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Lille: Vernice contro la gentrificazione

Vernice contro il comune, la gendarmeria, la “casa dell’hip-hop” e l’istituto Pasteur.

Nella notte tra il 23 e il 24 marzo le facciate del comune, della gendarmeria, della Mangusta (un tempo casa occupata) e della “casa dell’hip-hop” sono state attaccate a colpi di vernice. Abbiamo scelto questi bersagli perché ci opponiamo alla riabilitazione dei quartieri popolari e alla politica municipale di espulsione dei poveri per rendere i quartieri più appetibili agli occhi dei promotori immobiliari.

Lo Chti d’Arras, storico luogo di attività e di vita occupato illegalemente da diversi anni (e dove si tenevano concerti e altri eventi hip-hop) è stato espulso e sostituito dalla “casa dell’hip-hop” o “Centro Europeo di Cultura Urbana”. Un buon metodo per il comune di recuperare quello che già esisteva senza il suo aiuto, svuotarlo di tutto quello che aveva di sovversivo, e trasformarlo in un prodotto cultural-commerciale.

Numerose pratiche contrastano di fatto questa logica. Che si tratti di occupare terreni, immobili o case vuote, o attraverso lo sciopero degli affitti, alloggiare o sperimentare nuovi rapporti sociali, ci si ritrova rapidamente di fronte alla repressione. Lo dimostra la recente espulsione della Mangusta (edificio vuoto da diversi anni e di proprietà dell’istituto Pasteur), squat che si trovava in pieno centro di Lille, molto visibile, aperto a tutto il quartiere e quindi fastidioso per il comune. I mezzi dispiegati in questa occasione (presenza importante delle forze di polizia, quartiere bloccato per tutta la mattina) mostrano in effetti la volontà di stroncare alla radice ogni iniziativa di organizzazione che non sia loro subordinata. Esistono ancora diversi luoghi occupati, in particolare l’Insoumise (libreria d’occasione che propone numerose discussioni, proiezioni etc), che sono anch’essi espulsabili.

Non abbiamo intenzione di lasciarli fare, e non aspettiamo né il loro permesso né il diritto di farlo. Non otterremo che quello che sapremo prenderci. Facciamo appello alla solidarietà di tutti/e coloro che lottano e subiscono la politica economica e sociale dello stato e dei suoi sbirri.

Guerra a questo vecchio mondo. ACAB.

fonte: indymedia lille (via attaque)

[Europa] Dodici morti

Dodici morti. Da esseri umani a corpi senza vita in soli pochi minuti. Sappiamo che nelle guerre muoiono moltissime più persone in molto meno tempo, a causa di una bomba lanciata da un aereo, a causa di gas letali, a causa di una mina antiuomo. Però non siamo in una guerra. Siamo in una democrazia. Il mondo libero sognato. L’immagine a cui il mondo intero anela: la grande Europa, la civilizzazione esemplare.
Dodici morti assassinati a spari da alcuni personaggi che sì sono in guerra, che sì sono addestrati per uccidere.

Non confondetevi. Non si tratta dell’immagine, sfruttata in tutti i modi, della morte di alcuni vignettisti e altri membri di una rivista satirica parigina, avvenuta pochi giorni fa, quella che ci viene in mente, ma il ricordo dei dodici corpi di quei migranti del sud del Sahara crivellati e affogati in pochi minuti dalla Guardia Civil a Ceuta quasi un anno fa, il 6 febbraio del 2014, quando questa polizia militare li obbligava a retrocedere verso il mare. Furono di più i morti assassinati ma furono ritrovati solo dodici corpi. Gli altri li inghiottì il mare.

Non ci furono grandi marce né proteste, e nessuno pensò allo slogan “Tutte e tutti siamo migranti che muoiono alle porte dell’Europa”. Certo, non erano bianchi né provenivano da paesi ricchi, però furono assassinati in modo crudele e terribile. Non in difesa di qualche religione o fondamentalismo, apparentemente, ma in difesa della sacra frontiera e dello Stato. Per marcare a sangue e fuoco, una volta di più, la propria frontiera. Non volevamo uccidere i migranti che osavano entrare in territorio spagnolo, assicurano il Ministro degli Interni Jorge Fernández e la sua Guardia Civil, ma “volevamo tracciare una sorta di frontiera acquatica per mezzo dell’impatto delle pallottole sull’acqua”. Non c’è spazio per gli scherzi. Lo dicono seriamente.

Solamente nel mar Mediterraneo, la frontiera marittima d’Europa, il 2014 ha battuto tutti i suoi record, (come dicono i media) con più di 3.200 migranti che in meno di 12 mesi sono affogati nel tentativo di entrare nel continente, senza contare tutti i morti nelle diverse frontiere, nei deserti dove sono abbandonati senza cibo né acqua dalle differenti polizie frontaliere o per mano di sicari fascisti e forze dell’ordine, e neppure quelli che sono morti, una volta arrivati nel paradiso europeo, nei Centri di Internamento per Stranieri o nelle strade per mano della polizia, visto che una volta giunti nel territorio europeo il benvenuto non è molto diverso dal trattamento che ricevono nelle sue porte d’ingresso. La persecuzione della polizia contro popolazioni intere (principalmente quelle che hanno marcata sulla pelle la propria provenienza), la crescente xenofobia, il razzismo fomentato dai mezzi di comunicazione e dai politici, le campagne contro tutto ciò che non sia identificabile come “europeo”.

Charlie è europeo e per questo non tutti siamo Charlie. Ci sono valori, tradizioni, perfino battute (alcune un po’ pesanti) che si identificano molto con questo ente astratto che si vuole far chiamare “europeo”. Però è sicuro che esiste moltissima gente, principalmente coloro che non si possono identificare con i valori dominanti, quelli che definiscono ciò che “è” e ciò che “non è” europeo, che non si possono identificare con Charlie né con i suoi valori, e ancor meno con il suo senso dell’umorismo.

Questo “Je suis Charlie” che tenta di stabilire una linea molto precisa: chi non è con noi è contro di noi. All’insegna di questo motto a Parigi hanno marciato migliaia di persone. All’appuntamento non è mancato Rajoy, che è anche lui uno di quelli che terrorizzano i migranti nelle frontiere e nelle prigioni spagnole, fra le molte altre prodezze, neppure è mancato Netanyahu, che mitraglia con il suo esercito centinaia di palestinesi nella sua Terra Sancta e ingabbia ogni anno quegli israeliani che si rifiutano di partecipare al suo personale metodo di terrorizzare e, com’era da aspettarsi, non è mancato neppure il presidente turco Erdogan, che semina il terrore contro il popolo kurdo. Non sono mancati neppure i capi delle principali potenze capitaliste. Tutti i capi di Stato, guardiani dell’impero e della civilizzazione hanno marciato contro la barbarie. Insieme a loro, migliaia di fascisti sparsi per il continente hanno approfittato dell’impulso di Charlie per uscire a seminare in terreno più che fertile la loro merda che a breve comincerà a dare i più acidi frutti.

E le strade di Parigi e Barcellona, fra le moltissime altre città, si militarizzano ancor più in difesa di questi valori. Si possono vedere i mercenari dello Stato con fucili e mitragliatrici pronti per marcare a spari, come fecero nelle acque di Ceuta, una frontiera: con l’impatto delle pallottole si tracceranno i limiti che separeranno il dentro e il fuori, ciò che è e ciò che non è Charlie.

Cosa dice Charlie di questo terrorismo? Anche di questo fa graziose e divertenti vignette? Perché a noi poco piace il mondo di merda nel quale viviamo. Questo significa appoggiare il fondamentalismo? Per niente. Non vogliamo che alcun fondamentalismo ci spaventi e ci schiacci. Non ci importa che nella sua epigrafe si legga “Stato islamico”, “Stato laico”, “Stato Charlie” o semplicemente “Stato”.

Ci parleranno di libertà di espressione. Come sempre. Però noi che conosciamo la “libertà di espressione” dello Stato sappiamo la relazione che questo intrattiene con il terrore: la sua esistenza si basa sulla paura. La “libertà”della quale parla lo Stato è l’espressione del monopolio della violenza.

Per questo, una volta di più, questi fatti ci dimostrano che tutti ogni Stato è terrorista.

Alcune anarchiche
Barcelona, 14 gennaio 2015

Lione, Francia: Manifestazione offensiva contro il congresso del Fronte Nazionale

[vimeo]http://vimeo.com/112551413[/vimeo]

Contro
il fascismo, lo Stato e il capitalismo.

Organizziamo
la resistenza e la solidarietà.

Contro la repressione.
Le frontiere ci dividono, la lotta ci unisce.

Contro il partito degli assassini.
Contro il congresso del Fronte Nazionale…

Tutti e tutte a Lione!

Manifestazione il 29 novembre del 2014, ore 14:00, Piazza Jean-Macé

via RAGE

Francia: Un manifestante ucciso al Testet

Un compagno ucciso al Testet

Chiamata a manifestare contro la violenza di Stato – a Nantes e ovunque

Presidio sto lunedì alle 18.00 di fronte alla prefecture di Nantes.
Appuntamento dalle 15.00 place du Bouffay per preparare e informare

Nella notte tra sabato e domenica, un manifestante, Rémi, è stato ucciso negli scontri che hanno avuto corso durante il presidio contro la costruzione della diga di Sivens, al Testet. Più o meno 7000 persone si sono ritrovate sulla Zad del Testet dopo mesi di attacchi da parte della polizia, di distruzione della zone umeda e delle abitazioni di chi la difende. Nella fine del pomeriggio, e poi più tardi nella notte, decine di persone si sono svolte contro le forze del ordine che proteggevano il cantiere. Volevano esprimere così la loro rabbia e ritardare la ripresa dei lavori, che era inizialmente prevista questo stesso lunedì. Sono state respinte col uso di palle di gomma, di granate assordanti, a frammentazione e di gas lacrimogeni. Secondo i racconti dei compagni del Testet, la persona deceduta sarebbe crollata dopo spari di granate e sarebbe stata portata via dalle forze del ordine. La Prefecture (questura) dice di non voler’ dichiarare niente sul fatto prima dei risultati dell’autopsia di lunedì. Il governo ha già cominciato ad infamare i manifestanti e prova a dividerli per fare dimenticare quello accaduto. Ma sanno benissimo, qualsiasi sia il loro prossimo passo, che questa morte avrà consequenze esplosive.

Purtroppo, questa morte rivoltante non ci sorprende dentro quel contesto. A Notre dames des landes, al Testet e dovunque sia, quando ci siamo oppost* ai loro proggetti, abbiamo dovuto confrontarci allo sviluppo crudo della violenza di Stato. Nonostante abbiamo benissimo capito, per quanto ci riguarda, che non potevamo contentarci di docilmente guardarli distruggere le nostre vite, essi hanno dimostrato che non ci faranno nessun regalo. Durante i mesi di sgombero della ZAD di NDDL, molt* compagn* sono stat* ferit* pesantemente dagli spari di palle di gomma e dalle granate. Nella sola manifestazione del 22 febbraio 2014 a Nantes, 3 persone hanno perso un occhio da questi spari. Da settimane, ormai, anche al Testet più persone sono state ferite, e ci voleva poco perche altri incidenti tragici succedassero quando gli opponenti sono stati sgomberati dalle case costruite sugli arberi.

E’ però pure per questa ragione, tra altre, che migliaia di persone si sono opposte fisicamente ai lavori, agli sgomberi, all’occupazione poliziesca dei luoghi di vita loro, che il proggetto di areoporto di Notre Dame des Landes si trova oggi moribondo, e che la diga del Testet e quelle che dovrebbero seguirla sono rimesse in questione. E quel impegno negli atti che ha permesso dare una potenza contagiosa a queste lotte, e che minaccia ormai ovunque la ristrutturazione mercantile del territorio.

Più quotidianamente, la repressione si esercita contro quell* che lottano nei carceri, nei quartieri e nei CIE, e là ancora trascina il suo peso di morti, troppo spesso dimenticate, più decine ogni anno. Di fronte agli sollevamenti e altre insottomissioni, la democrazia liberale mostra che rimane al suo posto grazie non solo alla domesticazione precisa degli individui e degli spazi di vita, o alle dominazioni economiche e sociali, però anche grazie al uso determinato del terrore.

Chiamiamo all’occupazione delle strade e dei luoghi di potere, per marcare la nostre tristezza, salutare la memoria del compagno ucciso sabato, e per esprimere la nostra rabbia contro la violenza di Stato. Non li lasceremo ammazarci con le loro armi cosidette “non letali”. Dobbiamo reagire con forza per fare in modo che abbia un prima e un dopo questa morte. Affirmare più forte che mai la nostra solidarietà verso tutt* quell* che lottano al Testet e altrove contro i loro proggetti guidati dalle logiche di controllo e di profitto, ma anche con quell* che cadono con meno rumore sotto i colpi della repressione, dovunque sia. Non ci lasceremo ne dividere, ne paralizzare dalla paura. Continueremo a vivere e lottare sugli spazi che sognano annichilare, ed a bloccare la strada.

Non lasceremo tornare il silenzio, non dimenticheremo!

Occupant* della ZAD di Notre dame des Landes

Un altro corteo si prepara per il sabato alle 14.00

Per maggiori informazioni: zad.nadir.org & nantes.indymedia.org

Francia/Spagna: Azioni anarchiche contro il sistema carcerario, capitalista e patriarcale

Vari gruppi anarchici rivendichiamo una serie di azioni dirette ad attaccare al capitale, allo stato e tutto ciò che esso rappresenta. Tra le prime ore dei giorni dal 19 al 21 Luglio sono state effettuate i seguenti atti di solidarietà:

-Attacco in Hendaia (Paese Basco francese) ad un camion della Loomis (ditta di sicurezza che ottiene grandi profitti economici avendo il monopolio del trasporto di denaro dal Economato e demandadero [negozio] in diverse carceri) e la espropriazione di 22.000 €.

-Attacco a diverse filiali di banche considerandole colpevoli dello sfruttamento umano.

-Sabotaggio a veicoli di sicurezza del carcere di Martutene (Guipuzcoa).

-Attacco sulla facciata della prigione di minori di Tarragona.

-Attacco informatico a diverse pagine dei sindacati UGT, CGT e CCOO per l’affiliazione di carcerieri e per difendere le forze repressive.

Tutte queste azioni hanno come obiettivo attaccare qualsiasi fonte di potere. Il denaro raccolto nella espropriazione servirà perché una volta recuperate le spese causate da queste azioni continueremmo attaccando al potere.

Per la lotta per la liberazione animale e umana.

Forza e anarchia.

in spagnolo

Francia: Condannato a 2 anni il compagno anarchico Damien Camelio, per gli attacchi del GADI

Il compagno Damien Camelio è stato condannato a 2 anni di carcere per tre attacchi incendiari a Tarbes e Pau, in Francia, rivendicati dal GADI (Gruppo di Azione Diretta Internazionale).

Per scrivere al compagno:

Maison d’Arrêt de PAU
Damien CAMELIO – Ecrou 25622
14 Bis Rue VIARD
BP 1616, 64 037 PAU CEDEX, Francia

(Ricordate che la posta viene letta.)

Fonte: Antifascisti Anarchici Autonomi

Germania: Liberata Sonja Suder

Dopo aver passato più di due anni in carcere preventivo, Sonja Suder, 80 anni, è stata liberata il 12 novembre 2013 dopo la decisione del giudice.

Soddisfando le esigenze del pubblico ministero, il tribunale regionale di Francoforte l’ha condannata a 3 anni e 6 mesi di carcere per partecipazione in tre attacchi incendiari negli anni ’70. Sonja è stata assolta dall’accusa dell’assalto alla conferenza dell’OPEC del 1975, per cui i giudici sono stati costretti a delegittimare le false accuse dell’infame Hans-Joachim Klein. Ma anche così, tutte le sue menzogne sono state attribuite alla sua mancanza di memoria! Così che questo leale informatore possa essere chiamato come testimone principale in qualunque altro procedimento. La difesa ha anche sollecitato che fossero dichiarati inutili le testimonianza prese in condizioni di tortura, come quella di Hermann F., in qualunque procedimento futuro, ma il tribunale ha rifiutato la richiesta. Lo Stato non dimentica mai. Casualmente, nemmeno noi…

Dato il tempo che Sonja ha passato nella prigione tedesca di Preungesheim e in Francia, alla fine la compagna è riuscita ad uscire. La sala era piena e molte altre persone solidali si sono radunate fuori dall’edificio. Hanno festeggiato la liberazione di Sonja con vino e musica, dandole un caldo benvenuto nelle strade.

È terminata un’altra farsa statale. Molto rispetto ai/le solidali, che hanno dato forza per affrontare il processo, e anche a Sonja, Sibylle e Christian per averci dato un tale esempio di rifiuto costante e assoluto di qualunque tipo di collaborazione con gli sbirri dello Stato/Capitale.

Salute e felicità per Sonja e Christian!

fonti : i, ii

Besancon, Francia: Azioni in solidarietà con Sonja Suder

wink

Nella notte tra il 14 e 15 Settembre 2013, l’agenzia interinale Randstad, situata all’inizio di Carnot Avenue nella città di Besancon, ha subito il danneggiamento di una delle sue vetrine.

Ciò è stato fatto all’interno della campagna internazionale per il rilascio di Sonja Suder, imprigionata da due anni in un braccio di alta sicurezza del carcere di Preungesheim a Francoforte, accusata di vari
attacchi negli anni ’70.

Qualche notte fa, “Libertà per Sonja Suder” è stato scritto sul muro di un settore vicino, e la filiale del Credito Agricolo davanti al cimitero di Chaprais è stata attaccata con dei sassi, danneggiando la facciata.

Per Sonja e tutti quelli che si rifiutano di sottomettersi al Dominio!

Un nottambulo indesiderato

Parigi, 23 Giugno: Corteo antifascista per la morte di Clément

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Il 23 Giugno circa 10.000 persone hanno manifestato nelle strade di Parigi, dall’Opera fino a Stalingrad, passando sia per i quartieri più borghesi della capitale che per quello che resta dei quartieri più popolari, per rendere omaggio a Clément, e più in generale, contro l’estrema destra e le sue idee.

Nelle prime file del corteo gli/le antifascistx autonomx, organizzatx o non, erano più della metà della manifestazione. Tra di loro, ovviamente, l’Azione Antifascista Paris-Banlieue, i Suoi Studenti e il Capab (Collettivo Antifascista Paris-Banlieue), ma anche un blocco di sans-papiers, il collettivo di appoggio ai rom, militanti LBGT, per denunciare la violenza dei gruppi di estrema destra, oltre che del razzismo di Stato, l’islamofobia, l’omofobia e l’antisemitismo.

Sono arrivatx antifascistx da tutta la Francia e dall’estero (un saluto speciale ai/le compagnx dalla Germania) perchè il nostro antifascismo è internazionalista. Durante il percorso, sono stati attaccati alcuni cartelloni pubblicitari e banche, perchè il nostro antifascismo è anche anticapitalista.

Infine, dopo una manifestazione determinata ma con un’atmosfera di festa, la polizia ha attaccato i/le militanti che si erano fermatx nella piazza. Sembrava che la polizia volesse far suonare il campanello della fine della ricreazione… Ma per noi, non si tratta di un gioco: è in strada che ora, domani e sempre, diamo e daremo vita al nostro antifascismo.

fonte, foto

Parigi: Azione solidale con Henry Zegarrundo

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Nelle ultime notti a Parigi, sono stati rotti gli schermi di due bancomat, pensando al compagno anarchico Henry Zegarrundo, imprigionato dallo Stato Boliviano da un anno (è stato arrestato il 29 Maggio 2012, tenuto in carcere e recentemente messo agli arresti domiciliari).

Tutti gli Stati, le prigioni, tutte le banche sono parte di questo mondo che odiamo, attacchiamole!

fonte

Parigi: Azioni solidali in ricordo di Clément

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Non un minuto di riposo in una vita di lotta

Non c’è niente di più tragico della morte di un compagno, per mano dello stato e dei suoi poliziotti o dei suoi alleati storici, gli sporchi nazisti sono altrettanto responsabili della morte di Clement. Il nemico è lo stato e il capitale in ogni sua forma di governo, come il fascismo democratico.

Ma così come il tempo del lutto, arriva la rabbia e la vendetta. Niente più magliette “Resta in pace”, giornalisti necrofili e negoziati politici e di recupero. È tempo di attaccare il mondo che produce l’immondizia fascista dei democratici e dei loro falsi nemici.

Due bancomat sono stati distrutti tra Belleville e Repubblica, un cittadino che ha cercato di fermarci ha perso un dente nel tentativo andato male, nella serata di martedi 18 Giugno.

Questo è il nostro contributo, il nostro antifascismo.

fonte

Né giustizia né pace

Una settimana dopo l’omicidio di un compagno a Parigi per mano fascista*, una settimana dopo i cosiddetti raid democratici della polizia a Barbes**… un bancomat bruciato a Montreuil, una vetrina danneggiata della sede del partito socialista a Pre St-Gervais, la sede del Left Front a Lilac
completamente riempita di scritte. Su entrambi gli spazi e sui muri vicini, si può leggere: “parassiti”, “Né 6a repubblica*** né fascismo – Rivoluzione!”
(continua…)

Né democrazia né fascismo!
Abbasso stato e capitale!

Note
*Nella serata del 6 Giugno, Clément Méric, militante sindacalista e
antifascista è stato picchiato a morte da due neonazisti a Parigi.
**Nel pomeriggio del 6 Giugno c’è stato un grande raid poliziesco a Barbes
contro clandestini.
*** Gruppo socialista in Francia che milita per una nuova repubblica

fonte

Parigi: Giovane antifascista picchiato a morte dai fascisti

Breve annunzio sulla morte del compagno:

“Nella notte di Mercoledì 5 Giugno 2013, mentre stava lasciando un negozio di abbigliamento vicino alla Gare Saint-Lazare a Parigi, Clément Méric, 18enne, antifascista e sindacalista, è stato picchiato a morte da membri di un gruppo di estrema destra . Aveva lasciato la città di Brest per studiare scienze politiche a Parigi. Cadde vittima della crescente violenza dell’estrema destra, che è aumentata nel corso degli ultimi mesi. È morto dalle ferite riportate all’ospedale Pitié-Salpêtrière la stessa notte.

Tutti i nostri pensieri vanno alla sua famiglia e alle persone care a cui esprimiamo la nostra totale solidarietà.

I suoi amici e compagni”

Francia: Lettera di Michaël Dupanloup all’uscita dal carcere

Il 9 marzo 2013 sono uscito di prigione. Questo è il seguito di quasi 4 anni di procedure repressive legate a un’esplosione avvenuta nel maggio 2009 a Chambéry in cui la mia compagna Zoe è morta e in cui io sono rimasto gravemente ferito.

Ho quindi trascorso un po’ più di 4 mesi nelle carceri dello Stato (2 in detenzione pre-processo dopo l’incidente, e 2 dopo il processo) e più di tre anni sotto la supervisione quotidiana del tribunale e restrizioni legali, così come nel rischio di tornare in carcere per ogni breccia di libertà che regolarmente ho strappato alle loro costrizioni.

Anche se i procedimenti legali possono essere conclusi, e poiché la giustizia cerca sempre di mantenere il controllo a lungo termine, ho ancora sei mesi di pena sospesa e la minaccia di una sentenza minima per infrazioni ripetute.

Anche se sono fuori, è ovvio che questa pagina del passato non la posso girare, perché Zoe lascia un vuoto doloroso nel mio cuori così come nei cuori dei suoi cari, e perché la prigione e le mie ferite lasceranno un segno indelebile sul mio corpo e sulla mia mente.

Non c’è bisogno di dire che non cercherò di seppellire il lascito causato dal mio imprigionamento; la mia rabbia verso questo sistema sociale ne esce solo rafforzata, così come la mia determinazione a combattere per un mondo senza oppressione o dominio.

Vorrei anche prendere questo breve testo come opportunità per ringraziare tuttx quellx che hanno mostrato solidarietà durante la mia carcerazione e per le numerose lettere e cartoline che mi hanno permesso di vivere durante questo tempo nel modo più agevole possibile, così come il fondo di solidarietà Kalimero per il loro supporto finanziario, che è stato molto utile nelle condizioni precarie della prigione.

Perchè la libertà sarà sempre illusoria finchè le persone devono affrontare il carcere e il controllo dello Stato!

Perchè un mondo senza dominio e oppressione non può venire elemosinato o votato, ma deve essere costruito – lunga vita alla rivolta!

Facciamo saltare questo mondo di merda e tutto quello che gli permette di esistere!

Mike
Contatto: soutien25mai (at) riseup.net

fonte

Parigi: Aggiornamento sul processo d’appello di Ibrahim El Louar

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Il 2 Aprile 2013, i giudici della corte d’appello hanno espresso il loro verdetto sul caso di Ibrahim El Louar, che è stato inizialmente condannato a due anni di carcere a seguito di una fuga dal centro di detenzione per immigrati di Palaiseau il 16 Dicembre, 2012.

Nel processo d’appello, le accuse di tentata evasione dell’ordine di espulsione e di furto aggravato sono state ritirate. Ma Ibrahim è stato condannato per violenza aggravata sugli agenti incaricati di pubblici poteri (cioè Frantz Piece e Coralie Bouton), ed ha ricevuto una condanna di un anno. Ibrahim è attualmente incarcerato nella prigione di Fleury-Mérogis.

Si può sempre scrivere a lui:
Ibrahim El Louar
écrou n° 399815, Bâtiment D4 – MAH de Fleury-Mérogis
7 avenue des Peupliers, FR-91705 Sainte-Geneviève-des-Bois

Indirizzo di contatto con i solidali: evasionpalaiseau[at]riseup.net

Libertà per tutti i prigionieri, con o senza documenti!

Francia: Messaggio di solidarietà da alcune persone rabbiose dalla ZAD ed altrove

Zone A Défendre è una zona occupata contro la costruzione di un aeroporto internazionale e contro la trasformazione di un’area metropolitana

zad

Con molto piacere, abbiamo sentito delle azioni di solidarietà che hanno avuto luogo in diversi paesi contro gli sfratti ad Atene nei mesi di Dicembre e Gennaio: negli Stati Uniti, India, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Cile… ed anche le numerose attività e manifestazioni in tutta la Grecia.

Nonostante le differenze di contesto tra qui e altrove, gli stessi meccanismi di repressione bombardano tutti coloro che lottano contro ogni imposizione di ciò che la nostra vita dovrebbe essere, coloro che vogliono che la libertà gusta in modo diverso rispetto alla libertà triste della nostra mera sopravvivenza nel loro contesto di concorrenza globale chiudendo la nostra bocca.

Vorremmo esprimere il nostro sostegno a tutti i luoghi autogestiti che sono veri spazi vivi di sperimentazione, nei quali le idee e prospettive anti-autoritarie si sviluppano in domini multipli. È, tra l’altro, in questi spazi sociali, politici e culturali che le idee sovversive sono in fase di sviluppo e vengono diffuse attraverso incontri e innumerevoli attività, quali spettacoli teatrali, cucine collettive, discussioni, giardini collettivi occupati, ecc. Ed è anche lì che la conflittualità si sviluppa quando lo Stato decide di eliminare gli spazi come questi.

Le lotte per un mondo senza frontiere e Potere sono organizzate lì, e molte persone escluse o senza voglia di vivere nei loro schemi alienanti si riuniscono in questi spazi.

1 sfratto: 10 nuove occupazioni!…

l’intero testo in lingua francese, e in inglese

Parigi: Invito per raduno di solidarietà in vista del processo d’appello di Ibrahim El Louar

evasion

Il 18 Gennaio 2013, la corte di Évry ha condannato Ibrahim El Louar a due anni di reclusione e gli ha imposto una multa di 1.200 euro per danni a poliziotti. È accusato di partecipazione alla fuga di cinque persone dal centro di detenzione per migranti di Palaiseau, il 16 Dicembre 2012.

Ibrahim è stato finalmente in grado di appellarsi a questa condanna e sarà processati alla corte d’appello di Parigi, Mercoledì 20 Marzo.

Cerchiamo di essere molti tra il pubblico, invece di lasciarlo solo di fronte alla macchina giudiziaria, e cerchiamo di esprimere la nostra solidarietà, sostenendo sia lui che i fatti per cui è accusato, non importa se è innocente o colpevole.

Appuntamento il 20 Marzo 2013, alle ore 13.30, nella Corte d’appello del Tribunale di prima istanza di Parigi, 2˚ divisione, camera 8

fonte

Francia: Da un carcere all’altro

climbing-up

Il 16 Dicembre 2012, cinque persone hanno cercato di scappare dal centro di detenzione di Massy-Palaiseau. Quattro ci sono riuscite, ma la quinta persona, Ibrahim, è stato catturato dalla polizia che lo ha picchiato. È stato messo in custodia, è stato tenuto per due giorni e poi è stato portato davanti ad un giudice, accusato di aver aggredito un poliziotto per rubargli il suo passaporto di sicurezza che ha permesso agli altri di scappare. È stato poi rinviato a Fleury-Mérogis fino al 18 Gennaio 2013, il giorno della sentenza del tribunale, quando è stato condannato a due anni di prigione e costretto a pagare 1200€ a due poliziotti che lo avevano accusato di violenza. Fuggire da un centro di detenzione non è un reato; i sbirri e i giudici stavano cercando di premere altre accuse contro di lui.

Ibrahim è attualmente detenuto nel carcere di Fleury-Mérogis. Egli non ha fatto appello la sentenza. Quando uno è isolato, uno straniero che in realtà non parla francese, e non ha alcun avvocato di difesa, è quasi impossibile capire che ci sono dieci giorni di tempo per presentare ricorso. La giustizia è molto più schiacciante per chi sia povero e senza documenti.

Da un carcere all’altro, da un campo di detenzione per stranieri in una prigione del sistema penale, il percorso è stato ben chiarificato, ed in entrambe le direzioni. Il potere approfitta sempre delle rivolte, dei tentativi di fuga, del rifiuto di imbarco per bloccare persone sempre più recalcitranti. E viceversa, ciò che ci aspetta nella maggior parte dei casi dopo il rilascio dal carcere, quando siamo senza documenti è il centro di detenzione ed espulsione.

Quando si è rinchiuso in un centro di detenzione, quando tutti i rimedi giuridici sono esauriti e la deportazione è annunciata, l’unica alternativa è la fuga e la rivolta. Questo è il motivo per cui queste storie si ripetono: un paio di giorni prima della fuga dal campo di Palaiseau, tre persone sono riuscite a fuggire dal centro di detenzione di Vincennes, e speriamo che siano ancora in fuga. A Marsiglia, nel Marzo 2011, i prigionieri hanno dato fuoco alla prigione per gli stranieri in Canet. Da allora, due persone sono sotto sorveglianza giudiziaria in attesa di processo per il loro passaggio attraverso il punto di controllo della prigione.

Per Ibrahim, come per quelli del caso di Marsiglia, è importante essere solidali con loro che si ribellano per la loro libertà, sia che siano “innocenti” o “colpevoli”. Finché ci sono delle prigioni, documenti e confini, la libertà sarà solo un sogno.

FUOCO A TUTTE LE CARCERI! LIBERTÀ PER TUTTI!

Non lasciate che Ibrahim affronta il carcere e la giustizia in isolamento; è possibile scrivere a lui:
Ibrahim El Louar
écrou n° 399815, Bâtiment D4 – MAH de Fleury-Mérogis
7 avenue des Peupliers, FR-91705 Sainte-Geneviève-des-Bois

Non può ricevere soldi per vaglia postale. Potete anche aiutarlo contribuendo donazioni a Kalimero, un fondo di solidarietà per gli accusati della guerra sociale in corso. Il numero di conto per fare un trasferimento è 102780613700020471901 | Key 07.

Se desiderate inviare vestiti o pacchetti, o per qualsiasi ulteriore contatto, potete inviare un e-mail a: evasionpalaiseau@riseup.net

testo in francese | PDF

Parigi: Azione di solidarietà con le occupazioni attaccate dallo Stato Greco

parisfondationhellenique28janvier2013

Lunedì, 28 Gennaio 2013, circa 50 persone sono andate alla Fondazione Ellenica (Jourdain Boulevard, nel 14° arrondissement municipale di Parigi) per tenere un discorso all’inizio di una serata dedicata al “destino della Grecia moderna”. Hanno aperto uno striscione davanti al pubblico che scriveva: “In Grecia come altrove, solidarietà con le occupazioni, abbasso la proprietà privata!”

fonti e il testo distribuito alla gente in francese ed inglese

Notre-Dame-des-Landes, Francia: Traliccio sabotato in solidarietà con la ZAD

Contro il mondo che crea aeroporti, impianti nucleari, linee ad alto voltaggio…

Per festeggiare il nuovo anno, durante i fuochi artificiali, nel cuore della Foresta un gruppo di individui equipaggiati di seghetti si sono diretti verso un traliccio dell’elettricità della ZAD [per gli sviluppatori è la Zone d’Aménagement Différé = “zona di sviluppo differita”, per noi è una Zone À Défendre = una zona da difendere]. Per mezz’ora, sono stati in tutta tranquillità in grado di segare due gambe della torre.

Questa azione punta a rafforzare la solidarietà tra gli occupanti della ZAD e coloro che lottano contro la costruzione della linea EHV Cotentin-Maine, e più in generale contro la centralizzazione delle fonti di energia (specialmente quella nucleare).

Era tempo che la convergenza delle lotte si trasformasse in azione.

Da questo momento, i tralicci della zona finale di autonomia sono in pericolo.

Per ogni sgombero, un traliccio attaccato! Per ogni attacco della polizia, un traliccio attaccato!

Non possono mettere uno sbirro sotto ogni traliccio…

fonti: i, ii

Galles: Militanti di Cardiff agiscono in solidarietà con i compagni in Francia

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Diversi attivisti militanti di Cardiff si sono riuniti il ​​18 Dicembre per mostrare solidarietà con il richiamo per la solidarietà internazionale con le manifestazioni della Giornata dei Diritti Umani in Francia e l’Europa nord-occidentale il 10 Dicembre, e le manifestazioni del Dicembre che continuano nella ZAD (vicino a Nantes , Loire-Atlantique) e nelle principali città francesi come parte della Giornata Internazionale dei Migranti del 18/12. Il blocco di Cardiff proveniva da gruppi tra cui il No Borders Galles del Sud, l’ABC di Cardiff, la nuova rete degli occupanti di Cardiff, e un sito locale di viaggiatori, così come molti gruppi che erano venuti insieme per la Giornata dei Diritti Umani per chiedere la fine sugli attacchi contro i migranti, i Rom e i senza tetto.

I striscioni del ​​gruppo comprendevano dichiarazioni come “Contro la repressione della polizia”, ​​”Nessuno è illegale” e “Noi siamo ingovernabili” e i militanti li hanno usati per bloccare l’ingresso del consolato francese, un’atto simbolico contro le azioni dello stato francese che sta bloccando le normali attività delle persone e dei movimenti (per non parlare dei diritti definiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, inclusi gli articoli 2, 7, 9, 12, 13, 14, 17, 20, 25 e parti di molti altri).

Il gruppo è stato assemblato proprio mentre il sole stava tramontando, al nord-est della capitale gallese, ed ha allegato volantini al cancello del consolato, strappando un simbolo nazionale dalle colonne del cancello. I volantini, che riproducono il richiamo dei compagni francesi dal 10/12 in inglese, francese, arabo e gallese hanno anche mostrato il peggio della repressione francese a Calais e alla ZAD. Erano incluse anche immagini che affermando la nostra solidarietà ai senza documenti e ai militanti che combattono contro l’aeroporto e affrontano la repressione sulle loro case e la lotta alla ZAD.

Dopo aver consegnato alcuni di questi volantini attraverso la cassetta delle lettere del consolato ed aver deciso che il messaggio del gruppo era stato inviato col raduno, abbiamo anche inviare questo messaggio alle autorità a Calais e dovunque le autorità francesi sono state coinvolte nella repressione pesante.

Il mondo sta guardando. Siamo in tanti. Siamo solidali con coloro che fanno il richiamo in Francia, e chiediamo a tutte le autorità di:

– Terminare gli sfratti agli immigranti, i Rom, i senza tetto e gli occupanti

– Reinsediare gli abitanti dei quartieri poveri in termini definiti in consultazione con i residenti, le associazioni e le comunità locali

– Terminare l’uso della violenza della polizia contro le comunità.

in inglese

Svezia: Incendio contro una compagnia di sicurezza di Vinci a Malmo

L’8 novembre un’auto della compagnia di sicurezza Skånsk larmtjänst è stata data alle fiamme a malmö, sweden. Skånsk larmtjänst è una parte dell’enorme compagnia di costruzioni Vinci. L’attacco è stato realizzato in solidarietà con la ZAD, un progetto contro l’aereoporto vicino a Nantes, in Francia, dove lo stato francese e Vinci stanno cercando di costruire un grande aeroporto. E’ stata anche fatta in odio alla società e in amore all’anarchia.

VINCI DEGAGE! 

fonte: 325

Strasburgo, Francia: Azione in solidarietà con i perseguitati nella ZAD

Feci e sterco contro i lacrimogeni di gas e le granate assordanti

La mattina del 30 Novembre, un’azione è stata condotta contro il ramo del reclutamento gendarmeria di Strasburgo (questi sono in realtà i poliziotti che sono anche dislocati in tutta la ZAD con i loro elicotteri, il loro gas lacrimogeni e le granate assordanti).

Gli individui hanno creato casino sul posto gettando letame (feci e sterco), in solidarietà con i perseguitati di Notre-Dame-des-Landes.

Abbiamo visto negli occhi di questa forza di polizia la stessa paura che sperimentano coloro che difendono l’esperienza della ZAD ogni volta che sono assaliti dai poliziotti.

I poveri poliziotti spaventati non potevano sfuggire da questo, perché la porta dell’uscita era stata bloccata.

Creiamo letame ovunque, non lasciamo i poliziotti da nessuna parte!

Bloccate vostro ramo di reclutamento più vicino;
vandalizzate la vostra gendarmeria locale!

“Oltre le frontiere”, una trasmissione radiofonica di 98FM e Contra Info – Lunedì, 5 Novembre

La trasmissione radiofonica di Contra Info “Oltre le frontiere” ritorna Lunedì, 5 Novembre alle 15.00 (GMT +2), in collaborazione con i compagni della libera stazione di radio di Atene 98FM.

Questa volta, avremo l’opportunità di discutere (in francese / greco) con i compagni in lotta attualmente sulla zona della ZAD vicino alla città francese di Nantes, per quanto riguarda la lotta in corso contro l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, le forme che prende questa resistenza e le questioni che essa solleva.

È possibile ascoltare la trasmissione in diretta in streaming qui e inviarci i vostri messaggi istantanei in studio.

Francia – Nantes : Chiamata per una dimostrazione di rioccupazione per il 17/11 nel ZAD, dove la lotta contro le forze repressive è ancora in corso

Per gli costruttori, la ZAD è semplicemente una “zona di sviluppo differita” da decenni. Per i combattenti, questa è una zona da difendere (Zone À Défendre). In entrambi i casi, lo spazio si trova nella campagna a nord di Nantes, in Francia. Secondo il Potere, dovrebbe lasciare il posto per i piani industriale, e in particolare ad un aeroporto internazionale di Notre-Dame-des-Landes. Il particolare mega-progetto è nelle mani della corporazione multinazionale Vinci, che fornisce anche altri “servizi” in tutto il mondo, come ad esempio strutture penitenziarie, autostrade a pedaggio, centrali nucleari, e così via.

Molti attivisti nella ZAD non sono solo in lotta contro la costruzione dell’aeroporto, ma resistono al Capitale, allo Stato e qualsiasi controllo sulla loro vita quotidiana in generale. Dalla metà del mese di Ottobre, più di 1.200 poliziotti sono stati dispiegati nella zona. Da quel momento, la polizia sta sfrattando degli occupanti da vari luoghi diversi in tutta la ZAD, usando lacrimogeni di gas, aggredendo violentemente dei resistenti e distruggendo case e accapamenti.

Tuttavia, la lotta è tutt’altro che finita; questo è solo l’inizio. Persone combattono ed organizzano eventi e manifestazioni per i prossimi giorni. Il manifesto propaga una manifestazione di rioccupazione, che è stata chiamata per la mattina del Sabato 17 Novembre, 2012. Leggi il richiamo qui.

Ottieni dettagli, in più lingue, dalla Zone A Défendre.
Inoltre, puoi seguire questo tag: Squat!net.

Tutte le richieste per la manifestazione di rioccupazione del 17 Novembre devono essere inviate a: reclaimthezad[at]riseup.net / mappe di accesso / Contatto di posta elettronica : zad[at]riseup.net

Partecipa a questa lotta! Spargi la voce come il più ampiamente possibile!

Francia – Nantes : Appello di solidarietà contro il progetto della costruzione dell’aeroporto nella zona di Notre Dame Des Landes

Appello alla solidarietà, decentralizzata e sul posto

18 ottobre 2012

“L’operazione è finita, tutto si è svolto senza incidenti”, diceva il prefetto alle dieci e mezza del primo giorno. Ah si? Eppure, nel momento in cu pronunciava queste parole, gli sbirri stavano attaccando il Far Ouest e il Sabot e l’accesso alla ZAD era vietato a tutti/e, compresi i giornalistacci e gli abitanti “legali”! Gli sbirri avevano previsto, per quel giorno, di prendere possesso di 11 spazi, cioè un terzo delle nostre abitazioni, ripartiti su 2000 ettari. Sono riusciti ad occuparne soltanto 8. Per prendere il primo luogo d’abitazione si sono limitati a sparare una pioggia di lacrimogeni, da lontano, fino ad incendiarlo. Ovvio, non avevano verificato se c’erano delle persone che dormivano nelle capanne oppure no! Ecco cos’è un’operazione “senza incidenti”…

Per la maggior parte degli spazzi successivamente attaccati, sono rimasti sorpresi di non trovarci, tranne che in due case, barricate su diversi piani, che hanno fatto perdere loro del tempo prezioso. In effetti, non eravamo nelle nostre case, quel giorno. Non avevamo l’intenzione di essere là dove loro si aspettavano di trovarci. Siamo mobili, conosciamo il terreno è ciò è la nostra forza. Vogliamo fare della ZAD un pantano, uno scacco cocente per lo Stato ed il capitalismo. Sono 1200, noi siamo 200. Eppure manteniamo le nostre posizioni.

Ci siamo anche offerti il lusso di riprendere tre luoghi, quel giorno. Stiamo bene, non abbiamo nulla da perdere perché non possediamo nulla. Abbiamo tutto da guadagnare, perché la nostra rabbia e la nostra capacità di resistenza sono infinite. Siamo una minoranza e piegheremo la maggioranza!

Per questo, abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di rinforzi qui (potete arrivarci a piedi o attraverso delle stradine, con una carta dettagliata), ma anche di estendere la lotta grazie ad azioni decentralizzate. Se non potete raggiungerci, sappiate che c’è sicuramente un cantiere o un’autostrada appartenenti a Vinci [grande impresa francese di lavori pubblici, che dovrebbe costruire l’aeroporto, NdT], o un ufficio del Partito Socialista, vicino a voi, oppure una sede della Loxam, impresa che affitta i macchinari distruttori (le persone che abitano a Nantes potrebbero prendere di mira il garage Luis XVI, al 114 di rue de l’Etier!). Non devono essere al sicuro in nessun posto!

La ZAD è dovunque! Grazie agli amici di Atenco, Bruxelles, Angers, Poitiers, Montreuil, La Roche Sur Yon, Lione, Vienne e Rennes, che hanno già cominciato e a tutti quelli e quelle che ci mandano dei messaggi di solidarietà. Per quelli e quelle che ci raggiungeranno: pensate a degli stivali, vestiti adatti alla pioggia e lampade frontali. Secondo le informazioni in nostro possesso (che fino ad ora si sono rivelate corrette) l’operazione poliziesca dovrebbe durare 15 giorni (a meno che non si arrendano prima 😉

Ogni giorno, potete seguire in diretta gli avvenimenti sul sito della ZAD (rubrica Flash info) oppure, se siete in zona, sulla frequenza 107,70 (la frequenza di Vinci, piratata).

Informazioni per raggiungerci (appuntamenti, carte, numero del legal team,…) : qui