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Barcellona: Sui 5 detenuti a Sabadell

5 compas anarchici sono stati detenuti per la fascista Audiencia Nacionale accusati/e di appartenenza a banda criminale e altre accuse senza senso. Il suo delito? Organizzarsi e lottare. Vi tireremo fuori. – Libertà anarchici detenuti/e.

Da ieri mattina presto (15 maggio 2013) alcunx anarchici/che siamo attenti a capire chi siano i/le detenuti/e  giacche non conosciamo chi sono né di cosa sono accusati esattamente. Secondo la stampa sono “membri” del gruppo anarchico Bandiera Nera, del quale né anche abbiamo conoscenza della sua esistenza e di cui solo abbiamo trovato una pagina di Facebook.

Lo certo è che gli arresti non fanno altro che materializzare una situazione che già alcune di noi vedevamo arrivare. Nelle ultime settimane sono apparsi sporadicamente in articoli di stampa virtuali (Cadena Ser, Europa Press, etc.) sugli anarchici, facendo un’insalata su questioni che non riguardano una relazione reale, ma servono a creare una situazione favorevole a un colpo come questo. E non sono pochi i/le compagni/e che hanno parlato attraverso articoli su di esso in blogs, pagine e pubblicazioni. Continue reading Barcellona: Sui 5 detenuti a Sabadell

Barcellona: Liberati 29 conigni da un allevamento intensivo

bunnyLa notte del 13 aprile 2013, attivisti del Fronte di Liberazione Animale, avviamo aperto le gabbie di 30 conigli, i quali sarebbero stati assassinati in pochi giorni.
L’intenzione iniziale era tirare fuori molti di piú, ma quando siamo arrivati abbiamo visto che le loro enormi dimensioni e peso ci impediva liberare quanti pensavamo, allora abbiamo fatto grandi sforzi per trasportare i zaini pieni dei nostri nuovi e paurosi amici.

Qui abbia potuto vedere gli occhi terrorizati di un animale dentro una gabbia e piú tarde sentire battere il suo cuore insieme al tuo nel momento della sua liberazione, sa esattamente il significato della Liberazione Animale.
Dopo avverli visti rinchiusi in piccole gabbie senza pavimento, ed osservare piú tarde como pestano e sentono la vita selvaggia, uno/a sa che mente abbia forze non si fermerá di lottare per la Liberazione Totale.

Non chiederemo che le loro gabbie siano piú grandi o confortevoli.
Non chiederemo che “migliorino” le condizioni in cui sono torturati negli esperimenti,
Non chiederemo che quando gli/le uccidono, lo facciano di forma “umanitaria”…
Niente di questo sará mai sufficiente.

Abbiamo imparato che non possiamo attendere che le condizioni sociali ci favoriscano o accompagnino, che non possiamo sperare niente degli/le sfrutattori/e. Loro non cambierano, ma ne anche noi! Saremo sempre lí e faremo quello che possiamo per fargli la vita impossibile.

L’altra notte, 29 conigli conobbero per la prima volta quello che é sentire l’area libera e ciò ci ha fatto sentire liberi/e anche a noi. Ma tuttavia ci sono milioni di animali rinchiusi e che sfortunatamente non possiamo tirarli fuori tutti. In tutte le forme… CI PROVEREMO!

Come gruppo vogliamo anche dire un paio di cose. Una, é che vogliamo la liberazione totale. E l’altra, é che lotteremo quanto possiamo per ottenerla, ma non per questo ci mischieremo con dei bastardi fascisti, in nessun modo!. Non vogliamo niente con loro, utilizzino il nome o l’acronimo che vogliano, sempre gli considereremo i nostri nemici. Secondo noi formano parte della dominazione sistematica che ammala questo pianeta. E repetiamo che non acceteremo mai né permetteremo che ci si possa confondere con quella immondizia.

CONTRO OGNI FORMA DI DOMINAZIONE
PER LA LIBERAZIONE TOTALE

http://www.youtube.com/watch?v=RYEGXD2Z6TwVogliamo mandare un saluto di libertá a Noelia Cotelo, che sta soffrendo allarmantemente in questi ultimi mesi le torture e le vessazioni di un sistema fondato sullo sfruttamento, l’inganno e l’assassinio…

“Noelia, la notte del 13 aprile, eri nelle menti e nei cuori di chi portavamo avanti questa liberazione. Fa lo stesso se sei vegana o non, se approvi le nostre azione o se invece non ti importano. Anche se fosse cosí. Quella notte é per te. TIENI DURO!!!”

Fronte di Liberazione Animale – Céllula Kodama

Tribunale Provinciale, Barcellona: Mercoledì 15 maggio alle ore 9:00 concentrazione contro la tortura

Mercoledì 15 maggio, concentrazione in sostegno ai compagni torturati per la democrazia prigionieri torturati. Domani continua il processo contro i carcerieri e dichiarano i compagni imprigionati repressagliati.

Settimana di azione decentrate dentro e fuori dalle prigioni.

Né giudizi né condanne finiranno con l’autodifesa!
Giù i muri!

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Atene, Grecia: Striscione in solidarietà con gli ammutinati rappresagliati del carcere di Quatre Camins

Domenica 12 maggio, nel tardo pomeriggio, nel contesto della settimana di azioni decentralizzate contro la tortura e l’impunità (dal 13 al 19 maggio), abbiamo appeso uno striscione all’ingresso della Scuola Politecnica di Atene nella via Patission. Lo striscione recita: “6 maggio, ha iniziato il processo contro i torturatori di Quatre Camins (Barcellona). Solidarietà con i/le detenuti/e in lotta. Giù le mura delle prigioni”.

Da Atene, inviamo saluti e coraggio a quei detenuti degni che non abbassano le loro teste.

Per la fine della società-carcere!
Fuoco alle carceri!

Barcellona: Aggiornamento sullo giudizio contro i torturatori di Quatre-Camins

È successo nel processo il Mercoledì, 8 maggio

Dopo aver fatto le dichiarazioni, il Mercoledì, 8 maggio, diverse persone che erano prigionieri al momento della rivolta e che ora sono in un’altra condizione, tra cui il compagno José Solis (partecipante nell’amutinamiento de Quatre Camins, ex-priogionero FIES e prigionero in lutta), e poi qualcun’altro dell’osservatorio, nonché Mossos e carcerieri come chi era stato a capo di Quatre Camins nel 2004, la ripresa del processo è stata rinviata fino al Lunedì, 13 maggio.

Tra le situazioni curiose che si sono verificate nella mattinata di Mercoledì (c’era un’altra parte del processo che ha avuto luogo nel pomeriggio), era che dopo una pausa e tornare in sala, gli avvocati della difesa (anche se non posso dire se erano tutti), hanno cercato di ricusare la corte che presiede la sala (due giudicesse e un giudice). Continue reading Barcellona: Aggiornamento sullo giudizio contro i torturatori di Quatre-Camins

Barcellona: “Reclamiamo il diritto di torturare liberamente”

Unione Generale dei Torturatori. La tortura è il nostro diritto inalienabile

Domenica 28 aprile, ci fu una marcia al carcere di Quatre Camins, come preludio al processo da eseguire su un gruppo di 9 carcerieri accusati di aver torturato alcuni prigionieri dopo la rivolta in Quatre Camins del 2004.
Dopo la marcia, una delle organizzazioni sindacali che difendono le guardie accusate di torture, piuttosto che esprimersi contro la tortura, chiede al Dipartimento Generale maggiore repressione e forza contro coloro che denunciano le torture.

In una lettera pubblicata sul loro sito web, UGTPrigioni (Unione Generale dei Lavoratori, reparto di Prigione)  si allarmano per le proteste e non per il maltrattamento e la tortura. Detto sindacato, incapace di vedere le torture che avvengono sotto il loro naso nelle carceri, e ostentando impressionanti capacità divinatorie, non hanno nessun dubbio nel dire che le intenzioni di coloro che hanno convocato la protesta davanti al centro di detenzione,  era quella di “causare gravi incidenti.” Continue reading Barcellona: “Reclamiamo il diritto di torturare liberamente”

Barcellona: Esposizione-asta di quadri in sostegno dei perseguiti, 2013

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L’esposizione-asta pro-detenuti/e è un’iniziativa che attraverso i nostri dipinti, disegni ed espressioni intende sostenere tutti/e quelli/e che si trovano dietro le sbarre, così come vuole anche lo sterminio di qualsiasi tipo di prigione.

Non siamo artisti, né  siamo lieti che le nostre idee siano mercificate, si tratta di un’attività che in questo caso cerca un beneficio economico per sostenere i/le detenuti/e . E inoltre per non dimenticare che oggi giorno sono molte  le persone che si trovano in carcere e che stano essendo torturate.

Salutiamo i detenuti del cosiddetto “ammutinamento di Quatre Camins “, che in questo mese di Maggio c’è  l’apertura del processo a quei secondini  che applicarono la feroce tortura e maltrattamenti facendo in modo che fosse lì dentro si resistesse a ricevere ulteriori umiliazioni, ed oggi giorno sono stati condannati a pesanti condanne.

Salutiamo Gabriel Pombo da Silva, compagno anarchico recentemente trasferito dalle carceri tedesche a quelle dello stato spagnolo.

Sempre presente Xosé Tarrio, compagno indomito e amante della libertà che continuò fino al suo ultimo giorno a ribellarsi contro l’autorità.

Questi sono alcuni casi di persone che si trovano in situazione di carcerazione, ma sappiamo pure che ci sono molti/e di più, e che ci sono persone che resistono da lì dentro e le loro voci sono messe a tacere, a tutti/e quelli/e che dalle scure celle continuate a lottare, animo che non siete soli/e !

Come funziona l’asta?

3 Maggio, ora 19.00. Banca Okkupata del quartiere di Gracia (Barna):
Inaugurazione della mostra con “pica-pica” e  musica.

L’esposizione sarà tutto il mese di Maggio presso la Banco Okkupato di Gracia. Quando la visitate, troverete un quaderno nella quale potete puntare la vostra offerta per il quadro che si sceglie, si dovrebbe scrivere il nome, il contributo economico e un modo per contattarvi. La puntata può essere individuale, ed anche incoraggiarvi ai vari gruppi di partecipare.

17 Maggio, ora 19.00. banco Okkupado di Gracia:
Chiacchierata informativa sulla situazione del processo dei torturatori del “Ammutinamento  di Quatre Camins”. Distribuzione con informazioni sui/le detenuti/e, comunicati, scritti, lettere dal carcere.
Ti incoraggiamo a continuare a partecipare all’asta!

31 Maggio ore 20:00. Banco Okkupato di Gracia:
Asta. Puoi prendere il tuo quadro!

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Barcellona: Ordigno esplosivo posizionato ad una filiale bancaria al Viale Sarriá 146

fino a quando non distruggeremo l'ultima delle loro proprietà
fino a quando non distruggeremo l’ultima delle loro proprietà

Abbiamo piazzato un ordigno esplosivo presso la sede della CaixaBank che si trova nel Viale Sarriá 146, alle 00:45 del Mercoledì, 10 Aprile.

Perché ci rendiamo conto che la presunta crisi attualmente in corso non è altro che un riarrangiamento del sistema di dominio, in cui il Potere usa le sue strategie e i suoi strumenti classici per mantenere se stesso.

Perché ci rendiamo conto che questo riarrangiamento si ottiene attraverso la militarizzazione repressiva e preventiva del territorio.

Perché abbiamo capito che lo Stato si è fuso con il Capitale, estendendo la sua capacità oppressiva, travestito da un’ideologia di cittadinanza.

Perché i banchieri e tutti coloro che detengono il potere ingiusto sono i nostri nemici.

Perché ci rendiamo conto che l’unica soluzione per la nostra situazione attuale è il disordine generalizzato e la distruzione totale di tutto ciò che sta nel cammino della nostra libertà.

Per queste ragioni abbiamo condotto questa azione in uno dei quartieri che ospita la borghesia Catalana, abituata alla pace dei suoi ampi spazi verdi, abituata al lusso e all’ostentazione, allo sfruttamento e all’umiliazione. È qui che i responsabili di questa crisi presunta si incontrano, e dove i suoi benefici si fanno sentire. Il quartiere Les Tres Torres del distretto della Sarrià-Sant Gervasi è dove la principessa Cristina e la sua famiglia vive la loro vita quotidiana, nascondendo il legame tra la corona Spagnola e Isidre Faine dietro le sue presunte attività lavorative. Faine fa parte dell’Opus Dei, e presidente dell’organo bancario che è stata oggetto di questo attacco, nonché vice presidente di Telefónica, Repsol YPF e AGBAR, uno dei fornitori di acqua più costose d’Europa.

La dominazione è supportata da individui e, come è evidente, Faine è uno di questi. Egli rappresenta la personificazione del collegamento dello Stato al Capitale.

Per tutte le ragioni sopra esposte, riteniamo che questo attacco è completamente giustificato, come parte della diversità delle iniziative autonome che intendono di eliminare in modo permanente tutte le forme di autorità.

Giusto per non lasciare spazio a dubbi: l’ordigno esplosivo era composto da una bomboletta di tre chilogrammi di gas butano riempito con due chili di polvere, insieme a due bombole usa e getta di gas da campeggio.

Gruppo di Affinità per l’Anarchia

Barcellona: Comunicato d’azioni anarchiche e risposta ai nichilisti

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Con questo comunicato vogliamo rivendicare le azioni seguenti, come facenti parte di una lotta per la distruzione dello Stato, del capitale, del patriarcato e di tutto il sistema di dominazione, una lotta per la libera creazione di relazioni di volontariato e solidarietà a livello globale e a livello locale; in altre parole, una lotta per l’Anarchia.

5 gennaio: la sera abbiamo raccontato una storia a un bambino sulla macchia e la lotta anarchica contro Franco e contro la democrazia.

13 gennaio: abbiamo cucinato un pasto sano per un compagno che ha una malattia cronica.

17 gennaio: abbiamo scritto una lettera a un compagno in carcere per aver partecipato a una rivolta.

12 febbraio: abbiamo mantenuto i figli degli amici in situazioni economiche precarie.

16 febbraio: abbiamo discusso apertamente con i nostri vicini circa la necessità di bruciare le banche e di attaccare la polizia per realizzare i nostri sogni.

19 febbraio: abbiamo detto a degli attivisti di sinistra che gli incappucciati non erano dei poliziotti infiltrati ma che eravamo noi, e che era bello indossare il cappuccio e prendere le strade con la forza.

28 febbraio: abbiamo offerto le verdure del nostro orto a degli amici e vicini, senza denaro o barrato.

Perché rivendichiamo queste azioni? Negli ultimi mesi abbiamo anche riciclato spazzatura, bruciato delle banche, ferito dei giornalisti, distrutto vetrine di negozi e attaccato la polizia.

Secondo noi gli attacchi contro il sistema sono essenziali nella nostra lotta. Ma ci siamo ingannati noi stessi. Una lotta non consiste solo negli attacchi. Gli attacchi NON SONO più importanti della necessità di prenderci cura di noi, di mantenere e diffondere la nostra storia collettiva di creare relazioni basate sul dono, la solidarietà e la reciprocità, d’immaginare nuovi mondi e nuove lotte, di affrontare il nostro isolamento e costruire relazioni sovversive e oneste con persone , che sono al di fuori dal ghetto categorico e politico in cui lo spettacolo ci mostra.

È evidente che abbiamo perso diverse volte in passato, e che il più duro di tutti è la frattura storica e la perdita della memoria della nostra lotta; ci si trova a dover ripartire da zero. L’iper-alienazione, contro cui il nichilismo è la reazione logica, non è che il risultato della sconfitta nelle lotte passate. Ci troviamo in un insieme che bisogna distruggere, solo perché non resta più niente di ciò che avevamo costruito nel passato. Per non perdere tutto ogni volta che ci solleviamo, dobbiamo sostenerci, non come degli individui isolati ma come una comunità, una lotta collettiva e multi generazionale. E ciò non lo si può ottenere dando esclusiva priorità agli attacchi.

La gerarchia delle tattiche appartiene alla sinistra ed è stata assai poco modificata in seno al nichilismo: hanno scelto la punta della lancia, le azioni presumibilmente più importanti, come le sole che contavano, e hanno dimenticato il resto. Si tratta di una visione patriarcale e contro produttiva. È l’oblio di tutte le azioni, sono necessarie per la vita e così per la lotta. Prima rese invisibili dal patriarcato, poi dal capitalismo, e infine dalla sinistra cosiddetta anticapitalista.

La tattica la più aggressiva non ha senso e non può essere sostenuta che in un complesso di azioni di ogni tipo, in quanto sono libertarie e dirette. Non capendo che lottare significa portare con noi un nuovo mondo, cha aspetta di nascere dalle ceneri del sistema di dominazione, ci trasformiamo in semplici armi contro il capitalismo, in strumenti destinati a distruggere, senza le altre cose di cui gli uomini hanno bisogno per vivere e lottare. È il capitalismo che vuole trattarci come strumenti. Noi non dovremo fare la stessa cosa.

In realtà è un piacere sentir parlare degli attacchi dei nichilisti e di altri compagni. Sappiamo bene che il coraggio e la rabbia sono due degli elementi più importanti per ribellarsi. In particolare a Barcellona, abbiamo sentito che è stato un errore che negli ultimi anni ci sono stati pochi attacchi illegali mentre era apparso più opportuno partecipare ad ampi spazi. Naturalmente, l’argomento degli attacchi, realizzati dai nichilisti e dai compagni piuttosto “sociali”, a noi ha più. E a livello globale, abbiamo riso quando abbiamo sentito che il direttore della centrale nucleare Ansaldo in Italia era stato colpito al ginocchio ed è stato un piacere leggere le lettere dei compagni (nichilisti e altri) imprigionati in Grecia, che non si sono lasciati prendere dalla paura.

Ma troppe volte abbiamo visto dei compagni che, a causa della disperazione, dell’impazienza e dell’alienazione, si sono negligentemente gettati nella guerra contro lo stato, che tutti noi viviamo ogni giorno. Sono sempre finiti morti o in prigione, e questo più volte in un anno. E poi cosa è successo?

I compagni che sono sopravvissuti abbiamo fatto tutto il possibile per aiutarci a vicenda e aiutare i prigionieri, per non dimenticare quelli assassinati, per non lasciare che la repressione abbia la meglio, per non perdere tutta la nostra forza e non permettere una frattura storica, che ci privava della nostra memoria collettiva di lotta. Ma poco a poco questa memoria si perde, e successivamente ogni quattro anni appare un nuovo gruppo che dimentica gli altri compiti della lotta per dedicarsi solo alla distruzione del nostro nemico in comune. Quando li sosteniamo, ma anche quando li critichiamo, o a volte anche senza criticarli, ci trattano da vigliacchi per il fatto di consacrarci ad altri compiti (anche se partecipiamo anche noi alle rivolte o alle azioni notturne), per divergere con loro ideologicamente e non glorificare il loro gruppo o federazione informale.

Non sanno che a quel punto hanno già perso, perché un compito che trascurano è la trasmissione della memoria [1]. Invece di una memoria profonda, viva e strategica, hanno solo i lori martirologi. E così dobbiamo vedere come i nostri amici e compagni diventano dei simboli, e infine delle armi, dell’ideologia. Alcuni dei compagni morti erano effettivamente dei nichilisti. Ma nella martirologia nichilista ci sono anche dei compagni recuperati e che non facevano parte di alcuna di queste bande, o che appartenevano chiaramente all’altra banda di questa stupida divisione tra “sociali” e “antisociali” (come Lambros Foundas). I loro nomi e immagini sono usati per incoraggiare gli attacchi, la distruzione totale, senza fermarsi per riflettere sui loro errori o sui veri progetti che questi compagni avevano quando erano in vita.

È ovvio che dobbiamo lottare e ciò implica la possibilità di morire e di finire in prigione. Ma ciò non significa che dobbiamo celebrare la morte o la prigione. Anche il suicidio è una forma di resistenza, ma non è rivoluzionario. È ovvio che dobbiamo ricordarci i nostri morti e i prigionieri, ma ciò non vuol dire trasformarli in martiri o eroi.

In conclusione, vogliamo criticare lo stato attuale della letteratura anarchica, come fondata in modo sproporzionale su comunicati superficiali che mancano di contesto, d’analisi e di riflessioni, e che mettono solo in rilievo gli attacchi e non gli altri compiti che dobbiamo svolgere per mantenerci vivi e forti. Naturalmente, essa ci aiuta ad essere al corrente delle azioni clandestine fatte dagli altri compagni. Ci dona la forza e la gioia di leggere che un simbolo del potere è stato distrutto o bruciato. Ma è molto più utile pensare (e scrivere) sulle strategie di conflitto, secondo ogni tempo e luogo, invece che incoraggiare la visione quantitativa della lotta. Ci rifiutiamo di trasformare la nostra ribellione in un’equazione matematica per misurare la nostra rabbia: più facciamo dei colpi e degli incendi, più forti saremo; più importi sono i danni, più importante sarà l’azione. È il pensiero di un economista, di un generale o di un idiota.
Per tutte queste ragioni, abbiamo deciso di scrivere questo comunicato per rivendicare una serie di azioni che consideriamo importanti così come gli attacchi e che hanno attualmente luogo. Sono delle azioni che facciamo ogni settimana, normalmente senza pensarci due volte o pubblicarlo su internet. Le pubblichiamo ora per rendere visibile un problema personale e una debolezza generalizzata attraverso lo spazio anarchico.

CONTRO I COMUNICATI!
PER L’ANARCHIA E PER TUTTI I COMPITI DELLA LOTTA!

Nota [1]: per esempio, “noi non guardiamo più verso il passato, perché l’odiamo … distruggiamo il presente” dopo il comunicato “Anarchici Nichilisti” de Barcellona, 25 aprile 2012 [censurato su Indymedia Barcellona, in inglese qui]

fonte

Catalogna: Per l’estensione della campagna per il Febbraio Nero a Barcellona

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Per tutti quelli che vogliono essere solidali in modo coordinato o spontaneo quando le occupazioni combattive e i loro metodi auto-organizzati sono in pericolo; per tutti coloro che vedono chiaramente i paralleli della logica repressiva tra ciò che sta accadendo in Grecia e ciò che sta accadendo qui nello stesso momento storico; per tutti coloro che vedono il chiaro rafforzamento e il coordinamento dell’offensiva attuale da parte degli Stati euro-fascisti contro tutti gli atteggiamenti sovversivi che non sono conformi alle loro linee democratiche -attraverso l’immediato intervento violento contro i nostri spazi, la nostra gente, le nostre quotidiane attività, e la sopravvivenza della nostra stessa auto-organizzazione e lotta.

È diventato ormai evidente che, anche se questa offensiva da parte di diversi Stati è perpetua e in corso, è chiaramente coordinata e diretta in questo preciso momento, al fine di circondare, dividere e distruggere tutte le prassi fisiche di occupazioni, da Barcellona fino alla Grecia. Queste prassi sono necessarie per le nostre attività e la nostra sopravvivenza, e per le azioni di molti di noi.

Gli Stati, in questo preciso momento, attraverso i loro meccanismi fascisti, stanno iniziando e creano un ambiente repressivo e concertato, con le loro strutture gerarchiche, la loro auto-legittimazione attraverso la legge e dei media, e la loro burocrazia capitalista-pragmatica.

Si stanno coordinando verso un obiettivo internazionale repressivo all’interno del colosso militare-industriale-capitalista dell’unione euro-fascista: l’annientamento dell’unica pratica per sovvertire la loro riforma strutturale (la loro crisi), quella pratica che sta cambiando la coscienza della sopravvivenza nelle masse oppresse. Il turismo di massa è uno delle industrie principali di Atene e Barcellona, un settore che ottiene la capacità di distruggere il tessuto sociale, di creare facilmente delle divisioni settarie in base alle condizioni economiche tra coloro che costituiscono la popolazione, e in ultima analisi, di esiliare chiunque che non abbia i mezzi finanziari ai quartieri dormitori o per le strade. L’occupazione, come massima prassi di negazione del concetto di proprietà, è il nemico naturale della classe proprietaria, che comprende lo Stato e le sue società immobiliari – nel centro del loro impero di cemento, rappresenta un’immediata delegittimazione di tutto il progetto, un pericolo per le più grandi industrie, ed una base per la creazione di legami di affinità e di organizzazioni per unire coloro che cercano di dividere.

Da questa prospettiva di un conflitto automatico di interessi, idee, e sopravvivenza, quali azioni possiamo scatenare per affrontare questa brutale offensiva da parte di tutti gli organismi repressivi che si alzano intorno a noi per soffocare le nostre vite?

Qui, proponiamo una diretta, spontanea, coerente azione contro ogni atto repressivo – il che non vuol dire disorganizzato o non premeditato, ma piuttosto sconnesso e decentrato, in modo che, la confidenza, la comunicazione e l’azione stessa, così come la responsabilità delle nostre prassi rimangono all’interno di un gruppo di affinità, in modo che la solidarietà possa essere generalizzata e non concentrata esclusivamente nelle nostre zone e nei nostri nemici personali. Se tutti noi, in tutto il generalizzato movimento di auto-organizzazione da Porto ad Atene – non solo nelle nostre case, non solo nei nostri quartieri, non solo nelle nostre città – ci impegniamo in una solidarietà attiva in questo Febbraio Nero, dal 2 al 12, e in questo modo otteniamo un colpo feroce collettivo con successo, invieremo il messaggio ai compagni imprigionati che non sono dimenticati, e agli Stati che le loro iniziative repressive possono diventare la propria fossa, alla minima scintilla.

Questo è il momento di presentare una rappresaglia massiccia, coordinata e decentrata per difendere i nostri spazi ed i nostri compagni imprigionati, in tutte le città e in tutto il mondo.

Con tutto quello che abbiamo, agiremo per resistere alla loro offensiva con le nostre proprie vittorie, e senza concessioni.

Che possano fuggire i turisti; che possano bruciare le ruspe; che possano le case abbandonate prendere vita e schiacciare il concetto di proprietà. Che possiamo tutti guardarle bruciare, pezzo per pezzo, sotto il loro naso.

fonti: 1, 2, 3

Barcellona: Testimonianza di Ester Quintana, manifestante che ha perso un occhio dalla brutalità della polizia il 14 Novembre 2012

29 Novembre —premere il tasto cc per attivare i sottotitoli in inglese

Ester Quintana, 42 anni, ha perso un occhio dall’impatto di un proiettile sparato dalla Mossos d’Esquadra (la polizia anti-sommossa Catalana) durante lo sciopero generale del 14 Novembre nella città di Barcellona. La sua versione contraddice frontalmente le dichiarazioni del ministro per gli Affari Interni Catalano, Felip Puig.

Il vostro contributo è molto importante per Ester: Se siete stati nella zona di Passeig de Gràcia tra la Gran Via e da Plaza Catalunya (calle Casp) il 14 novembre dalle 20.30 alle 21.00 circa (ora locale), o avete visto qualcosa di rilevante per il caso da una finestra o dal balcone di un appartamento, siete pregati di contattare Ester, i suoi parenti e gli amici immediatamente a: animsester@gmail.com

Barcellona: Solidarietà con i casi di Lotta Rivoluzionaria e Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia

Solidarietà con gli ostaggi – Lotta Rivoluzionaria e Cellule di Fuoco – Grecia
La repressione non ci fermerà – Solidarietà con Lotta Rivoluzionaria – Non dimenticheremo Lambros Foundas
SOLIDARIETÀ RIVOLUZIONARIA

Ricevendo l’eco del richiamo di solidarietà per il caso della Lotta Rivoluzionaria, abbiamo srotolato striscioni in tre diversi punti della città di Barcellona, il 22 e il 23 di Novembre.

Solidarietà con gli accusati e perseguitati nei casi della Lotta Rivoluzionaria e della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Solidarietà con tutti i combattenti imprigionati in tutto il mondo!
Fuoco alle prigioni!

Barcellona : Chiamata internazionale di propaganda e azione con il compagno Piotr Silajev

Il compagno Piotr potrebbe essere estradato dallo Stato Spagnolo alla Russia dove lo aspetta una lunga condanna in prigione. Da Barcellona facciamo una chiamata internazionale di giornate di propaganda e azione per appoggiare il nostro compagno Piotr Silajev nei giorni 19-20-21 Novembre. Il 28 Ottobre è cominciato a Granada (Spagna) il processo per estradare Piotr Silajev in Russia. Il Tribunale Nazionale – un tribunale speciale focalizzato su reati come “crimine organizzato” e “terrorismo” – vuole estradare Silajev in Russia nonostante abbiamo asilo politico garantito dallo Stato finlandese. Nel caso fosse estradato, in Russia lo aspetta una condanna tra 7 e 13 anni di carcere.
La ragione della possibile estradizione è il ruolo di Piotr nella campagna per salvare il bosco millenario nella regione di Khimki nei dintorni di Mosca dalla costruzione di un’autostrada che passerebbe in quest’area. Il progetto fu concesso all’impresa francese Vinci, conosciuta per la polemica e la corruzione nei suoi progetti. Nel 2010 una manifestazione attacco il municipio di Khimki e dopo che la polizia russa ebbe annunciato l’ordine di cattura, Piotr fuggì dal paese.

La possibile estradizione violerebbe non solo le leggi spagnole ma anche numerose leggi internazionali e il trattato delle Nazioni Unite sui rifugiati politici.

Adesso la solidarietà è necessaria!

Facciamo una chiamata a tattiche multiple per diffondere la situazione del nostro compagno anarchico!

Potete inviare le azioni di solidarietà a: babushka(at)riseup.net
Maggiori informazioni su Piotr in spagnolo su: rusafa.wordpress.com

No all’estradizione di Pjotr Silajev.

Gruppo di appoggio di Barcelona
5 Novembre 2012

fonte

Nota di Liberacion Total:

La lotta in difesa del bosco di Khimki è stata spinta da un ampio settore e in diverse forme, da manifestazioni pacifiche a sabotaggi, in cui hanno anche participato compagnx anarchicx. Per vedere alcune azioni tradotte in spagnolo a suo tempo: qui

Solidarietà attiva con Piotr!

Barcellona: Intervento antifascista fuori dal spazio di nazisti

Nei giorni scorsi, compagni da diversi quartieri di Barcellona svolgiamo una campagna di propaganda contro la crescita del fascismo, del razzismo e del cannibalismo sociale che fioriscono nelle correnti circostanze. La campagna è iniziata il Sabato scorso, quando un gruppo di compagni antifascisti hanno attaccato dei manifesti al di fuori del covo dei nazisti, “Casal Tramuntana” e sulle strade circostanti. Il testo del manifesto:

Per abbattere il fascismo, il razzismo e il cannibalismo sociale

I responsabili per i nostri problemi non sono quelli che sono costretti a migrare, ma coloro che sono in prima linea di un sistema economico e politico che produce sfruttamento, guerre e povertà in tutto il mondo.

Non cammineremo affianco a coloro che ci sfruttano e ci governano sotto la bandiera di qualsiasi paese, razza o “identità culturale”. La nostra posizione è con gli sfruttati di tutti i paesi, e contro coloro che hanno costruito la loro ricchezza partendo dal nostro impoverimento.

Per non metterci in confusione, la battaglia non è tra noi, la battaglia è contro lo Stato e il Capitale.

Per un mondo senza classi, confini, guerra e miseria!

in spagnolo, in greco

Barcellona, Spagna: Sabotaggi e vernice ai bancomat

Il rumore della strada #1

Se ci chiedessero come vorremmo che funzionasse il mondo probabilmente potremmo dire il mutuo supporto, la collaborazione, la collettivizzazione e l’autogestione sono metodi che ci piacciono e che un tempo furono usati, però pensiamo che attualmente un cambio progressivo è impossibile è non accadrà da sè.

Si deve creare una situazione favorevole al cambiamento. Alcuni restano balbuzienti a dire ” è difficile crederci” mentre nelle vie vediamo come la polizia, pagata con i soldi dei contribuenti e già militarizzata, tortura e uccide i/le nostr* compagn*.

Noi abbiamo deciso già da tempo di ampliare la nostra gamma di tattiche, con l’azione diretta tramite il sabotaggio, l’esproprio e l’uso della forza per autodifesa. Non crediamo sia l’unico cammino possibile, però pensiamo che questa forma possa ampliare la possibilità di un cambio.

Vediamo fiorire alcuni gruppi di affinità nella nostra città che ci illuminano gli occhi, che provano a recuperare vecchie Federazioni e discussioni sui metodi migliori di organizzazione.

Quando il giorno dopo vediamo un direttore di una banca con le mani nei capelli lamentandosi che qualcuno gli ha verniciato le vetrine e ha rotto lo schermo del bancomat, quando vediamo nelle prime ore del mattino che spazzano rapidamente i resti di un incendio, o quando vediamo come si cancellano con miracolosa rapidità migliaia di scritte sulle pareti di tutta la regione, o quando ancora contempliamo con un sorriso una macchina in fiamme sapendo che, per una notte, solo per una notte, una delle dita  che muovono l’oppressione che non ci fa dormire tranquill* è saltata, e anche loro questa notte faranno incubi.

Poco a poco, aumentano a raffica le azioni e le persone che vedono questo metodo come una possibilità e una necessità.
L’azione stessa è come una forma di comunicazione e d’espressione, l’organizzazione è difficile  data la repressione attuale e facciamo un appello per azioni diversificate in tempi migliori.

Pensiamo che, a poco a poco, queste azioni innescheranno un più alto grado di espressione della lotta. Sebbene le critiche siano inevitabili, speriamo che si capisca la sfumatura e il messaggio dell’azione.

Non abbiamo paura.

Con questo comunicato rivendichiamo i seguenti sabotaggi:

-Più di un centinaio di bancomat nei quartieri di Barcellona e periferia. Nel mese di giugno, luglio e agosto rotti diversi schermi di bancomat o bruciati diversi oggetti all’interno delle banche.

-Scritte agli uffici di svariati partiti politici e agli hotel di lusso.

Un saluto ai/alle compagn* in lotta:
Lobos negros
Anarquistas Nihilistas de Barcelona
Las Nadie

Un puño arriba
Milizia Nera

fonte

Barcellona: Breve riassunto della manifestazione per la liberazione degli scioperanti del 29M

potete leggere i relativi inviti ed informazioni qui

Liberta' per gli arrestati dello sciopero generale
Liberta' per tutti i prigionieri della lotta sociale - Liberta' per Stella Antoniou

Domenica, 22 Aprile, ha avuto luogo una dimostrazione di protesta in solidarieta’ verso i tre combattenti imprigionati che furono arrestati durante la mobilitazione per lo sciopero generale del 29 Marzo. In Piazza Catalunja, un gruppo di manifestanti ha esposto uno striscione in solidarieta’ con Stella Antoniou e tutti i prigionieri politici. Piu’ di 2.000 manifestanti sono scesi per le strade di Barcellona, rivendicando la liberazione immediata dei tre combattenti del 29M.

Per quanto riguarda la recente ondata di arresti, a Barcellona e Tarragona, i sei arrestati sono stati rilasciati (due di loro sono stati liberati con una cauzione di 6.000 euro ciascuno).

La passione per le carceri e’ piu’ forte di tutte le carceri

Rilascio immediato di Stella Antoniou

Solidarieta’ ai compagni in Grecia che si battono contro il regime fascista e i suoi tirapiedi

Fonte/altre foto quì – guarda anche il report su barcelona.indymedia

Barcellona: Cronaca della repressione dopo il 29 Marzo (in Spagnolo)

Spagna: Chiamata degli anarchici di Barcellona e del CNT Catalonia per lo sciopero generale del 29 Marzo

Gli anarchici stanno arrivando!

Contro i dirigenti sindacali che sono d’accordo sul nostro futuro!

contro i partiti politici che promuovono e tollerano la sottomissione

contro i padroni che ci sfruttano giorno per giorno

contro lo Stato e il Capitale

noi gli anarchici partecipiamo allo sciopero generale

12.00 – Plaça de Catalunya (Piazza di Catalonia), picchetto principale

16.00 – Jardinet de Gràcia, dimostrazione

Oggi come sempre…la lotta è l’unica via

SCIOPERO GENERALE- 29M

Il CNT Catalonia chiama tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero generale del 29 Marzo, contro le riforme del lavoro ed i tagli sociali (in materia di pensioni, istruzione, sanità, trasporti pubblici, elettricità, acqua…). La lotta è l’unico modo che abbiamo contro il sistema capitalistico e lo Stato.

Fonti: i, ii (potete anche visitare il nostro nuovo blog in catalano)

Barcellona: Boicottaggio e sabotaggio nella stazione metro Congrès

Barcelona F29

Distruggiamo l’TMB

Oggi, 29 Febbraio, siamo scesi nella stazione metro Congrès e abbiamo distrutto tutto – telecamere, macchine per i biglietti e obliteratrici, cartelli pubblicitari.

Se la domanda è perché, allora rispondiamo che abbiamo molti motivi per attaccare TMB (sistema di trasporto metropolitano di Barcellona), visto che aumentano le tariffe e noi veniamo aggrediti dalla guardie di sicurezza. Siamo pieni di motivi per aver lasciato il pavimento pieno di vetri rotti quando in un giorno di lavoro siamo obbligati ad andare a lavorare e soffrire passivamente lo sfruttamento. Se la maggioranza dei lavoratori di TMB abbandona i lavoratori solitari e i passeggeri, dovrebbero sapere che qui non ci arrendiamo. Continueremo a lottare per il mondo che vogliamo (un mondo senza ricatti del capitalismo e del dominio).

Attaccheremo di nuovo

Infine, mandiamo tutto il nostro supporto anche agli studenti che sono usciti oggi con forza, rendendo chiaro che non permetteranno di farsi abbattere.

Avanti per quelli che lottano!

trad. ParoleArmate

[Barcellona] “Non sono lavoratori, sono scagnozzi in uniforme!”

Volantino diffuso nelle strade di Barcellona contro la polizia catalana, una forza repressive responsabile dell’omicidio di molte persone:

ASSASSINI

1/1/2012 – Un giovane arrestato a Manresa dalla polizia catalana, muore in ospedale dopo esser stato picchiato mentre era ammanettato.

7/1/2012 – Muore un giovane prigioniero in un Centro di Detenzione per Immigrati nella Free Zone, dopo che gli agenti della polizia nazionale gli hanno negato le cure mediche che aveva chiesto…

E questi sono solo gli ultimi due casi.

Quelli che difendono un ordine di miseria con la tortura e l’omicidio non sono lavoratori, sono scagnozzi in uniforme. Alziamo la testa dinnanzi agli assassini del sistema che proteggono!

Vogliono picchiare i manifestanti, torturare e uccidere la gente nelle caserme, quelli che abusano e umiliano gli altri, e difendono un ordine di miseria attraverso l’intimidazione e la violenza… NON SONO LAVORATORI, SONO SCAGNOZZI IN UNIFORME!

Barcellona libertaria
trad. ParoleArmate

Barcellona, 17-20 Novembre 2011: Comunicato della Insurrezione Antiautoritaria d’Azione/Federazione Anarchica Informale (Catalogna, Spagna)

Ci siamo sempre chiesti perché nello stato spagnolo la strategia di una federazione internazionale unificata non sia stata proposta. Piuttosto che aspettare e continuare a far domande, abbiamo fatto un piccolo passo.

Dopo circa un anno di piccole azioni anonime di sabotaggio, fallimenti, e piccole vittorie, abbiamo deciso di approcciarci all’Anarchia da un’altra prospettiva, infatti abbiamo deciso di far parte della Federazione Anarchica Informale e del Fronte Rivoluzionario Internazionale. Vogliamo sperimentare quel sentimento che viene con il partecipare a questo processo, studiare nuove forme di comprensione dell’Acracia e partecipare in tutti i campi di lotta. L’anarchismo è un movimento di liberazione, un’arma di lotta, una forma di vita e/o azione, o almeno molti la intendono cosi. Vogliamo avere l’opportunità di avere un ruolo cruciale nella guerra sociale e nell’iniziare nuove pratiche quotidiane, e saremo risoluti. Come anche, intendiamo “aprire la scatola” o far emergere dall’autocritica nuove forme di azione diretta e dar vita ad un’organizzazione informale, orizzontale e combattente. Crediamo nell’antiautoritarismo, nell’acracia e in una forte prassi anarchica, come anche nella riproduzione costante dei sabotaggi, boicotaggi e attacchi che mettono in pericolo e possono svalutare i progetti del capitale ed esso stesso. Anche in questa forma di lotta scegliamo e accettiamo l’attacco diretto contro il nazi-fascismo; nella lotta contro l’autorità e il sistema, il potente attacco contro il nazi-fascismo è un altro fronte, e la lotta diretta e dal basso per distruggere chi si crede razialmente o politicamente superiore rispetto al resto rimane fondamentale. Cerchiamo la creazione di una situazione continua di tensione e di conflittualità contro il potere.

“Dinnanzi ad un sistema di controllo e dominio, solo la lotta combattente può prevalere” Continue reading Barcellona, 17-20 Novembre 2011: Comunicato della Insurrezione Antiautoritaria d’Azione/Federazione Anarchica Informale (Catalogna, Spagna)

Barcellona: Azione di solidarietà con gli incarcerati di Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Barcellona, 17 Ottobre 2011

Nel corso di quest’anno ci sono stati diversi attacchi incendiari mirati finora su auto di lusso a Sant Roc, quartiere povero di Badalona (Barcellona), alcuni nascosti dalla stampa, altri no.

Nello specifico, la mattina del 7-8 Febbraio abbiamo bruciato due veicoli, il 19 Luglio alle 3.21 altri due, e il 7 Settembre un’altro. Noi rivendichiamo tutti gli atti e ce ne assumiamo la responsabilità. Il motivo e il contesto è chiaro: chiediamo la liberazione immediata e incondizionata dei membri incarcerati di Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Da qui a Nafplion e Koridallos.

Lotta sovversiva

Barcellona, Spagna: Allarme bomba contro il consolato greco in solidarietà con la Lotta Rivoluzionaria

Barcellona, 5 Ottobre 2011

19.30 GMT +1, allarme bomba al consolato greco in solidarietà con Epanastatikos Agonas (Lotta Rivoluzionaria).

Chiediamo il rilascio incondizionato di N. Maziotis, P. Roupa, K. Gournas, Ch. Kortesis, V. Stathopoulos, S. Nikitopoulos e M. Beraha.

Stiamo andando a vincere.

Lotta sovversiva

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