Tag Archives: Uruguay

Atene: Azione davanti all’ambasciata dell’Uruguay nel quartiere di Kifissia

urug26.02.16-1-768x417urug26.02.16-2-768x606urug26.02.16-4-768x576urug26.02.16-7-768x576urug26.02.16-10Venerdì pomeriggio, 26 febbraio 2016, un’iniziativa di individui dello squat Themistokleous 58 a Exarchia e di compagn* solidali – quasi una ventina di persone in tutto – si è radunata davanti all’ambasciata dell’Uruguay a Kifissia (uno dei quartieri agiati nel nord di Atene) in risposta all’appello internazionale per una settimana di azioni contro l’espulsione del centro sociale autonomo La Solidaria a Montevideo. Abbiamo spiegato uno striscione, lanciato volantini e cantato degli slogan in diverse lingue, interrompendo anche solo in maniera simbolica la normalità borghese di Kifissia, e chiarito ai funzionari dello Stato uruguaiano che i/le nostr* compagn* di Montevideo non sono sol*.

Forza a chi difende lo squat La Solidaria!

Lotta anarchica ovunque!

in inglese, greco

urug26.02.16-11urug26.02.16-13urug26.02.16-12urug26.02.16-9-768x700urug26.02.16-14-768x576

Montevideo, Uruguay: Manifestazione contro lo sgombero dello squat La Solidaria

e-768x511
No allo sgombero de La Solidaria // In difesa degli spazi autonomi
h-768x511
No allo sgombero

Mercoledì sera, 24 febbraio 2016, un gran numero di persone si sono riunite in piazza Libertad nel contesto della settimana internazionale di azione contro l’espulsione del centro sociale autonomo La Solidaria. Dopo le 19h, compagn* che scandivano “No all’espulsione della Solidaria” e tenevano diversi striscioni in difesa degli spazi autonomi hanno cominciato a manifestare nelle strade di Montevideo e sono avanzati fino all’angolo tra viale Fernández Crespo e via Cerro Largo, dovì’è situata La Solidaria.

Davanti la porta dello squat è stato letto un testo che finiva con queste parole:

“Non un solo passo indietro!
Non trattiamo niente, vogliamo tutto!
Oggi e sempre: contro ogni autorità!
La Solidaria resiste!”

Altre foto della manifestazione qui.

in inglese, greco

[22-28 Febbraio]: Settimana internazionale di agitazione contro lo sgombero del centro sociale La Solidaria

22_28_italianoLa Solidaria è un centro sociale autonomo aperto dal 2012, momento in cui è stato occupato per costruire uno spazio che servisse come strumento per praticare la nostra propria autonomia e lo sviluppo della lotta sociale.

A fine ottobre dell’anno scorso è arrivata la minaccia di sfratto, invitandoci a lasciare il posto, ma come quando ci hanno provato nel 2013, non sarà così facile…

Abbiamo difeso e difenderemo il posto, non per l’importanza dello spazio edilizio, ma perché da lì promoviamo codici e valori opposti a quelli che impongono lo Stato ed il Capitale. Promuoviamo invece rapporti basati sulla solidarietà, l’autogestione, l’orizzontalità e l’azione diretta. Ci consideriamo parte dal conflitto sociale, parte degli sforzi più ampi di trasformare la realtà, finirla col mondo basato sul denaro, e creare un mondo basato sulla solidarietà e la libertà.

La stampa s’è già messa al servizio dello stato e degli speculatori, che hanno acquistato la casa, per propiziare lo sgombero. Siamo in momenti decisivi, l’ultima settimana di febbraio si prenderà una decisione sullo sgombero.

Ecco perché chiediamo una settimana di azione in solidarietà con lo spazio, una settimana di agitazione contro lo sgombero del centro sociale autonomo La Solidaria.

Ogni colpo ci rassicura nel nostro cammino e ci rende più forti. Di fronte alle minacce di sgombero: più resistenza e più azione!

La solidarietà non conosce frontiere, giù le mani dai nostri centri sociali!

Assemblea del centro sociale autonomo La Solidaria.
lasolidaria@mail.com

Grecia: Passeggiata anarchica nel centro di Atene

Il 7 novembre 2015 a mezzogiorno, tra la folla del sabato, alcun* di noi hanno effettuato un’azione nel quartiere di Exarchia e le strade vicine nel centro di Atene, a Monastiraki e Thissio, con la volontà di esprimere la nostra solidarietà con i/le compagn* che subiscono la repressione in diversi angoli del mondo, e in particolare i territori di Brasile, Uruguay e lo Stato Spagnolo.

polytechnic_la_solidaria2-1024x712
Solidarietà con lo «La Solidaria», Montevideo – Dall’Uruguay alla Greece, siamo la stessa resistenza
polytechnic_estadoes1
Forza ai/lle compagn* perseguitat* – Sempre a testa alta
polytechnic_poa1-1024x768
Non un passo indietro nella lotta femminista – Solidarietà con le compagne di Porto Alegre, Brasile
exarchia-sq_poa_2-1024x768
Nessun attacco misogino senza reazione – Solidarietà con le compagne di Porto Alegre, Brasile
thissio_poa2-1024x768
Nessun attacco misogino e razzista resterà senza risposta – Morte allo Stato – Lunga vita all’anarchia

Abbiamo esposto striscioni in portoghese, inglese, spagnolo e greco ai cancelli del Politecnico di Atene sulle strade di Patission e Stournari, sulla piazza di Exarchia, e di fronte la stazione del metrò a Thissio.

athens_feminismos-1024x768
Attento patriarca, attento sessista… i femminismi scuotono la terra intera
athens_contra-machismo-racismo-1024x768
Qui viviamo la violenza ogni giorno, con ogni machismo, con ogni razzimo
athens_anticop-1024x768
Ero giovane e disoccupata… Sono diventata una ruffiana che si è unita alla polizia
athens_antipatriarchy2-1024x768
Né sessismo né transfobia, fanculo tutti i criminali in uniforme e il patriarcato
athens_contra-misoginia-1024x768
Lotta libertaria e internazionale, spezziamo la misoginia nelle strade
athens_liberaciontotal2-1024x768
La liberazione sarà totale, calci e ceffoni per ogni stupratore
athens_ntou-1024x768
Siamo numerosi e siamo ovunque, assalteremo le città-prigioni
athens_gr_br2-1024x768
Dalla Grecia al Brasile, abbasso gli stati, lunga vita all’anarchia

Lungo il cammino abbiamo anche lanciato dei volantini (1, 2) in solidarietà con le femministe libertarie in Brasile che hanno reagito con dignità e continuità della loro azione di fronte al violento attacco che hanno subìto da parte dei poliziotti durante il Primo salone del libro  autonomo e femminista a Porto Alegre.

polytechnic_poa1-1024x768

exarchia-sq_poa_2-1024x768

thissio_poa2-1024x768Abbiamo esposto tre striscioni per lo stesso caso; in via Patission: “Nemmeno un passo indietro nella lotta femminista – Solidarietà con le compagne a Porto Alegre, Brasile”; in piazza Exarchia: “Nessun attacco misogino senza risposta – Solidarietà con le compagne a Porto Alegre, Brasile”; e a Thissio: “Nessun attacco misogino e razzista senza reazione – Morte allo Stato – Lunga vita all’anarchia.”

polytechnic_estadoes1L’altro striscione in via Patission è stato messo in solidarietà con chi ha subito un raid, un arresto o è stato inviato in carcere preventivo nelle recenti operazioni processuali nello Stato Spagnolo: “Forza ai/lle compagn* perseguitat* – Sempre a testa alta.”

polytechnic_lasolidaria1-1024x768Al cancello d’entrata in via Stournari abbiamo appeso uno striscione in solidarietà col centro sociale autonomo La Solidaria a Montevideo, Uruguay, attualmente minacciato di espulsione dal nuovo proprietario perché, secondo l’avviso di espulsione, l’edificio è “occupato in maniera precaria da un gruppo anarchico.” Lo spazio, libero da febbraio 2012, è stato ancora una volta obiettivo della repressione, in quanto il progetto – tra gli altri – resiste ai piani di urbanisazzazione e di speculazione immobiliare del quartiere. Lo striscione dice: “Solidarietà con lo squat «La Solidaria», Montevideo – Dall’Uruguay alla Greece, siamo la stessa resistenza.”

in inglese, greco, tedesco, spagnolo, portoghese

[America Latina] Giornata internazionale di lotta per la chiusura di tutti gli zoo

La necessità di intensificare le lotte per chiudere definitivamente gli zoo del mondo intero ci porta a fare questa chiamata: una giornata internazionale di lotta nella quale ogni collettivo/gruppo/coordinamento/individui portino avanti una mobilitazione in base alle proprie possibilità e alla necessità di ogni regione.

Allo stesso tempo, consideriamo estremamente necessario stringere i legami tra le lotte a livello internazionale per rinforzare l’appoggio e la solidarietà.

Da ogni regione ci focalizziamo sull’obiettivo specifico dello zoo della rispettiva zona mediante le azioni che formano parte delle lotte che portiamo avanti costantemente, se fosse per un solo giorno non avrebbe senso. Scegliamo il 24, il 25 e il 26 luglio per collegare le lotte che da ogni luogo cercano di porre fine a questi monumenti al dominio e la mercificazione della vita.

Se nella tua regione si porta avanti una lotta per frenare la reclusione in alcuni zoo e volete partecipare a questa giornata internazionale, non aspettare a scriverci: jornada_internacional@mail.com

Collettivo Animalista “Alza Tu Voz” (Santiago, regione cilena).

Coordinamento per la Liberazione Animale (San José, regione costaricana).

Autoconvocatx per la chiusura dello Zoo (Buenos Aires, regione argentina).

Coordinamento per la chiusura definitiva dello zoo “Villa Dolores” (Montevideo, regione uruguayana).

espagnol // greco

Montevideo, Uruguay: La lotta è nelle strade, non nelle urne

montevideoDire che appaiono ogni cinque anni non è un cliché. Le elezioni municipali si avvicinano e nei loro programmi i politici abbordano un tema comune. Tutt* parlano di un problema che non l* aveva mai interessat* prima: lo zoo Villa Dolores.

Ma cosa è cambiato in questi ultimi tempi perché di colpo si interessino tutt* ai cambiamenti o alla chiusura di questo zoo, e da quali interessi sono spint*? La risposta è chiara: la lotta che viene portata avanti e la quantità di persone che pensano che lo zoo Villa Dolores deve chiudere immediatamente. Non è assolutamente un caso che per anni non abbiano mai menzionato la vicenda e che ora che ci troviamo nel bel mezzo di una campagna per chiuderlo, e che in più si avvicinano le elezioni municipali, tutt* ne abbiano qualcosa da dire.

Nel ventaglio di opportunist* che approfittano della situazione per trarne vantaggio (voti), ce ne sono di ogni tipo, da quell* che ritengono che Villa Dolores debba essere chiuso a quell* che affermano che non si dovrebbe mantenere il modello attuale dello zoo proponendo più o meno la stessa cosa che fa l’amministrazione: una prigione di animali autoctoni.

Mentre questi personaggi a caccia disperata di voti girano tutta la stampa riempiendosi la bocca di quello che farebbero o non farebbero una volta lo zoo nelle loro mani, noi giriamo tutte le vie col pugno levato durante ogni corteo, con i nostri cartelli e i nostri manifesti, decis* a frenare la carcerazione. Mentre loro escono a ripetere i loro slogan vuoti nei loro discorsi, noi mettiamo il tema in discussione attraverso l’informazione dispensata sulle piazze e nei mercati. Mentre loro riempiono la città di manifesti e affreschi con un nome e un numero che non dicono niente, noi lasciamo il segno della lotta con dipinti e attività.

Il motore di questa campagna è la libertà, libertà che non esce da nessuna urna, ma soltanto dalle nostre azioni, quelle che conduciamo ogni giorno, individualmente o collettivamente a fianco di chi partecipa a questa lotta. Non quelli che ne parlano per ottenere qualcosa in cambio, non quelli che si battono per il potere.

Nessuno li chiama, ma compaiono sempre. Come la traiettoia di una cometa vista dalla Terra, questo fenomeno si ripete con precisione matematica, ogni cinque anni in questo caso, intervallo durante il quale i politici si aggrappano ovunque possono per ottenere qualche voto; ora si tratta della lotta per chiudere lo zoo, ieri era quella contro la mega-mina Aratirí, e se risaliamo nel tempo, non finisce mai.

Mentre il riformista Álvaro Garcé si fa propaganda attraverso il suo ambizioso piano di apportare qualche cambiamento allo zoo, e mentre gli opportunisti Virginia Cardozo, Edgardo Novick e Daniel Martínez tentano di raccattare qualche voto con la favoletta di voler chiudere lo zoo, la lotta non si ferma un solo secondo.

Una cometa passa e rimane lontana, ed è tutto quello che ci si deve aspettare dalle elezioni municipali, che passino, perché non hanno niente a che vedere con la lotta.

Né con i/le riformist*, né con gli/le opportunist*.

La lotta si svolge in strada, non nelle urne.
Le riforme non ci fermeranno, faremo chiudere Villa Dolores!

Coordinazione per la chiusura dello zoo Villa Dolores
Montevideo, Aprile 2015.

francese

Montevideo, Uruguay: Liberazione di conigli dalla facoltà di veterinaria

All’alba del 1° dicembre una cellula del Fronte di Liberazione Animale è entrata nella facoltà di veterinaria ed è riuscita a salvare due conigli che sarebbero stati utilizzati come oggetti di sperimentazione.

Abbiamo lasciato sul posto alcuni volantini in cui si manifestava il nostro rifiuto per la privazione di libertà, per lo sfruttamento e per qualunque pratica specista.

La scienza, il “progresso”, il capitale… tutto questo sta lasciando vittime sul suo cammino, ed è tempo di finirla.

La legge non significa giustizia e non ci rappresenta.

Continueremo finchè tutte le gabbie non saranno vuote e distrutte.

Liberazione Animale!

fonte : vivalaanarquia

Uruguay: comunicato di alcuni anarchici

stonethrowingLo Stato-Capitale va avanti con tutto il suo apparato tecnologico poliziale sempre più veloce per controllare/monitorare/legiferano/commerciare/oltraggiare ad ogni abitante della Terra e a questa stessa.
Tuttavia, i suoi miserabili valori di concorrenza e resignazione non sono stati inclusi per tutta la popolazione.

Ancora esistono codici in alcuni quartieri dove non c’è spazio per quelli strisciano né polizie, ancora è praticata la solidarietà, ancora esiste la lotta digna e sincera di coloro che non commerciano con i carnefici, eppure ci sono vicini che si organizzano orizzontalmente in assemblee per provare, per esempio, fermare i progetti che causano danni irreversibili al luogo in cui viviamo.

Circa gli eventi del 14/8.

Come ogni anno, la FEUU (gremio più che ufficiale) e altre associazioni studentesche chiamarono alla classica mobilitazione dove, in accordo alla loro mentalità di poliziale in modo che tutto succedese in perfetto e tranquillo ordine,  contando con le bande e altri informatori pronti a reprimere qualsiasi espressione diversa, anche una semplice canzone … non tutti si sono rasegnati a unirsi all’inerte corteo degli studenti. Decine di persone hanno deciso di uscire dal cerchio e di attaccare alcuni simboli con cui lo Stato-Capitale ci violenta quotidianamente e sistematicamente.

Contro la repressione, solidarietà e azione Continue reading Uruguay: comunicato di alcuni anarchici

Uruguay, comunicato della solidaria: continua la repressione della polizia

zozo1Nella mattinata di venerdì 10 maggio diversi agenti di polizia, venuti in quattro macchine pattuglia, hanno cercato di aprire la porta della solidaria, con calci, insulti e minacce. Diversi compagni e vicini di casa stavano avvicinando il luogo, situato in Fernandez Crespo e Cerro Largo fino a quando le forze repressive dello Stato hanno dovuto ritirarsi.

Come era previsto, sono tornati, questa volta il Lunedì 13 maggio, anche la mattina, chiedendo -senza l’avviso di garanzia- che qualcunx dello spazio si presentasse alla stazione di polizia corrispondente per testimoniare circa la concentrazione fino alla chiesa della congregazione evangelica tedesca tenutasi il Giovedi, 2 maggio.

Giovedì, 16 maggio circa le nove della notte, quattro poliziotti picchiano alla porta chiamando ad un compagno -questa volta con l’avviso di garanzia- per andare a testimoniare.

Il Sabato, 18 maggio al mattino il compagno ha stato circa tre ore ricevendo domande non solo sulla concentrazione, ma anche su questioni legate ai gruppi che si incontrano nello spazio. Anche domande su le loro idee, per esempio, le hanno chiesto se lui è un anarchico, lasciando chiaro la natura dell’interrogatorio. Non solo domande, ma anche minacce di ogni tipo, tra cui un raid preceduto da una falsa accusazione creata da loro stessi basata nella bocca di pasta base nella casa.

La natura illegale del tentato sgombero e le chiamate a testimoniare, senza gli avvisi non ci sorprendono né è il punto a dove sono dirette le nostre proteste. L’azione illegale della polizia, la corruzione e l’arroganza sono parte dello stesso stile di vita che gli sfruttatori, i potenti ed i loro difensori portano avanti. Le forze repressive dello Stato non compiono altra funzione che quella di umiliare, picchiare, minacciare, rinchiudere e generare paura a tutti quelli che non gli servono nel loro mondo.

Noi non ci sintiamo vittime di niente, siamo orgogliosi di difendere uno spazio che abbiamo creato come strumento per promuovere un mondo in cui i rapporti non sono regolamentati dal potere e denaro.

Sappiamo bene che questo non solo significa un tentativo di sgombero da parte della Congregazione della Chiesa evangelica tedesca in complicità con le forze repressive dello Stato. Sappiamo che significa più che altro un tentativo di instillare la paura nelle menti di tutti coloro che non rimaniamo fermi o in silenzio. Sappiamo che significa un attacco ai gruppi, collettivi e individui che siamo attivi lottando questo stile di vita basato sullo sfruttamento. Sappiamo bene che si tratta di un attacco alla lotta contro megaminera Aratirí e contro tutti i progetti sociali autonomi. Sappiamo più che bene e non esitamo a dire che il tentativo di dare una lezione a tutti coloro che non accettiamo le condizioni di vita imposte per i potenti e sfruttatori e stiamo cercando di creare un altro mondo basato sulla solidarietà, il sostegno reciproco, l’auto-gestione e l’azione diretta.

No allo sgombero della solidaria!
Giù le vostre mani dei nostri centri sociali.

fonte

Uruguay: Comunicato La Solidaria, 10 maggio del 2013

La Solidaria. Mano tesa al compagno, pugno chiuso al nemico

Nel giorno d’oggi, Venerdì 10 Maggio 2013 alle 08:15 nello spazio La Solidaria che si trova nella via Fernandez Crespo 1813, diverse auto della polizia hanno fatto irruzione violentemente e colpendo a calci la porta, senza alcun ordine, senza identificarsi, minacciando violentemente di aggredire a quelli che erano all’interno. Alcuni vicini di casa sono venuti a protestare in solidarietà in merito alla procedura in un quartiere assediato per le boche di pasta base davanti  all’indifferenza e complicità della polizia.

I compagni che erano lì hanno rifiutato di uscire davanti alla situazione di minacce. Davanti a questo si è sentita la solidarietà di varie persone che si sono riuniti davanti alla spazio. Pochi minuti dopo, è arrivato un avvocato che ha evidenciato l’irregolarità della procedura. Passando per l’identificazione di coloro che erano dentro e dichiarando che non era un furto, ma di una legittima occupazione. Dopo alcune provocazioni d’un ufficiale, che si è identificato come del dipartimento d’intelligence e ha iniziato a fotografare i volti di diversi compas, la polizia si è ritirata. Continue reading Uruguay: Comunicato La Solidaria, 10 maggio del 2013

Montevideo, Uruguay: Per la manifestazione del 31 Agosto in solidarietà con le persone arrestate in Rocha

Come abbiamo accennato in un post precedente, la mattina del Lunedì 27 Agosto, la polizia dell’Uruguay ha arrestato quattro persone coinvolte in un’azione di blocco contro i progetti d’espansione del porto di La Paloma, nel distretto di Rocha. Il giorno dopo, gruppi di compagni a Montevideo hanno chiamato direttamente ad una manifestazione di solidarietà con i quattro manifestanti arrestati per Venerdì, 31 Agosto.

Il corteo pomeridiano è partito dalla Piazza Libertad verso La Prezidencia (il palazzo presidenziale), e anche se è stato organizzato in breve tempo, ha attirato circa 500 persone. Le cose sono andate abbastanza bene, come avviene di solito in simili marce contro le miniere, tranne alcuni litigi con i giornalisti, quando compagni hanno spruzzato con spray una fotocamera dei giornalisti che sono venuti alla manifestazione. Alcune persone appartenenti al corpo della manifestazione si sono risentiti con l’azione diretta, ma le recriminazioni tra i manifestanti non sono state continuate. Per quanto riguarda i quattro arrestati del 27 Agosto, sono stati rilasciati finalmente senza assegnarli con accuse.

Oltre le informazioni strettamente associate con la manifestazione del 31 Agosto, i compagni della rivista Anarchia che ci hanno inviato gli aggiornamenti, notano che ciò che si sta accadendo ultimamente è un tentativo da parte dei circoli riformisti, delle O.N.G., e dei vari politici, di appropriarsi d’una lotta che da tempo non controllino e che, almeno a Montevideo, si evolve con criteri di auto-organizzazione e con una prospettiva non-nazionalista che mira alla diffusione del conflitto. I vari gruppi politici che tentano di isolare gli anarchici dalla lotta, trasformandola in una debole domanda parlamentare, ricorrono anche alle minacce, senza essere pero in grado di praticarle.

Contro l’assimilazione della lotta!
Auto-organizzazione ed azione diretta!

Montevideo, Uruguay: La terra non si vende, la terra si difende!

Proclama letto alla fine della marcia, alle porte del Dinama:

Perché è in pericolo,
perché è unica ma appartiene a tutti,
perché altrimenti  se non la difendiamo siamo complici,
abbiamo deciso di difenderla rompendo il silenzio.

Siamo parte della stessa lotta, la stessa resistenza che sorge in  tutto il mondo. I nostri fratelli sono coloro che ovunque si trovano sono stati  incarcerati, perseguitati e uccisi. Anche sgombrati come è  accaduto oggi in Bella Union Tedhy Ney, cacciati dalla terra per un anno  avevano curavano e su cui avevano vissuto. Come dicono i compagni  co-UTAA: la terra è di chi la lavora e la abita.

Circondano il bosco, ci sfruttano attraverso i datori di lavoro, siamo contaminati dai loro cibi transgenici OGM , avvelenano le fonti d’acqua, inquinano l’aria e vogliamo convincerci a consumare cose che non servono. Ma cadranno.

Ripetiamo ancora una volta, la terra non sta morendo, la stanno uccidendo. I responsabili hanno dei nomi e sappiamo  a quali interessi rispondono. Vogliamo un mondo sano e libero senza mediatori, lo stiamo costruendo e no chiederemo il permesso. Dare alla terra parte di ciò che ci dà, attaccando chi ci attacca.

Il Capitale ci riempie con i suoi mega-progetti, noi gli opponiamo un mondo che difende la vita e libertà. Qualsiasi altro megaprogetto come l’ Aratiri, porterebbe solo contaminazione distruzione e morte.

LA TERRA NON SI VENDE, LA TERRA SI DIFENDE!

trad. orizzontelibertario

Ambasciata cilena attaccata in Uruguay

All’alba di ieri Giovedì 1 settembre, abbiamo deciso di attaccare l’ambasciata cilena in Uruguay introducendo materiale infiammabile nella porta e provocando un incendio.

Ripudiamo la repressione attuata dal governo di Piñera e da qualsiasi governo in carica, ripudiamo l’esistenza di qualsiasi governo.

I media dicono poco o nulla di quello che è successo, vogliono nascondere la solidarietà e la ribellione. Non hanno detto nulla riguardo i due morti durante lo sciopero generale, Mario Parraguez Pinto (18 anni) e Manuel Gutierrez (16 anni) ammazzati dai proiettili sparati dalla polizia assassina.

Con questo atto vogliamo dimostrare solidarietà con i compagni che stanno lottando sul territorio controllato dallo Stato cileno.

Algunxs antiautoritarixs.