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Atene: Auto appartenente a un fascista distrutta a Exarchia

before-544x408Verso l’ora di pranzo di mercoledì 9 novembre 2016, all’incrocio tra via Tositsa e via Bouboulinas a Exarchia, è stata vista una Volkswagen bianca targata IZY 5183 con in mostra sul cruscotto il quotidiano nazista Empros. Un gruppo di compagn* si sono mobilitat* rapidamente e hanno sfasciato la macchina.

Mandiamo un segnale insurrezionale a chi prende le piazze negli Stati Uniti contro l’elezione democratica del fascista Trump.

ALL’INFERNO OGNI PATRIA!

in greco, inglese, spagnolo

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[Atene] 1° novembre: Presidio mattutino in difesa del Quartiere Occupato Prosfygika

31oct2016-544x365Lunedì 31 ottobre 2016, anche un gruppo di compagn* dello squat Themistokleous 58 era presente al Quartiere Occupato Prosfygika per aiutare il quartiere a difendersi contro gli attacchi coordinati di polizia e nazisti. Nell’attuale guerra sociale prendiamo posizione con pietre e scontri corpo a corpo e le nostre convinzioni antipatriotiche risuonano durante gli scontri con gli sbirri.

Solidarietà concreta con il Quartiere Occupato Prosfygika.

Forza a chiunque affronti la feccia in uniforme della democrazia greca.

Rilascio immediato di tutt* i/le prigionier*.

E il 1° novembre saremo preparat* per ogni evenienza.

Squat Themistokleous 58

*
Nota del Traduttore: il Quartiere Occupato Prosfygika si trova in viale Alexandras, nelle vicinanze della centrale di polizia di Atene e del tribunale in via Degleri, dove si sta svolgendo il mega-processo contro Alba Dorada. Il 31 ottobre, al mattino presto, la brigata antisommossa ha preso d’assalto Prosfygika con un numeroso gruppo di nazisti. Più tardi, dei/lle compagn* sono riusciti a respingere gli sbirri (in uniforme e in civile), e sono seguiti degli scontri. Diverse persone sono state fermate e trattenute per tutto il giorno (almeno due degli arrestati, che rischiano delle denunce, sono stati picchiati). Diversi collettivi e individualità solidali con Prosfygika chiamano a un presidio mattutino il 1° novembre in difesa del quartiere.

in inglese

Atene: Rivendicazione della partecipazione agli scontri in strada del 19 ottobre

fragmentNella notte di mercoledì 19 ottobre abbiamo partecipato, con diversi altri gruppi e individualità, agli scontri nelle vie attorno al Politecnico a Exarchia, durati parecchie ore, con continui attacchi di molotov, pietre e fuochi d’artificio contro le squadre antisommossa.

Gli scontri di strada, qualunque sia la loro forma (lasciare i locali dell’università grazie a ordigni incendiari, sommosse durante le manifestazioni etc), fanno parte dell’attacco anarchico multiforme contro il Potere e la normalità imposta. A causa delle loro caratteristiche, è uno dei metodi più efficaci di illustrare il conflitto tra anarchia e il mondo del Potere. Ecco perché sosteniamo la diffusione di questa e di altre forme di lotta che mirano a destabilizzare e diffondere il caos fino al collasso dell’esistente.

Ma non vogliamo limitarci a una routine di odio anti-polizia; oltre all’attacco contro gli sbirri promuoviamo la pratica dell’attacco contro le strutture e i simboli della dominazione, dai più ovvi come banche e ministeri, agli elementi urbani che servono alla funzione normale della metropoli: segnali stradali, semafori, telecamere, fermate dell’autobus… come anche le rappresentazioni, i simboli e gli idoli del Potere sotto forma di icône monumenti, statue…

Allo stesso tempo, le barricate e gli attacchi ai trasporti pubblici (bus, filobus, metrò… senza passeggeri all’interno) sono forme di interruzione del normale flusso di persone e merci, e di  sabotaggio contro lo stato e le compagnie private che gestiscono il flusso.

Tutti questi simboli e strutture rappresentano o servono una funzione della civilizzazione autoritaria che vogliamo distruggere, quindi per noi saranno sempre un bersaglio.
Non vediamo la violenza anarchica come un sacrificio o un obbligo rivoluzionario; al contrario, la  demistifichiamo, la rendiamo banale, la utilizziamo in maniera ludica, rendendola alla portata di tutt*, senza professionalismi o restrizioni.

Nessun atto di rivolta è inutile!
Disordini ovunque!
Forza a chi è prigionier* e perseguitat*!

– Alcun* giovan* incappucciat*

in inglese, greco, portoghese, spagnolo, tedesco

[Exarchia] Squat Themistokleous 58: Graffiti in solidarietà con la lotta delle prigioni U$A

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Fuoco alla società carceraria
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Solidarietà con la rivolta delle prigioni USA (A)
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Forza ai/lle prigionier* in lotta negli U$A (A)
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Dalla Grecia all’America, fuoco ed esplosione in ogni prigione
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Complicità con chi si ribella
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Fuoco alle prigioni (A)
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Libertà per tutt* (A)
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Vittoria per le lotte nelle prigioni USA
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Attica è ovunque (A) Insurrezione
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Contro ogni incarcerazione, fuoco alle basi della civilizzazione

La sera di sabato 1° ottobre, che la cellula ABC aveva proposto come giornata internazionale di solidarietà con la lotta nelle prigioni U$A, abbiamo taggato degli slogan nelle strade di Exarchia.

MORTE AI/LLE CARCERIER*

Squat Themistokleous 58
th58@riseup.net

in inglese

Atene, Grecia: Striscione in sostegno alla lotta contro la schiavitù carceraria in America

Inviamo la nostra totale e aperta solidarietà con la lotta dei/lle prigionier* in America contro la schiavitù, e come risposta all’appello a sostegno e solidarietà alla loro resistenza abbiamo esposto due striscioni in centro ad Atene, Grecia.

uro1-544x396Lotta contro la schiavitù carceraria. Fino alla demolizione di ogni gabbia. Fino alla morte dell’autorità.

uro2-544x293Sostegno alla resistenza nelle prigioni USA, contro la schiavitù e lo sfruttamento dei/lle prigionier*. Fratelli/sorelle, in questa lotta non siete sol*!

Unione di individualità anarchiche Uroborus

in inglese

Atene, Grecia: Gesto di solidarietà con i/le 6 compagn* arrestati recentemente in Italia e con Lukáš Borl in Repubblica Ceca

uroborus-544x352Come gesto di solidarietà con i/le compagn* arrestati ultimamente in Italia e in Repubblica Ceca abbiamo esposto uno striscione nel centro di Atene, che dice: “Attacco armato fino alla distruzione della civiltà del Potere e dei suoi esecutori; per tutt* i fratelli e le sorelle anarchic* prigionier*; per tutti i momenti rubati. Solidarietà & complicità con gli/le anarchic* recentemente arrestat* in Italia & Repubblica Ceca”.

Unione di individualità anarchiche Uroborus
[12 settembre 2016]

in inglese

Grecia: Solidarietà dello squat Themistokleous 58 con la lotta nelle prigioni statunitensi

581-544x408fuckmc1-544x36358squat-544x408Dall’ala 58 della prigione all’aperto chiamata Atene mandiamo i nostri più calorosi saluti ai/lle ribelli delle prigioni U.$.A. e a tutt* coloro che agiscono in solidarietà con loro in tutto il mondo. Comprendiamo la vostra lotta per mettere fine alla schiavitù carceraria come un appello a mettere fine alla società carceraria nel suo complesso. Comprendiamo l’incarcerazione di massa dietro a tonnellate di cemento e acciaio come una riflessione sulla società di massa che ci ammanetta tutt* e come una conseguenza inevitabile del regno tecno-industriale che determina quotidianamente le nostre vite in tutti i modi possibili.

Sappiamo che i contesti possono essere diversi a seconda del posto e che a volte ci si perde nella parzialità delle nostre piccole o grandi lotte contro questa o quella espressione di dominazione e Potere.

Nonostante questo, crediamo che sia un’ottima opportunità per costruire la tanto necessaria intersezionalità, per alimentarla con una percezione senza confini della lotta per l’auto-determinazione e la liberazione totale dalle gerarchie e le autorità che ci incatenano tutt*.

Rendiamo onore a tutti i metodi di lotta utilizzati finora contro il sistema assassino del complesso carceral-industriale degli U.$.A., e siamo felici di sapere che almeno un secondino ha avuto quello che meritava. Mentre sbarre di acciaio e mura di pietra possono contenere fisicamente chi è in prigione, le recenti rivolte in tutti gli U.$.A. hanno dimostrato che non possono estirpare lo spirito combattivo degli/lle innumerevoli ribelli.

Come piccolo segno della nostra solidarietà, l’11 settembre abbiamo esposto uno striscione a Kamara, nel centro di Salonicco, che dice “Vittoria allo sciopero dei/lle prigionier* negli U.$.A. // Fuoco alla società carceraria” e il 20 settembre abbiamo partecipato con la Cellula di solidarietà dell’ABC e altr* compagn* a un blocco di due ore del McDonald’s del quartiere ateniese di Ilion, con uno striscione che diceva “Solidarietà con la rivolta delle prigioni U.$.A.”. Dopo il blocco abbiamo esposto lo striscione al 58 di Exarchia, dove è visto tutti i giorni da centinaia di passanti.

Finché lo sciopero continuerà, continueranno anche le nostre azioni. Tanto che le prigioni esisteranno, lotteremo per distruggerle.

Squat Themistokleous 58, Exarchia, Atene
th58@riseup.net

in inglese, greco

Atene, Grecia: McDonald’s, l’approfittatore carcerale, bloccato in piazza Syntagma

mcd-001-544x408mcd-002-544x408mcd-003-544x327mcd-004-544x408Lo striscione dice: Da Koridallos a Lucasville, combatti contro la schiavitù carcerale” / “Solidarietà con la lotta dei/lle detenut* US contro la schiavitù

Sabato sera, 10 settembre 2016, il McDonald’s in piazza Syntagma è stato bloccato per due ore in solidarietà con la lotta contro la schiavitù che è cominciata nelle prigioni americane il 9 settembre.

McDonald’s è una delle compagnie chiave che sfruttano il regime di schiavitù imposto ai/lle prigionier* negli Stati Uniti, un regime che assicura al colosso multinazionale ulteriori profitti.

Durante il blocco, durato due ore, abbiamo distribuito diversi testi ai passanti, in greco e in inglese, e lanciato volantini. Abbiamo concluso la nostra azione senza incidenti quando i/le manifestanti degli hot spots (campi migranti) e gli squat che alloggiano migranti sono arrivati a Syntagma. Abbiamo raggiunto la manifestazione cantando slogan in solidarietà con i/le migranti.

Assemblea di solidarietà con la lotta dei/lle prigionier* contro la schiavitù

in inglese

Grecia: I compagni prigionieri Marios Seisidis e Kostas Sakkas passeranno in processo il 17 agosto

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Striscione nel quartiere ateniese di Zografou che dice: “A fuoco le celle di prigione! Forza a Sakkas e Seisidis!” (Gli/Le anarchic* hanno espropriato il materiale al comune di Zografou per realizzare lo striscione.)

Il 5 agosto 2016, Kostas Sakkas e Marios Seisidis sono stati condotti alla sede centrale della polizia di Atene e di conseguenza presentati alla corte, dove la loro udienza è stata rinviata. Sembrerebbe che i due compagni siano stati trasferiti in due prigioni diverse lontane da Atene; Marios Seisidis nella prigione Malandrino, e Kostas Sakkas nella prigione Domokos. Entrambi passeranno in processo il 17 agosto a proposito del loro arresto a Sparta.

in inglese, portoghese

Exarchia, 4 agosto: Serata informativa “Contro la schiavitù carceraria” allo squat Themistokleous 58, con un compagno della Croce Nera Anarchica (ABC) di Portland

EN_04.08CONTRO LA SCHIAVITÙ CARCERARIA | AGAINST PRISON SLAVERY | CONTRA LA ESCLAVITUD CARCELARIA | ΕΝΑΝΤΙΑ ΣΤΗ ΣΚΛΑΒΙΑ ΤΗΣ ΦΥΛΑΚΗΣ

Il 9 settembre 1971 alcuni prigionieri hanno preso il controllo di Attica, l’inferno più conosciuto dello stato di New York, e l’hanno chiuso.
Il 9 settembre 2016 dei prigionieri in lotta sospenderanno il lavoro e daranno il via ad altre azioni per la chiusura delle prigioni in tutti gli Stati Uniti, e per fare pressione perché la schiavitù carceraria abbia definitivamente fine.

Che le fiamme della solidarietà si diffondano in tutto il mondo!

Presentazione & discussione sullo sciopero dei prigionieri con un compagno della Croce Nera Anarchica di Portland (USA)

Giovedì 4 agosto alle 20h alla terrazza dello squat anarchico al 58 di via Themistokleous, Exarchia, Atene

Squat Themistokleous 58 | Cellula di solidarietà anarchica Croce Nera Anarchica [Grecia] | Rete di traduzioni di contro-informazione Contra Info

in inglese, greco, portoghese

Prigione di Koridallos, Atene: Riepilogo delle sentenze nel processo per il caso dell’evasione della CCF

HammerHand-544x534L’8 luglio 2016, la corte della prigione di Koridallos – presieduta dal giudice speciale Asimina Yfanti – ha condannato tutti i membri dell’organizzazione rivoluzionaria anarchica Conspirazione delle Cellule di Fuoco, accusati di aver piazzato un ordigno esplosivo all’ufficio del fisco di Koridallos; di aver spedito un pacco bomba alla stazione di polizia di Itea (in rappresaglia all’omicidio del detenuto Ilir Kareli da parte dei secondini); di aver spedito una lettera esplosiva a casa di Dimitris Mokkas (giudice speciale della corte d’appello contro il terrorismo); di aver progettato un’evasione armata dalla prigione di Koridallos (detto “progetto Gorgopotamos”); e di possesso di armi da fuoco, esplosivi e lancia-razzi anticarri con l’obiettivo di “perturbare la vita sociale, economica e politica del paese.” In più, in rapporto a queste accuse, sono stati dichiarati colpevoli di “gestione di un’organizzazione terrorista” e incitazione (“istigazione morale”) a quattro tentativi di omicidio.

Durante la sentenza c’era una forte presenza di compagn* in solidarietà con gli/le anarchic* e i degni individui co-accusati nel processo per il caso d’evasione. Anche la presenza della polizia (compresa la squadra antisommossa) era importante.

Membri della CCF:

I/Le 10 prigionier* anarchic* della CCF Gerasimos Tsakalos, Christos Tsakalos, Giorgos Polidoros, Olga Ekonomidou, Theofilos Mavropoulos, Panagiotis Argirou, Giorgos Nikolopoulos, Michalis Nikolopoulos, Damiano Bolano, Haris Hadjimihelakis sono stati condannat* a 115 anni di prigione ciascun*.

La compagna Angeliki Spyropoulou:
La prigioniera anarchica Angeliki Spyropoulou è stata condannata a 28 anni di prigione.

Parenti di membri della CCF:
Athena Tsakalou (la madre dei membri della CCF  Gerasimos Tsakalos e Christos Tsakalos) ed Evi Statiri (la compagna di Gerasimos Tsakalos) sono state riconosciute non colpevoli a maggioranza (e non a verdetto unanime).

Tuttavia Christos Polidoros (fratello del membro della CCF Giorgos Polidoros) è stato condannato per “appartenenza all’organizzazione terrorista Conspirazione delle Cellule di Fuoco” e ha ricevuto una sentenza a sei anni con la condizionale.

Altre condanne e un paio di assoluzioni:
Christos Rodopoulos (soprannominato “Iasonas” dalle autorità), che aveva negato ogni accusa, è stato condannato a 75 anni di prigione.

Christodoulos Xiros (membro condannato di 17N) è stato condannato a 65 anni di prigione.

Altri quattro imputati sono stati condannati per presunta appartenenza all’organizzazione e condannati a 27-28 anni di prigione ciascuno.

Fabio Dusko è stato condannato a 8 anni di prigione.

Altri quattro imputati sono stati assolti dall’accusa di appartenenza all’organizzazione ma hanno preso 6 anni con la condizionale.

Altri due imputati sono stati dichiarati colpevoli di reati minori.

Due imputati sono stati dichiarati non colpevoli.

in inglese, tedesco

Atene: Striscione in solidarietà con i tre compagni arrestati a Varsavia, Polonia

warsaw-3-544x408warsaw3-544x408Il 23 maggio 2016 tre compagni sono stati arrestati in Polonia, accusati di tentativo di attacco incendiario a una vettura di polizia. Saranno trattenuti in custodia preventiva per tre mesi, in attesa di processo, e rischiano fino a 8 anni di prigione. I compagni negano ogni coinvolgimento nell’azione; uno è stato violentemente picchiato dagli sbirri.

Lo Stato polacco ha parlato di terroristi – come ci si aspetta da ogni meccanismo autoritario che cerca di conservare il proprio potere – e ha sottoposto i compagni alla pubblica gogna tramite i media, volendo far passare indisturbatamente e “legittimamente” una nuova legge anti-terrorismo, con lo scopo di accrescere la repressione e la sorveglianza.

Nel loro tentativo di imporre la dottrine “Ordine e Sicurezza”, gli sbirri hanno già fatto irruzione due volte (il 23 maggio e il 2 giugno) al Radykalne Ogrody Działkowe (ROD – Radical Allotment Gardens), investigando nella zona, perquisendo le case dei compagni, facendo domande, e controllando documenti.

Vogliamo mandare il messaggio che i compagni in Polonia non sono soli; ecco perché abbiamo esposto uno striscione di solidarietà al Politecnico di Atene (sulla via Stournari a Exarchia), che dice: “Forza ai 3 anarchici arrestati in Polonia, che dal 23/5 sono accusati di tentato incendio di un’autopattuglia di polizia – Fratelli, non siete soli – Quando la solidarietà prende le armi, distrugge confini, Stati, prigioni”.

PIENA SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI ARRESTATI IN POLONIA.

FUOCO E FIAMME PER LE PATTUGLIE DEGLI SBIRRI, LE PRIGIONI E OGNI BERSAGLIO AUTORITARIO.

ONESTI E RETTI CASTIGATORI; UFFICIALI GIUDIZIARI E SECONDINI, SBIRRI, MEDIA, E TUTTA L’ALTRA FECCIA AUTORITARIA: NON AVETE RAGIONI DI DORMIRE TRANQUILLI.

Iniziativa di alcuni individui del gruppo artistico anarchico Ochetos

in inglese, greco e polacco

Atene: Triplo attacco incendiario in centro

insu-544x362Negli ultimi giorni di maggio abbiamo incendiato due bancomat dell’Alpha Bank nel centro di Atene, così come uno scavatore utilizzato per l’estensione della linea del metrò nel quartiere di Exarchia.

Avvertiamo lo sforzo dello Stato di aumentare il meccanismo di controllo e disciplina come un modo di instaurare ovunque una normalità consumista e pacifica, e attaccare gli spazi che diffondono teorizzazioni e pratiche anarchiche – che è la ragione per cui abbiamo scelto di attaccare ogni forma di Potere con ogni mezzo a disposizione.

Abbiamo compiuto quest’azione anche in memoria del nostro compagno Mauricio Morales, ucciso il 22 maggio 2009; e in solidarietà con i/le nostr* compagn* incarcerat*.

TUTT* I/LE NOSTR* COMPAGN* RIVIVONO
ATTRAVERSO LE FIAMME DELLA RIVOLTA
SALUTI GUERRIGLIERI AI/LLE COMPAGN* DELLA CCF
FORCA PER I GIUDICI, PALLOTTOLE PER GLI SBIRRI
GUERRA ALLE NAZIONI, OCCUPIAMO IL MONDO

Cellula per la diffusione della violenza insurrezionalista/FAI-IRF

in inglese, greco

Atene: Blitz della polizia allo squat Kleous 96 a Exarchia – 3 arresti – casa rioccupata

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“Giù le mani dallo squat Kleous 96 – Rilascio immediato dei/lle 3 arrestat*”; striscione in viale Alexandras durante il presidio fuori dal GADA (sede centrale della polizia di Atene) in solidarietà con i/le 3 occupant*

Un edificio privato situato al 96 di via Themistokleous nel quartiere di Exarchia è stato occupato qualche giorno fa.

Il 14 giugno 2016 la polizia ha effettuato un’incursione nel nuovo squat Kleous 96. Tre occupanti sono stat* arrestat* e portat* nella sede centrale della polizia di Atene.

Più tardi nella giornata lo squat è stato rioccupato.

Kleous96-544x543Dichiarazione dello squat KLEOUS 96

via Themistokleous 96, Exarchia | Email: Kleous96@riseup.net

Siamo un gruppo di persone di tutto il mondo con origini e percorsi diversi. Alcuni di noi hanno i documenti, altri no. Ma siamo uniti dalle convinzioni e il desiderio comune di costruire un collettivo basato sul principio di assemblee auto-organizzate e l’autogestione, con lo scopo a lungo termine di ampliare questo sistema di vita e fare parte di un movimento globale che rovescerà questo sistema barbaro e distruttivo. Un sistema che crea confini razzisti per difendere risorse e ricchezze accumulate tramite sciacallaggio e propaganda di guerra.

Abbiamo scelto di occupare un edificio vuoto nel quartiere di Exarchia ad Atene, inoccupato da alcuni anni e che ha bisogno di ristrutturazioni. Insieme abbiamo l’intenzione di riportare questo vecchio edificio alla vita e non solo di viverci ma di aprirlo alla comunità e farne uno spazio sicuro in cui stati nazionali, frontiere e documenti non vengano riconosciuti, e il self-empowerment e l’autosviluppo possano essere raggiunti attraverso l’educazione e la creatività.

Crediamo che la proprietà privata in generale e in particolare il possesso di terreni ed edifici siano un concetto assurdo, specialmente in un momento in cui l’estrema povertà, le misure di austerità, le guerre e le frontiere chiuse colpiscono così tante vite in tutto il mondo e gli esseri umani vengono fatti vivere in condizioni inaccettabili. Scegliamo semplicemente di ignorare le regole e le norme di cui non beneficia la maggior parte della popolazione del pianeta.

Inoltre crediamo che serva uno spazio per il dialogo politico, la pianificazione dell’azione politca e la cooperazione fra i diversi gruppi. Attivisti di tutto il mondo vengono a Exarchia e sono ispirati dalla struttura auto-organizzata e i forti legami di solidarietà, soprattutto quando si tratta di difendere il quartiere contro le aggressioni della polizia. Vogliamo far parte di questa comunità, imparare e acquisire capacità per tornare nei nostri rispettivi paesi di origine e diffondere questo sistema di vita e di organizzazione comunitaria. E vogliamo anche unirci e rafforzare questa comunità ed essere determinanti per spingere ed espandere i limiti di Exarchia.

Anche se ci siamo riuniti grazie agli sforzi reciproci durante l’attuale crisi dei/lle rifugiat* crediamo fortemente che la vera crisi sia il sistema stesso. Quindi non collaboreremo né ci associeremo con nessun partito politico, agenzie governative, OIG od ONG. Siamo qui in Grecia perché crediamo che la maggiore necessità e il momento della mobilitazione di tutti i popoli oppressi siano qui e adesso.

In generale vogliamo lavorare per raggiungere i seguenti obiettivi:
Niente frontiere razziste
Niente nazioni
Liberazione delle donne
Abolizione della proprietà privata ossia possesso dei mezzi di produzione, del capitale, della terra e ridistribuzione delle risorse disponibili.
Giustizia piuttosto che uguaglianza.

Mentre sul posto ci aspettiamo che tutt*, che facciano parte del gruppo o che siano semplicemente dei sostenitori, rispettino le seguenti regole:
Niente droghe
Niente alcool
Niente linguaggio o gesti razzisti, sessisti, omofobi, transfobici o validisti.
La violenza fisica o parole offensive non saranno tollerate.
Niente media né fotografi.

in inglese

Exarchia, Atene: Presidio in solidarietà con l’edificio occupato Gini

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Solidarietà tra oppress*

Martedì 31 maggio, al mattino, un impiegato del Politecnico di Atene (NTUA) si è presentato all’entrata dell’edificio occupato Gini per consegnare una comunicazione del Rettorato, rendendo  ufficiale la minaccia di espulsione che ci era già stata rivolta oralmente nell’ultimo periodo dai guardiani del Politecnico, il personale amministrativo e persino un portavoce della comunità afgana in Grecia che aveva cercato di avvicinare i/le migranti accolt* nell’edificio occupato Gini, affermando di eseguire gli ordini del Ministero greco dell’Educazione.

Secondo la comunicazione dell’università, “…dei lavori di restauro degli elementi decorativi della facciata devono avere luogo in tutta urgenza” così come “…lavori di disinfestazione, perché gli esami delle facoltà d’Istituto previsti per il 6 giugno 2016 possano avere luogo.”

Questo sviluppo arriva in un momento in cui è in corso una militarizzazione accresciuta nel territorio controllato dallo Stato greco, qualche giorno soltanto dopo l’espulsione del campo di Idomeni, e mentre migliaia di migranti sono stati trasferiti in campi di concentramento e centri di retenzione in condizioni pessime e umilianti, dovendo affrontare nuove esclusioni e persecuzioni, più o meno come se fossero i rifiuti umani dei nostri tempi. Le autorità dell’università riconfermano la loro complicità col resto delle nobili istituzioni repressive della democrazia greca, l’esercito, la polizia, i mass media, ma anche i meccanismi parastatali che si nascondono nelle strade dei centri urbani e della provincia, che danno la caccia ai sans-papiers, a chi parla male il greco o non lo parla per niente, a chi è stato spostato o esiliato dai propri luoghi d’origine come conseguenza della violenza quotidiana esercitata dall’apparato economico e di guerra di chi detiene il Potere.

Per quanto ci riguarda non commenteremo l’urgenza del Rettorato di restaurare l’edificio. Ma non possiamo non commentare il linguaggio del Potere quando parla di “lavori di disinfestazione”. Dichiariamo che non permetteremo a nessuna squadra di disinfestazione (che abbia o meno un’uniforme) di entrare e difenderemo l’occupazione fino alla fine. Continueremo a contagiare il corpo sociale col virus della solidarietà, la dignità e l’insurrezione, contro gli impiegati dello Stato, del Capitale e della dominazione, contro il mondo delle frontiere e delle discriminazioni nazionali.

Rettori, lo squat dell’edificio Gini resta dov’è.
Nessuno può spegnere la fiamma che abbiamo acceso.
Resistenza anarchica ovunque!

Edificio Occupato Gini
[all’interno del Politecnico di Atene; entrata dalla via Stournari, Exarchia]

in inglese

Atene: Gesto di solidarietà con gli/le occupant* dello squat Vancouver Apartman

Solidarietà con lo squat Vancouver / Μerda alla nazione

Nella tarda serata del 13 marzo 2016, l’edificio Vancouver Apartman, occupato da più di dieci anni, ha subìto un attacco incendiario quando una molotov è atterrata davanti alla porta in via Mavromataion.

Nel momento in cui lo squat anarchico nell’edificio di Vancouver Apartman è minacciato di espulsione a causa dei progetti di ricostruzione dell’università di Economia e – soprattutto Commercio – di Atene, non è una sorpresa che la feccia nazionalista sia accorsa a prestare assistenza alla repressione istituzionale.

Lo squat Vancouver Apartman – che unisce infrastrutture abitative e uno spazio autogestito dove vengono svolte delle attività pubbliche – è parte integrante della lotta che svolgiamo per la liberazione individuale e collettiva, e lo difenderemo con ogni mezzo.

Solidarietà con gli/le occupanti dello squat Vancouver Apartman!

CONTRO LO STATO E IL CAPITALE

MORTE AL NAZIONALISMO

in greco, inglese, portoghese

Atene: Attacco fascista con delle molotov allo squat Vancouver Apartman

vancouver-apartman-squat1-768x576vancouver-apartman-squat3-768x576vancouver-apartman-squat2-768x576Domenica 13 marzo lo squat Vancouver Apartman è stato attaccato a colpi di molotov dal gruppo fascista locale A.M.E.

Il gruppo ha pubblicato un testo sul loro blog, rivendicando l’attacco e minacciando di tornare. Nonn hanno raggiunto il loro obiettivo perché non ci sono stati danni, dato che la bottiglia non è riuscita a dar fuoco all’intera casa.

È il secondo attacco fascista contro uno squat in un mese. Il precedente è stato il 16 febbraio allo squat Zaimi, da parte del gruppo fascista C18 Hellas.

Niente ci fermerà. Le minacce dei fascisti, dello Stato, e dell’università ASOEE (proprietaria dell’edificio) non ci faranno abbandonare la lotta.

Solidarietà a Zaimi, Libertatia, Mundo Nuevo, Analipsi, Autonomous Steki a Exarchia, Kouvelou, Terra Incognita e tutti gli altri squat e persone che sono stati attaccati. E chi si batte contro i/le fascist* e il fascismo.

ABBASSO IL FASCISMO. VIVA L’ANARCHIA.

RESISTENZA, AUTO-ORGANIZZAZIONE, SOLIDARIETÀ!

OCCUPIAMO IL MONDO!

Iniziativa degli/lle squatter anarchic* del Vancouver Apartman

in greco, inglese, portoghese, tedesco

Atene: Azione davanti all’ambasciata dell’Uruguay nel quartiere di Kifissia

urug26.02.16-1-768x417urug26.02.16-2-768x606urug26.02.16-4-768x576urug26.02.16-7-768x576urug26.02.16-10Venerdì pomeriggio, 26 febbraio 2016, un’iniziativa di individui dello squat Themistokleous 58 a Exarchia e di compagn* solidali – quasi una ventina di persone in tutto – si è radunata davanti all’ambasciata dell’Uruguay a Kifissia (uno dei quartieri agiati nel nord di Atene) in risposta all’appello internazionale per una settimana di azioni contro l’espulsione del centro sociale autonomo La Solidaria a Montevideo. Abbiamo spiegato uno striscione, lanciato volantini e cantato degli slogan in diverse lingue, interrompendo anche solo in maniera simbolica la normalità borghese di Kifissia, e chiarito ai funzionari dello Stato uruguaiano che i/le nostr* compagn* di Montevideo non sono sol*.

Forza a chi difende lo squat La Solidaria!

Lotta anarchica ovunque!

in inglese, greco

urug26.02.16-11urug26.02.16-13urug26.02.16-12urug26.02.16-9-768x700urug26.02.16-14-768x576

Atene: Sentenze del secondo processo contro Lotta Rivoluzionaria

Il 3 marzo 2016, la corte della prigione di Koridallos ha emesso la sentenza per tutti gli accusati nel secondo processo contro Lotta Rivoluzionaria a proposito dell’attacco con un’autobomba contenente 75kg di esplosivo contro la Direzione di Vigilanza della Banca di Grecia nel centro di Atene il 10 aprile 2014; della sparatoria a Monastiraki il 16 luglio 2014 (in cui il compagno Nikos Maziotis venne ferito e ricatturato dalla polizia); e l’espropriazione di alcune agenzie bancarie.

Il membro di Lotta Rivoluzionaria Nikos Maziotis è stato condannato all’ergastolo più 129 anni e una multa di 20.000 euro.

Il membro (latitante) di Lotta Rivoluzionaria Pola Roupa è stata condannata a 11 anni di prigione per reati minori (se arrestata, dovrà affrontare un processo con accuse più gravi).

Antonis Stamboulos è stato condannato a 13 anni di prigione.

Giorgos Petrakakos è stato condannato a 36 anni di prigione più una multa di 9.000 euro.

in inglese

Atene: Percosse al prigioniero anarchico Panos Aspiotis per aver rifiutato il prelievo del DNA

L’anarchico Panagiotis (Panos) Aspiotis era ricercato dal marzo 2013 con l’accusa di possesso di armi da fuoco (“violazione della legge sulle armi”). Nell’ottobre 2015 si è presentato spontaneamente alle autorità. È stato inviato in custodia preventiva in una prigione lontana da Atene (sua precedente residenza). Durante i mesi passati in prigione ha rifiutato di fornire alla polizia un campione di DNA.

Sabato 6 febbraio 2016, Panos Aspiotis è stato trasferito dalla prigione di Nafplion ad Atene, dove era previsto che comparisse lunedì 8 davanti al giudice istruttore Eftichis Nikopoulos (giudice della corte d’appello speciale contro il terrorismo). Il compagno doveva essere condotto alla prigione di Koridallos, invece è stato portato alla Divisione per i prigionieri in attesa di trasferimento. È stato separato dagli altri prigionieri e messo in una cella senza telecamere di sorveglianza dove è stato aggredito da poliziotti incappucciati dell’unità anti-terrorismo che hanno cercato di prelevare con la forza un campione di DNA. Ha ricevuto colpi e calci in testa, nelle costole e in tutto il corpo. Il compagno ha resistito al primo tentativo ingoiando il tampone per il prelievo. I poliziotti hanno continuato a picchiarlo anche dopo aver ottenuto con la forza il campione DNA.

SOLIDARIETÀ COL PRIGIONIERO ANARCHICO PANOS ASPIOTIS.

in inglese, portoghese

Exarchia, Atene: Aggiornamenti sul primo mese operativo dello squat Themistokleous 58

K-TH-58(Potete leggere il primo annuncio dello squat qui)

Nell’ultimo mese, lo squat Themistokleous 58 Squat ha partecipato a una serie di azioni/manifestazioni:

Il 16 gennaio 2016, siamo scesi in strada per la prima volta con un blocco separato di circa 30 individui in fondo alla manifestazione in ricordo di Shahzad Luqman, nel quartiere ateniese di Petralona. Sono stati gridati e taggati slogan in diverse lingue, e un bancomat è stato vandalizzato lungo il percorso. Dopo la fine della manifestazione, l’insegna all’entrata degli uffici locali del partito di governo SYRIZA ad Ano Petralona è stata tolta.

Il 23 gennaio abbiamo partecipato alla manifestazione in solidarietà con la detenuta migrante Sanaa Taleb, partita da piazza Vittoria, nel centro di Atene. Tra gli altri slogan, abbiamo scandito i seguenti: Lotte comuni di locali-migranti; espropriamo le ricchezze borghesi // Strutture di solidarietà, nuclei di rivolta, guerra contro la guerra di chi detiene il Potere // Alerta, alerta, antipatriota // Ascoltate, miserabili patrioti: daremo fuoco ai confini nazionali // Cucine collettive, autopattuglie bruciate, lotta multiforme per la libertà // I saldi di gennaio non sono abbastanza; espropriamo in massa // La bandiera [nazionale] è bella quando brucia // Libertà per chi è in prigione // L’unità nazionale è una trappola; noi, gli esclusi, non abbiamo patria // Sanaa, tieni duro fino alla libertà, etc.

Il 30 gennaio abbiamo partecipato con un blocco di circa 40 individui (squatter e persone solidali) in difesa dell’angolo in basso a sinistra della piazza Vittoria, per fare in modo che la piazza non venisse investita dagli accoltellatori di Alba Dorata. Siamo rimasti sulla piazza dalle 18:00 alle 23:30. Poi siamo andati via in maniera coordinata, con il resto delle formazioni/collettivi che avevano partecipato alla difesa della piazza e con la maggior parte dei/lle migranti che erano presenti, marciando tutt* insieme verso Exarchia. Riconoscendo la nostra co-responsabilità nello spostamento di un gruppo di quasi 50 individui senza documenti da piazza Vittoria a Exarchia, su iniziativa di alcuni individui dello squat abbiamo investito la sede del Politecnico di Atene in modo che le persone potessero passare la notte lì senza essere minacciate dai teppisti in uniforme della polizia greca o dai gruppi di nazisti che davano loro la caccia. Il mattino seguente, i/le 50 migranti circa hanno lasciato il Politecnico e sono tornat* in piazza Vittoria.

Il 4 febbraio abbiamo preso parte al gruppo difensivo del Black Bloc Anarchico che ha partecipato allo sciopero generale ad Atene. Come nelle altre occasioni, il gruppo di squatters e persone solidali che sono scese in piazza era internazionale e multirazziale.

Il 10 febbraio abbiamo esposto uno striscione fuori dallo squat in solidarietà con il centro sociale autonomo Klinika a Praga, che è stato recentemente attaccato dai fascisti.

L’11 febbraio, alcuni di noi hanno partecipato alla manifestazione in solidarietà con lo squat Vancouver Apartman con uno striscione che diceva: “Gli squats sono una lotta per la vita.”

Complementariamente all’attività sopra citata, dichiariamo la nostra solidarietà con le strutture e i progetti auto-organizzati che sono stati minacciati dalla repressione o colpiti dallo Stato e/o i fascisti in quest’ultimo periodo.

Per quanto riguarda l’operatività dell’edificio, gli spazi comuni dello squat (sala assemblee & cucina a piano terra) aprono tutti i giorni alle 08:30 (tranne la domenica, quando aprono alle 10:00), e le porte dello squat chiudono imperativamente a mezzanotte. Per il momento la casa è piena, e stiamo mettendo in piedi un modo di vita comune auto-organizzato ed efficace. L’uso di droga e alcool così come fumare non è permesso all’interno degli spazi dello squat. Questo specifico accordo tra tutt* i/le partecipant* allo squat corrisponde al nostro bisogno di essere alloggiati in un ambiente abitativo senza risse e che sia sicuro per tutte le persone implicate nel progetto, a prescindere dalla loro età. Sottolineamo il fatto che lo squat non ha i requisiti per alloggiare persone con gravi handicap motori, problemi di salute mentale e dipendenza. Il ‘negozio free’ al piano terra (uno spazio dove dare e prendere per scambiare vestiti e altri oggetti) è aperto tutti i giorni dalle 12:00 alle 20:00. L’assemblea aperta dello squat si tiene ogni lunedì alle 20:00 nella stanza al piano terra, le persone solidali possono discutere di diversi temi relativi allo squat, partecipare ai diversi gruppi di lavoro, e suggerire delle idee per migliorare il funzionamento del progetto.

Qui di seguito una lista delle cose di cui abbiamo bisogno in questo momento:

Questioni tecniche/riparazioni: vernice, palette/prodotti di legno, doni per lavori di idraulica

Cucina: mini-frigoriferi, mini-forni, bombole di gas da cucina, forchette/coltelli/cucchiai, vassoi, tazze/bicchieri

Cibo: olio d’oliva (bisogno prioritario), alimenti base (riso, pasta), latte, frutta e verdura

Prodotti per la pulizia: detersivo, sapone, carta igienica

Prodotti per il giardino: terra, semi, vasi & sottovasi

Bisogni generici: caloriferi, oggetti di cartoleria/attività manuali, macchina da cucire.

Per finire vorremmo ringraziare tutt* coloro che hanno finora sostenuto il progetto. La lotta continuerà, fino alla distruzione totale degli Stati e dei loro confini.

Themistokleous 58 Squat
th58[chiocciola]riseup.net

in inglese, greco

Atene: Striscioni in solidarietà con i/le prigionier* trans

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Trans & cis anormali; la forca per tutti gli autoritari | Libertà per il compagno anarchico Marius Mason
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“—Sei un maschio o una femmina?” “—No.” | Il genere è una costruzione sociale
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Fuoco alla normalità dei normali; per la liberazione totale di genere & sessualità | Forza all’anarchico incarcerato Marius Mason
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Siamo drapetomaniaci e trasgressori; bruceremo le città-prigioni fino alle fondamenta
In risposta all’appello internazionale in solidarietà con i/le prigionier* trans, il 22 e il 23 gennaio 2016, alcune individualità anarchiche hanno appeso degli striscioni in diversi luoghi del centro di Atene (al Politecnico, Monastiraki, piazza Vittoria).

Saluti anarchici al compagno Marius Mason, prigioniero di lunga data negli Stati Uniti. Fuoco alla normalità.

in inglese, tedesco, greco

Atene: Nuovo squat in via Themistokleous 58 a Exarchia

Occupazione internazionale. Morte ai patrioti. Per i/le rifugiat*.

Nella serata di domenica 10 gennaio 2016 abbiamo occupato l’edificio vuoto in via Themistokleous 58, a Exarchia, Atene. L’intenzione è di aprire un luogo dove i/le migrant*, che sono bloccati qui in Grecia a causa delle politiche migratorie europee, possano vivere e auto-organizzarsi liber* dal controllo di stato. Siamo un gruppo di individui di luoghi e contesti diversi, uniti dalla lotta contro Stati, nazioni, confini, lager, prigioni, capitalismo; contro, alla fin fine, ogni parte di questo sistema marcio di dominazione che ci opprime. Siamo apert* a chiunque sia d’accordo con i nostri principi base e voglia partecipare al progetto senza secondi fini politici.

Questo squat non ha l’intenzione di essere un servizio pubblico. Non siamo “volontar*” e non trattiamo i/le migrant* come vittime. Una delle sfide di questo progetto sarà di superare nella pratica la separazione che ci viene imposta dai confini e la cittadinanza. Questa casa cerca di diventare un luogo dove le persone si organizzano e imparano gli uni dagli altri, a prescindere dalle proprie origini.

Si tratta di un gesto contro il sistema e la politica migratoria. Non abbiamo l’intenzione di aiutare l’assistenza umanitaria fornita dallo Stato. L’assistenza umanitaria non-critica, integrata e/o assimilata, aiuta infatti lo Stato a concentrarsi sulle misure repressive per perseguitare e controllare la migrazione. Ci rifiutiamo fermamente di collaborare non solo con lo Stato e i partiti politici, ma anche con le ONG e altre organizzazioni od organismi che (ufficialmente o no) fanno la stessa cosa. Tutti questi farabutti approfittano della situazione dei/lle migrant* per lucro, per proteggere i propri interessi, guadagnare potere politico o costruire un profilo sociale.

Il controllo delle migrazioni è uno strumento nelle mani di chi ha il potere. In questo preciso momento lo Stato greco sta utilizzando la situazione dei/lle migrant* bloccat* qui per esercitare una pressione durante i negoziati per ottenere migliori condizioni che rendano possibile la realizzazione del terzo memorandum. Allo stesso tempo gli Stati europei regolano il flusso di migrant* secondo il loro bisogno di forza lavoro a basso costo, e il resto dei/lle migrant* vengono assassinat* (ai confini terrestri e marittimi e nelle strade delle città europee), incarcerat* o deportat*. L’Unione Europea potenzia le politiche repressive alle frontiere e negozia degli accordi con gli Stati all’interno e all’esterno dei confini europei per continuare e intensificare la guerra contro la migrazione con mezzi più efficaci.

Chi detiene il potere spera di difendere proprietà e privilegi da chi viene sfruttato dal sistema capitalista e subisce le loro guerre. Società private e pubbliche cercano di ottenere il maggior profitto possibile dalla situazione. Le ONG rappresentano gli interessi dei propri datori di lavoro, principalmente lo Stato, e sono ben pagate per quello che fanno.

A causa dei diritti di proprietà, ci sono persone che dormono per strada mentre migliaia di case restano vuote. Ci sono abbastanza beni per tutti. Dobbiamo soltanto prenderci da soli quello di cui abbiamo bisogno.

Dichiariamo la nostra solidarietà e sostegno a tutte le forme di azioni che attaccano i confini, le nazioni, le prigioni, le infrastrutture fondamentali che riproducono l’esistente, e tutt* quell* che direttamente o indirettamente difendono lo status quo!

No razzismo
No sessismo
No omofobia
No discriminazione
No sfruttamento
No oppressione
No gerarchia
No autorità
No patriottismo

NON sono i benvenuti:
Giornalisti/media
Politici
Poliziotti
Tutte le organizzazioni che collaborano con lo Stato

Tutte le persone che voglio autorganizzarsi sono le benvenute, a prescindere dal fatto che abbiano o no i documenti in regola, e che abbiano lo statuto di rifugiat* o meno. La precedenza per l’alloggio viene data a chi non ha la possibilità di stare altrove.

Primo aggiornamento Facciamo appello alla solidarietà per sostenere lo squat fuori dall’edificio. Annunceremo appena possibile la data e l’ora dell’assemblea amministrativa del progetto.

Secondo aggiornamento Verso le 22h di domenica 10 gennaio 2016, poche ore dopo aver occupato lo stabile vuoto in via Themistokleous 58 a Exarchia, un tizio che ha dichiarato di rappresentare ‘ANASKEVI M EPE’ si è presentato fuori dall’edificio e ha detto che lo stabile appartiene a quella compagnia immobiliare. In pratica quello che ci ha detto è che se non sgomberiamo il campo noi stessi entro domattina (lunedì 11 gennaio), chiamerà la polizia.

Che sia chiaro: non riconosciamo la proprietà privata e non abbiamo alcuna intenzione di lasciare lo squat.

Chiediamo la presenza continua di persone in solidarietà, all’interno e all’esterno dell’edificio, per  difendere il progetto con tutti i mezzi a disposizione.

Themistokleous 58 squat

in inglese, tedesco, greco, portoghese

Atene: Attacco incendiario a fornitore di sistemi di sicurezza

scp-1903Negli ultimi anni, nel nome di una sicurezza sempre maggiore e del controllo di terrorismo e criminalità, la repressione è stata intensificata in vari modi: vigilanza accresciuta, guardie di sicurezza, intercettazioni telefoniche, controllo di tutti i media elettronici, telecamere di sorveglianza ormai installate in ogni quartiere, e allarmi che proteggono ogni proprietà.

Tutto questo col consenso di chi esibisce ogni aspetto della propria routine quotidiana, per la tutela della loro proprietà e con l’illusione di controllare le proprie vite.

È comprensibile che la dominazione faccia continuamente evolvere la tecnologia a proprio vantaggio e, tramite la paura diffusa, ottiene un ampio controllo su ogni luogo delle metropoli.

È su questo che scommette una minoranza di persone cui non gliene frega niente dello stile moderno di vita, ma sperimenta, conspira e porta avanti le ostilità contro la dominazione, la sua civilizzazione e la cultura dei morti viventi, che possono volontariamente diventare delle spie.

Nelle prime ore di venerdì 11 dicembre, nell’ambito del Dicembre Nero, abbiamo piazzato un ordigno incendiario in un negozio di sistemi di sicurezza in via Formionos, nel quartiere di Vyronas.

Dedichiamo questo gesto a tutt* gli/le anarchic* dietro le sbarre.

LUNGA VITA ALL’ANARCHIA

PS. Non sappiamo perché quest’azione è stata tenuta nascosta dai mass media, ma del perché sinceramente non ce ne frega niente.

in inglese