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Varsavia: Il giudice rende pubblica la cauzione per i 3 di Varsavia. Una settimana per la raccolta fondi

screen-shot-2016-09-15-at-19-16-09I 3 di Varsavia sono stati arrestati a maggio e mantenuti da allora in un carcere di alta sicurezza, con contatti con l’esterno limitatissimi, e rischiano delle condanne pesanti nel contesto delle nuove leggi antiterroristiche e anti-anarchiche. Sono ancora in attesa di processo.

Il 14 settembre, durante una breve udienza riguardante il reclamo deposto per l’arresto prolungato dei tre anarchici, è stata presa la decisione di rilasciarli su cauzione. La cauzione è stata stabilita a 20mila PLN (4600 euro) ciascuno. Se la somma viene trasferita nel giro di una settimana (7 giorni a partire dal 14, cioè fino al 21 settembre), gli arrestati saranno rilasciati e resteranno sotto controllo giudiziario.
60mila PLN (13 800 euro) sono una fortuna per le famiglie e gli/le amic* degli arrestati. Raccogliere una tale somma in una settimana sembra quasi impossibile. Se potete – mostrate il vostro sostegno, finanziariamente o diffondendo l’appello alla raccolta fondi. Ogni euro ci avvicina alla loro liberazione.

Per gli anarchici incarcerati venire rilasciati significherebbe la fine delle torture quotidiane cui sono sottoposti da più di tre mesi,  in regime di isolamento. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione!

Per sostenerli:
Conto corrente: VpKK e.V.
IBAN: DE 4085 0205 0000 0361 5700
BIC: BFSWDE33DRE
Bank für Sozialwirtschaft

Nota: Donation ABC Warsaw \ ACK Warszawa

IMPORTANTE: Non dimenticate di scrivere “Donation ABC Warsaw” o “ACK Warszawa”. In caso contrario nessuno saprò che la vostra donazione è destinata ai tre anarchici di Varsavia.
Altre informazioni: www.wawa3.noblogs.org

[Aggiornamento: il primo degli arrestati è stato rilasciato. Gli altri due dovrebbero lasciare il carcere fra qualche giorno. La raccolta fondi continua.]

in inglese, francese

Atene: Striscione in solidarietà con i tre compagni arrestati a Varsavia, Polonia

warsaw-3-544x408warsaw3-544x408Il 23 maggio 2016 tre compagni sono stati arrestati in Polonia, accusati di tentativo di attacco incendiario a una vettura di polizia. Saranno trattenuti in custodia preventiva per tre mesi, in attesa di processo, e rischiano fino a 8 anni di prigione. I compagni negano ogni coinvolgimento nell’azione; uno è stato violentemente picchiato dagli sbirri.

Lo Stato polacco ha parlato di terroristi – come ci si aspetta da ogni meccanismo autoritario che cerca di conservare il proprio potere – e ha sottoposto i compagni alla pubblica gogna tramite i media, volendo far passare indisturbatamente e “legittimamente” una nuova legge anti-terrorismo, con lo scopo di accrescere la repressione e la sorveglianza.

Nel loro tentativo di imporre la dottrine “Ordine e Sicurezza”, gli sbirri hanno già fatto irruzione due volte (il 23 maggio e il 2 giugno) al Radykalne Ogrody Działkowe (ROD – Radical Allotment Gardens), investigando nella zona, perquisendo le case dei compagni, facendo domande, e controllando documenti.

Vogliamo mandare il messaggio che i compagni in Polonia non sono soli; ecco perché abbiamo esposto uno striscione di solidarietà al Politecnico di Atene (sulla via Stournari a Exarchia), che dice: “Forza ai 3 anarchici arrestati in Polonia, che dal 23/5 sono accusati di tentato incendio di un’autopattuglia di polizia – Fratelli, non siete soli – Quando la solidarietà prende le armi, distrugge confini, Stati, prigioni”.

PIENA SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI ARRESTATI IN POLONIA.

FUOCO E FIAMME PER LE PATTUGLIE DEGLI SBIRRI, LE PRIGIONI E OGNI BERSAGLIO AUTORITARIO.

ONESTI E RETTI CASTIGATORI; UFFICIALI GIUDIZIARI E SECONDINI, SBIRRI, MEDIA, E TUTTA L’ALTRA FECCIA AUTORITARIA: NON AVETE RAGIONI DI DORMIRE TRANQUILLI.

Iniziativa di alcuni individui del gruppo artistico anarchico Ochetos

in inglese, greco e polacco

Polonia: Appello alla solidarietà – Tre mesi di carcere per il blocco di un’espulsione

7-May-demo-in-solidarity-with-poet-Łukasz-Bukowski-544x408Ricevuto il 19 maggio via Rozbrat.org:

Il 27 aprile 2016 Lukasz Bukowski, membre della Federazione Anarchica di Poznan, in Polonia, è stato incarcerato per tre mesi, accusato e condannato per violazione dell’integrità fisica di un agente durante il blocco dell’esplusione di una donna disabile e di suo marito, Katrzyna and Ryszard Jencz, da un complesso di appartamenti a Poznan. Lukasz ha rifiutato di pagare la multa, che è stata trasformata in lavori socialmente utili e successivamente in pena detentiva. Si è presentato in una prigione a Poznan dove trascorrerà i prossimi tre mesi. Lukasz vuole attirare l’attenzione sui trasferimenti e le espulsioni brutali che avvengono ancora non solo a Poznan ma in tutta la Polonia. Si è rifiutato di pagare la multa perché crede che il suo gesto di difendere gli inquilini fosse giusto. Vuole attirare l’attenzione anche sull’iniquo e ingiusto trattamento nei confronti degli inquilini e sulla repressione che colpisce tutte le persone che difendono i loro diritti.

L’espulsione di Ryszard e Katarzyna (che è gravemente malata e si trova in carrozzina da anni) è avvenuta il 25 ottobre 2011. Nonostante le gravi condizioni di Katarzyna siano visibili, la corte che ha emesso l’avviso di espulsione non ha assegnato loro una casa popolare (obbligatorio per legge, ma la corte rifiuta spesso di farlo a causa della carenza di case popolari). Quindi la coppia era stata di fatto buttata in strada.

Un ampio spiegamento di forze di polizia è stato mobilizzato e si è presentato davanti l’edificio poche ore prima dell’espulsione, bloccando l’accesso al palazzo e all’appartamento. Una settantina di attivisti hanno cercato di bloccare l’espulsione. Si sono unite anche delle persone che abitano nel quartiere, ma alla fine Katarzyna Jencz è stata trasportata fuori dall’edificio in barella a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute. Il notaio ha quindi pignorato l’appartamento.

Durante il blocco sono state fermate tre persone, compreso Lukasz. Afferma che le accuse cui deve fare fronte non sono giustificate e che la sua condanna è una forma di vendetta per la sua resistenza sociale. La polizia ha anche accusato altre due persone di aver tenuto un presidio non autorizzato, ma sono stati entrambi assolti.

Ogni anno le corti polacche emettono tra 30,000 e 40,000 avvisi di espulsione. I notai s’incaricano di circa 8,000 espulsioni; sono spesso accompagnati dalla polizia. Altre persone che hanno ricevuto l’avviso di espulsione lasciano semplicemente il loro appartamento prima dello sfratto. La principale causa deglli sfratti è il debito in aumento a causa degli affitti alti, delle bollette di luce e gas, basso reddito e forme di impiego precarie, così come l’assenza di servizi sociali. Spesso gli inquilini espulsi non ottengono il diritto a una casa popolare. Le autorità non riconoscono l’obbligo costituzionale a fornire una casa popolare alle persone nelle condizioni economiche peggiori, persone malate e disoccupate. Il caso di Katarzyna e Ryszard Jencz è uno dei più spaventosi, in quanto ha mostrato la spietatezza degli sfratti e dei trasferimenti da parte delle autorità cittadine che spesso rappresentano gli interessi di proprietari e imprenditori.

Come movimento riteniamo che Lukasz sia un prigioniero politico, un prigioniero di coscienza, che chiede rispetto per i diritti degli inquilini e chiede che le espulsioni abbiano fine. La sua incarcerazione segna l’inizio di un’altra campagna contro gli sfratti, i trasferimenti illegali e la violazione dei diritti degli inquilini. Insieme a Lukasz chiediamo la fine delle espulsioni e il cambiamento dell’ingiusta politica di alloggi popolari che provoca un gran numero di tragedie umane. Le vittime di questa politica sono spesso le persone più povere. Chiediamo alle autorità di Poznan di fermare i 250 sfratti dalle case popolari che hanno annunciato di effettuare fino a novembre e di garantire a ogni abitante di questa città un posto dove vivere. Mostrate una reale volontà di cambiare la politica dell’alloggio sociale!

Allo stesso tempo facciamo appello a tutte le persone che partecipano al movimento anarchico e per i diritti degli inquilini a dimostrare la loro solidarietà con Lukasz, tutti gli inquilini espulsi e le vittime della violenza della polizia.
Basta con la violazione dei diritti degli inquilini! Stop alla violenza della polizia! Stop agli sfratti!

Scrivete a  Łukasz (parla inglese):
Łukasz Bukowski s. Zbigniewa
Zakład Karny Gorzów Wielkopolski P-2
ul. Podmiejska 17
66-400 Gorzów Wlkp.
Polonia

in inglese

Varsavia, Polonia: Tre anarchici in preventiva accusati di tentato attacco esplosivo

3warsaw-544x381Nelle prime ore del 23 maggio 2016, tre anarchic* sono stati arrestati nei pressi di un parcheggio nel quartiere Włochy, a Varsavia, per, sembra, aver piazzato un ordigno esplosivo artigianale sotto l’automobile di un poliziotto, nel tentativo di attaccare il commissariato locale. I/Le tre compagn* – di 17, 31 e 35 anni – si sono rifiutat* di testimoniare e hanno negato tutte le accuse a loro carico. Almeno un* di loro è stato picchiat* durante il fermo.

Lo stesso giorno, la zona occupata di Radykalne Ogrody Działkowe (Giardini Radicali) ha subito un’incursione, è stata ispezionata e ripetutamente ‘visitata’ dagli sbirri che hanno controllato i documenti di tutte le persone presenti e hanno cercato di interrogare i giardinieri. (Il 2 giugno gli sbirri hanno di nuovo ‘visitato’ il ROD.)

Gli arresti hanno provocato la frenesia dei media. I/Le tre anarchic* sono stati descritt* come terrorist*, e fin dal principio sono state pubblicate le loro foto. Si trovano in carcere preventivo, dove resteranno per i tre mesi che li separano dal processo. Rischiano fino a 8 anni di carcere.

I tre squat di Varsavia – Syrena, Przychodnia e ROD – e diversi altri collettivi della comunità anarchica e di giustizia sociale polacchi (leggi qui le firme) hanno diffuso una lettera aperta in solidarietà con i/le tre arrestati – dichiarando, fra le altre cose, che tutto questo accade in un momento in cui le autorità polacche spingono per il varo di una nuova legge anti-terrorismo sostenuta dal partito PiS (Legge e Giustizia) al potere.

Un’altra dichiarazione è stata rilasciata da Łukasz Bukowski, anarchico imprigionato a Poznań, che incita i/le compagn* a essere solidal* con i tre arrestati.

I prigionieri hanno anche il sostegno del portale di contro-informazione Grecja w Ogniu.

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Il 1° giugno, nella città di Poznań è stato appeso uno striscione, accompagnato da queste parole:

A uno dei cavalcavia di Poznań’ abbiamo appeso uno striscione in solidarietà con i/le tre anarchic* incarcerat* a Varsavia.

La nostra solidarietà agli/lle arrestat*. Non siamo d’accordo né con la manipulazione dei media e della polizia, né con l’atteggiamento di parti del milieu, che nel caso di vera repressione isola e critica chi è in carcere, pur dichiarando in ogni corte LA SOLIDARIETÀ È LA NOSTRA ARMA.

Sosterremo sempre chi viene colpito dalla violenza della polizia e chi ci si oppone fermamente!

in inglese

Cracovia: Striscioni di solidarietà con le Cellule di Fuoco (sotto processo in Grecia), e Sonja e Christian (sotto processo in Germania)

Alcuni dei nostri compagni del progetto di contro-informazione Grecja W Ogniu (“Grecia in Fuoco”) in Polonia hanno alzato striscioni per le strade di Cracovia, dichiarando “amore, forza e solidarietà” con i prigionieri anarchici politici in Germania, Grecia, Cile, Italia e Messico…

Libertà per i combattenti rivoluzionari Sonja Suder e Christian Gauger, perseguiti dallo Stato tedesco per l’attacco alll’industria nucleare
Forza, amore e solidarietà con i bombarolli presi ostaggio dal sistema in Italia, Grecia, Messico, Cile
Solidarietà e libertà agli anarchici rivoluzionari dell’O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco (FAI / IRF) ed a Theofilos Mavropoulos

Prigioni greche: L’anarchico Andrzej Mazurek, che era stato l’ultimo detenuto della rivolta del Dicembre 2008, è stato estradato in Polonia

Testo di solidarietà da altri detenuti in Grecia

Il 7 Dicembre 2012 l’ultimo pezzo dell’azione penale riservata dallo Stato Greco contro l’anarchico Andrzej Mazurek è stato svolto. Andrzej è stato arrestato nel Dicembre del 2008 per il suo coinvolgimento nella rivolta. Dopo quattro anni di prigionia nelle carceri greche, le autorità greche e polacche hanno dimostrato un zelo notevole nelle rispettive procedure e lo hanno consegnato alla Polonia, dove sarà tenuto prigioniero visto che sia stato trovato colpevole di accuse che sono sorte solo dopo il suo arresto ad Atene.

Questi quattro anni di reclusione del compagno sono una applicazione pratica della dottrina anti-insurrezionale che lo Stato greco ha adottato dopo l’esplosivo Dicembre 2008. Il tempo che Andrzej abbia trascorso in carcere era sproporzionato con i termini della sua condanna (la quale è scesa ad otto anni di carcere da quando alla Corte d’Appello), ma anche rispetto al resto delle pene detentive che erano state imposte e scontate dai partecipanti alle rivolte. Tuttavia, questo fatto rivela anche la ricerca ardente del Potere di inviare un messaggio chiaro sia all’interno che all’esterno dei suoi territori. Chi potrà mai dimenticare i proclami del governo e delle sue fogne giornalistiche per quanto riguarda gli “anarchici che vengono dall’Europa per distruggere la Grecia”, dichiarazioni che esprimevano la paura, ma anche la volontà di schiacciare la solidarietà internazionale che era stata sviluppata.

Allo stesso tempo, la storia della prosecuzione contro Andrzej-che ha portato alla sua estradizione con una procedura sommaria, dimostra la coerenza transnazionale repressiva verso il nemico interno. Nello stesso tempo, che gli stranieri rimangono in qualche prigione o qualche centro di detenzione mese dopo mese, in attesa di deportazione dopo la scadenza della loro pena, le autorità polacche e greche sono riuscite a prolungare la carcerazione di Andrzej seguendo una procedura esplicita. Negandoli la prima richiesta di liberazione condizionale -nonostante il fatto che egli aveva di gran lunga completato i 2/5 della sua condanna- guadagnavano tempo settimana dopo settimana al fine di rendere tutte le misure necessarie in modo che egli non sarebbe stato rilasciato dal carcere anche per un solo giorno.

Gli inviamo la nostra solidarietà e i nostri saluti ribelli in Polonia, dove è ora un ostaggio, e ripetiamo le sue stesse parole:

Ci vediamo in giro per le strade, a rompere ancora una volta la vetrina della pace sociale…

Non possiamo lasciare solo nessun compagno nelle mani dei meccanismi repressivi

SOLIDARIETÀ CON ANDRZEJ MAZUREK

Detenuti nelle carceri greche:
Babis Tsilianidis, Alexandros Mitroussias, Kostas Sakkas, Giorgos Karagiannidis, Akim Markegai, Vasilis Karandreas, Nikos Evangelou, Panagiotis Koutsopoulos, Nikos Sakkas, Kostas Faltsetas, Elias Karadouman, Marinos Mitsopoulos, Dimitris Giotsas, Charalambos Avramidis, Panagiotis Georgakopoulos, Christos Tsonaros, Yannis Gelitsas, Makis Gerakis, Mustafa Ergün, Michalis Ramadanoglou, Michail Tzoumas, Konstantinos Mamoutis, Vangelis Kalamaras, Panagiotis Hadjigeorgiou, Mitev Georgi, Georgiev Rishi, Angelos Kostopoulos, Spyros Stratoulis, Rami Syrianos

Testo originale in greco / testi relativi in polacco

Grecia-Carceri di Larissa: Respinta la richiesta di Andrzej Mazurek per la libertà condizionale

Dopo l’udienza d’appello del 11 Giugno 2012, la detenzione di Andrzej è stata ridotta a 8,5 anni. Dal momento che aveva già completato due quinti della pena, egli aveva il diritto di essere rilasciato. Tuttavia, ai primi di Luglio 2012 – grazie al compagni della Redakcja Portalu Baader-Meinhof (raf.espiv.net, Polonia) ed il Fondo di Solidarietà e di Sostegno Finanziario ai Combattenti Imprigionati (tameio.espiv.net, Grecia) – è stato confermato che Andrzej Mazurek era ancora nelle carceri di Larissa.

Ecco l’ultimo aggiornamento in greco (28 Settembre):

L’unico prigioniero del Dicembre 2008 si affaccia alla rappresaglia giudiziaria

Andrzej Mazurek, prigioniero di origine polacca, è stato arrestato durante la rivolta del Dicembre ’08. Circa un mese fa, ha chiesto per la seconda volta (dopo il processo d’appello) che la sua richiesta di libertà condizionale dalle carceri Larissa sia concessa. Ha fatto i 2/5 della sua pena di 8 anni in carcere (condannato per possesso ed uso di esplosivi, ecc) ed abbia esposto la buona condotta in carcere (contestato soltanto di un reato disciplinare minore, del cui il termine di prescrizione è scaduto). Anche se la liberazione anticipata è concessa senza ostacoli particolari in altri casi simili, il trattamento discriminatorio ed illecito delle autorità prevale nel caso di Andrzej.

Nessun compagno lasciato solo, né in prigione, né da nessuna parte.

Poznan, Polonia: manifestazione antifascista

Oggi il 30 Giugno in Poznan ha avuto luogo una manifestazione anti-razzista con lo slogan “Tagliare l’ossigeno all’estrema destra”. Oltre 150 persone hanno marciato per le vie del centro della città per mostrare la loro opposizione ai tentativi di gruppi neofascisti a stabilire una presenza negli spazi pubblici.

La folla ha scandito slogan anti-razzisti e anti-fascisti, ha informato i passanti  circa la minaccia dei gruppi marginali ma violenti dell’estrema destra come ONR Wielkopolska “Patrioti” e nazionalisti “autonomi”. iI manifestanti hanno distribuito inoltre volantini sul boicottaggio dei posti “Guesthouse” e “U Honzika” gestiti da Macieja Witzberga e Jana Iżyckiego che stanno usando i loro locali per sponsorizzare gruppi d’azione fascisti e fornirli spazio per le loro riunioni. Maciej Witzberg personalmente ha preso parte all’attacco contro il Festival DIY su Rozbrat (che abbiamo descritto qui in polacco).

I manifestanti hanno anche evidenziato l’ipocrisia dei Nazionalisti Autonomi, che manifestavano oggi, “in omaggio agli eroi del Poznan del Giugno ’56“. Non c’è da stupirsi che non sono apparsi nelle celebrazioni dei lavoratori al cancello della fabbrica Cegielski. Sono interessati solo alla promozione delle loro opinioni malate, che sono basate sul odio e l’esclusione sociale, che siano la negazione della libertà.

I partecipanti della manifestazione hanno annunciato che ogni tentativo di diffondere queste idee e “ricette” per risolvere i problemi sociali, sarà accolto con la risposta che merita. In Poznan, nonché in qualsiasi altro posto non c’è spazio per la diffusione di ideologie totalitarie!

fonte

Grecia: Libertà per anarchico Andrea Mazurek, da 3,5 anni imprigionato in attesa in seguito ad un processo con accuse prefabbricate

André è uno dei migliaia di partecipanti ribelli nella rivolta del Dicembre ’08. La data del suo processo d’appello si sta avvicinando.

Lunedì, 11 Giugno 2012, Corte d’Appello di Atene, Via Loukareos.
Richiamo di raduno di solidarietà con André, ultimo prigioniero della rivolta del Dicembre ’08.

Qui Andrea stesso presenta una serie di circostanze che hanno portato al suo arresto e carcerazione (testo originale in polacco)

Manifesto di solidarietà in polacco

Indirizzo attuale in carcere:

Αντρέ Μαζούρεκ / André Mazurek
Filaki Larissas, B Pteriga (Larissa Prison, 2 ° Braccio)
Larissa 21110, Ελλάδα/ Grecia

Lettera di Andrea Mazurek dal carcere

Dopo 3,5 anni

Per 3,5 anni sono un prigioniero nelle carceri greche, più precisamente dal 2008-11-12 durante i conflitti che seguirono l’assassinio di Alexandros Grigoropoulos ad Exarchia. Mi chiamo Andrea Mazourek e mi trovo in Grecia dal 2007, precisamente dal mese di Maggio. Sono venuto dalla Polonia ed a causa di ignoranza della lingua greca ero impiegato a lavori saltuari, così e mentre ero 1,5 anni qui, ho sentito, come tutti noi, l’assassinio di Alexis, e in questo modo ho ritenuto opportuno a scendere nel centro di Atene e unire la mia rabbia con tutti gli altri che erano scesi in strada per lo stesso scopo.

L’11-12-2008 mentre camminavo con altre persone sull’angolo delle vie Solonos e Stournari verso l’Università del Politecnico siamo circondati dai maiali della squadra antisommossa ( M.A.T. ) e da sbirri in borghese, i quali hanno cominciato a picchiarci, ci hanno arrestato, ci hanno portato alla stazione centrale della polizia di Atene ( G.A.D.A. ) e da lì, mentre ero già diventato per due volte un sacco da pugilato, ci hanno condotto in detenzione al settimo piano dell’edificio. La mattina dopo e venuta un’impiegata dall’ambasciata Polacca per contribuire al lavoro di indagine dei poliziotti, in seguito all’interesse su di me da parte dell’autorità polacche per la mia azione sovversiva. L’ambasciata Polacca ha riportato erroneamente alla stampa che  sono arrivato in Grecia per partecipare ai conflitti della rivolta…

Poi il giorno successivo, ossia il 12-12-2008 mi hanno portato davanti al giudice istruttore che mi ha annunciato le accuse, tentato omicidio, esplosione, fabbricazione e possesso di esplosivi, senza neanche le possibilità di difendermi, visto che il traduttore era un arabo! che parlava il greco e polacco in modo rotto, e non veniva dall’ambasciata. Gli Stati mostrano come possono collaborare bene di fronte al nemico interno…Le richieste del giudice istruttore di trasferirmi in ospedale dopo la fine della procedura non sono mai state realizzate. Dopo il mio arrivo alle carceri di Korydallos i secondini si sono precipitati su di me gridando che bruciavo le loro auto e mi hanno messo in un raggio dove nessuno parlava polacco per aiutarmi ad essere trasferito all’ospedale. Ogni volta che chiedevo un medico mi veniva dato un semplice antidolorifico ( DEPON ). Una settimana dopo mi hanno annunciato che avevo un’altro mandato di cattura in Polonia…

Di settimana in settimana il tempo è passato e le ferite sono state chiuse, ma la rabbia è rimasta in me per tutti quei 3,5 anni che sono un’ostaggio delle celle democratiche. L’11-6-2012 verrò processato presso la Corte d’Appello di Atene in via Loukareos dal momento che sono già condannato ad 11 anni di reclusione. Per questo motivo chiedo la vostra solidarietà, se e con il modo in cui la consideriate necessaria…

Dichiaro inoltre che non ho dimenticato tutti quelli che mi hanno colpito, mi hanno messo in carcere e continuano a negarmi la mia libertà, mentre l’assassino di Alexandros, Saraliotis, è stato rilasciato e da più di un’anno circola libero!

Daremmo di nuovo appuntamento nelle strade con tutti coloro che non hanno dimenticato, hanno bruciato e rotto le vetrine dell’ipocrisia di questo mondo invecchiato, hanno combattuto e continuano a combattere. Non posso essere al loro fianco, continuate per tutti coloro che sono in carcere e non sulle strade, continuate per Alexandros Grigoropoulos.

LA SOLIDARIETÀ E L’ARMA DEL POPOLO, GUERRA ALLA GUERRA DEI CAPI

Andrea Mazurek, prigioniero alle carceri di Larisa.

Katowice, Polonia: Proteste contro il Congresso Economico Europeo

Il quarto Congresso del Commercio Europeo (EEC) si terrà dal 14 al 16 Maggio 2012 a Katowice. L’importanza di questo evento è dimostrato dal fatto che in breve periodo si è guadagnato il titolo di “più importante evento economico del Centro Europa”. Durante il Congresso, un gruppo di alcune migliaia di membri della classe politica Polacca e straniera discuteranno dei prblemi chiave legati all’economia, dietro le spalle dei comuni cittadini d’Europa. E’ significativo che importanti questioni economiche e sociali che interessano lo sviluppo dell’Europa vengono discusse alle nostre spalle ed i risultati siano forniti solo ai media.

Questo evidenzia il fatto che il nostro destino dipende da un gruppo di individui privilegiati. Non possiamo accettare un tale ordine. Quindi, alla luce di questi eventi attivisti della Federazione Anarchica di Slask intende organizzare una manifestazione nazionale. Ciò segnala la nostra resistenza all’idea autoritaria del Congresso Economico Europeo, e perciò la nostra resistenza a tutti i politici privilegiati, alle aziende e imprese, e a tutte le persone ed istituzioni che contribuiscono all’aumentare delle disuguaglianze sociali all’interno del dominante sistema capitalista.

Quì presto nuove informazioni

"scaricate i costi sulla società, e vi prendete i profitti"

Fonte

 

Lublino, Polonia: Azione diretta in solidarietà con i prigionieri politici di tutto il mondo

Negli ultimi giorni di Marzo 2012, abbiamo attaccato con della vernice 3 Bancomat, appartenenti a banche diverse. Il crescente clima di repressione di Stato deve incontrare una nostra maggiore risposta. Un’attacco senza compromessi verso Il Capitale, che portandoci via le ultime conquiste sociali, non può rimanere senza risposta.

La violenza è parte integrante della nostra vita, nascosta dietro una maschera di astratte relazioni sociali; spinti nei ghetti della povertà, riempiendo le celle delle prigioni, vivendo nei quartieri poveri del “terzo mondo”. Non abbiamo illusioni al riguardo. Verremo dalle tenebre della notte e attaccheremo gli obiettivi statali e capitalisti, ogni volta più violentemente e con la forte convinzione della giustezza delle nostre azioni.

Rivolgiamo le nostre parole anche verso coloro che hanno posizioni moderate, che cercano di censurare concetti di lotta diversi. I nostri sogni rimangono illegali, NOI rimaniamo illegali. Non c’è posto per noi nella macchina capitalista. Non ci riconosciamo in nessuna miserabile manifestazione. Non facciamo progetti politici a lungo termine. Non chiediamo ai capi ed ai governanti dei piccoli compromessi. Vogliamo un’immediato cambio, guardando verso il successivo, creando cellule in grado di fornire una risposta adeguata alle nostre umiliazioni quotidiane.

Dedichiamo quest’azione simbolica ai combattenti sotto processo di Lotta Rivoluzionaria e della Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Al compagno Tortuga che rimane imprigionato nelle segrete dello Stato Cileno. A Eat e Billy, prigionieri dello Stato Indonesiano. A Stella Antoniou che sta affrontando problemi di salute, e a tutti i prigionieri politici di tutto il mondo.

Onore al compagno Lambros Foundas, ucciso dai proiettili dei poliziotti.

Night Aurora

In Polacco

Varsavia, Polonia: Operazione repressiva contro lo squat Elba

Lo squat Elba e’ stato attaccato il 16 Marzo da una societa’ di sicurezza privata, che ha ricevuto l’assistenza da parte della polizia. Il tentativo di sfratto e’ arrivato con totale sorpresa per le persone che vivono nell’Elba. L’Elba e’ il piu’ grande e piu’ antico centro sociale attivo di Varsavia.

Lo sfratto e’ stato una sorpresa visto che la presenza degli occupanti in questo luogo e’ stato accettato dalla compagnia Stora Enso ( la proprietaria) dopo le proteste di 2 anni fa’. Nessuno e’ stato informato della prevista data dello sfratto.

Poco dopo le 11.00 le guardie di sicurezza assunte dalla società di sicurezza chiamata “Skrzecz” hanno fatto irruzione nell’edificio. Non hanno presentato un mandato di sfratto ed hanno usato violenza nei confronti degli abusivi al fine di costringerli a lasciare la proprietà. Gli occupanti hanno resistito ed una persona si è barricata nella sua stanza e almeno altri sei hanno occupato il tetto dell’edificio. Gli occupnti hanno emesso un appello urgente di aiuto e solidarietà. Le unità della polizia sono arrivate subito sul posto. Il fatto che lo sfratto fosse illegale è stato ignorato dalla polizia che invece ha iniziato a bloccare la manifestazione di solidarietà.

Dopo poche ore c’erano circa 100 i manifestanti che hanno cercato di fermare lo sfratto, hanno affrontato circa 30 poliziotti antisommossa che appoggiavano la società di sicurezza. I manifestanti si sono scontrati con la polizia che ha usato gas lacrimogeni contro i manifestanti, senza alcun preavviso, ma non ci sono stati gravi scontri. Col passare del tempo altre unità della polizia sono arrivate nella zona cosicchè i dimostranti e gli occupanti si sono trovati circondati. Poco dopo le 18.00 la polizia ha dato l’ordine di disperdersi ed ha iniziato a rimuovere i giornalisti dalla zona. Sembrava che potresse essere  l’inizio di uno sgombero brutale. Tuttavia, per la sorpresa dei manifestanti la polizia e le guardie di sicurezza hanno lasciato la zona alle 8 di sera.Ciò ha permesso alla gente di entrare nello squat e di rioccuparlo.

L'Elba rimane

Il giorno dopo l’Elba ha rilasciato una dichiarazione dove ha condannato l’azione della polizia e della società di sicurezza. E’ stato fatto sapere che il proprietario dell’area ha dato agli occupanti una settimana di tempo per andarsene. L’Elba chiede sostegno internazionale al fine di prevenire ulteriori attacchi. La manifestazione in difesa dello squat è prevista per il 23 Marzo in centro città (Varsavia).

Anche il collettivo Anonymous ha attaccato il sito web della società di sicurezza e le sue caselle di posta elettronica. Il sito è stato bloccato come azione simbolica di solidarietà.

Fonti: 1, 2, 3

Polonia: Incontro per una controffensiva anti-capitalista

Lo scorso week-end (3-4/03), membri di varie organizzazioni anti-capitaliste d’Europa hanno visitato il territorio controllato dallo stato polacco per partecipare ad un incontro internazionale in relazione ad una nuova controffensiva contro il Capitale e i governi. Gli attivisti, soprattutto membri di gruppi anarco-sindacali e anti-autoritari, sono venuti da diversi paesi, come Grecia, Italia, Austria, Ucraina, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo. Per ragioni di sicurezza, il luogo della riunione non e’ stato comunicato.

La riunione si e’ incentrata sulla strategia delle crescenti proteste pubbliche e sull’azione diretta in Europa. Tra i molti argomenti, gli attivisti hanno parlato su come trovare punti deboli nella struttura delle autorita’ locali, il modo per effettivamente condurre azioni dirette contro le banche e le corporazioni, e su come fornire sicurezza contro la repressione della polizia durante le manifestazioni di massa. Le persone hanno anche parlato delle tecniche delle polizia (nei diversi paesi) usate per reprimere le sommosse, e altre questioni legate alla sicurezza delle infrastrutture della rete e le strutture organizzative decentrate. L’Assemblea ha stabilito i metodi di impatto del sistema di ingiustizia capitalista.

La protesta ” Days of Rage” che si terra’ il 31 Marzo a Varsavia fara’ parte di una nuova controffensiva. Molto probabilmente, ci saranno piu’ azioni dirette in quattro o cinque dei paesi sopra citati durante quella giornata.