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Besançon, Francia: Sabotaggio di una telecamera – Giugno 2019

Con o senza movimento dei gilet gialli, il potere estende il suo controllo moltiplicando l’installazione di telecamere di videosorveglianza. L’ubicazione degli occhi tecnologici dello Stato viene studiata con minuzia su basi statistiche dai comuni e le forze di mantenimento dell’ordine. A volte viene cambiato il luogo e l’orientamento per coglierci di sorpresa. Oltre a voler spiare ogni nostro gesto in ogni momento e ogni luogo, l’obiettivo ricercato dallo Stato e i suoi sbirri è innanzitutto quello di dissuadere le velleità di rivolta individuale o collettiva, ma anche rassicurare borghesi, bravi cittadini e commercianti.

Passeggiare con gli occhi ben aperti nelle strade delle metropoli è sufficiente per rendersi conto che queste videocamere proliferano nei luoghi strategici, nelle zone in cui reati e criminalità vengono considerati più importanti (luoghi di spaccio, degrado più importante che altrove, etc).

Dall’inizio del movimento dei gilet gialli a Besançon, delle videocamere appaiono sulle piazze in cui il corteo del sabato è solito stazionare e affrontare i tirapiedi in uniforme dello Stato. Man mano che le manifestazioni si susseguivano, sono apparse delle telecamere dome, che hanno come abiettivo di punire e rinchiudere sempre più i rivoltosi: dapprima all’incrocio di Chamars nei dintorni della prefettura, poi a quello della via Battant e alla fine anche sull’incrocio della piazza Siffert, a pochi passi dallla «City», il centro economico e amministrativo del centro. Tutti questi luoghi il sabato sono stati punti di scontro e di danni… Queste camere di sorveglianza sono già state prese di mira durante le manifestazioni dei Gilet gialli: lo scorso dicembre ne aveva fatto le spese quella delle via Marulaz, sul liceo professionale.

A metà giugno, passeggiando, ho notato che una delle telecamere era semplicemente sparita, come per magia. Si trovava in piazza Siffert. Ormai non ne resta che la struttura, il globo si è volatilizzato.
Non so da quanto tempo sia stata sabotata, ma questo piccolo gesto di ostilità, passato naturalmente sotto silenzio dai giornasbirri che sono da sempre i lacché dello Stato e dei potenti, potrebbe ispirarne altri.

Davanti alla proliferazione degli occhi dello Stato, azione diretta!
Sabotiamo questa società di controllo e di sorveglianza!

Lille, Francia: I distributori di cinque banche e una mazza – 18 e 19 giugno 2018

Dopo il commissariato di Vauban, piazza Philippe-de-Girard, ridipinto il 13 giugno (con un tag «Avete le mani sporche di sangue»), altri tag sono spuntati il 18 giugno a Lille sull’edificio di Scienze politiche e la Porte de Roubaix, per Selom e Matisse, due giovani morti il 15 dicembre scorso a Lille dopo una collisione con un treno regionale…

Ma si noti anche che il 19 giugno, e non c’è necessariamente un legame, i bancomat di cinque banche sono stati spaccati in via du Faubourg-de-Roubaix, accanto c’erano delle A cerchiate, e un tag che diceva «Né Dio né padrone né banchiere».

Lille, Francia: Il commissariato di quartiere ha preso colore!

All Colors Are Beautiful
Azione locale per un disordine globale

Lille, il 13 giugno 2018

La mattina del 13 giugno 2018, gli/le abitanti del quartiere Vauban hanno trovato la facciata dell’edificio dei/lle loro guardian* della pace ridipinta di diversi colori, e la scritta «le vostre mani sono sporche di sangue»; «secondo avvertimento».

Queste persone potrebbero chiedersi, legittimamente: Perché il commissariato di rue Lavoisier è stato ridipinto?

Ma la vera domanda che questo gesto vuole porre è piuttosto: perché ci sono persone che muoiono sotto i colpi della polizia? Perché Sélom, perché Matisse a Fives nel dicembre 2017? Perché Maxime, studente di Lille mutilato alla ZAD di Notre-Dame-des-Landes nel maggio 2018 ? Perché tutt* gli/le altri*, perché questo numero incalcolabile di vittime della polizia?

Sembra trattarsi di una problematica di territorio e di Stato di diritto. Il concetto di Stato è una visione del mondo, un modo di fare. L’unico strumento per farci mandar giù questa definizione è la repressione. Ed è uno strumento che suona falso: si tratta di violenza pure e semplice, simbolica e fisica.

Perché la violenza è generalizzata, sistemica (cioè inclusa e accettata nel sistema neo-liberale che ci circonda) e a volte, a seconda del contesto, sistematica.

→ Il contesto che ha messo fine ai giorni di due giovani abitanti di un quartiere popolare super-controllato.
→ Il contesto che ha mutilato uno studente che difendeva un luogo di sperimentazione collettiva, incarnato nella ZAD.
→ Il contesto che impedisce agli/lle esiliat*, i/le migranti e i/le sans papiers, a Calais, di vivere come preferiscono perché la loro situazione viene giudicata irregolare.

Questa violenza, sempre legittima, a sentire Gérard Collomb, può toccare chiunque, in qualsiasi momento. Ma l’accento viene messo anche sui e sulle emarginat*. Chi è già Al margine (En Marge) e fa fatica a integrarsi a un sistema che li opprime quotidianamente. Chi rifiuta di mettersi In Marcia (NdT : En Marche è il partito politico del presidente della repubblica Macron) e si oppongono al sistema col loro stile di vita e/o con le loro azioni politiche. Gli uomini che occupano luoghi, squat, università; le donne che occupano le strade, i quartieri e le città; uomini e donne che non manifestano passivamente, che si manifestano qui e là, che sognano lanciando un grido troppo spesso soffocato da una repressione sistematizzata.

Prendere di mira un commissariato è prendere di mira non soltanto l’istituzione che ci attacca in maniera diretta, ma è anche colpire una concezione dell’organizzazione della società di cui la polizia è il braccio destro irrinunciabile. Il contesto economico e politico attuale non è che la conseguenza di un concatenamento storico e di decisioni politiche che abbiamo legittimamente il diritto di rimettere in questione. Le nozioni di giustizia (il culto della legge), di democrazia (l’ordine sociale), di ciò che è istituito (la politica), di popolo (i/le citttadin*) devono essere ridefinite con le nostre parole (piuttosto che con quelle del governo). Subiamo ogni giorno gli effetti di uno Stato detto di diritto. Il loro diritto, la loro giustizia, la loro democrazia, le loro istituzioni… per quale popolo? Noi siamo piuttosto per lo stato di non-diritto.

Qualcuno dirà che questa azione è violenta. Ma perché restare passiv* di fronte ai loro gesti e le loro idee imposte a colpi di manganello? Ci rifiutiamo di banalizzare il monopolio della violenza detenuto dal governo, e il suo utilizzo per risolvere i conflitti sociali ed eliminare ogni tentativo discorde. Rifiutiamo di accettare la sistematizzazione del posto di lavoro per aggirare ogni mobilitazione e reprimere chi è in difficoltà.

Con la nostra azione affermiamo che non vogliamo aspettare una rivoluzione generalizzata. Preferiamo delle oasi di azioni indipendenti contro un nemico comune, piuttosto che sperare ciecamente in un’insurrezione globale. Non c’è discrepanza tra il fondo delle nostre idee e la forma dei nostri gesti. Il «vandalismo» è una risposta proporzionale all’assurdità del mondo impostoci dai governanti.
Quindi la domanda è: chi è più violento, la macchina poliziesca o delle parole e dei colori su un commissariato?

In ogni caso, ACAB, All Colors Are Beautiful.

Il commissariato di rue Lavoisier era già stato ridipinto una prima volta due settimane fa. Malgrado quel primo avviso, hanno continuato a fare gli sbirri. Il secondo avvertimento non era un lusso, era una necessità.

Sostegno ai/lle mutilat*
Né oblio, né perdono per gli/le assassinat*
La polizia ha le mani sporche di sangue

Questo è il secondo avvertimento

Poitiers, Francia: Sabotaggio in solidarietà alla ZAD

“Brucia la macchina imperiale! Viva la ZAD!”

Azione in solidarietà alla ZAD: un macchinario di cantiere che stazionava durante i lavori di ristrutturazione del centro di Poitiers è stato incendiato nella notte da domenica 13 a lunedì 14 maggio. Con una scritta sotto forma di appello: “Brucia la macchina imperiale! Viva la ZAD!”.

Nello slancio, sei persone sono state fermate in una piazza non lontana (Place de la Liberté). Sono ripartite con delle convocazioni per rifiuto di prelievo di impronte e di DNA.

[Notre-Dame-des-Landes]: Breve sunto della situazione al 10 aprile (pomeriggio)

La Chèvrerie, distrutta il 10 aprile

– Nella parte est diversi luoghi distrutti dall’attacco di uno stato fascizzante arrivato in forze, basta ricostrure e continuare la resistenza. Venite numeros* alla ZAD o rafforzate i movimenti nelle vostre città.
– RDV al Camp des cheveux blanc per organizzare un’eventuale azione collettiva di risposta.
– gli sbirri hanno circondato un’ampia zona il centro è l’est fino alla Grée e Les vrai rouges.
– dei/lle compagn* chiedono rinforzi per per resistere alla repressione continua imposta dallo stato. Resistiamo perché il mondo somigli di più a un’immagine che ci sembra più coerente con lo spirito solidale. Di fronte a una forza sbilanciata e dominante i/le compagn* hanno cercato di resistere in tutti i modi possibili. La chevrerie e Les vrais rouges sono ancora a rischio di distruzione, appello a rinforzi!!
– dobbiamo anche affrontare diversi problemi tecnici
– Venite numeros* per rafforzare la difesa e ricostruire il nostro futuro. Non dimenticate un equipaggiamento che possa proteggere la vostra salute e l’identificazione. Se poteste gestirvi autonomamente sarebbe perfetto, ci sono comunque delle zone di accoglienza per darvi indicazioni sulla zona e informazioni utili sul terreno.

Fonte: zadresist.antirep.net

[Notre-Dame-des-Landes]: In vista delle espulsioni previste sulla ZAD

Martedì 3 aprile, l’assemblea degli usi invitava a mobilitarsi davanti all’aanuncio di un uragano statale sulla zad, in pieno nel momento di accelerazione di scioperi, manifestazioni e occupazioni nel resto del paese.

Mentre numerose informazioni fanno pensare che 2500 poliziotti potrebbero arrivare in zona già da lunedì per procedere a delle operazioni di sgombero e distruzione di luoghi di vita procéder à des opérations d’expulsions et de destructions d’habitats, un’assemblea straordinaria si è riunita in una  dans une Wardine piena come un uovo. L’assemblea ha voluto precisare delle informazioni e dare dei punti di incontro supplementari.

/// Un appello a raggiungere la zad già da questo fine settimane e ritrovarsi ai diversi luoghi di accoglienza (per ulteriori precisioni andate sul sito zad.nadir.org)

/// Un appello a trovarsi lunedì dalle 4h del mattino nei luoghi di ritrovo per potersi dividere sui diversi punti (controllare sul sito prima di andare in caso l’operazione di polizia fosse stata rimandata)

L’ora dell’appuntamento è mattutina ma bisogna considerare che potrebbe essere difficile parcheggiare nelle vicinanze e che quindi si dovrà probabilmente camminare un po’ per raggiungere i luoghi dell’appuntamento e i posti di blocco. In più l’operazione d’espulsione potrebbe cominciare alle 6h del mattino. Se non riuscite a essere là prima di quell’ora, sarà comunque utile cercare di raggiungere la zona più tardi. In quel caso preparatevi a essere inventivi e determinati e a dover fare un po’ di corsa a orientamento attraverso campi e sentieri.

/// Un presidio davanti alla prefettura di Nantes e in piazza Saint-Anne a Rennes alle 18h dopo la giornata di sgomberi.

/// Un’assemblea alle 21h alla Wardine dopo la prima giornata di sgomberi – un secondo luogo d’assemblea potrebbe essere convocato a Nantes in caso fosse difficile per un certo numero di persone di arrivare alla zad.

/// Une manifestazione a Nantes – appuntamento alle 15h in place du cirque il sabato successivo alla settimana di sgomberi.

/// Convergenza sulla zad la domenica successiva per disseppellire le migliaia di bastoni dell’8 ottobre 2016, e ricostruire…

/// Oltre a presidi e occupazioni la sera stessa sulle piazze e davanti comuni e prefetture, altri presidi e blocchi potranno essere pensati in luoghi strategici, come quello che è stato fatto in passato per esempio davanti alla fabbrica di armi di Pont de buis. I comitati di sostegno possono segnalare i loro appuntamenti e azioni al sito zad.nadir perché possano essere diffusi.

Prima di venire, informatevi il più possibile per capire la situazione e al vostro arrivo rivolgetevi a uno degli spazi d’accoglienza, prendete il tempo di discutere sulle persone del posto. Per accedere alla zona, guardate qui: http://zad.nadir.org/spip.php?article7. Prendete anche il tempo di leggere le informazioni messe online dalla legal team: https://zad.nadir.org/spip.php?rubrique56.

Grazie per il vostro sostegno, di qualunque tipo sia. La primavera è arrivata, la zad fiorirà!

Bure, Francia: Punto della situazione al 27/02 – Il week-end del 3/4 marzo è mantenuto

*Situazione al 27/02*

Dal 22 febbraio, dopo l’espulsione ampiamente pubblicizzata del bosco Lejuc, diverse persone hanno continuato a occupare le fronde degli alberi, a percorrere in lungo e in largo la foresta per sorvegliare i gendarmi, a osservare se davano inizio ai lavori, a rifornire e sostenere i gufi e le civette appollaiat* sulle cime. Altr* si sono concentrati sull’antirepressione per tutt* i /le compagn* che hanno subìto dei controlli d’identità, sono in stato di fermo, e per le due persone che al momento si trovano in preventiva. Altr* ancora si occupano dell’accoglienza per il numero crescente di persone che arrivano alla Casa della Resistenza, o nei diversi luoghi dove abitiamo. E, soprattutto, si prendono cura gli/le un* degli/lle altr* dopo questa prova.

Nel mentre, la prefettura non demilitarizza la zona, e promulga delle ordinanze allucinanti per vietare totalmente la circolazione attorno al bosco Lejuc… Lunedì 26 febbraio, dei camion e dele scavatrici sono stati visti al lavoro nella foresta. Probabilmente sarà lo stesso in settimana. Cercheremo di tenervi al corrente su tutte le notizie attraverso degli aggiornamenti regolari su vmc.camp.
La situazione è estremamente mutevole, quindi date un’occhiata spesso!

*WE intercomitati mantenuto*

In tutto ciò, la data del 3 e 4 marzo si erge come un sasso in mezzo alla corrente! L’organizzazione per preparare l’accoglienza delle centinaia di persone che arriveranno questo fine settimana avanza di giorno in giorno. La logistica per la nanna è sulla buona strada, come anche le mense collettive. Resta una buona dose di imprevisti e improvvisazione, e tutte le energie dell’autogestione sono e saranno le benvenute per permetterci di organizzare questo week-end, e il seguito, e affrontare la violenza dello Stato e le sue milizie, in seguito all’espulsione e le molestie permanenti della polizia…

Il 22 febbraio non si è trattato soltanto di un’espulsione: è stata anche una catena di solidarietà incredibile di più di 70 presidi in Francia e in Europa. 300 persone a Parigi, 200 persone in corte non autorizzato a Nantes o Rennes, 20 persone che hanno bloccato i tram per una mezzoretta a Strasburgo, le vetrine di EDF incrinate a Tolosa, distribuzione di volantini sulla piazza pubblica a Lons-le-Saunier, una foto d solidarietà a Gorleben e Lipsia in Germania e Skouries in Grecia, e tanti altri momenti… Nuovi comitati di sostegno sono stati creati nella Vienne, nel Finistère, a Metz, etc. Il governo ha comunicato l’espulsione di una «quindicina» di occupanti del bosco Lejuc, ma sono migliaia le persone scese in strada ovunque… E questo non potranno mai sgomberarlo.

Il week-end del 3 & 4 marzo ci piacerebbe che questi comitati, già esistenti o in formazione, comsì anche come tutte le persone che hanno voglia di lottare con Bure ovunque esse siano, possano, nel modo che preferiscono e se lo vogliono, manifestare e rendere visibile il fatto che lottano già con Bure da molti posti diversi, rendere tangibile questa catena di solidarietà… Di seguito elenchiamo qualche idea, da considerare esclusivamente come dei suggerimenti: per esempio preparare degli striscioni creativi che simboleggiano le città dei comitati e le lotte che vi sono condotte (o gli striscioni utilizzati durante i presidi del 22 febbraio), o qualsiasi altro oggetto e simbolo, con lo stesso scopo, etc. O ancora portare delle tute bianche, della vernice, delle belle maschere da gufi personalizzate, etc. Facciamo anche appello perché chi vuole venire porti, per quanto è possibile,delle tende,vestiti pesanti, stivali, frontali, cibo, etc, insomma, di che essere autonomi al massimo… Cerchiamo di assicurare posti letto e alloggi per tutt*, ma è meglio se tutt* si organizzano al meglio in caso ci si ritrovi in tropp*…

Esiste anche una prima lista logistica delle necessità materiali più urgenti: https://vmc.camp/2018/02/22/appel-a-materiel-suite-a-lexpulsion/ (NdT: in francese), che verrà presto completata.

*Nota sulle riprese di immagini e suoni il 3-4 marzo*

Venendo qui, bisogna tenere in conto che abbiamo vissuto un episodio repressivo forte, in cui le forze di polizia cercano di identificare i gufi per rinchiuderli meglio. Chiediamo quindi la vostra comprensione nell’esigere che non vengano prese immagini ma neanche suoni. Se è davvero il vostro pallino, una volta sul posto contattate il gruppo automedia per unirvi a loro. Per necessità, la tolleranza sarà nulla davanti a ogni immagine o registrazione prese al di là del gruppo automedia. Se avete delle buone macchine che volete mettere a disposizione, ci può interessare.

*Programma generale del WE*

Lo svolgimento preciso del fine settimana è ancora in via di discussione. Prima dell’espulsione dicevamo che bisognava assolutamente trovare un momento per discutere di come rafforzare la lotta in Francia e in Europa, e quel momento sarà mantenuto, oltre a tutto il resto.

Per ora ecco i primi elementi del programma:

– Venerdì 2 sera: accoglienza permanente nella cucina della Casa della Resistenza di Bure (BZL) per aiutare a dividersi i posti letto, attribuire i compiti d’autogestione etc. Alle 18h30, prima di mangiare, ci sarà un primo momento di accoglienza e d’informazione!
– Sabato 3, in mattinata (a Mandres-en-Barrois) : incontri e discussioni tra i diversi comitati di lotta e le varie persone che hanno voglia di sostenere la lotta a Bure. Il programma dettagliato sarà pronto prestissimo.
– Sabato 3, pomeriggio: costruzione di un posto di vedetta vicino al bosco.
– Domenica 4 : seguito delle attività del sabato!

In parallelo ci saranno senz’altro un sacco di attività non annunciate, un po’ di allegro casino, molta improvvisazione. Comunque sia, faremo molta attenzione (e vi incoraggiamo a farlo anche voi) perché tutt* possano sentirsi a proprio agio e passare un buon momento.

Vi aspettiamo numeros* per il week-end del 3-4 marzo (o prima, o dopo)!

Non ci atomizzeranno mai!

Qualche gufo di Bure.

informazioni in tedesco, francese

Parigi: Attacco all’ambasciata tedesca a Parigi in sostegno agli/lle arrestat* all’anti-G20

25 luglio 2017

 Nella notte dal 16 al 17 luglio 2017, abbiamo condotto un’azione diretta simbolica contro l’ambasciata tedesca a Parigi, in sostegno agli/lle arrestat* di Amburgo, denunciando in questo modo la repressione subita durante le manifestazioni anti-G20.

Quella notte, degli «pshiit, bam, boum» sono risuonati in via Marbeau. Il tempo di acccendere la miccia e la facciata veniva ridecorata con un «Welcome 2 hell», i vetri attaccati a colpi di martello e la porta d’entrata del pubblico ha preso fuoco grazie a un cocktail molotov.

Con questo atto abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà nei confronti della quarantina di persone ancora incarcerate ad Amburgo in seguito agli scontri che hanno accolto il G20 dal 5 al 9 luglio scorsi. Volevamo anche mettere al corrente le autorità tedesche della nostra determinazione a continuare ovunque la lotta contro il capitalismo e i suoi meandri securitari.

Malgrado lo stato di assedio imposto agli/lle abitanti di Amburgo durante il G20, e le 20 000 forze dell’ordine, i cannoni ad acqua e i veicoli blindati utilizzati per lo spettacolo, gli/le anarchic* venut* da tutti i paesi hanno messo in seria difficoltà il mantenimento dell’ordine tedesco. Quello che è accaduto nelle strade di Amburgo non è che un saggio dell’immensa collera sociale che urla dentro di noi. Siamo milioni a non sopportare più il mondo che ci viene imposto, e questa rivolta si fa sentire con più forza ogni anno che passa.

Siamo quell* che vi servono al ristorante, puliscono nei vostri alberghi svuotano e riciclano la spazzatura, riempiono i vostri moduli, accompagnano i/le vostr* figl*, cambiano le vostre lenzuola, che vi divertono, sistemano i vostri prodotti nei reparti dei vostri negozi, traslocano i vostri mobili, tirano la vostra fibra ottica, costruiscono le vostre case, guidano i vostri mezzi, tagliano le siepi dei vostri giardini, riparano i vostri ascensori…

Siamo quella parte di popolo la cui coscienza politica spinge a reagire all’ingiustizia, a non accettare più l’inaccettabile.

Perché non crediamo nella riforma del sistema.
Perché la radicalità dele nostre idee si riflette in ciascuno dei notri gesti contro questo naufragio universale istituzionalizzato.
E dato che i governi si ostinano a calpestarci, organizziamo il contrattacco in ogni luogo; moltiplichiamo le azioni dirette contro le loro rappresentazioni. Usciamo dalla nostra zona di conforto per fare irruzionw nel loro quotidiano. All’abbordaggio dei loro quartieri, non lasciamoli sorseggiare tranquillamente il loro champagne mentre giustiziano l’umanità in tutta impunità. Riserviamogli un Welcome to Hell Part 2!

Per tutt* i/le prigionier* della guerra sociale.
La lucha sigue !

Collettivo di anarchic* solidal* ma non responsabili, pirat* dell’era anticapitalista senza frontiere, alla conquista dell’altrove.

Grenoble, Francia: Solidarietà incendiaria

Tre del mattino di giovedì 21 settembre, seconda giornata del processo dell’autopattuglia bruciata. Siamo entratx nella caserma della gendarmeria Vigny-Musset. Abbiamo incendiato sei furgoni d’intervento e due camion di logistica. Il garage e il magazzino sono stati distrutti su una superficie di più di 1500 metri quadri.

Quest’azione si iscrive in un’ondata di attacchi in solidarietà con le persone che passano in processo in questi giorni. Un abbraccio forte a Kara e Krem. Un pensiero a Damien, recentemente picchiato dagli sbirri. Qualsiasi sia l’esito del processo, continueremo a prendercela con la polizia e la giustizia. La nostra ostilità è un fuoco che si propaga».

Fonte Indymedia Grenoble
(Il post originale è stato cancellato in seguito all’intervento del Ministro dell’Interno francese per “provocazione per commettere atti di terrorismo o apologia di tali atti” 〈articolo 421-2-5 del codice penale francese〉)

Parigi: Caso Macchina a espulsione. Aggiornamento del 05 giugno

Dopo oltre sette anni d’istruttoria, quattro persone saranno processate il 23 giugno 2017 a Parigi.

Dopo sette anni e mezzo d’istruttoria, migliaia di pagine di dossier, una quindicina di persone perquisite, arrestate, pedinate, intercettate, filmate, incriminate, incarcerate, obbligate a residenza, obbligate a vari tipi di controlli giudiziari, alla fin fine lo Stato e la giustizia portano a processo soltanto quattro persone, il 23 giugno 2017, a Parigi. I capi d’accusa più gravi saranno serviti solo per giustificare l’intensità della repressione, dato che sono caduti tutti, lasciando il posto ad accuse minori (tag, piccole degradazioni, rifiuto del prelievo del DNA e delle foto segnaletiche, etc.). Cerchiamo di essere numerosi in questa occasione, per esprimere la nostra solidarietà contro le frontiere e contro ogni forma di detenzione, rifiutando le categorie del potere come «innocente» e «colpevole», rifiutando la Giustizia.

Giugno 2008, già da qualche tempo al CRA di Vincennes si susseguono scioperi della fame, scontri con la polizia e frammenti di lotta di intensità variabile, quando Salem Souli muore di un attacco cardiaco. Il 22 giugno 2008, l’indomani, al CRA scoppia un ammutinamento generale, il centro viene completamente ridotto in cenere e i sans-papiers vengono trasferiti. Verranno condannati in dieci in un processo farsa in cui prenderanno da 8 mesi a 3 anni di prigione in prima istanza. In solidarietà con gli/le accusat*, numerose iniziative vengono organizzate in tutta la Francia (e altrove), tra cui diversi sabotaggi di bancomat delle banche che denunciano i sans-papiers agli sbirri. Due ondate di perquisizioni vengono condotte il 15 febbraio e l’8 giugno 2010 contro una decina di compagn*, tra cui Dan, Olivier e Camille verranno arrestati nel gennaio 2011 per periodi che vanno da una settimana a tre mesi e poi François per una settimana.

L’importanza di questo caso, detto «della Macchina a Espulsioni» e condotto in parte dalla Sezione Anti Terrorismo (SAT-PP) della Brigata Criminale, consiste innanzitutto nell’ampiezza dei mezzi giudiziari e di polizia mobilitati sulla base d’un dossier rafforzato per convalidare la costruzione, da parte dello Stato, di un’identità «anarco-autonoma francilienne» (la famosa MAAF) e di mantenere per anni i/le compagn*  sotto la minaccia di un’istruttoria in corso e di una maggiore sorveglianza  della Digos. Ma la sua importanza consiste soprattutto nelle dinamiche delle lotte autonome che dovevano essere soffocate cercando di spezzare i legami che venivano a crearsi tra le lotte all’interno e all’esterno dei Centri di detenzione amministrativa, e in particolar modo di quello di Vincennes, ai tempi la più grande prigione per stranieri in Europa. Come in altri casi degli ultimi dieci anni in Francia (caso detto «cattive intenzioni», caso «di Chambéry», caso «di Tarnac»), si è anche trattato, per lo Stato, di riuscire a classificare le nostre lotte, i nostri attacchi, e nostri desideri sotto la denominazione utilitaristica di «terrorismo» per rappresentare per qualche tempo un nemico interiore isolato dalle altre forme di conflittualità sociale e alla mercé, una volta così classificati, dei mezzi di controllo, di sorveglianza e di repressione che vi vengono associati.

Facciamo appello già da ora perché ci sia come minimo una presenza solidale all’udienza che si terrà il 23 giugno 2017 alle 13h30 alla 12e camera del tribunale di Prima Istanza di Parigi (metrò Cité – arrivare con un certo anticipo), e facciamo anche appello affinché ognun* esprima la propria solidarietà a modo suo, collettivamente e/o individualmente.

Non lasciamoci giudicare in silenzio
Libertà per tutti e tutte, con o senza documenti
Fuoco ai centri di ritenzione

(Una riunione pubblica verrà annunciata a breve e un dossier ricapitolativo del caso sarà pubblicato prossimamente. Qualsiasi altra iniziativa è la benvenuta, in particolare per raccogliere fondi in vista del processo.)

Contatto: pafledab@distruzione.org

PS : In questi ultimi anni diverse persone coinvolte, da vicino o da lontano, in questo caso, che siano sotto processo o no, incriminate, rilasciate con procedura di archiviazione, testimoni assistiti, che partecipavano alle lotte o semplicemente ne erano solidali, hanno avuto tutto il tempo di disperdersi geograficamente, politicamente, etc. Qualunque siano i motivi che ci hanno allontanato è urgente rimetterci in contatto, ed è per questo che è stato creato l’indirizzo mail pafledab@distruzione.org. Chiunque voglia partecipare all’organizzazione delle mobilitazioni in vista del processo può utilizzarlo per manifestarsi. Non si tratta assolutamente di centralizzare la solidarietà, ma di trovare un modo di rimettere in marcia la mobilitazione in maniera pratica, nell’urgenza del calendario del nemico.

Erratum del 05/06/2017

Secondo nuove informazioni, sembrerebbe che la giustizia abbia l’intenzione di passare a processo nel contesto di questo caso altre persone, senza peraltro che sia stata stabilita la data dell’udienza. Altre informazioni verranno rese pubbliche appena possibile, e in particolare alla riunione pubblica del 9 giugno. Mettersi in contatto e/o ritrovarsi per parlarne diventa ancora più necessario.

in francese

Nantes, Francia: Un saluto alle due nuove permanenze FN in Loira-Atlantica…

Mentre la vecchia permanenza del Front National a Nantes ha chiuso l’estate scorsa, in particolare dopo diverse decorazioni ed espressioni popolari, il partito ha ritenuto fosse il caso di installarsi in Loira-Atlantica aprendo due permanenze, a Varades e a Nantes.

Il Front National ha dovuto farsi fregare dall’agenzia immobiliare. Nonostante il 25 febbraio più di 5000 personne abbiano dichiarato a gran voce che rifiutavano le idee dell’estrema destra, il rinchiudersi in se stessi, la paura dell’altro, malgrado la parte ovest del paese sia sempre stata terra di lotta rivoluzionaria e antireazionaria, il partito continua a voler mettere radici sul sangue e il sudore degli/lle oppress*.

A fingere di combattere quello che è: un partito diretto da un clan familiare ricchissimo, che raccoglie nazisti, identitari violenti e razzisti senza complessi, un partito che cerca il potere esclusivamente per il proprio interese, “nel nome del popolo”,  instrumentalizzando le sofferenze provocate dal capitalismo e che nonostante questo applicherà le stesse politiche d’austerità che hanno condotto i liberali al potere da 30 anni.

Quegli stessi governi che attuano ogni giorno di più apertamente il programma e le idee del Front National. Massiccio riarmo della polizia, aumento della sorveglianza sulla popolazione, politiche razziste e sessite, caccia ai/lle migrant*, stato d’emergenza permanente. Governo autoritario.

Noi non dimentichiamo che il fascismo può benissimo insediarsi alla testa di un paese in maniera legale e gli rifiutiamo il diritto di esistere. Non lasceremo che l’estrema destra prenda il controllo degli animi con la complicità passiva e attiva della destra come della sinistra.

Chi fa passare la legge “Lavora!”, chi copre i poliziotti stupratori, uccide dei manifestanti e picchia degli agricoltori? Chi fa il gioco del FN ?

Nella notta da domenica a lunedì abbiamo fatto visita contemporaneamente alle due permanenze da poco aperte in provincia.

Dato che la decorazione non ci piaceva granché abbiamo trovato carino di ridipingere le pareti, pulire il pavimento e occuparci di alcuni quadri di cattivo gusto. I divani non passavano dalla porta e quindi siamo stati costretti a spaccare vetri e finestre. Speriamo che i militanti della permanenza FN di Varades non ce ne vogliano per la vivacità del trasloco. E benché ecologisti non abbiamo chiuso i rubinetti. Sbagliando si impara.

Questo primo trasloco è gratis, non manderemo la fattura! I prossimi saranno più cari.

GUT – Gruppi Unificati di Traslocatori

Marsiglia: Bancomat bruciato in solidarietà

Il bancomat della posta situato in via Lacédémone (6è arrondissement) a Marsiglia è stato bruciato nel week-end del 18 febbraio.
Un saluto caloroso a tute le persone che sono scese nelle strade queste ultime settimane (e anche prima!) per attaccare la polizia, la giustizia, e tutto quello che, in generale, rovina loro la vita.

E tra quest* agli/lle anarchic* incarcerat* a Parigi e altrove… Un pensiero particolare a Krem e Kara, messe in preventiva (accusate entrambe dell’incendio di una pattuglia di sbirri lo scorso maggio).

Libertà per tutti e tutte.

Berlino: Bruciata auto diplomatica francese

6 febbraio 2017

Armatx di un ordigno incendiario in una notte gelata giravamo per le strade di Berlino cercando un bersaglio con il quale comunicare che ci solidarizziamo con e prendiamo atto delle lotte dex nostrx compas sconosciutx contro il cesso per rifiuti nucleari CIGÉO nel bosco di Bure, della ZAD e in generale contro lo Stato francese d’emergenza. Come riteniamo anche meritanti appoggio altri interventi anarchici sul continente europeo, per esempio quelli di Lotta Rivoluzionaria in Grecia.

Perciò, la notte passata in località Schöneberg abbiamo incendiato un’auto diplomatica francese volendo con ciò salutare il prigioniero Damien Camélio e Pola Roupa e Konstantina Athanasopoulo recentemente arrestate ad Atene, per la cui libertà e contro tutti gli Stati dobbiamo lottare, e continueremo a lavorarci con diligenza.

È anche un appello per utilizzare il G20 ad Amburgo (https://www.liveleak.com/view?i=fa9_1485352794) per coordinare la nostra teoria e prassi, per arrivare ad una continua offensiva anarchica in ogni ambito ben oltre il vertice di luglio.
Il pezzo di merda francese che vuole rappresentare il proprio regime al G20 ad Amburgo vi è ovviamente malvisto nella stessa misura come tutti gli altri potenti. Ai diplomatici a Berlino consigliamo di nascondersi nelle Gated Communities.

FAI – “Nucleo Rémi Fraisse”

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Tolosa, Francia: Solidarietà in atti ed emozioni

12 febbraio 2017

La vettura di un’agenzia immobiliare e una ruspa eiffage sono bruciate nella notte fra il 10 e l’11 febbraio. Qualche accendigrill e un po’ di motivazione sono bastati.

Abbiamo preso di mira l’azienda eiffage perché costruisce prigioni, e un’agenzia immobiliare a caso, perché ci rovinano sempre la vita.

Ma altre ragioni ci hanno spint* ad agire. L’ultima lettera di Damien che abbiamo letto ci ridato un po’ di coraggio. Fa piacere sapere che gli atti di solidarietà arrivano all’interno e raggiungono il loro scopo “colorando il grigiore delle mura”.

Così come quella lettera ci mette di buonumore, altrettanto l’arresto del compagno di Montreuil mercoledì scorso ci ha fatto infuriare e ci ha dato voglia di reagire. Che l* conosciamo o meno, in Francia e ovunque, apportiamo la nostra solidarietà in atti ed emozioni quando la repressione tocca quell* con cui condividiamo la sete di libertà e la determinazione contro ogni forma di potere, e questo sia che rivendichino le loro azioni o che scelgano l’anonimato.

Agli/lle anarchic* di prassi, ovunque nel mondo, vi mandiamo un po’ di calore.

Tolosa, Francia: A morte la reinserzione. Solidarietà offensiva

12 febbraio 2017

Nella notte tra giovedì e martedì, in solidarietà ai/lle compagn* che resistono alla repressione, abbiamo bruciato un camion di JC Decaux con degli accendigrill e abbiamo attaccato la vetrina di una missione locale a martellate.

C’è di buono in questo mondo di merda che è facile giustificare la scelta dei propri obiettivi.

JC Decaux non c’è bisogno di presentarlo, ci martella ogni giorno con le sue pubblicità vomitevoli, approfitta di mano d’opera gratuita facendo svolgere lavori socialmente utili. Ci siamo incaricat* di ringraziarli per i numerosi anni al servizio della normalizzazione e della reinserzione.

Già che c’eravamo ci siam dett* che era il momento di regolare i conti con la missione locale, perché non ci ha mai proposto delle formazioni di battaglia di cuscini, di corsa sui tetti, di strategia di morra cinese e di tutte quelle piccole cose che rendono improduttive e un po’ più palpitanti le nostre vite. Invece ci propone giochi noiosi da cui usciamo sempre perdenti, formazioni accelerate per gettarci nell’arena del mondo del lavoro.

Non amiamo granché questo mondo di soldi, d’alienazione, d’immagine, di competizione, di rassegnazione e di schiavitù. Vogliamo altro, vogliamo coltivare una gioiosa impertinenza.

In questi momenti difficili abbiamo voglia di sostenerci a vicenda ed esprimere la nostra solidarietà ad altr* impertinent*.

Un pensiero a chi viene toccat* da un’ondata di repressione a Firenze e Montreuil. Vogliamo esprimere il nostro sostegno al compagno incarcerato per il caso della pattuglia di sbirri bruciata. Pensiamo anche a Kara Wild, detenuta da mesi per la stessa ragione. E a tutt* quell* di cui non conosciamo la storia.

A Damien il cui atteggiamento di fronte alla giustizia ci dà coraggio.

A Gabriel Pombo Da Silva ed Elisa Di Bernardo che hanno recentemente subito una perquisizione a casa loro e le cui rivolte non hanno mai potuto essere soffocate dal sistema carcerale.

E a tutt* quell* che non pagano le multe a JC Decaux.

Et a JC stesso, morto da poco, riposa in pace, tranquillo, ci prendiamo cura dei tuoi interessi!

Tolosa, Francia: Incendio a Toulouse métropole

Nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 2017, 4 veicoli di Toulouse métropole sono andati in fumo.
Dopo esserci discretamente introdott* nel parcheggio aziendale, abbiamo dato fuoco alle vetture che erano parcheggiate.

Un piccolo contributo alla critica della metropoli, e a come ci rovina la vita.

Solidarietà con Damien, incarcerato a Fleury.

Tolosa, Francia: Fuochi d’artificio di Capodanno per i/le reclus*

Nella notte che va dal 31 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017 abbiamo voluto condividere dei fuochi d’artificio con i/le reclus* di Tolosa.

Una prima squadra ha cercato di apportare un po’ di luce nella notte delle persone sans papiers del CRA [NdT Centro di detenzione per immigrati] di Cornebarrieu: hanno tirato qualche razzo di segnalazione dalla collina.

Una seconda squadra ha reso visita ai/lle reclus* di Seysses, che hanno risposto facendo tremare le mura della loro prigione al suono delle prime detonazioni.

Una terza squadra è andata all’ospedale Marchant per esprimere solidarietà con i/le psichiatrizzat* dell’UHSA (unità ospedaliera di medicina protetta).

Per noi sarà un buon anno soltanto quando tutt* gli/le reclus* saranno fuori e che tutte le prigioni andranno a fuoco!

Di nuovo al gabbio… Lettera di Damien dalla prigione di Fleury-Mérogis

Vi scrivo da Fleury dove sono incarcerato in detenzione preventiva. I capi di imputazione come al solito sono noiosi e privi di qualsiasi fantasia, preferisco che i compagni e le compagne abbiano una visione giusta e realistica dei fatti che mi sono contestati, propongo quindi la (ri)lettura di un resoconto di quella bella notte di una primavera di rivolta scritta dai e dalle amanti del disordine [in francese]: “Resoconto del 14 aprile: a contenere troppo la rabbia questa finisce per esplodere come si deve.”

Non ho alcuna intenzione di lamentarmi, non vi racconterò nei dettagli il mio arresto, identico a tutti quelli che hanno luogo qui come altrove in tutto il mondo.
Mi sembra tuttavia necessario esprimermi su alcuni punti precisi.

Al momento della perquisizione gli sbirri hanno trovato del materiale di propaganda anarchica, nella fattispecie giornali, opuscoli, manifesti, volantini e qualche testo in corso di traduzione. Ho rifiutato di firmare i fogli della perquisizione così come quello della mia detenzione preventiva.
Una volta trasferito a Parigi al commissariato del 19esimo  arrondissement il mio avvocato non era raggiungibile.
Ho rifiutato di essere rappresentato da un altro avvocato e quindi sono stato interrogato senza la presenza di avvocato. Ho fatto questa scelta perché la mia dichiarazione alla sbirraglia si riduce a una sola riga: “Non sono né innocente né colpevole. Sono anarchico. Non ho nient’altro da aggiungere”.

A causa della mia mancata dichiarazione non posso sapere, attualmente, cosa ci sia nel mio dossier di istruzione.
I tirapiedi del potere mi hanno solo notificato che hanno 8 prelievi di DNA che corrispondono al mio profilo genetico e so, per averlo visto, che il dossier d’istruzione è un mattone di 6 o 7 cm di spessore.

Aspetto che il mio avvocato possa avervi accesso e che venga a farmi visita per aver maggiori informazioni. A prescindere da ciò che avverrà ho già espresso il desiderio che l’insieme della procedura e delle mie dichiarazioni siano messe a disposizione dei compagni e delle compagne affinché le usino nella maniera che sembra loro migliore. Senza copyright, senza proprietà, senza censura dell’ufficio politico di qualsiasi partito, fosse esso anche solo immaginario.

Dopo una notte trascorsa nelle celle del deposito del tribunale di Parigi –sorta di mastio medievale nel quale gli sbirri appagano le loro sadiche passioni – sono arrivato alla sbarra del tribunale per un processo per direttissima. Non essendo il mio avvocato presente ho chiesto che mi venisse assegnato un avvocato d’ufficio per ottenere il rinvio dell’udienza.
La procuratrice, come fa abitualmente, si è messa strillare tutta una sequela di stupidaggini, gesticolando in tono sicuro. Affermando per esempio che l’attestazione di domicilio fatta da un compagno presente in sala era inaccettabile a causa di un errore grammaticale… Continuando poi, sempre molto sicura di se stessa, dicendo che certo, tutte le opinioni sono rispettabili, persino quelle anarchiche, ma non servono a scusare i fatti che mi sono imputati.
Bisogna ammettere che i clown in toga nera, se non decidessero della vita degli uni e degli altri, ci farebbero assai divertire!
Ma finché i tribunali non saranno distrutti e i magistrati rinviati al posto che spetta loro: il circo, non possiamo certo permettere loro di dire tutte le idiozie che gli passano per la testa.
A prescindere dalle asserzioni strampalate della signora procuratrice della repubblica, l’anarchia non è un opinione, l’anarchia è un insieme di idee coerenti ad un insieme di pratiche.

Visto che i fatti in questione si sono svolti nel corso di un movimento sociale che non è stato tale, ci tengo a precisare che rifiuto la solidarietà umanitaria dei sindacati o di una qualsiasi struttura pacificatrice o cittadinista, che giocano un ruolo di cinghia di trasmissione del potere.
Il mio solo desiderio è la complicità degli individui ribelli che cospirano nell’ombra, ai ferri corti con l’esistente e con il potere.

Grazie alla compagna presente al momento del mio arresto per la dignità dimostrata di fronte ai soldatini dell’ordine e grazie all’insieme di tutti i compagni e le compagne per aver prontamente reagito. Il vostro sostegno al tribunale mi ha scaldato il cuore e dato molta forza.
Non vi preoccupate troppo per me. La prigione è un universo di cui conosco perfettamente i codici per averci trascorso molti anni e non ho dubbi sul fatto che incontrerò, tra gli indesiderabili di cui faccio parte, qualche complicità ricca di prospettive.

Perché la rassegnazione non sarà mai un’opzione, perché  in ogni atto di rivolta individuale risiede tutta la violenza dei rapporti sociali, perché ci restano ancora molte storie da scrivere attraverso il tempo e lo spazio attraverso il grigiore delle città, fuori come dentro…

…la lotta continua.

14 dicembre 2016

Damien Camélio
n° d’écrou 432888
MAH de Fleury-Mérogis (Bâtiment D5)
7, avenue des Peupliers
91705 – Sainte-Génevieve-des-Bois
Stato francese, Mondo

Tolosa, Francia: Sabotaggio incendiario

Nella notte tra il 19 al 20 novembre, a Tolosa, un furgoncino di Eiffage è stato divorato dalle fiamme.

Quando la repressione prende di mira gli/le anarchic*, dalle accuse dopo le rapine ad Aachen all’operatione “Scripta manent” in Italia, la solidarietà è la nostra arma.

Vi mandiamo un po’ di calore.

in greco

Limoges, Francia: Attacco incendiario a una caserma della gendarmeria

Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2016 abbiamo incendiato la macchina di un capo della gendarmeria delle Tuilières parcheggiata nella della caserma.

Abbiamo compiuto quest’atto di sabotaggio in solidarietà con i/le migranti della landa di Calais.
Questa settimana lo stato francese ha sgomberato con la forza e distrutto il luogo di vita di migliaia di migranti.

Finché distruggerete le loro case noi bruceremo le vostre automobili!
Volevamo allo stesso tempo rendere omaggio a Rémi Fraisse e Adama Traoré, assassinati dai gendarmi.

Speriamo che l’insieme degli agenti delle forze dell’ordine avranno la decenza di dare le dimissioni prima che sia troppo tardi.

Tutt* odiano i gendarmi!

in greco

Besançon, Francia: La solidarietà, è l’attacco!

Nella notte tra il 19 al 20 settembre è stata attaccata la Camera del commercio e dell’industria a Besançon.
Più di una decina di vetri sono stati spaccati e delle scritte lasciate sulla facciata con una bomboletta rossa. Una di queste diceva “Né Capitale né Stato”.

La repressione che colpisce ovunque in Francia chi si è ribellato durante la giornata del 15 settembre ci ha spinto ad agire.

Questo attacco è un segno di solidarietà con tutt* i/le ribelli del movimento contro la legge sul lavoro.

Né legge, né lavoro!

in greco, spagnolo

Parigi : Un compagno in detenzione preventiva nel contesto della mobilitazione contro la legge sul lavoro

Il compagno anarchico arrestato mercoledì 7 in Bretagna è passato in tribunale [NdT: in una forma di procedimento comparabile al “giudizio immediato” dell’ordinamento giudiziario italiano] l’indomani, nella 23esima aula del Palazzo di giustizia di Parigi.
È accusato di danneggiamento a un Ufficio di collocamento, una struttura della Camera di Commercio e dell’Industria, un supermercato Franprix e un concessionario della Jaguar durante una manifestazione spontanea che si è svolta la sera del 14 aprile fra il decimo e il diciannovesimo arrondissement di Parigi.

Gli sbirri hanno identificato il compagno solo durante l’estate e hanno avuto delle difficoltà a trovarlo, anche se lui non si nascondeva affatto. Per un mandato di arresto spiccato nel mese di agosto, ci è voluta una ricerca sul Registro dei conti in banca [Fichier des comptes bancaires – Ficoba], che elenca tutti i conti bancari aperti in Francia (per poter per esempio localizzare gli ultimi prelievi) e delle ricerche sulla localizzazione del suo cellulare.

Il compagno ha rifiutato di essere giudicato in “giudizio immediato” e la Procuratrice ha quindi chiesto, col pretesto della sua fedina penale e di una possibile recidiva, che venisse messo in carcerazione preventiva. Il giudice ha accettato questa richiesta ed il compagno è attualmente alla prigione di Fleury-Mérogis [NdT: nella regione di Parigi].

Tra l’altro, questo tribunale ha ben mostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il volto della giustizia. Tutti gli imputati erano dei poveri, i cui espedienti per uscire dalla miseria e/o la dipendenza da diverse sostanze venivano sistematicamente considerati dalla Procuratrice e dal giudice come prove a carico. Anche i pochi tentativi di inchinarsi non hanno portato alla clemenza.

Il compagno era in forma, ha avuto un atteggiamento degno di fronte a questi servi del potere e ha fatto sapere che si esprimerà presto. Una piccola perla del discorso della Procuratrice a proposito del compagno : “Il signore si dice anarchico, ciascuno ha diritto ad avere un’opinione, le idee anarchiche sono quello che sono, ma non giustificano per niente i fatti che gli sono contestati”.

Il processo si terrà il 19 gennaio alle 13.30 nell’aula 23 del Palazzo di giustizia di Parigi.

Eravamo in tanti nelle strade durante le manifestazioni di questa primavera. Quei vetri rotti (quelli della Jaguar in particolare!) ci hanno rallegrato per parecchi giorni, come un piccolo raggio di sole in questo grigiume.
Che ogni giorno di detenzione del nostro compagno e di ogni altro prigioniero porti con sé degli atti di rivolta contro questo mondo!

La solidarietà è l’attacco!

Alcuni/e anarchici/e

in portoghese

Exarchia, Atene: Striscione in solidarietà con Kara Wild

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Lo striscione dice: Libertà per Kara Wild, anarchica detenuta in Francia

Il 18 maggio 2016 a Parigi, nel contesto di un’agguerrita protesta contro la nuova legge sul lavoro, una pattuglia della polizia francese è stata distrutta e bruciata. Una settimana dopo, il 26 maggio, Kara Wild, una trans anarchica statunitense che ha partecipato al movimento, è stata arrestata durante una manifestazione separata vicino piazza della Nazione. La procura l’ha accusata di aver partecipato allo sfascio della pattuglia di polizia; da allora è detenuta in Francia e le è stata negata la libertà su cauzione perché considerata a rischio di fuga.

Il 25 novembre 2016, al mattino, abbiamo esposto uno striscione al Politecnico di Atene, su via Stournari, in segno di solidarietà con Kara. Non ci interessa se ha commesso il “reato” si cui è accusata. Per noi, distruggere e bruciare le pattuglie di polizia, in Francia e ovunque, non solo è giusto ma un’assoluta necessità.

(Α)

Aggiornamenti su Kara Wild: freekarawild.org

in inglese, greco

Francia: Un’utilitaria d’Engie incendiata a Parigi

SCRIPTA MANENT ? ACTA NON VERBA !

Davanti alla repressione che colpisce dei/lle compagn* anarchic* in Italia (Operazione Scripta Manent), davanti ai nostri nemici che sono lo Stato e il capitale, pensiamo ancora e sempre che la migliore solidarietà sia l’attacco. Loro pagano per dei gesti che appartengono a tutt* gli/le anarchic* del mondo. Vogliamo mandar loro un segno della nostra vicinanza con delle azioni. Non come altr* qui e altrove che si accontentano di un po’ di retorica sui loro siti internet.

La notte fra il 3 e il 4 ottobre in via Candale Prolongée a Pantin, abbiamo bruciato un’utilitaria d’Engie, azienda che collabora con lo Stato all’imprigionamento (gestione di prigioni e di centri di retenzione).

Fuoco alle prigioni!
La solidarietà è l’attacco!

Altr* anarchic* solidal* di Parigi

in francese, inglese, greco, portoghese

Tolosa, Francia: Sabotaggio di veicoli

barbwire

Nel corso del fine settimana, le ruote di un veicolo eiffage, di un veicolo bouygues, di due veicoli orange e di un veicolo di sicurezza privata sono state bucate.

Queste imprese partecipano attivamente alla costruzione di prigioni, allo sfruttamento dei/lle prigionier* o aiutano gli sbirri.

Pensiamo ai compagni e alle compagne alle prese con l’operazione repressiva in corso in Italia.

Baci

dei/lle sabotatori/trici di veicoli