Uruguay: Comunicato La Solidaria, 10 maggio del 2013

La Solidaria. Mano tesa al compagno, pugno chiuso al nemico

Nel giorno d’oggi, Venerdì 10 Maggio 2013 alle 08:15 nello spazio La Solidaria che si trova nella via Fernandez Crespo 1813, diverse auto della polizia hanno fatto irruzione violentemente e colpendo a calci la porta, senza alcun ordine, senza identificarsi, minacciando violentemente di aggredire a quelli che erano all’interno. Alcuni vicini di casa sono venuti a protestare in solidarietà in merito alla procedura in un quartiere assediato per le boche di pasta base davanti  all’indifferenza e complicità della polizia.

I compagni che erano lì hanno rifiutato di uscire davanti alla situazione di minacce. Davanti a questo si è sentita la solidarietà di varie persone che si sono riuniti davanti alla spazio. Pochi minuti dopo, è arrivato un avvocato che ha evidenciato l’irregolarità della procedura. Passando per l’identificazione di coloro che erano dentro e dichiarando che non era un furto, ma di una legittima occupazione. Dopo alcune provocazioni d’un ufficiale, che si è identificato come del dipartimento d’intelligence e ha iniziato a fotografare i volti di diversi compas, la polizia si è ritirata.

Questa avanzata repressione si è verifica nel contesto della realizzazione della mobilitazione del giorno di oggi per la tutela delle acque e delle risorse naturali nella regione. Bisogna tenere in conto che la “Solidaria” è sede del coordinamento regionale del sud contro i mega progetti, e che ieri ha avuto una pianificazione intensa per la mobilitazione di oggi.

La solidarietà è uno spazio autonomo che ha aperto le porte nel febbraio 2012, quando un gruppo di persone decidono di prendere lo spazio per autogestionarlo e lì realizzare delle attività, come, promuovere i valori della solidarietà, il sostegno reciproco e l’antiautoritarismo, utilizzandolo come strumento per potenziare la lotta sociale.

Nella casa, hanno fatto nel corso di quest’anno e mezzo diversi tipi di attività, come ad esempio, cicli di cinema sociale e discussione (nel 2012), incontri sull’anti-patriarcato e l’istruzione (marzo 2012), “Fiera del libro indipendente e autonomo” (FLIA) (giugno 2012), Fiera del Libro Anarchico di Montevideo (luglio 2012, con la partecipazione di editori di Uruguay, Brasile e Argentina), Festival di film Independiente Globale (agosto 2012). E vari laboratori, alcuni dei quali vengono eseguiti fino ad oggi; il teatro, il riuso creativo dei rifiuti, legatoria artigianale, artigianato con mate, laboratorio di tango e laboratorio di cine e video. E diversi colloqui / discussioni su diversi argomenti (lotta sindacale, liberazione animale, l’ambiente e lotta ecologica). A loro volta, i diversi gruppi critici di questa realtà utilizzando i locali come luogo di riunione e di proiezione collettiva, riempiendo così una necessità si mancanza di spazi fisici per le organizzazioni sociali a Montevideo.

Nella stesso luogo c’è da più di undici anni, la “Biblioteca e Archivio Sociale Luce Fabbri”, che dispone di un patrimonio documentario unico nel paese in riferimento al movimento operaio e sociale di Uruguay e l’Italia tra gli anni 1929 e il 2000, e importante documentazione sulla lotta dell’antifascismo italiano in Uruguay, appartenente alla defunta militante antifascista Luce Fabbri (1908-2000), tra gli altri materiali.

Gli scritti della casa in questione legalmente appartengono alla Chiesa evangelica tedesca (protestante). La “Biblioteca e Archivio Sociale Luce Fabbri” sempre ha lavorato in questo posto con piena autonomia e indipendenza totale con rispetto a quella Chiesa, così come mantiene oggi la piena autonomia con lo spazio La Solidaria con chi condivide i valori di solidarietà, di mutuo sostegno e di auto-gestione.

Fino al 2011 la Chiesa evangelica come un modo per pagare i propri debiti allo Stato, aveva ceduto lo spazio, attraverso un accordo con il INAU ad una ONG, che ha usato il posto per avere molti bambini rinchiusi, in uno stato di semi-reclusione, completto sovraffollamento, e condizioni sanitarie deplorevoli. Tanto che lo stesso INAU è stato costretto a chiuderlo di seguito per tali condizioni sotto umane.

In quel momento, un gruppo di persone sensibili alla realtà sociale hanno riformato il locale per lasciarlo in condizioni abitabili e lo stesso ha iniziato ad operare come spazio sociale solidale e come alloggio di alcuni compagni, invertendo un costante sforzo, tempo e denaro nella manutenzione fisica e sociale.

La Solidaria è ormai uno spazio quasi unico nella città, in cui si possono generare vincoli umani non mediati dal denaro, il profitto nè interessi politici particolari. Si tratta di uno spazio aperto per costruire altre tipi di relazioni umane e collegamenti con l’ambiente sociale, da cui partire per costruire una società basata sul benessere collettivo piuttosto che l’ambizione economica, nella solidarietà e non sulla competizione e l’egoismo. Nella lotta per la nostra libertà e non sottomissione alle politiche economiche globali. In uno spazio di vita e non in leggi  morte.

Perché crediamo che i nostri spazi li dobbiamo creare noi stessi/e e non ci lo dovrebbe regalare né un dio né lo Stato, vuole dire che pensiamo alla necessità di difendere i nostri spazi.

Non siamo indifferenti, che non ci portino via ciò che appartiene a tutti /e.
Solidarietà e mutuo sostegno.

No alla repressione a la Solidaridad, né a nessun progetto sociale autonomo.

fonte

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