benvenutx come alleatx degli Stati occidentali. Ora che Daesh è praticamente sconfitta, il mondo capitalista mostra di nuovo la sua vera faccia.
Non accetteremo senza commenti che la rivoluzione di Rojava è aggredita con il sostegno della SPD. Per questa ragione la notte scorsa con un martello abbiamo spaccato i vetri dell’ufficio SPD nel quartiere alternativo Neustadt.

Chi collabora con lx fascistx, chi impedisce che le famiglie dex profughx possano seguire in Germania e nel consiglio comunale di Dresda aizza contro chi deve chiedere l’elemosina, non ha meritato altro che il nostro odio!

Dedichiamo il nostro attacco a Berfîn Zîlan. Era una combattente YPJ che dovette morire ammazzata dalla guerra d’aggressione dello Stato turco e da armi tedesche.

Biji YPJ! Biji YPG! Biji PKK!
Lunga vita alla rivoluzione di Rojava!

Commando Berfîn Zîlan

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Backnang: Vernice a casa di membro della „Deutsche Atlantische Gesellschaft – Associazione Atlantica Tedesca“

16 febbraio 2018

Contro la conferenza per la sicurezza della NATO e chi la sostiene!
Per una società liberata – Per Afrin!

Nella notte al 16 febbraio abbiamo marchiato con la vernice la casa del Dr. Roland Idler a Backnang. In un volantino distribuito nelle cassette postali vicine abbiamo informato lx vicinx sui motivi dell’azione.
Dr. Roland Idler è un interlocutore della “Deutsche Atlantische Gesellschaft” per Stoccarda. La Deutsche Atlantische Gesellschaft è responsabile del fatto che in Germania si fa pubblicità per la NATO e per le missioni di guerra tedesche. Dr. Roland Idler è dunque anche se non direttamente ma di sicuro coscientemente corresponsabile per la guerra, la distruzione e la miseria i questo mondo.

La Deutsche Atlantische Gesellschaft è, inoltre, partner della conferenza della Nato per la sicurezza a Monaco. Politicx, imprese belliche, ministri di guerra, lobbisti, imprese-IT, militari e altri del tutto isolati e solo tra loro vogliono parlare in un hotel di riarmo, militarizzazione e rapporti commerciali. Che nella conferenza per la sicurezza non si tratta, appunto, di sicurezza ma di profitti si mostra vedendo lx partecipanti del congresso. Oltre i rappresentanti degli USA, dell’Arabia Saudita e del Qatar è presente anche la Turchia. Con il primo ministro turco Yildirim c’è un rappresentante del paese che in questo momento conduce una guerra in violazione al diritto internazionale contro Afrin in Siria del Nord.

Quest’offensiva militare non è diretta contro un avversario qualsiasi. In Turchia il popolo curdo è oppresso da anni. Ma ora fu liberato un territorio nella Siria del Nord di nome Rojava. Lontano dall’oppressione nel capitalismo si costruisce una forma sociale nuova ed equa. Si struttura il territorio insieme a tutti i gruppi religiosi ed etnici, e con la liberazione delle donne.

Solidarizziamo con quel tentativo di costruire una società liberata e ci posizioniamo chiaramente contro tutti i guerrafondai imperialisti come la NATO e chi la sostiene. Perciò partecipate alle proteste contro la conferenza per la sicurezza a Monaco.

Contro la conferenza per la sicurezza della NATO!
Per una società liberata – Per Afrin!
Viva la solidarietà internazionale!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Francoforte sul Meno: Bruciata auto ThyssenKrupp

6 febbraio 2018

Tieni duro, Afrin libera – Attacco a ThyssenKrupp.

Ieri notte abbiamo incendiato un’auto di Thyssen-Krupp.
Contro il sostegno tedesco alla guerra e all’espulsione.

ThyssenKrupp è una delle maggiori esportatrici d’armi tedesche. Il che basterebbe già. Ma specialmente per quanto riguarda la politica nei confronti della Turchia e della Siria, l’atteggiamento del governo federale tedesco è più che ipocrita: sotto la pressione della mobilitazione pubblica s’annuncia che i Leopard tedeschi non dovrebbero essere riarmati, ma è solo una piccola dilazione finché, poi, ci sarà il nuovo governo tedesco, e si dovrà accettare il fatto amaro – che fornisce armi. Armi a un regime che con queste armi attualmente fa una guerra aggressiva. Che sia contro il diritto internazionale è qui solo un’informazione supplementare a lato.
E non solo. La guerra offensiva dell’esercito turco si fa insieme alle milizie islamiste e jihadiste. Non è propaganda curda. Proprio queste milizie sono state dichiarate terroriste da parte di alcune procure tedesche. Anche se ciò non c’interessa come punto di riferimento, questo fatto esprime però il trattamento disuguale da parte del governo tedesco. Poiché nel contempo il ministero degli interni tedesco e le autorità di polizia preferiscono gli sforzi alla criminalizzazione delle SDF (syrian democratic forces), dominate dalla YPG/YPJ curda, vietandone le bandiere nella RFT. Esattamente lx amicx della libertà che con enormi sforzi, grandi tributi di sangue e il sostegno dei “nostri amici americani” hanno liberato gran parte dell Siria del nord dai Daesh (il cd SI). Qui si distorce perfidamente causa ed effetto: L’attacco turco con armi NATO tedesche alle strutture curde d’autodifesa (secondo diritto internazionale in una Siria sovrana) è proclamato come difesa da terroristx, giusto lx “terroristx” che stanno più vicinx alle “nostre” idee in quanto valori sociali e che le hanno difese contro gli sgherri barbari del cd SI. Una situazione davvero assurda e kafkiana.

Così l’ultimo angolo della Siria che negli ultimi sette anni fu risparmiato dalla guerra è ora vittima di un conflitto apparentemente quasi nella sua fase finale dove il regime turco tenta di trarre il massimo possibile dalla sua politica totalmente errata e disumana nei confronti della Siria. Inoltre, Afrin era anche per anni luogo di riparo per la gente in fuga all’interno quanto lo era la Turchia, solo senza sostegno della comunità mondiale. Nel mentre Erdogan annuncia esplicitamente delle pulizie etniche.

L’industria delle armi tedesca coperta dal governo federale riarma massicciamente i regimi autoritari, dittatoriali e fascisti come quello dell’AKP di Erdogan con sistemi d’armi moderni per opprimere la popolazione propria o altra. Non può e non deve essere senza risposta. Se gli strumenti di morte tedeschi sono usati ugualmente dai militari e dalla polizia anche il nostro futuro qui in Germania ci appare ancora più sinistro. Esercitazioni comuni e il confondersi delle competenze sbirresche e militari esprime più che chiaramente il rapporto e le aspettative delle élite della Germania federale nei confronti della popolazione.

Ci prepariamo al peggio. Chi visto la guerra e la miseria in altri paesi nell’occasione del vertice G20 ciancia di 2situazione quasi da guerra civile” ha perduto qualsiasi bussola oppure si prepara a uno scontro di uguale intensità maggiore.

Chiediamo di fermare subito il sostegno militare al regime turco. Fino ad allora faremo altre azioni in sostegno a chi difende Afrin. Consideriamo che siano necessarie la scandalizzazione e la pressione pubblica. Ma non crediamo che con la nostra azione la lobby delle armi tedesche si farà togliere anche solo un pezzettino di burro dal pane. Ma il capitalismo potrebbe essere tanto coerente da vendere i razzi anticarro tedeschi Milan alle SDF affinché queste possano affrontare i panzer Leopard ad armi pari.

Gruppi Autonomi

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Lipsia, Germania: Distrutti vetri a ufficio SPD

25 gennaio 2018

I combattimenti ormai in corso da un anno tra l’esercito turco e YPJ/YPG ad Afrin, Rojava, in questi giorni giunsero a un nuovo livello d’escalation. Attualmente il regime fascista turco conduce una campagna d’annientamento contro Afrin. Come parte di una guerra decennale dello Stato turco contro il popolo curdo.
Come segno della nostra rabbia abbiamo frantumato i vetri all’ufficio SPD.

Consideriamo l’economia e la politica tedesca come sostenitrici attive del regime fascista AKP. Anzitutto la SPD in passato si è distinta sempre di nuovo come forza propellente di una stretta collaborazione tra i due Stati. Così il ministro degli esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu ottenne la legittimazione politica per questo attacco, tra l’altro quando fu accolto come un re dal del ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel. Gli si prospettarono nuove attrezzature anche anti-mine per il carrarmato da combattimento Leopard-2 di produzione tedesca, il che è una commessa da 250 milioni per Rheinmetall. Gabriel stesso non vedrebbe „alcuna giusta argomentazione per un rifiuto“. E l’impresa delle armi Rheinmetall ha tra i suoi progetti una fabbrica di carrarmati in Turchia – anche questo ordito dal ministro degli esteri SPD Gabriel.
Gli attuali tentativi dex politicx tedeschx di stabilizzare i rapporti con lo Stato turco e di estendere le forniture d’armi appaiono assai cinici, anzitutto visto le dichiarazioni tedesche di sostenere la lotta contro l’IS mentre il regime AKP sostiene attivamente i gruppi jiadisti. Secondo notizie recenti, l’IS e il fronte Al-Nusra furono riforniti d’armi e di vetture turche. Mentre l’IS è stato respinto anzitutto grazie ax combattenti curdx.

Chi dimostra solidarietà con la lotta curda ad Afrin è criminalizzatx. In Turchia ogni opposizione è contrastata, arrestata, torturata. In Germania la polizia attacca le manifestazioni e arresta gente curda.
Concludiamo: La guerra contro la gente curda è sostenuta in modo determinante dallo Stato tedesco. Finché armi tedesche porteranno la morte ax nostrx amicx rivoluzionarx a Rojava salteranno i vetri nelle città tedesche – e altro seguirà. Invitiamo tuttx lx compas a fare lo stesso.

Nessuna tregua al regime fascista – abbasso Erdogan.
Per la società autodeterminata – a Rojava e ovunque.
Bijî Rojava!

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Lipsia, Germania: Vernice e pietre a DITIB

22 gennaio 2018

Sabato 20 gennaio 2018 l’esercito turco ha iniziato ufficialmente l’attacco alla Federazione Democratica Siria del Nord. Da ieri quartieri civili e postazioni YPG/YPJ sono sotto massicci bombardamenti d’artiglieria e dell’aviazione militare turca. Come prima reazione nella notte al 22/01 abbiamo attaccato i locali di DITIB a Lipsia.

È evidente che questo attacco contro Afrin si poteva realizzare solo grazie al sostegno di Berlino al regime Erdogan e gli ultimi incontri tra Sigmar Gabriel e Mevlut Cavusoglu. Sono tedeschi i carrarmati, mezzi e fucili con cui oggi l’esercito turco avanza su Afrin ed è solo l’appoggio politico quasi incondizionato dalla BRD che ha incoraggiato lo Stato turco ad iniziare l’attacco. Che è diretto contro la rivoluzione a Rojava e le persone che hanno respinto l’IS e tanti altri. La Turchia ha aiutato l’IS con armi, informazioni e soldi. Ora che l’IS è quasi sconfitto, il governo turco inizia l’attacco contro chi ha conseguito questa vittoria. Sembra reale il timore che non si tratti di una offensiva militare singola bensì dell’inizio di una guerra. Che si realizzi la speranza dex combattenti a Rojava e Afrin diventi la tomba del governo AKP!

Come prima reazione nella notte al 22/01 abbiamo attaccato i locali  DITIB a Lipsia. Così aderiamo all’appello “Worldwide: Hands off Afrin!”
(insurrectionnewsworldwide.com) e invitiamo all’attacco contro le istituzioni dello Stato Turco e la sua manovalanza politica e economica tedesca. Visto il legame di DITIB con l’apparato statale turco e lo spionaggio contro gli avversari politici in Germania consideriamo l’associazione come rappresentate del governo turco e di conseguenza come obiettivo legittimo. Consideriamo ogni nemico della rivoluzione a Rojava anche nemico nostro e alla gente in loco mandiamo i nostri saluti battaglieri.

Morte al fascismo turco e alla manovalanza nella BRD!
Solidarietà con la difesa di Afrin.

Fonte: Indymedia

Traduzione dal tedesco mc, CH

Amburgo: Incendiata auto DITIB

23 September 2017

Con la presente rivendicazione noi, il commando vendetta Ali Cicek, assumiamo la responsabilità per l’attentato incendiario a una vettura DITIB ad Amburgo-Wilhelmsburg nella notte a venerdì 22 settembre. La VW-Golf color argento si trovava sul terreno della Muradiye Moschee in detto quartiere. La moschea o edifici circostanti non furono danneggiati con l’attentato.

DITIB (Unione Turco-islamica dell’istituto per la religione) non è una semplice associazione di moschee. In Germania la DITIB compare apertamente come portavoce del regime fascista AKP. Dal punto di vista organizzativo l’associazione è legata all’autorità turca per la religione Diyanet, da dove riceve tutti gli ordini e tutte le indicazioni. Anche i contenuti delle prediche sono decisi da Ankara e i predicatori stessi formati in Turchia. Con il pretesto della libertà religiosa la DITIB aizza contro l’opposizione democratica in Turchia e le minoranze etniche e religiose come quella Curda, Armena, Ebrea, Assira ecc. e diffonde un’interpretazione reazionaria della religione islamica. Come si scopriva varie volte l’anno passato, anche il servizio segreto turco MIT s’organizza passando per le strutture DITIB e anche tanti imam hanno lavorato per il MIT per spiare e terrorizzare chi non la pensa come loro. Solo poco tempo fu svelato che gli sbirri di Erdogan non indietreggerebbero neanche davanti all’assassinio di politici curdi in Europa. Nelle moschee DITIB non si diffonde solo la propaganda nazionalista-islamica del regime Erdogan ma si pubblicizza anche apertamente la guerra santa contro i miscredenti. Dall’ambiente DITIB, anzitutto anche qui ad Amburgo, si registrano tante partenze per il cosiddetto “Stato Islamico”. Malgrado tutto, il governo federale continua una collaborazione stretta con la DITIB nelle “questioni d’integrazione”. Malgrado la critica superficiale della situazione in Turchia, la collaborazione dello Stato tedesco con il regime fascista Erdogan, che sia con la DITIB, sia con le forniture d’armi oppure il deal con lx profughx, rimane più che stretta.

Istituzioni come DITIB, UETD, ATF e tante altre sono propaggini dirette del regime in Turchia e faremo loro pagare per i crimini del fascismo AKP/MHP in Kurdistan e nel Medio Oriente. Attualmente il governo turco ed alleati stanno architettando ulteriori progetti d’occupazione per la Siria del Nord e il Kurdistan del Sud. Il loro obiettivo non è altro che l’annientamento del movimento di liberazione curdo. Il regime AKP e MHP in Turchia è il principale baluardo della controrivoluzione in tutta la regione e deve essere eliminato.
Continueremo le nostre azioni contro i nemici della lotta di liberazione in Kurdistan e la rivoluzione nel Medio Oriente.

Morte al fascismo!
Vittoria alla guerra popolare rivoluzionaria in Kurdistan!

Commando Vendetta Ali Cicek

Fonte: Email

Traduzione dal tedesco mc, CH

Hannover: Bruciata auto di servizio del consolato turco

5 novembre 2016

Nella notte al 5 novembre alle ore 3:30 abbiamo dato fuoco a un’auto del consolato turco parcheggiata vicino allo stesso consolato in Engelbosteler Damm.

È la nostra reazione agli eventi attuali in Turchia. L’aumento drammatico delle tendenze autoritarie e repressive ci preoccupa per coloro che lottano per dei cambiamenti emancipatori in Turchia.

La nostra solidarietà va a loro e al movimento curdo del mondo che malgrado tutti gli attacchi fanno vivere le idee del confederalismo democratico.

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Kassel, Germania: Attacchi a fascisti turchi

4 novembre 2016

Tutto il mondo diventa testimone degli attacchi dello Stato turco contro lx curdx. Non solo quello curdo ma tutti i popoli nell’intero Medio Oriente sono minacciati dal fascismo dello Stato turco.
Con il sostegno della Germania, il dittatore Erdogan diventa un grande pericolo per tutti i popoli del Medio Oriente. Anzitutto in Germania, lo Stato turco diffonde in varie associazioni come DITIB, ATIB, UETD la sua ideologia nemica dell’umanità. Organizzano anche campagne contro degli uomini d’affari curdi.

Come Iniziativa Giovanile Apoista Assia – team vendetta Sehîd Tîjda Ekecik – nella notte dal 3 al 4 novembre abbiamo eseguito a Kassel vari attacchi a persone e organizzazioni fasciste:
All’auto di un fascista turco a Oberzwehren, che chiamava al boicottaggio di uomini d’affari curdi.
Alla Ülkü Ocagi (associazione) dei Lupi Grigi.

Questi attacchi sono un atto di vendetta per lx combattenti YPG/YPJ mortx negli attacchi dello Stato turco a Rojava. I nostri attacchi non finiranno ma aumenteranno finché Recep Tayyip Erdogan non finirà come Saddam Hussein o Adolf Hitler.

Chiamiamo tuttx lx giovani rivoluzionarix, anzitutto la gioventù curda, ad eseguire delle azioni militanti ovunque si trovino.
Slav û rêzên soresgerî
6 novembre 2016

Team vendetta Sehîd Tîjda Ekecik,
Iniziativa Giovanile Apoista Assia

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Stoccarda, Germania: Vernice a consolato generale turco

turkStoccarda, 6 dicembre 2015

Nelle prime ore della mattina del 6 dicembre 2015 abbiamo marchiato con la vernice nera il consolato generale turco. Con l’azione vogliamo solidarizzarci con lx attivistx di sinistra in Turchia oggetto di repressione e persecuzione. Inoltre condanniamo l’offensiva militare iniziata dal governo turco contro le postazioni del PKK e dell’unità di difesa del popolo nella regione di Rojava, abitata anzitutto da Curdx. Non è un segreto che per il governo turco la rivoluzione sociale a Rojava è come il fumo negli occhi. Costi quel che costi,  un’autonomia Curda e la costruzione di una democrazia di base nella regione deve essere bloccata.

Con il pretesto di contrastare militarmente solo lo Stato Islamico (IS), il governo turco ha iniziato una nuovo offensiva autunnale contro il movimento di liberazione curdo. Con brutale violenza sbirresca, razzie contro l’attivismo di sinistra e giornalistx, oppure con l’uccisione di critici sgraditi come giuste adesso l’avvocato Tahir Elçi a Diyarbakir, il governo turco tenta di intimorire e diffamare il movimento curdo e di soffocare ogni resistenza sul nascere.

Il governo federale tedesco, nel frattempo, chiude gli occhi e le orecchie davanti al quotidiano terrore di Stato del governo AKP. Erdogan è corteggiato e ottiene aiuti di vari miliardi di euro e ulteriore sostegno militare. Come controparte alla politica del guardare altrove, Erdogan dovrebbe impedire con ogni mezzo ax profughx di continuare il loro viaggio per l’Europa. Così il governo federale vuole tenere lontanx lx profughx dai propri confini.

Per il nostro attacco alla vernice abbiamo scelto apposta la notte delle giornata d’azione #SupportRojava. Il 5 dicembre, gente di tutta la Germania partecipa alle demo, manifestazioni e azioni in otto città per portare in strada la propria solidarietà con Rojava. A Stoccarda una manifestazione di circa 300 persone attraversava il centro.

Auguriamo al movimento di liberazione curdo e a tuttx lax attivistx di sinistra in Turchia tanta forza e tanto coraggio e condanniamo aspramente l’azione del governo turco.

Solidarietà con Rojava – Via con il divieto del PKK

Viva la solidarietà internazionale!

Per il comunismo

Fonte: Linksunten

 Traduzione dal tedesco mc, galera Salez, dicembre 2015