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Melbourne: Cellula Felicity Ann Ryder FAI/FRI risponde agli agenti del “dubbio”

Unknown

“Gli anarchici hanno rivendicato l’incendio della concessionaria di auto di lusso a Melbourne ovest, ma la polizia ha dei dubbi”, è il titolo del Herald Sun che strilla il giorno dopo la nostra piccola visita a Gran Turismo Autos.

Apparentemente gli “investigatori” non credono al “misterioso gruppo anarchico” responsabile dell’incendio e la feccia del Herald, che è di fatto il portavoce della polizia di Melbourne, sceglie di non citare il sito dove è apparso all’inizio il nostro comunicato di rivendicazione – sceglie inoltre di includere solo alcune frasi del nostro testo.

Ma anche noi abbiamo dei dubbi da parte nostra.

Dubitiamo molto che i poliziotti e la feccia del Herald siano affidabili, e pensiamo che anche il lettore casuale dell’articolo di martedì dubiterebbe della fiducia dei poliziotti e dei loro media asserviti.

La feccia del Herald “segnala” che gli “esperti” degli artificieri e i pompieri hanno analizzato e negato la “teoria” secondo la quale siamo stati noi i responsabili dell’attacco di lunedì… e ancora nel paragrafo dopo Mr Doubtfire stesso, il detective senior sergente Jeff Maher (non hai abbastanza titoli coglione?) ammette che la causa dell’incendio è “imprecisata” e che dovrebbero avere dei risultati “nei prossimi giorni”.

Detective Maher, ancora stiamo aspettando questi risultati, e già sono passati diversi giorni – perché non informate la gente attraverso i vostri media come la feccia del Herald in merito a ciò che è successo se siete cosi certi che non siamo noi i responsabili? La feccia del Herald continua dichiarando che “si crede” che il fuoco possa essere iniziato a causa di una sigaretta ma non è “chiaro” se ci sia stato dolo o no – nessuna fonte viene portata a sostegno di tale tesi.

Quindi ricapitoliamo: i poliziotti e i pompieri non hanno idea di come sia partito il fuoco né se sia stato doloso o no. La feccia del Herald crede che il fuoco sia nato da una sigaretta (anche se Gran Turismo Autos era un edificio per non fumatori) ma sia i poliziotti, i pompieri e i loro piccoli aiutanti della feccia del Herald sono uniti nel credere che l’incendio non sia stato causato da noi.
Perché dubitare che un gruppo abbia colpito nel nome della nostra compagna fuggitiva Felicity Ann Ryder?
Perché la feccia del Herald e i porci omettono il nome di Felicity nel loro “articolo”? Perché non nominano il sito dove è apparso per primo il nostro comunicato e perché omettono di citare la FAI/FRI e riportano solo alcune frasi del nostro comunicato?

Forse perché sanno bene che siamo stati noi ad attaccare e sapere che ci sono cellule attive della FAI/FRI in questo paese che sono pronte a fare qualcosa di diverso rispetto a prendere parte ad un inutile attivismo sociale porgendo l’altra fottuta guancia è troppo pericoloso per dirlo nella loro misera propaganda poliziesca?

La polizia pensa che gli anarchici a Melbourne e nello stato di Victoria non potrebbero raggiungere il punto che abbiamo raggiunto noi – ovvero quello che si tocca quando si è stanchi di decenni di brutalità poliziesca, oppressione e sorveglianza?

I poliziotti e i loro media di merda non capiscono il concetto della solidarietà rivoluzionaria internazionale? Non capiscono che se i nostri compagni in altre parti del mondo stanno soffrendo nei buchi infernali delle prigioni noi rispondiamo – non con le solite patetiche proteste – con l’azione diretta?

I poliziotti e la stampa fascista in questo paese di merda non capiscono che siamo capaci di colpire di nuovo, in ogni luogo e momento a danno di ogni obiettivo che scegliamo?

Capiscono quanto questa azione è stata semplice? Che è servito un minimo di organizzazione e qualche minuto per farla? Che non ci vuole del talento eccezionale per causare molti danni ad un edificio che vende veicoli inquinanti per ricchi, ciò che serve è la voglia di farlo!

Ovviamente capiscono – ed ecco perché “dubitano” del nostro comunicato – perché hanno paura di questo tipo di azioni che potrebbero essere replicate in altre zone di questa città, e in tutto il fottuto paese – perché è impossibile predirle e affrontarle – i fieri colpevoli sono impossibili anche da comprendere.

Non dubitate della nostra possibilità di colpire ancora e ancora – non dubitate della nostra determinazione di diffondere l’insurrezione anarchica a Melbourne e non dubitate del fatto che siamo parte di una rete informale internazionale di anarchici d’azione che ha alzato la sua testa colma di nero odio nei territori dell’Australasia!

Basta inutile attivismo sociale
Basta rintanarsi dalla polizia!
Nessuna ritirata, solo attacco!!
Per una Internazionale Nera,
Cellula Felicity Ann Ryder FAI/FRI

Melbourne 6/9/13

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Melbourne, Australia: Cellula FAI rivendica incendio di una concessionaria auto di lusso

melbourne-spencer-streetLa scorsa notte (2 Settembre 2013) per la prima volta secondo la memoria ma sicuramente non l’ultima, le fiamme dell’insurrezione anarchica sono salite alte nei cieli tossici di Merlbourne, ponendo fine ad anni di inattività di locali “attivisti” e “anarchici sociali” in questa città.

Intorno alle 19:30 siamo entrati in Gran Turismo Autos, una concessionaria auto di lusso in Spencer St nel centro di Merlbourne ovest attraverso una finestra posteriore poco controllata, e abbiamo piazzato un dispositivo incendiario improvvisato munito di timer già impostato sotto una scrivania in una zona di uffici adiacente alla concessionaria per poi uscire sempre dalla stessa finestra.

Dato che l’obiettivo era in una zona di alto livello sorvegliata da telecamere e molte pattuglie, abbiamo fatto tutto molto velocemente. Non abbiamo avuto neanche il tempo e l’intenzione di lasciare slogan potenzialmente incriminanti o comunicati. L’intera operazione è stata fatta in 10 minuti e siamo stati molto attenti nel far perdere le nostre tracce in modo che eventuali riprese delle telecamere, anche se mostrate ai media infami dalla polizia fascista, non serviranno.

Appena giunti lontani dal posto e tolti i travestimenti ci siamo ritirati sul tetto di un palazzone in centro in modo da avere la visuale giusta per vedere i risultati della nostra azione.

Grande eccitamento e puro odio pieno di soddisfazione è nato appena abbiamo visto le fiamme raggiungere il cielo notturno e la grande cappa di fumo nero. Abbiamo riso molto nel vedere il gran numero di pompieri, polizia e veicoli d’emergenza, l’incendio è stato più grande di quanto ci aspettavamo.

Senza dubbio questa azione sarà condannata non solo dalle cosiddette autorità ma anche dai membri della comunità dei cosiddetti “attivisti” di Melbourne, molti dei quali si dicono anarchici anche se alle azioni dirette preferiscono prendere parte alle patetiche proteste monitorate dalla polizia e altre attività insensate che non portano a nulla.
Prenderemo le vostre condanne con orgoglio, traditrice feccia inattiva

Dedichiamo questa azione alla fuggitiva compagna anarchica Felicity Ann Ryder – resta libera!, alle Volpi arrabbiate & ACAB nel Regno Unito, alla Cellula Libertà per Mandylas e Tsavdaridis, al ELF-Frazione Indonesia, alla FAI-Amici della Terra in Argentina, ELF russo, ai compagni prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e di Lotta Rivoluzionaria, all’hacker Antisec prigioniero Jeremy Hammond e a tutti gli anarchici combattenti prigionieri in tutto il pianeta morente!

L’azione della scorsa notte è solo l’inizio di una nuova fase di insorgenza mai vista prima nel continente occupato dell’Australia e speriamo che ciò ispiri simili azioni non solo a Melbourne, ma in tutta l’Australia!

L’era dell’inutile anarchismo sociale è finita, che il fuoco e il fumo degli incendi portino ad una nuova era di insurrezione e insorgenza!!

Cellula Felicity Ann Ryder Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale

Un contributo in merito alla riflessione sulla clandestinità

Ravvivando il fuoco del nostro cuore anarchico… Sulla repressione, clandestinità, solidarietà e lotta. Da un punto di vista anarchico abbiamo ritenuto di riflettere su come negli ultimi anni alcuni/e compagni/e hanno affrontato la clandestinità e come l’ignoranza e il silenzio ha reso difficile la comprensione del contesto della questione.

Ci interessa condividere alcune riflessioni, cercando di fornire una visione più globale del tema e allo stesso tempo inviare forza e ammiccare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle in fuga, come un gesto d’amore nel mezzo della guerra.

É giusto intendere che ci sono due tipi di clandestinità, una la si sceglie volontariamente e una è una scelta forzata dovuta a determinati movimenti repressivi. É anche necessario evidenziare che esiste una differenza nell’essere in clandestinità e vivere in clandestinità. Da un lato c’è il fuggire dal controllo e dai pedinamenti della polizia per poter realizzare una determinata azione, in una sorta di “sparizione momentanea” agli occhi del potere e dall’altro c’è lo stravolgimento completo di una vita in costante fuga dall’ingranaggio repressivo. Continue reading Un contributo in merito alla riflessione sulla clandestinità

Oaxaca, Messico: Incendio di un bus, pacco bomba a PAN e sabotaggi a Telmex

La gioventù ribelle metterà fine alla gioventù riformista
– estratto dal comunicato delle Forze Autonome e Distruttive Leon Czolgosz

Il segreto è di cominciare veramente… In questa direzione, il metodo di diffondere gli attacchi è una forma di lotta che porta dentro di sé un mondo diverso” – At Daggers Dawn

Il senso etimologico – ‘assenza di governo’ – è abbastanza per me. Lo spirito di autorità e il prestigio della legge devono essere distrutto. È tutto.” – Rafael Barrett

Veniamo dall’oscurità in cui viviamo e in cui ci sviluppiamo, sotto le stelle della notte scivoliamo come ombre cercando appassionatamente il conflitto permanente, lo scontro diretto con l’autorità e la ricerca dell’idea anarchica come prassi liberatoria che vuole seppellire l’esistente. Rendiamo noi stessx eternx e allo stesso tempo materializziamo i nostri sogni pieni di amore e odio in grida rabbiose che colpiscono il nemico. Ripudiamo la rappresentazione, la delega, l’esercizio dell’autorità, il suo centralismo democratico, la proprietà privata e la vita artificializzata che emerge dal “progresso civilizzato”, e l’intellettualismo come modo di capitalizzare l’intelligenza. Allo stesso modo ripudiamo ed estendiamo il nostro rifiuto a tutte le forme di vita basate sull’obbedienza, la sottomissione e la passività; rigettiamo ogni modo di relazionarci che viene dalla logica del capitalismo, Umano-verso-Umano così come Umano-Animale e Umano-Natura, perchè crediamo che questa relazione sia l’espressione più chiara del rigetto della vera vita, della vera libertà. Situiamo al primo posto e davanti a tutto l’offensiva diretta contro lo stato-capitale, la solidarietà materializzata in azione con i/le nostrx compagnx imprigionatx nel territorio messicano e nel mondo, solidarietà con le persone colpite dai megaprogetti e la rivendicazione delle nostre utopie convertite in prassi e realizzate nei nostri attacchi, che portano dentro di sé la profonda analisi di una nuova vita (o della sua guarigione), sapendo che la vita stessa non è altro che una continua ricerca di qualcosa a cui aggrapparsi e che quello a cui ci aggrappiamo si chiama libertà.

Con il sostegno delle nostre stesse idee e riprendendo la memoria storica come fonte di apprendimento e comprensione dell’azione di compagnx in affinità dal passato e dal presente, abbiamo trasformato le nostre fiamme ed esplosioni nella bellissima violenza rivoluzionaria di attacchi precisi contro le strutture materiali ed ideologiche che sostengono lo stato e il capitale, con un’intenzione secondaria e sottile che possano forse facilitare le esplosioni minimali di rivolta generalizzata, ma ci concentriamo e specializziamo ad affilare la lotta ingestibile e antagonistica che si sta sviluppando poco a poco nel territorio di Oaxaca. Continue reading Oaxaca, Messico: Incendio di un bus, pacco bomba a PAN e sabotaggi a Telmex

Santiago, Cile: Congegno incendiario sotto auto della polizia

In una notte di luna piena oggi Mercoledì 27 Marzo alla vigilia di un nuovo anniversario del “Giovane Combattente”, abbiamo deciso di incendiare un’auto di fronte all’entrata del Commissariato di Quinta Normal situato in Carrascal con Embajador Gomez.

Abbiamo situato due dispositivi incendiari alle ruote del veicolo, facendoci beffe della loro sicurezza e controllo del quartiere per mano di bastardi poliziotti.

Con la nostra volontà incendiaria vogliamo calcare l’importanza delle azioni individuali, poiché queste apportano in maniera implacabile il passaggio all’offensiva contro la dominazione!

Vogliamo sottolineare che la nostra azione di taglio artigianale è stata realizzata con materiali precari, poiché non abbiamo le conoscenze per realizzare azioni di maggiore portata, e perchè individui che in qualche momento della storia le hanno fatte, hanno i mezzi e le conoscenze, conoscenze che per ragioni personali hanno deciso di portare nella tomba o di lasciare in letargo, facendo una rottura con le nuove generazioni.

Occhio, non vogliamo fare le vittime, e nemmeno giudicarli per la loro inattività nei tempi difficili che oggi attraversiamo. Ancor meno pretendiamo essere loro discepoli, né loro i nostri maestri. Questa è una forma di critica-domanda agli individuali ribelli che sentono le stesse inquietudini di rafforzare ogni colpo inatteso con più forza e più certezza, perchè la conoscenza non è qualcosa che si acquisisce da un momento all’altro, ma una ricerca costante piena di incertezza, errori, e successi i quali alimentano le nostre decisioni.

Facciamo una chiamata eterna a tutti gli individui ad essere curiosi, a provare senza paura, se sbagli ritenta, ricorda che tutto si può imparare in questa vita, solo fai in modo di mettere cautela. Che gli anni non debilitino le nostre forze, né i nostri sogni, che oggi palpitano nei nostri cuori.

Salutiamo dalla distanza fisica i/le compagnx Diego Rios, Felicity Ryder, il bimbo Fenix Lafquen e Hans N., oltre ai/le nostrx indimenticabilx fratelli/sorelle prigionierx Carla e Ivan, Victor M., quelli del Caso Security, i/le compagnx della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e moltx altrx.

Ogni parola in ogni comunicato da un non-luogo o il carcere si ripercuote con eco in una maniera feroce nel nostro essere”.

Siamo il vento che cancella le tracce dei fuggitivi e saremo il pugnale nel collo della polizia bastarda

Células del Incendio Negro.

Nota: Nonostante i dispositivi non si siano attivati questa volta, vogliamo dire che la stampa nelle notizie sullo “zaino dimenticato” che hanno nominato, non conteneva solo una bottiglia con combustibili, erano 2 bottiglie da 1,5 litri di benzina e paraffina mescolate, appoggiato all’esterno dello zaino una miscela di elementi in polvere con una miccia a tempo. Che non dicano che era abbandonata, sanno molto bene perchè era lì, altrimenti il loro operativo non avrebbe generato quello scandalo di quasi 4 ore.

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Melbourne: Solidarietà con Felicity Ryder

In risposta alla chiamata per la solidarietà alla compagna fuggitiva Felicity Ryder, della gentaglia rumorosa da Melbourne si è divertita un po’ per la città nell’ultima settimana.

Il nostro primo obiettivo sono state le telecamere, che abbondano in questa come in ogni altra città nel mondo. Ne abbiamo rese inutilizzabili, collezionate e rimosse almeno 11.

Un treno della metro è stato dipinto con uno sgargiante arcobaleno di colori dall’inizio alla fine. I treni sono nostri (di tuttx!) e ne faremo quel che ci piace – vernice, sabotaggi, non pagare il biglietto, distruggerli.

Un parcheggio di auto di lusso ha avuto una dozzina di auto danneggiate con un colorante azzurro. Fanculo ai ricchi e ai loro status symbols.

Felicity vive nei nostri cuori e nelle nostre menti ogni giorno.
Molto amore e solidarietà sorella.

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Azione e dichiarazione in solidarietà con l’anarchica Felicity Ryder

Dal profondo del ventre della bestia urliamo la nostra solidarietà con la nostra sorella selvaggia e compagna, Felicity Ryder. Con amore, alcuni compagni.

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In una notte umida e fredda ci siamo avventurati fuori con barattoli di vernice in tasca e il desiderio feroce di un mondo libero nei nostri cuori. Nella notte di quel inverno oscuro, il nostro odio ardente per questo sistema meccanizzato non-morto, che cerca il nostro sfruttamento totale dal momento in cui emergiamo da fuori del grembo nell’ospedale (la nostra prima istituzione), fino al momento del nostro ultimo respiro, ha illuminato il nostro cammino per le strade.

Sappiamo che gli ultimi 7 mesi devono essere stati tutt’altro che facili per te compañera, e possiamo solo immaginare che le sfide della clandestinità hanno richiesto grande pazienza e forza da parte tua.

Tuttavia, anche attraverso il velo oscuro della clandestinità, rimani sempre presente nella nostra mente, e siamo solidali con te in modo incontenibile. Nello stesso modo stiamo in inflessibile solidarietà con tutti i compagni che resistono senza paura, faccia a faccia con il nemico. Quindi, con molto amore rivoluzionario vi inviamo i nostri saluti più caldi, così come a tutti i compagni che si sono distinti nelle loro convinzioni forti sotto pressione immensa. Non siete soli, siamo al vostro fianco.

Per tutto il ringhio di questo sistema stanco; le varie operazioni internazionali di repressione, l’incarcerazione dei nostri compagni, gli attacchi di massa agli spazi liberati, così come i tentativi di molestare i compagni e le loro famiglie (come abbiamo letto), fanno parte di un tentativo fallito di paralizzarci con paura e panico. Un tentativo che non avrà mai successo. Perché la nostra resistenza e la nostra passione per la libertà è più forte delle loro celle. Ed è più forte delle loro molestie vili e degli attacchi contro tutti coloro che hanno il coraggio di alzare la testa e guardare negli occhi, in lotta e in sfida. Gli anarchici e gli anti-autoritari sono mirati, come tutti coloro che resistono lo sono, perché rappresentano una minaccia per la loro insulsa, il rancido sistema dello sfruttamento. E rimarremo una minaccia ribelle contro l’ordine esistente che sia un vicolo cieco.

Così, con tanto amore, affetto e rispetto salutiamo la tua forza e la tua resistenza. Qualunque cosa possa accadere, hai la nostra solidarietà, mentre continuiamo a stare spalla a spalla con te nella lotta contro la tirannia, l’oppressione e la vigliaccheria del Potere. Ci riconosciamo con te nel desiderio selvaggio della libertà che riflette le proprie lotte di liberazione contro un sistema brutale e senza gioia.

Stiamo saldamente in solidarietà con te compañera. Condividiamo con te questa lotta e ti inviamo caldi abbracci rivoluzionari, ovunque che tu sia.

La solidarietà è la nostra arma contro il nemico e il terreno per i nostri fiori di liberazione.

Inviamo i nostri saluti ribelli anche a tutti i combattenti anarchici sia all’interno che al di fuori delle gabbie, e di tutti i compagni in fuga.

Santiago, Cile: Azione incendiaria contro i carcerieri

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I giorni passano e passano in questa calorosa estate e la maggioranza delle persone si trovano assorte a pensare al luogo in cui andranno in vacanza. Nel mentre, il potere e l’autorità non riposano, incarcerando peñis y weichafes nel sud del Cile, perfezionando leggi repressive e riunendosi in vertici ostentati politico-impresari come la CELAC-2013. E noi? Noi usciamo per strada per dar vita all’insurrezione, mettendo in tensione le nostre vite, coscienti del fatto che esistono e sono sempre esistite individualità che non si adattano a questa società malata e fatto di ogni secondo delle loro vite un atto di attacco contro gli oppressori.

E questa è la sfida: dare vita e continuità all’offensiva insurrezionale antiautoritaria, consolidare e potenziare le complicità, riattivare gli attacchi, accendere con il nostro apporto il falò dell’azione insurrezionale e liberatrice attraverso la violenza rivoluzionaria!!!

Coscienti del fatto che la discussione e il dialogo tra affini debba partire dall’azione, nella settimana che è terminata dal 28 gennaio al 3 febbraio abbiamo attaccato una proprietà della Gendarmeria del Cile situata in strada San Francisco prima di arrivare a Avenida Matta, a un fianco di una carcere per minori (SENAME) e a pochi isolati dal luogo dove morì in combattimento il compagno anarchico Mauricio Morales nell’anno 2009. Abbiamo attaccato con un congegno incendiario che ha lasciato alcuni danni alla porta di questo luogo di torturatori (poiché non è uscita sulla stampa inviamo delle foto). Questa proprietà della Gendarmeria è legata alla presunta azione sociale dei carcerieri e dei loro collaboratori, promossa attraverso istituzioni come la Chiesa Evangelica della Gendarmeria del Cile e la Confraternita Carceraria del Cile, istituzione che in internet si definisce come creatrice di progetti di carcerazione “in cui vivono gli interni, senza scioperi della fame, senza rivolte né tentativi di fuga, ma vivendo la loro carcerazione in pace e armonia mentre pagano il danno sociale con l’assistenza spirituale”.

Abbiamo scelto questo obiettivo particolarmente mossi dall’ira e la sete di vendetta per i colpi inflitti dai carcerieri contro il compagno Alberto Olivares (membro del collettivo 22 Gennaio) qualche settimana fa, che tra le percosse è stato trasferito ad un carcere di Concepción lontano dai suoi cari e poi riportato a la Ex Penitenciaria di Santiago, tutto questo come punizione per la sua attitudine ribelle, con l’invenzione che il compagno avrebbe partecipato a una rissa terminata con un prigioniero morto… La vendetta a volte tarda, ma la facciamo e la faremo arrivare e sappiamo che non c’è bisogno di scuse di questo tipo per attaccare chi rinchiude le porte delle celle dei nostri compagni, e chi sostiene e trae profitto dalla prigione e dalla società carceraria.

Questa azione è anche un avvertimento ai carcerieri, portando il respiro liberatore dell’insurrezione fino all’angolo in cui cercano di calmare di fronte a un dio le loro coscienze indegne per le torture che quotidianamente infliggono ai prigionieri!!! Non vogliamo che si sentano sicuri nei loro rifugi. Neanche quando ascoltano le loro orazioni vogliamo vederli tranquilli!!!

Schifosi carcerieri, inviamo anche a voi questo comunicato per avvertirvi che avrete delle conseguenze se vi azzardate ad aggredire i seguenti prigionieri che sono nostri compagni e non sono soli:

Marcelo Villarroel (prigioniero nel carcere di alta sicurezza per il “Caso Security”)
– Freddy Fuentevilla (prigioniero nel carcere di alta sicurezza per il “Caso Security”)
– Juan Aliste (prigioniero nel carcere di alta sicurezza per il “Caso Security”)
– Alberto Olivares (prigioniero nella Ex Penitenciaria)
– José Sánchez (prigioniero nel carcere di alta sicurezza)

Per informarvi: nel decennio dei ’70 in Italia, gruppi armati autonomi sparavano alle gambe dei carcerieri che trattavano male i compagni rivoluzionari prigionieri, o semplicemente li assassinavano. Qualche giorno fa, un secondino italiano ha ricevuto nelle mani un pacco-bomba. In Argentina, da un bel po’ di tempo i compagni del gruppo “Amigxs de la Tierra” incendiano centinaia di automobili come forma di lotta contro la civilizzazione e il suo dominio. E qui in Cile, non sono pochi gli agenti del potere che sono stati sequestrati e giustiziati da rivoluzionari in dittatura e in democrazia. Se loro hanno potuto e possono farlo, anche noi possiamo se potenziamo e consolidiamo i nostri mezzi e capacità. Di volontà ne abbiamo che ci avanza. Che non accada che per aver aggredito qualche compagno rivoluzionario prigioniero, qualcuno di loro non finisca sotto terra, o si veda volar via le mani, o si svegli con la propria automobile in fiamme.

Salutiamo tutti i compagni e le compagne rinchiusi nelle carceri, profughi o con arresti domiciliari nel mondo. In particolar modo salutiamo Ivan Silva e Carla Verdugo, rallegrandoci della loro uscita dal carcere per passare agli arresti domiciliari, non smetteremo di lottare per la loro totale scarcerazione. Salutiamo anche Freddy, Juan e Marcelo, Josè Sanchez e Alberto Olivares. Non dimentichiamo i degni prigionieri mapuche e le comunità in conflitto con lo Stato e il Capitale, anche se non condividiamo la richiesta di una nazione mapuche e non riconosciamo “autorità” per quanto ancestrali possano essere, solidarizziamo nella pratica con la lotta per l’autonomia delle comunità e di noi stessi, e il recupero delle loro terre ancestrali attraverso l’azione diretta. Non dimentichiamo nemmeno gli 81 prigionieri morti bruciati nel carcere di San Miguel.

Un abbraccio rivoluzionario ai clandestini Diego Rios, Hans Niemeyer e Felicity Ryder.

Forza a Henry in Bolivia, e Braulio in Messico, degni prigionieri nella lotta antiautoritaria.

Forza ai compagni incarcerati in tutto il mondo, in particolar modo ai compagni italiani Alfredo Cospito e Sergio Stefani che con uno sciopero della fame si oppongono al divieto dei carcerieri di fargli vedere le loro compagne anch’esse incarcerate*

Forza a Panagiotis Argyrou, compagno prigioniero dell’organizzazione anarchica Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia, con il nostro fuoco inviamo forza per il suo recupero dopo l’incidente che ha avuto in prigione e che lo ha lasciato in stato di coma.

Forza ai compagni Yannis Michailidis, Dimitris Politis, Dimitris-Andreas Bourzoukos e Nikos Romanos, arrestati dalla polizia greca il 1 febbraio dopo l’assalto a una banca e torturati dalle unità antiterroriste. Le loro parole all’arrivo in tribunale dopo le torture segnano il sentire della nostra azione: Viva l’anarchia! Poliziotti, giudici, politici, non avete ragioni per dormire tranquilli. Perchè la guerra sociale non la arresterete né con attacchi repressivi né con governi di sinistra, centro o destra.

Bachelet: stiamo aspettando il tuo ritorno per seminare fuoco al tuo governo e sbattere in faccia ai cittadini la miseria della socialdemocrazia.

Rafforzare e potenziare l’offensiva insurrezionale antiautoritaria, moltiplicare gli attacchi!!!!!!
Per la liberazione totale, Guerra sociale.

Cellula antiautoritaria insurrezionale Panagiotis Argyrou,
affine alla FAI/FRI, Cile
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*Le loro compagne non si trovano in carcere in questo momento, ma si trovano indagate per gli stessi casi.

in spagnolo

Jakarta: Rivendicazione dell’incendio presso una zona commerciale da parte delle Unità della Rabbia, IRC – FAI/FRI Indonesia

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Non c’è ragione di fare passi indietro. La guerra continua come sempre e deve essere più violenta ogni volta. Tutte le infrastrutture della società sono nostri obiettivi e non ci sono scuse per lasciarne qualcuna in piedi contro il bellissimo cielo. Tutti gli edifici sono i muri che impediscono al nostro sguardo di vedere le stelle, le stesse stelle che i nostri compagni imprigionati e di guerriglia, in altre parti del mondo, stanno anch’essi vedendo.

Attraverso il fuoco, vogliamo mandare i nostri più calorosi saluti ai cavalieri combattenti in tutto il globo che portano ancora avanti attacchi come modalità rivoluzionaria. Ai coraggiosi e dignitosi prigionieri che hanno mantenuto la testa alta contro la miseria e la codardia degli anarchici “riformisti”.

La scorsa notta (venerdì 22 febbraio) abbiamo bruciato un’altra proprietà della Società. Abbiamo posizionato un congegno di fuoco nella zona di shopping della classe media a nord Jakarta. Abbiamo incendiato i negozi come esempio e per fare un’altra chiamata agli individui a creare i loro attacchi – specialmente in Indonesia e sud est asiatico. Abbiamo mostrato attraverso la pratica che ogni individuo può trasformare la sua rabbia in fuoco e benzina senza la specializzazione delle unità di elite. Non siamo avanguardie o messia per salvare la Società. Siamo individui arrabbiati che vogliono solo radere al suolo con il fuoco la Società.

Solo codardi – anche se si proclamano anarchici – che vedono che il fuoco sta crescendo e coprendo il cielo con fumo nero e non fanno nulla. I codardi sono una parte integrante della Società, quelli che sono sempre in attesa del “momento giusto” e cercano di mantenere la loro vita nelle zone di comfort. Segnaliamo i codardi come nostri nemici e vi daremo la caccia. Nel futuro, non ci sentiremo dispiaciuti se nelle nostre azioni per attaccare la Società, rischieremo la vita di qualcuno[sic].

Da questo momento, limiteremo i nostri saluti rivoluzionari ai compagni che secondo il nostro giudizio sono rivoluzionari. Non lasceremo che il nostro fuoco scaldi gli “innocenti”, i “riformisti”, i “pacifisti”, gli “anarchici formali e pro-giuridici”, gli “anarchici-facebook” e altri codardi. Le azioni sono sempre solo per noi stessi e i nostri valori individualisti e per i compagni rivoluzionari.

E attraverso il fuoco, mandiamo il nostro amore ai compagni imprigionati: Cospirazione delle Cellule di Fuoco, i 4 anarchici recentemente accusati della doppia rapina in Grecia, Alfredo e Nicola e altri compagni accusati nelle operazioni Thor, Ixodidae, Mangiafuoco e repressione simile in Italia, a Gabriel Pombo da Silva e Marco Camenisch, a Marcelo, Juan, Freddy, Ivan e Carla in Cile, a Henry in Bolivia, al ferito Tripa Lopez in Messico, a Tukijo e ai prigionieri insurrezionali dietro le sbarre dello Stato che hanno sempre mantenuto la loro dignità e valori rivoluzionari. Vogliamo anche mandare il nostro amore ai compagni in fuga: Felicity, Hans e altri. Continuate a correre e non lasciate che i nemici vi prendano.

Amore e saluti rivoluzionari agli individui, le cellule e i gruppi della Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale. Circondiamo la Società con i nostri fuochi.

La guerra continua fino al collasso della società.

Unità della Rabbia
Cospirazione Internazionale per la Vendetta
FAI – FRI

fonte

Richiamo a due settimane di azioni di solidarietà con la latitante anarchica Felicity Ann Ryder, dal 21 Febbraio al 7 Marzo

Città del Messico: Serata di solidarietà per Felicity Ryder il 21 Febbraio, dalle 17:00, presso l’occupazione Che (corridoio presso la Biblioteca centrale della Città Universitaria, campus principale della UNAM)

Inviamo i nostri saluti fraterni a tutti gli cuori anti-autoritari che ci leggono in diversi luoghi del mondo. Tutti coloro che hanno fermamente deciso di utilizzare il loro tempo ed i propri mezzi per lottare contro ogni istituzione e simbolo degli ingranaggi che mantengono il capitalismo patriarcale, l’oppressione, l’addomesticamento e la mascherata del Potere.

Compagni, facciamo questo richiamo da qualche parte del Mostro per lanciare le nostre urla di solidarietà con la nostra sorella e compagna Felicity Ann Ryder, che rimane latitante dalle grinfie dello Stato per più di sette mesi da questa parte. La mattina del 27 Giugno 2012 ci fu uno sfortunato incidente: l’esplosione di un ordigno incendiario ha ferito il nostro compagno Mario López “Tripa”, che è stato custodito per sei mesi ed ora si trova in liberazione condizionale in attesa del processo. Dopo questo, le forze della polizia del Governo del Distretto Federale del Messico hanno trovato il passaporto di Felicity, così la nostra compagna ha fatto largo per sfuggire dal carcere.

A causa di questi fatti, ci rendiamo conto che la sua famiglia avrà dovuto subire delle costanti molestie nel suo paese di nascita (Australia), così come nei cosiddetti media sociali. È anche possibile che nuove inchieste in altri paesi sono state avviate, cercando di associarla con diverse cellule di azione anarchica. Tutto questo fa parte della montatura delle forze della polizia internazionale, per attaccare il movimento acratista ed impostare paura e terrore nel loro (fallito) tentativo di immobilizzarci.

Ci rendiamo conto dei difficili momenti che Felicity ha attraversato nel corso degli ultimi mesi. La clandestinità, pur essendo una scelta migliore rispetto alle fredde e ciniche sbarre della prigione, in ultima analisi, si trasforma in una specie di prigione con la minaccia del possibile arresto che mantiene i fuggiaschi di godere la piena libertà. Essa implica anche un sacco di problemi di mobilità verso l’attività della propria sussistenza e lotta; isolamento e allontanamento dai cari e l’azzeramento di tutti i piani di vita. La clandestinità come necessità, e non come qualche privilegio autoritario di avanguardia, richiede anche la nostra solidarietà in quanto costringe i nostri compagni di essere costantemente in fuga, una situazione che a poco a poco mina la tanto sospirata libertà. Inoltre, non è possibile fornire lo stesso materiale e il sostegno emotivo a tutte le persone detenute, anche se sono dietro le sbarre.

Sappiamo che ovunque la nostra compagna Felicity possa essere sta ferma con le sue convinzioni, come anarchica, beffarda e senza mai fermarsi di attaccare il nemico faccia a faccia. Da qui, le inviamo i nostri caldi saluti e invitiamo a tutti gli sforzi anti-autoritari per avviare due settimane di attività, saluti e gesti di solidarietà con la nostra compagna Felicity, dal 21 Febbraio al 7 Marzo 2013, ciascuno secondo al suo tempo e i suoi metodi, in modo tale che lei sappia che non è sola e che la solidarietà tra gli anarchici in lotta non è solo una parola scritta o un ornamento in uno splendido opuscolo “rivoluzionario”.

Per noi, la solidarietà è anche un arma che distrugge il Potere.

Ricordiamo anche altri compagni in fuga, come Hans Niemeyer, perseguito da parte dello Stato $ileno, o Grigoris Tsironis, Marios Seisidis, Vassilis Palaiokostas, Nikos Maziotis e Pola Roupa dalla Grecia. Inviamo i nostri saluti indomiti a tutti gli anarchici imprigionati e fuggitivi in tutto il mondo. Mai sconfitti, mai pentiti!

Vogliamo che sei libera e selvaggia, Felicity, sei ancora con noi! Non sei sola, compagna. Molti di noi condividiamo la tua lotta e abbracciamo le tue convinzioni.

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI DELLA GUERRA SOCIALE!

fonte

Cile: Rivendicazione di due azioni in memoria di Matias Catrileo

matias-catrileo

Probabilmente a causa di problemi di posta, i media di informazione anarchici, libertari e anti-autoritari non hanno ricevuto o hanno perso il testo che oggi, dopo un po’ di tempo, rendiamo nuovamente pubblico.

Nel contesto della “Settimana di agitazione e protesta per l’omicidio di Matias Catrileo” chiamata da compagnx anonimx tra il 1 e il 10 Gennaio, abbiamo disturbato i guardiani dell’ordine (polizia) della sezione di Parque Brasil (parte sud di Santiago, Cile) lanciando bombe assordanti dentro la stazione di polizia, e abbiamo appeso uno striscione con lo slogan “La sola giustizia è la vendetta. Matias Catrileo presente!!!” su un’area affollata del centro commerciale Tabalaba, un centro consumista pieno di cittadini alienati.

Credendo nella necessità di coordinarci tra gruppi individuali e gruppi di affinità, a partire dalle azioni più semplici, allo scopo di mettere a prova le nostre qualità e capacità e superarle, ci siamo liberamente uniti per rompere l’isolamento tra gruppi anti-autoritari e compagnx, per agire e discutere collettivamente dall’informalità e sperimentare nella pratica delle forme decentralizzate di organizzazione rivoluzionaria, senza capi né leader e basate sull’orizzontalità e l’autonomia.

Abbiamo agito con questa motivazione, con lo scopo di dare un segno di ostilità contro il potente ricordo della morte di un compagno con azioni e parole da una prospettiva insurrezionale anti-autoritaria e non dalla solita vittimizzazione. Questo significa, per coloro che hanno sviluppato questa azione, lotta dall’autonomia, così come agitazione e conflittualità permanente contro il Potere.

Ma come anti-autoritari come e perchè ricordiamo un compagno ucciso dal nemico?

La risposta che abbiamo creato collettivamente è che il ricordo attivo è parte della continuità della lotta e del conflitto contro l’autorità e la sua società. E con questo ricordo espresso come propaganda attraverso l’azione, dimostriamo la nostra volontà a diffondere gli obiettivi rivoluzionari dei compagni uccisi dal Potere e/o uccisi nell’azione.

Questa prospettiva è di ricordare i nostri compagni attraverso azioni quotidiane e offensive con l’idea di creare un presente di lotta, senza aspettare condizioni specifiche o un contesto particolare, agendo dalle nostre vite, in ogni momento, in ogni respiro, nelle nostre relazioni di affinità e in come ci situiamo nell’offensiva contro il Potere/autorità, cercando l’autonomia integrale delle nostre vite rompendo da ogni forma di autorità.

Rifiutiamo la vittimizzazione e la martirizzazione dei/le compagnx e di noi stessx in quest’azione, non come posizione di sole parole e nemmeno perchè gli è arrivato un proiettile mentre criticavano il Potere da internet o da un bar. Per noi questa è una ragione per unirci con il loro vivere come guerrieri, più che con la loro morte.

Agiamo in questo modo così che la vita di un compagnx non svanisca invano e la sua morte non rimanga nelle mani della giustizia che come sappiamo protegge e salvaguardia la pace dei potenti. Non cerchiamo giustizia, cerchiamo vendetta, e l’immaginazione è nostra alleata nell’ottenere questo obiettivo.

Facciamo una chiamata ad azioni di solidarietà per non dimenticare i/le nostrx compagnx imprigionatx: Ivan Silva, Carla Verdugo, Juan Aliste, Marcelo Villaroel, Freddy Fuentevilla, Alberto Olivares, José Miguel Sánchez, Henry Zegarrundo (Bolivia), Braulio Durán (Mexico), Panagiotis Argiriou (compagno greco della Cospirazione delle Cellule di Fuoco che è in serie condizioni dalla caduta in cella dove è detenuto).

Saluti a Diego Ríos, Hans Niemeyer e Felicity Rider, compas attualmente in fuga dal Potere.

Affinità invisibili per l’insurrezione anti-autoritaria

fonti: 1, 2

Messico: Lettera aperta del compagno imprigionato Braulio Duran a Felicity Ryder

corre

Felicity:

Ciao, compagna. Innanzitutto, spero che tu stia bene, ovunque tu sia; so perfettamente che questo probabilmente non sia così, perché in quest’ultimi tempi tante cose sono successe, faccio riferimento a tutto- tanto fisicamente, come mentalmente, e molto, molto più verso il profondo, nel tuo cuore.

Sai, ho appena deciso di scriverti questa lettera, e in realtà non ho la più pallida idea di quello che mi spinge a farlo. Semplicemente è qualcosa di profondo dentro di me che dice di farlo e, spero che un giorno la potrai leggere e in qualche modo portai sentire il mio sostegno. Forse mi spinge la solidarietà verso i compagni, l’amicizia, non lo so, perché mai nella mia vita ti ho incontrato e non ho la più pallida idea di chi tu sia, nè cosa ti piace fare nel tuo tempo “libero”. Ma, va bene, indipendentemente da tutto questo, eccomi, compagna. Sono con te, in modo ampio, e di più che nelle semplici lettere, anche se possano essere scritte con parole “bellissime”… Continue reading Messico: Lettera aperta del compagno imprigionato Braulio Duran a Felicity Ryder

Messico: Lettera del compagno Mario López “Tripa” dopo l’uscita dal carcere

Thylacine

Saluti a tuttx!

Compagnx, già dopo 6 mesi sono potuto uscire dal carcere, il che non sarebbe stato possibile senza la solidarietà e l’appoggio di tuttx voi. Alla fine, come già è stato diffuso, è stata fatta una modifica alla legge dei potenti che rende il crimine di “Attacchi alla pace pubblica” come non grave, per cui i/le compagnx avvocati del GASPA si sono mossi rapidamente per sollecitare la libertà su cauzione o condizionale. All’inizio pensavamo che questo non sarebbe stato possibile per l’aggravante rispetto all’esplosivo e la premeditazione del fatto, ma già il giorno venerdì alle 3:30 del pomeriggio il segretario ci ha notificato la libertà condizionale. Dopo una pesante giornata di attesa finalmente all’1.00 di mattina ho attraversato la porta del carcere verso l’uscita del centro di sterminio, dopo già mi aspettavano compagnx e amicx così come mia madre. Alla fine abbiamo pagato 70.000 pesos [circa 4.000 euro –ndT] all’assicurazione che siamo in procinto di recuperare.

Al momento questo è tutto, senz’altro voglio ringraziare nella maniera più sincera tuttx i/le cumpas che mi hanno appoggiato e hanno solidarizzato in tutte le forme possibile, dalle loro posizioni, convinzioni e possibilità. E anche inviare un saluto di forza alla compagna Felicity, dovunque si trovi la lotta continua, perchè non è un’occasione specifica, un momento isolato delle nostre vite, ma la nostra vita stessa! Salute e forza per i/le prigionierx in Italia, per il compagno Gabriel e Marco.

Solidarietà con i/le prigionierx anarchicx!
L’anarchia è inevitabile!

Con amore e rabbia
Mario López Hdz.
Messico d.f., 31 dicembre 2012.

Lettera di Felicity Ryder dalla clandestinità sul recente rilascio condizionale di Mario López dalle prigioni messicane

free

Al mio fratello Mario,

Sono passati sei mesi da quando sei stato rapito quella notte per sfortuna, dal momento che sei stato torturato e minacciato, da quando la tua famiglia e gli amici sono stati molestati. Per sei mesi hanno provato di tutto per rompere il tuo spirito acratista – hanno rinchiuso il tuo corpo all’interno di quattro mura e innumerevoli barre, lontano dalle foreste selvagge in cui appartieni, ma non sono riusciti a penetrare la tua mente in ogni momento che sei stato vicino ai tuoi compagni di affinità in tutto il mondo. Ti hanno fatto subire il dolore, ma la tua volontà di combattere ha sempre vinto.

Hanno cercato di ostacolare i tuoi sostenitori in affinità, al fine di impedirli di esprimere la loro solidarietà con te, senza rendersi conto che un paio di uomini stranieri in agguato nell’ombra dell’alba ed alcune vuote minacce di morte non sarebbero in grado di fermare coloro che sono disposti per combattere al tuo fianco. Hanno mandato i loro prigionieri-infammi di farti del male, ma la solidarietà che è stata seminata si è sempre dimostrata più forte. In questi mesi hai deriso il nemico, sopportando il dolore, l’incertezza e la tortura del confinamento di un individuo selvaggio, ed ogni secondo del tempo ti sei aggrappato stretto alle proprie convinzioni. Hai usato tutta la tua energia esplosiva per propagare la libertà in ogni passo, riuscendo anche in un luogo così sterile di continuare l’analisi della tua lotta insurrezionale, senza mai smettere di lottare, nemmeno per un secondo, per la libertà e l’anarchia.

Oggi, quando uscirai sulla strada di nuovo, devi sapere che non sei mai stato effettivamente privato della libertà – per tutto questo tempo eri libero, perché, nonostante tutto quello che hanno tentato, non sono mai stati e non saranno mai in grado di togliere la libertà che scorre nelle tue vene, nelle nostre vene. So molto bene che questo è tutt’altro che finito – siamo tutti consapevoli degli inganni e delle vendette che consistono l’essenza stessa dello Stato – ma mi rendo conto che i tuoi compagni stanno accanto a te, e il tuo spirito indomito per l’anarchia può solo crescere ancora più forte.

Proprio come te, vorrei che tutti i nostri compagni che sono o prigionieri o fuggiaschi in Messico, Italia, Cile, Grecia, Bolivia, Germania, Spagna, Svizzera e in tutto il mondo possano anche loro camminare per le strade oggi, entrare nelle proprie case ed abbracciare i loro cari. E anche se con orgoglio sopportano la detenzione e l’incertezza, sono anche con noi in ogni momento.

Avanti, compagno; c’è ancora tanto da fare…

Tua sorella di affinità,
Felicity
29/12/2012

fonte : [Tradotto dall’inglese]

Cile : La compagna Gabriela Curilem ritorna dalla latitanza

Nelle prime ore della mattina del 19 Novembre, la compagna Gabriela Curilem è riapparsa nelle strade mettendo fine al suo periodo di latitanza di 2 anni e 3 mesi. Ricordiamo che Gabriela è ricercata a seguito del “caso Bombas”, per la precisione dal 14 Agosto 2010 – il giorno in cui sono avvenuti gli arresti, mentre il caso è stato chiuso il 1° Giugno di quest’anno, il giorno in cui i 5 compagni sono stati assolti. In questo caso, Gabriela era accusata di avere presuntamente finanziato l’associazione illecita che avrebbe fabbricato e fatto esplodere le bombe. Lo stesso 14 Agosto 2010, Gabriela non si trovava al CSO Sacco e Vanzetti (centro auto-organizzato che è stato perquisito dalle unità anti-terrorismo), dove vivevano gli altri co-imputati. Nella mattina del 19 Novembre Gabriela è apparsa di fronte al sistema giudiziario cileno ed è stata sottoposta all’obbligo di firma alle autorità (non sappiamo se settimanale o mensile) ed è ora di nuovo per le strade.

Salutiamo la compagna Gabriela che dopo aver burlato per più di 2 anni gli apparati di sicurezza del Potere, torna a ritrovare la sua famiglia e compagnx. Salutiamo la sua forza e coraggio, poiché nonostante la sua difficile situazione non ha mai smesso di apportare le sue riflessioni. Ci rallegriamo che quella gabbia che tenevano preparata per la compagna continui ad essere vuota.

Il 19 Novembre la compagna Gabriela Curilem decide di porre fine ai suoi 2 anni e più di clandestinità presentandosi di fronte al Tribunale per un ordine di detenzione che aveva per effetto della legge anti-terrorista, per il cosiddetto “Caso Bombas”, in cui la si accusava di essere parte di una Associazione Illecita Terrorista e finanziatrice della stessa.

Dopo essere rimasta in attesa circa 6 ore all’interno del Tribunale, finalmente alle 14.30 si è realizzata l’attesa udienza contro la compagna. Di tutti i querelanti presenti nella causa è accorso solo il Pubblico Ministero rappresentato dal mercenario al soldo di Victor Nuñez, membro della Procura Sud, che ha portato avanti tutta l’inchiesta e il processo per il “Caso Bombas”.
Il procuratore che per due anni ha cercato quanta più stampa e teleschermi per condannare i 14 compagnx, questa volta ha solo segnalato brevemente che non intendeva perseverare contro la compagna poiché non aveva precedenti. Infine è stata chiusa la causa contro la compagna, lasciandola senza misure cautelari.

È rimasta pendente un’altra causa giudiziaria contro Gabriela, che ha coinvolto altri compagni del C.S.O. Sacco e Vanzetti per un’aggressione a un membro della Polizia di Investigazioni per aver resistito alla perquisizione dell’11 Dicembre 2009, tuttavia questa si presenta come una causa minore paragonata ai deliri terroristi della Procura.

Saluti e affetto alla compagna Gabriela che finalmente può incontrarsi con i suoi cari dopo un’assenza forzata di più di 2 anni per le macchinazioni del Potere!

A seguire uno scritto di Gabriela prima dell’udienza.

Agitando le ali oltre il Caso Bombas.
Una missiva di persistenza e una chiamata a continuare a combattere.

Sono passati più di due anni da quando si iniziò la caccia a un gruppo specifico di persone, cercando di colpire e terrorizzare un ambiente multiforme di compagnx antiautoritarx e anarchicx.

L’operazione, capeggiata da un pubblico ministero drogato delle luci dello spettacolo, è riuscito nel suo giorno di successo a detenere 14 persone di diverse correnti e circuiti, con perquisizioni riprese dalle televisioni.

Iniziava quindi la messa a processo di un caso che portava anni di investigazione alle spalle, senza essere riuscito ad apportare risultati sulla collocazione di congegni esplosivi e con l’interrogativo aperto su chi fossero gli autori.

Evidentemente il nuovo scenario giudiziario era brulicante di arroganza, frasi ridondanti, organigrammi, presunti posti di Potere e centinaia di volumi investigativi che pretendevano seppellire i compagnx sotto il peso asfissiante delle condanne.

Ma non tutto uscì come era previsto. L’arroganza poliziesca non riuscì a chiudere il cerchio su tuttx, in quella mattina del 14 Agosto 2010. A me non mi presero, né nei giorni prima della formalizzazione delle accuse né nelle settimane che seguirono, né nei mesi e anni in cui è durato questo processo decadente, pieno di menzogne e infamie.

Paradossalmente si dimostra in questo modo che il Potere non è mai così potente e onnipresente come si auto-proclama. Rimangono sempre delle crepe per le quali attraversare lo scenario già disposto, dobbiamo trovarle, crearle, ma il nostro sforzo deve puntare in questo senso. Continue reading Cile : La compagna Gabriela Curilem ritorna dalla latitanza

Atene: Dichiarazione dei nove membri dell’O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco e Theofilos Mavropoulos nella prima sessione del nuovo caso-processo per la CCF

8 Ottobre 2012: I compagni Konstantinos Papadopoulos, Stella Antoniou, Giorgos Karagiannidis, Alexandros Mitroussias e Kostas Sakkas hanno partecipato alla prima udienza del nuovo processo per la CCF. All’inizio del processo, i nove membri dell’O.R. CCF e l’anarchico Theofilos Mavropoulos hanno lasciato l’aula e sono ritornati nella celle, dopo il membro della CCF Olga Ekonomidou ha insistito per leggere ad alta voce la seguente dichiarazione nell’aula delle carceri femminili di Koridallos.

Il processo è stato aggiornato per Mercoledì, 10 Ottobre.

“Prima che la vostra corte militare inizia, farò una dichiarazione a nome dei membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Siamo prigionieri dello Stato Greco e mettiamo in chiaro che non riconosciamo alcuna autorità, per non parlare del sistema giudiziario, e naturalmente nessuna delle vostre leggi. Il fatto che noi siamo prigionieri di guerra non vuol dire che ci siamo arresi, né pentiti di nulla.

Rimaniamo orgogliosi della nostra organizzazione. Ogni azione della Cospirazione, ogni parola che abbiamo scritto nei nostri comunicati è e sarà per sempre un pezzo impenitente di ciascuno di noi.

La CCF è il percorso della nuova guerriglia urbana, fa parte di un’espansa cospirazione globale contro le istituzioni e il morale della società che schiavizza l’uomo per secoli.

La nostra prigionia non ferma la nostra causa o la nuova guerriglia urbana, che si trasforma ogni giorno in pratica, ed infine non potrà mai fermare la nostra lotta incessante per la libertà, che voi, burattini del sistema, non siete in grado di fermare.

La CCF è l’insieme di noi nove, che hanno preso la responsabilità, e nessun altro imputato abbia alcuna relazione con l’organizzazione e nessuno avrebbe mai potuto avere.

Andiamo ancora avanti con il nostro compagno Theofilos Mavropoulos nel corso incessante verso una insurrezione anarchica eterna, senza guardare indietro.

Abbandoniamo inibizioni e scuse, e ci buttiamo nel fuoco dell’azione, per ora e per sempre. Dal punto in cui ci troviamo, inviamo i nostri saluti più caldi a Yannis Michailidis e Dimitris Politis, ricercati per la CCF. Che il fuoco della nuova anarchia possa coprire le tue tracce per sempre. Fino a quando non ci incontrano nel punto di non ritorno. Inviamo anche la forza e la solidarietà per i compagni insurrezionali che sono perseguiti dalle autorità italiane, così come per i nostri compagni della FAI in generale.

Infine, con i nostri pensieri ed i cuori, ci troviamo vicino al compagno anarchico Mario López, arrestato in Messico dopo essere stato ferito dall’esplosione di un ordigno artigianale incendiario che aveva con sé, e l’anarchica Felicity Ryder, che ha scelto i percorsi clandestini e viene perseguita per lo stesso caso.

Viva la Federazione Anarchica Informale (FAI)
Viva il Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
Viva la Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF)

fonti: i, ii

Veracruz, Messico: Rivendicazione di bomba contro Bancomer

Noi dell’Iniziativa Anarco-Insurrezionalista di Offensiva e Solidarietà – Julio Chavez Lopez rivendichiamo la collocazione di un congegno esplosivo artigianale in una banca Bancomer situata nella zona industriale di Tejerìa, Veracruz il giorno lunedì 17 Settembre 2012, come gesto di solidarietà con il compagno anarchico Mario López “El Tripa” nello svolgimento delle udienze contro di lui per collocazione di un congegno esplosivo, per il quale rimase ferito e per cui si trova attualmente nelle grinfie del nemico. Allo stesso modo vogliamo esprimere la nostra solidarietà con la compagna Felicity Ryder nella sua dignitosa fuga. Forza, in qualunque luogo ti trovi.

Dobbiamo menzionare il fatto che il congegno pare sia stato neutralizzato dalla marina, in questi momenti deve trovarsi nei quartieri della repressione per essere analizzato. Bisogna dire che questo non sarebbe potuto succedere senza la complicità “cittadina” di chi continua a difendere l’attuale ordine di dominio e la “pace” e “normalità”, risultato della sua passività e sottomissione. È la cittadinanza, la gente passiva che ha accettato e interiorizzato il ruolo della polizia che la Stato ha così ben cercato di estendere attraverso la civiltà, il patriottismo, la cultura della denuncia, l’attaccamento e il fervore per la legge e la sua paradossale e stupida lotta contro la delinquenza e la corruzione.

Da qui vogliamo fare una chiamata a non ingrossare le file della repressione e della difesa del capitale, a non unirsi alla marina, all’esercito, alla polizia nè al narcotraffico e capire che questi sono solo parte e conseguenza della logica capitalista del sistema che cerca l’accumulazione e la difesa della proprietà privata. Così come ribellarsi alle istituzioni di controllo, ribellarsi contro sè stessx perchè è principalmente la convinzione individuale quello che rende possibile e percorribile la lotta per la liberazione.

Liquidiamo la polizia che portiamo dentro di noi e che dalla nostra nascita il sistema ha fatto crescere nelle nostre menti.

Rimaniamo con la soddisfazione di sapere che il nemico sa di avere sempre un sasso nella scarpa che cercherà il combattimento al suo ordine e alla sua normalità dominante.

Un saluto a tuttx x sovversivx, individualità e gruppi insorti che giorno per giorno con valorosità e convinzione danno la faccia contro tutta l’autorità con gesti ribelli e antiautoritari in tutti gli aspetti della vita.

Solidarietà con Mario López “El tripa”, Felicity Ryder e Braulio Duran!!
Solidarietà con i fratelli di Culmine e tuttx i repressx in Italia, Grecia, Stati Uniti e Cile per la repressione anti-anarchica!!
Forza Eat e Billy in Indonesia!!
Siamo con voi Marco Camenisch e Gabriel Pombo da Silva!!
Sempre faccia a faccia con il nemico!!

In Guerra contro lo Stato, il Capitale e Tutta l’Autorità. Per l’estensione dell’Anarchia,

Iniziativa Anarco-Insurrezionalista di Offensiva e Solidarietà – Julio Chavez Lopez
Federazione Anarchica Informale
(IAOS-JCL/FAI).

fonte

Oaxaca, Messico: Rivendicazione dell’attacco incendiario a un bus di Tucdosa

“La libertà non si conquista mettendosi in ginocchio, ma stando in piedi, restituendo colpo su colpo, ferita su ferita, morte per morte, umiliazione per umiliazione, punizione per punizione. Che il sangue scorra a torrenti, poichè quello è il prezzo della libertà”
R.F.M

Per chi vuole capire:
Potremmo decidere di tacere e con questo finire di seppellire nell’oblio i pochi gridi di guerra che hanno il coraggio di alzarsi contro il misero silenzio di questa realtà imposta.

Potremmo tornare indietro e lasciar soli sul cammino i pochx valorosx che hanno il coraggio di camminare sul sentiero dell’utopia e a modo loro far saltare la pace inesistente e il suo benessere. Potremmo prendere altri cammini, e tornare alla pace, alla conciliazione o potremmo cercare di conciliarci e fare pace con i nostri morti e desaparecidos. Potremmo smettere di spegnere il fuoco della rivolta e unirci agli spegni-fuoco che attualmente si rivendicano incendiari.

Ma no! Abbiamo deciso di mettere sulla tavola la prassi della negazione di questo mondo, abbiamo deciso di confrontare nelle strade la “pace” violenta e oppressiva dell’ordine che ogni volta avanza sempre di più e che ci domina mediante le sue istituzioni, abbiamo deciso che il terrorismo che hanno usato contro i nostrx e che porta con sè feriti, detenuti, morti e scomparsi, deve convertirsi in fiamme ribelli e rabbie sovversive che si materializzano in attacchi e conflitti diretti che danneggino le loro proprietà e le strutture che li sostentano. Abbiamo deciso di tornare a parlare di rivoluzione, di anarchia e di azione, non come un sogno che rimandiamo sempre e abbandoniamo per il prossimo “piano di azione” o le prossime congiunture, ma come una realtà che si vive giorno per giorno individualmente e che punta al collettivo, al qui e ora, come una rottura con il quotidiano, con una proiezione di rivolta e insurrezione violenta che schiacci qualunque forma di autorità e dominazione esercitata dagli individui agli individui.

Basta parole. Nel concreto rivendichiamo la collocazione di un congegno incendiario sulla ruota anteriore di un autobus della compagnia Tucdosa, appena sul retro della comapagna PEPSI-CO, il giorno 23 settembre alle ore 00:14 della notte (due obiettivi con un colpo solo)…

Il motivo specifico!
Rivendicazione e solidarietà con tuttx ix compagnx sequestratx dagli Stati in tutto il pianeta, ma di forma diretta questa azione si somma agli attacchi coordinati che sono stati realizzati in tutta la geografia planetaria e nel concreto a quelli che si sono portati a termine nel nostro paese. Continuiamo a incoraggiare l’estendersi delle azioni ribelli, con queste continuiamo ad alzare la voce e impugnare la solidarietà come nostra migliore arma, in questo caso per il nostro compagno Mario López “Tripa” che attualmente si trova in cattività dietro gli artigli dei carcerieri.

Per dimostrare agli illusi parassiti partecipanti al II° Convegno contro la Tassazione che non c’è bisogno di giorni per discutere un qualunque “piano di azione”, la nostra stessa azione è stata portata a termine a poco meno di un chilometro da dove stavano “discutendo” i modi in cui volevano continuare ad essere dominatx, essere partecipx della stessa oppressione; su questa rotta si trovano due cammini, il primo è la passività che si converte in complicità, e il secondo è la pazzia che spazza via la realtà. La guerra contro l’esistente non è nuova, questa guerra che nasce dai nostri istinti di sopravvivenza e che parte dal rifiuto di ciò che ci opprime e danneggia si estende nel corso della storia, in tutti i lati del pianeta, riprendendo l’azione ribelle, sovversiva e violenta come uno strumento.

Dichiariamo quindi che questo non è la prima azione ribelle di stampo anarchico insurrezionalista portata a termine in questo stato (Oaxaca), ma sono state le forme di sabotare il loro sistema e affrontarlo in una maniera concreta, danneggiando le strutture del capitale, che abbiamo impugnato dalla notte del 21 dicembre 2011 (con la collocazione di un altro congegno incendiario in un bancomat situato fuori dagli edifici della finanza) fino ad oggi, ma comunque la rivendicazione dalla nostra prospettiva non era necessaria, adesso le cose cambiano, un fratello è stato catturato e bisogna dargli quella scintilla che lo accenda dentro. Non specificheremo il quantitativo di azioni perchè non è il caso, espliciteremo solo questa azione più recente poichè con questa inizieremo una serie di rivendicazioni che seguiranno, e da qua dichiariamo la guerra alla Stato e al capitale dalla nostra trincea.

Solidarietà con il compagno Mario Antonio Lopez e con la compagna Felicity, forza compagni siamo con voi!!!
Solidarietà con i prigionieri delle operazioni anti-anarchiche in Italia, forza compagni siamo con voi!!!
Solidarietà con i compagni sequestrati nello Stato cileno, il teatro è caduto, muoviamoci!!!
Forza e solidarietà ai compagni della CCF in Grecia, forza da Oaxaca Messico fino all’Indonesia, Eat e Billy!!!
E solidarietà diretta con i compagnx sequestratx in tutto il globo, queste azioni sono anche per voi!!!

Contro la loro inesistente pace e benessere…
In guerra contro tutta l’autorità…

Fuoco allo Stato-Capitale!!!
Viva la lotta insurrezionale!!!
Viva l’anarchia!!!

In guerra contro lo Stato-capitale

Nucleo Antagonista Anarchico Insurrezionalista di Esecuzione – 25 Novembre – affine alla FAI/FRI

fonte

Messico: GARI-PGG/FAI – Rivendicazione del congegno esplosivo nella succursale della banca BBVA a DF

Comunicato:

“Pensiamo alla solidarietà come a un modo di essere complici, di prendere piacere reciproco, non la consideriamo un sacrificio per la “buona e sacra” causa perchè la nostra propria causa è dire noi stesse e noi stessi”
Pierleone Porcu

Rivendichiamo la collocazione di un congegno esplosivo nella banca BBVA situata nel quartiere Obrera, in via Isabel la Catolica nel centro del Distretto Federale, lo scorso 18 Settembre.

Con questa azione usciamo di nuovo a fare nostre le strade, a mostrare la rabbia che sentiamo contro questo sistema di annichilimento, che ora con quanto successo al compagno Mario Lopez e alla compagna Felicity Rider, che non si trovano con noi, alimenta la nostra voglia di rompere con tutto.

Siamo qui!

Assassini! Giudici e difensori disgustosi della “pace sociale”. Siamo qui, a tutti i nostri nemici e alziamo il pugno a loro e a tutti quelli che si chiedevano dove eravamo. Non siamo mai fuggiti, siamo qui per darci appuntamento, per rompere con il loro ordine.

Non sono parole al vento, nè minacce che non porteremo termine, come si dice qui “tutto a tempo debito”, e il loro è già finito. Già si è atteso molto e ora non potranno fermarci!

Il fatto che un compagno sia prigioniero e una compagna in fuga non ci indebolisce, nè succederà che se toccano uno piangeremo tutti. Al contrario, facciamo sì che tutto si risponda con il fuoco.

Compagni dobbiamo solidarizzare. Dobbiamo dare il benvenuto ai nuovi tiranni e il loro addio a quelli che se ne vanno.

Compagno Mario, siamo con te!
Compagna Felicity, ti accompagnamo nella tua fuga!

Mai vinti, mai pentiti!
Senza sigle nè dirigenti, guerra sociale su tutti i fronti!

Ne approfittiamo per mandare un saluto ai compagni che hanno partecipato alla coordinazione Cospirazione delle Cellule di Fuoco/Federazione Anarchica Informale (CCF-FAI)-Messico, Iniziativa Anarco-Insurrezionalista di Offensiva e Solidarietà Julio Chavez Lopez/Federazione Anarchica Informale (IAOS-JLC/FAI).

Células Autónomas de Revolución Inmediata – Praxedis G. Guerrero/Frazione della FAI Informal-Messico

fonte: liberaciontotal

Messico DF: Attacco incendiario contro il magazzino di un’empresa farmaceutica

A tutt* gli/le anarchic* d’azione
Agli/alle incendiar* e antagonist* affin*

Comunicato della CCF-FAI, Messico DF:

Incendiar* in guerra contro tutte le autorità!
Tutta la nostra solidarietà ai compagni Mario Lòpez “Tripa” e Braulio Duràn!
Solidarietà alla compagna Felicity ovunque ci si trovi in lotta!
Celebriamo un anno di attacchi diretti al capitale e allo Stato!

Di nuovo il fuoco liberatore arde dove più nuoce distruggendo la merce. La Cospirazione delle Celllule di Fuoco (CCF) frazione della Federazione Anarchica Informale del Messico (FAI-M) sezione DF, ha scatenato il fuoco liberatore nei magazzini della colonia San Juan Xalpa, delegazione Iztapalapa, distruggendo i magazzini 45 e 46 sull11sima strada e Sabadell.

L’incendio era programmato per cominciare alle 11:45 della notte del 17 settembre, però un guasto nel meccanismo di accensione non fece partire il congegno.
La mattina pensavamo che i nostri piani erano falliti e che il dispositivo fosse stato recuperato dalle forze repressive, ma pare che il meccanismo fosse solamente in ritardo e alle 11:10 del mattino l’esplosione ha avuto inizio.

In un anno di attacchi al Capitale e allo Stato, è la prima volta che accade un incidente di questo tipo. Nessuno dei nostri attacchi ha mai provocato ferimenti, abbiamo sempre realizzato azioni per distruggere le merci e paralizzare la produzione senza perdite. Questa volta l’incendio ha fatto vari feriti. Non era nostra intenzione provocare feriti, ma di distruggere la merce e paralizzare la produzione.

Con questo nuovo attacco coordinato con i gruppi di azione anarchica e con individualità affini, solidarizziamo con il compagno Mario Lopez “Tripa”, sequestrato dallo Stato, nelle galere di  Marcelo Ebrad in attesa di sentenza, con il nostro fratello di lotta  Gabriel Pombo da Silva incarcerato in Germania, con il compagno Marco Camenizh in Svizzera, con i/le compagn* prigionieri in Cile, con i/le prigionier* della Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia, con i fratelli e le sorelle bolivian*, con i/le nostr* compagn* di Culmine e tutt* i/le compagn* colpit* dalla repressione in Italia, con i nostri fratelli e sorelle in Indonesia e con tutt* i/le nostr* compagn* sequestrat* in tutto il mondo.
A un anno dalla nascita di questa coordinazione di lotta antagonista abbiamo battuto il sistema di dominazione insegnando che la lotta è possibile e che il sistema è vulnerabile.

Continuiamo a colpire dove più nuoce! Continuiamo con il fuoco liberatore!
Distruggiamo l’intero esistente!

Saluti ai/alle compagn* della Células Autónomas de la Revolución Inmediata (CARI-PGG), ai/alle compagn*dell’Individualidades Tendiendo a lo Salvaje (ITS), al Frente de Liberación de la Tierra (FLT), alla Célula Insurreccional Mariano Sanchez Añón (CI-MSA) e a tutti i gruppi di azione anti-sistemica!

Viva i gruppi informali di azione anarchica!
Lasciamo che la lotta si espanda in tutti gli angoli del mondo!
Siamo tutt* complici della Cospirazione delle Cellule di Fuoco!
Viva il fuoco liberatore e la polvere vendicatrice!
Forza compagno Mario!
Forza compagno Braulio!
Contro il sistema tecnologico di dominazione!
Per la demolizione delle prigioni!
Per la Liberazione Totale!
Per la coordinazione internazionale anarchica!
Per l’Anarchia!

Cospirazione delle Cellule di Fuoco/Federazione Anarchica Informale.
(CCF-FAI) – Messico
18 settembre 2012

fonte

Toluca, Messico: Attaco esplossivo contro il consiglio messicano di scienza e tecnologia

Trattandosi di un’azione della frazione anticivilizzazione del Fronte di Liberazione della Terra, risulta necessario esprimere la coscienza di rivendicare la “liberazione”, che si attua senza animo utopista, nè a partire da alcuna condizione di falsa “rivoluzione”. Perfino credendo che solo la lotta ci renderà liberi, risulta frustrante attenersi alla quotidianità tecnologica che fa parte della cultura umano centrica e simbolica che dà vita alla civilizzazione. Inutile dire che in un pianeta civilizzato la libertà (come qualsiasi altra cosa) non trascende, è noto che non bastano esplosioni e incendi per aggiudicarsi la “liberazione” per poter godere del piacere della liberazione totale!

Non basta pretendere di puntare a degli obiettivi, quando l'”obiettivo” deve essere la nostra stessa vita, pertanto nessuna azione o intento liberatore devono essere fatti per costruire una nuova civilizzazione, se la si pensa così, si limita la libertà e tutti i piani per l’emancipazione.

Così, l’FLT/ELF rivendica come parte della lotta contro l’attuale rete di istituzioni sistematizzate di dominazione-civilizzazione, il congegno esploso il 20 agosto del 2012 alla proprietà del Consiglio Messicano di Scienza e Tecnologia – COMECyT- che si trova a Toluca, provocando danni materiali al portone dell’entrata dell’edificio.

Un attacco diretto a questo pilone del tecno-sistema che propaga il linguaggio della tecnica e  promuove il “progresso” tecnologico nella società alienata. Polvere insurrezionale per questi amplificatori della domesticazione,  vincolati ai settori produttivi (industria), i centri di investigazione scientifica e le istituzioni di educazione superiore. Fuoco e polvere per tutti coloro che parlano di “sostenibilità e soluzioni verdi”.

Solidarietà totale con Mario- “Tripa” e Felicity.
Solidarietà totale con i/le compagn* italian* di Culmine.

Frazione Anti civilizzazione
del Fronte di Liberazione della Terra
Affini con la Federazione Anarchica Informale
(FA/FLT/FAI)

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Lettera della compagna Felicity Ann Ryder, da qualche parte fuori delle gabbie…

Compagni, amici,

Mi sarebbe piaciuto di aver scritto in precedenza, ma per varie circostanze non ho avuto la possibilità di farlo ancora. Voglio inviare un caloroso saluto e dire grazie a tutti coloro che si sono preoccupati per me e la mia situazione, a coloro che hanno mostrato solidarietà con Mario e com me. In questi momenti difficili significa molto avere gente che stia in solidarietà da vicino o da lontano, anche senza avermi mai incontrato. Mando un abbraccio rivoluzionario a tutti voi.

Voglio precisare che, nonostante tutte le bugie delle forze di polizia della città del Messico e dei mass media, non sono mai stata arrestata e che non sono mai stata detenuta in una delle loro prigioni. Ho cercato di capire perché avrebbero detto e diffuso tali informazioni false in tutto il Messico ed in Australia, ma alla fine dei conti, come una persona libera non penso come un agente di polizia, e non sarò in grado di capire. Se fosse per tentare invano di rompere o manipolare Mario, di manipolare la mia famiglia, o per cercare di apparire mezzo competenti nel fare il loro lavoro, non lo so.
Quello che so è che io sono fiera di essere un’anarchica, ed orgogliosa di essere un nemico per l’autorità e per lo Stato.

Al mio fratello Mario, gli mando un abbraccio gigante e molta forza e salute. So che manterrà sempre le sue convinzioni forti, così come il suo desiderio di raggiungere la Liberazione Totale. Sarò sempre al tuo fianco, compagno. Ricorda, sempre faccia a faccia con il nemico!

Invio anche un caloroso saluto ai compagni fuggitivi Diego Rios e Gabriela Curilem in Cile. Un caloroso abbraccio ai compagni delle CCF e Lotta Rivoluzionaria in Grecia, per i compagni anarchici in carcere in Italia, a Braulio Duran, Luciano Pitronello, Gabriel Pombo da Silva, ed a tutti i prigionieri anarchici e fuggiaschi di tutto il mondo.

Que viva la Anarquia!
Felicity.

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