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Amburgo: Incendiate due auto davanti al “Paradiso freschezza”

Amburgo, 22 aprile 2016

Due anni fa, il 1° maggio, il sedicente gruppo supererox saccheggiava il “Paradiso della freschezza”  e distribuiva gli alimenti alla gente che non avrebbe potuto permetterseli.

È tuttora necessario attaccare con azioni espropriatrici e distruttive le strutture dei ricchi e del domino ad Amburgo e altrove.

Il 22 aprile 2016 è stato scelto il mezzo della distruzione, incendiando due auto del Paradiso della freschezza.

“Slogan principale” di questa impresa è “il migliore di tutto”. Ma non per tuttx, visto che solo la classe alta e la sciccheria entra ed esce dai suoi negozi per sfoderare le Amexcard o buttare sul banco di vendita alcune migliaia di euro come fossero noccioline per riempire le borse della spesa, mentre le scintillanti Jaguar, Porsche e Mercedes attendono davanti alla porta.

Il Paradiso della freschezza è proprietà della multinazionale Oetker ed il più grande mercato speciale e fornitore di squisitezze alimentari, ha nove sedi ed è un simbolo di queste condizioni di merda.

Speriamo che l’azione fosse solo un assaggio delle attività rivoluzionarie attorno alla manifestazione di solidarietà il 30 aprile ad Amburgo.

Il meglio di tutto per tuttx e subito, cioè la libertà!

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, galera Salez

Amburgo: Vernice e acido butirrico a funzionari dell’apparato per le espulsioni

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Amburgo, 20 aprile 2016

Nelle notti dal 17 al 20 aprile abbiamo attaccato vari settori dell’apparato per le espulsioni:

– come rappresentanti della legislativa: l’abitazione dell’assessore Jan e della portavoce del governo Anke Pörksen ad Amburgo marcata con la vernice
– come rappresentanti del potere giudiziario: l’ufficio dello studio legale Klemm & Partner a Bergedorf marcato con la vernice
– come rappresentante del potere esecutivo: l’auto di Joachim Lenders, direttore del sindacato di polizia, anagraficamente registrato in via (…), ora puzza d’acido butirrico che è uno scandalo.

La fortezza Europa ha di nuovo chiuso le porte. Si manda su di giri l’apparato repressivo amministrativo e per le espulsioni. Lo chiamano management della riconduzione, noi leggiamo terrore d’espulsione! Il coordinatore profughx del governo federale, nel mese di aprile ha ingiunto i Länder di raddoppiare le espulsioni di richiedenti a cui hanno rifiutato l’asilo.

Già  nel 2015 il numero delle espulsioni dalla Germania è duplicato se confrontato all’anno precedente. Amburgo ha tenuto il passo. Il capo del Land Scholz era al tavolo nei gironi di contrattazione sugli inasprimenti della legge d’asilo e vi ha lasciato la sua impronta.

La città anseatica corse in anticipo con l’impianto di una “custodia per l’espulsione” all’aeroporto, alla quale probabilmente parteciperà anche la Slesia-Hosltein. Nel tribunale amministrativo di Amburgo si crearono tre nuove camere per gestire un numero di cause in rapido aumento.
A livello federale si formano migliaia di nuovi posti presso l’ufficio federale migrazione e profughi e la polizia federale per velocizzare il ritmo delle espulsioni.

Il consigliere di Stato dell’ente sociale Jan Pörksen è  responsabile per la sistemazione precaria di 7000 profughx nei mercati edili e nelle tende. Con il suo collega di Brema si è messo d’accordo sull’allestimento di una sistemazione chiusa per giovani profughx minori che non erano accompagnatx definitx come “deliqquenti intensivx”, contro lx quali da anni è in atto una campagna di aizzamento. Come portavoce del governo della Bassa Sassonia, Anke Pörke ha fatto passare mediaticamente l’approvazione dell’inasprimento legislativo.

Joachim Lenders si lamenta sempre di come è messa male la polizia e di come sarebbe urgente il suo riarmo sia in quanto ad effettivi sia in quanto a mezzi finanziari.
La sua osservazione, che non si stupirebbe e non ci fossero più dei letti per profughx, visto  che questi li scomporrebbero per poi darsele a vicenda con i pezzi, è una delle sue perle tanto schifosamente ignoranti quanto naif.

Nello studio legale Klemm & Partner, tra gli altri un tal Gero Tuttlewski, nel frattempo noto ai media, fa soldi frenando la costruzione di alloggi per profughx.
Rappresenta dex residenti che non vogliono avere degli alloggi per profughx nelle loro zone: residenti delle vie (…).
Tuttlewski sostiene che lx sux mandanti non vorrebbero impedire gli alloggi per profughx bensì solo le loro dimensioni. Dubitiamo che ax residenti così dicendo stia a cuore un vivere decente per lx profughx. Temono piuttosto una svalutazione dei loro immobili, hanno paura di dover cedere qualcosa, hanno paura dex stranierx.

È stupefacente di quanto impegno sono capaci questx cittadinx solitamente tanto misuratx e queste associazioni festaiole quando si tratta di difendere le loro proprietà, partendo dalle querele in tribunale, passando per le iniziative popolari e le sollecitazioni cittadine, per arrivare  fino alle reazioni infantili con dei dispetti, come quex residenti che con le proprie auto impedirono l’abbattimento d’alberi per l’inizio della costruzione di un alloggio per profughx.
Tuttlewski nelle sue querele chiarisce che si tratta di proprietà e di perdita di valore, quando per es. chiede dei risarcimenti per lx committenti edili a (…) poiché vi dovrebbe sorgere un alloggio per 3000 profughx.

Neanche noi siamo per una sistemazione duratura dex profughx in mega-alloggi spesso stretti. Ma l’urgenza richiede un’azione veloce per togliere le persone dai mercati edili e dalle tende.
Noi chiediamo una sistemazione veloce con una qualità di vita decente sia nelle abitazioni e case vuote, che ad Amburgo abbondano, oppure, appunto, sia negli edifici di nuova costruzione.

Né 1000 e nemmeno 3000 persone in un complesso residenziale rappresentanto un “ghetto”. Chi lo sostiene gioca non solo con il peso storico del concetto ma rivela anche i propri pregiudizi, del tutto secondo il motto che se ci fossero tanti “stranieri” ammucchiati sorgerebbero dei problemi. Ma il vero problema non è lo sfondo migratorio bensì la povertà e l’emarginazione, il divieto di lavorare…

Lottiamo per il diritto al soggiorno e contro l’apparato per le espulsioni, e contro coloro che gonfiano questo apparato con la propria politica, lo foraggiano con dei procedimenti giudiziari o che infine eseguono le espulsioni.

All migrants are welcome!
Venite alla demo del 30 aprile: solidarietà allargata contro il razzismo e la repressione!

Ag-fff (arbeitsgruppe für freies fluten – gruppo di lavoro per il libero inondare)

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, galera Salez, CH

Amburgo: Impedito raduno di “ronda cittadina” di destra

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Amburgo, 5 marzo 2016

Sabato sera, la “ronda cittadina Amburgo” voleva adunarsi nella birreria di (…). Nel gruppo chiuso facebook “ronda cittadina Amburgo”, in cui indicevano il raduno, l’amministratore Erkan Arslan nega l’olocausto e definisce lx ebrex come “non davvero persone”.

Verso le ore 20, circa 40 antifa visitarono la bettola e informavano l’oste e i clienti del raduno previsto. Con evidente imbarazzo, la proprietaria dava il divieto d’accesso al non presente Erkan Arslan e promettava di non consentire nessun incontro della ronda cittadina nei suoi locali. Più tardi si veniva a sapere che una collaboratrice della bettola fa parte della ronda cittadina. Lx antifa presenti ammonirono che i tentativi di creare una ronda cittadina sarebbero attentamente osservati e che non sarebbero tollerati dei raduni – né nella birreria né altrove.

Con un ritardo di circa 30 minuti arrivava Erkan Arslan con un secondo uomo. Lx presenti gli chiarirono cosa pensano degli antisemiti e delle ronde cittadine. Quando voleva lasciare il luogo, una pietra volava nel finestrino laterale della sua Mercedes.

Fonte: Linksunten

Amburgo, Germania: Attacco a centrale tedesca di Facebook

162070162094Amburgo, 12 dicembre 2015

Ugly Facebook – FUNDAMENTAL DISLIKE // Abbiamo “hackerato” il “Portale” di Facebook Germania.

Come gruppo abbastanza grande d’amicx autoelettx, ieri sabato sera sul presto abbiamo “hackerato” cioè fatto a pezzi con abbondanti pietre e molta vernice il fronte in vetro della centrale di Facebook Germania nel centro di Amburgo (Caffamacherreihe 7). Con del fumo abbiamo immerso nella nebbia gli sbirri della stazione di polizia a soli 70 metri di distanza.

Nella settimana scorsa, il 30enne Mark Zuckerberg ha iniziato il suo congedo di paternità – buon per lui. Solo che il capo di Facebook spinge, al contrario, le sue collaboratrici a posticipare via social freezing il momento della maternità a molto oltre i 40 anni, per poter sfruttare più a lungo, e “senza flessione di carriera”, la forza lavoro delle giovani donne. Mascherato da sostegno all’autodeterminazione della donna, Facebook e Apple, dichiarando di assumersi i costi del congelamento degli ovuli, come primi padroni aumentano la pressione sulle proprie dipendenti per pianificazione familiare ad „assentarsi“. Ma questo solo a margine.

Nei nostri giri appartiene al bon to di essere dell’avviso che Facebook “in fondo è idiota”. Con esternazioni come “still not loving Facebook, but…” moltx di noi non fanno altro che rimandare alle calende greche la coerenza con la propria convinzione “critica” nei confronti del gigante IT. Tuttx sanno che Facebook non ha nessun rispetto per la sfera privata. Basta studiare le condizioni d’uso: Facebook salva il nostro luogo di soggiorno (in base al GPS e alla rete), legge le comunicazioni di testo ed protocolli di connessione come anche le connessioni in rete, copia e salva i video, le foto ed il tono, legge e cambia autonomamente i dati di contatto e le note di calendario senza informare lx utenti, legge le regolazioni di altri servizi sugli smartphone, accede ad app altrui e scarica file senza informare nessuno…

Facebook analizza le nostre preferenze e i nostri interessi e lo utilizza per assembrare un flusso di dati conformato con ogni singolx di noi. Nell’ambito tecnico della comunicazione, nel frattempo tantx si muovono del tutto ed unicamente in tali bolle filtrate di Facebook che ne decide le dinamiche. Le informazioni classiche non più personalizzate, non elaborate e non assemblate da una redazione, diventano sempre meno importanti. Facebook fa scrivere ax giornalistx sempre più notizie direttamente per la propria piattaforma. Per poi decidere se e in quale forma le manterrà.

Puoi collegarti in rete sociale da noi, ma decidiamo noi quel che potrai vedere, chi e quale informazione ti faremo vedere e chi sono lx tux verx amicx. Chi controlla internet non controlla solo il sapere dell’umanità, ma manipola anche le sue opinioni, preferenze ed abitudini – tutto fortamente individualizzato.

Troppo astratto

Tuttx sanno che le manipolazioni della comunicazione da parte di Facebook sono totalmente abusive. A un’autorità statale non daremmo mai e poi un tale potere di comando. Ma chi se ne frega, visto che tutto questo avrà al più un effetto “percettibilmente” negativo e personale solo “in futuro”. Basta che l’intromissione manipolativa nelle nostre vite sia sufficientemente seducente e “smart” affinché non ci sia nessunx dispostx a scandalizzarsi seriamente per l’impotente limitazione della nostra autodeterminazione. Il progresso d’internet è molto più veloce di quello che può essere la formazione di una coscienza dell’umanità sulle conseguenze della digitalizzazione. Già da tanto tempo, la velocità del progresso tecnologico è determinata, tra l’altro ma in modo decisivo, da quello che gli uomini alfa di Amazon, Apple Facebook, Goggle ed altri nella Valle della Tecnologia credono di poter esigere da noi. Eric Schmidt, manager di Google, lo dice così: “La politica dell’impresa è di andare esattamente fino a quel limite che per la gente diventa inquietante, ma non oltre.”

L’abusività di Facebook non si può descrivere e capire solo con la perdita di significato del concetto di sfera privata. L’intervento nel nostro mondo delle informazioni, delle esperienze, del tempo libero e dei sentimenti va molto più in là. Saranno altrx a determinare in modo massiccio la nostra vita e a riordinarla partendo da zero – senza alcune possibilità di poter valutare coscientermente cosa è arricchimento oppure eliminazione d’ogni traccia di autodeterminazione.

Ti suona troppo astratto, troppo vago?

OK – visto che la nostra immaginazione non è mai e poi mai di quella lungimiranza che contraddistingue lx tecnocrati che operano attivamente alla costruzione di un mondo nel quale per risolvere i problemi sociali sono ammesse solo le soluzioni tecnologiche, ci fermiamo nel qui ed ora:

Alla richiestra di cancellare post razzisti tipo “Mangia Merda, Maiale di Merda Siriano” e “Date finalmente delle armi da fuoco alle forze di sicurezza e freddateli, questi pseudo profughi”, Facebook s’atteggia da campione della libertà della parole e risponde: “Abbiamo verificato il contributo che ci hai segnalato come messagio d’odio e constatato che non trasgredisce i nostri standard condivisi.” Illustriamo in seguito con quattro esempi che questo non vuole assolutamente dire che Facebook si sente in dovere di essere neutrale:

Persecuzione e inibizione ad assistenza alla fuga, insieme a Europol

Nel mese di aprile 2015, il consiglio europeo ha decise di procedere contro un “attirare” (il trad.: alla fuga) lx profughx. Per impedire  che dex fuggitivx possano contattare chi è disposto ad aiutarlx nella fuga, Europol ha avviato una cooperazione con Facebook e Twitter. Dal 1. agosto, “l’ufficio per la segnalazione di contenuti internet” (IRU), interno a Europol, ha assunto dex dipendenti supplementari per la ricerca metodica di attività di aiuto alla fuga nei social media. In futuro, appena troveranno qualcosa sarà subito cancellato. Europol dovrebbe, inoltre, anche ottenere un accesso diretto ai dati di tracciamento su Facebook, senza doverli richiedere ai rispettivi paesi membri. “L’ufficio segnalazioni” sarà subordinato al “Centro Europeo per la Lotta al Terrorismo” (ECTC).  Il progetto, tanto per dire, fu deciso prima degli attentati di Parigi! Per questo non ci vuole lo stato d’emergenza. È ormai la situazione normale in Europa.

Esperimento real-life sull’economia comportamentale

Nel mese di giugno del 2014 salta fuori che per un periodo prolungato Facebook aveva manipolato psicologicamente le pagine di 700.000 user – senza che lo sapessero (il Traduttore: A questo punto la “domanda da un milione” ax Facebook-imbecilli ooops -user. Chi Usa Chi?!!!). A questo gruppo facevano loro vedere i post positivi dex loro Facebook-amicx. I post più negativi ottenevano un ranking minore o venivano semplicemente soppressi. Poi osservarono l’effetto di questi antidepressivi algoritmoci sula maniera di  comunicazione dex user così manipolatx – e miracolo!: Si esprimevano senza eccezione più positivamente nei propri post che un gruppo ugualmente grande di user negativamente manipolatx.

Una portavoce di Facebook si esprimeva sullo scandalo nel Guardian. Obiettivo dell’esperimento sarebbe stato “il miglioramento dei nostri contenuti e di plasmare nel modo più rilevante ed attraente possibile i contenuti che la gente vede su Facebook.” E poi: “Gran parte di questo consiste nel comprendere come reagiscono lx user ai diversi tipi di contenuti, a seconda di una loro tonalità positiva o negativa; se seguono le novità da parte dex loro amicx oppure le informazioni riportate sulle pagine.” Facebook farebbe tanti di questi esperimenti attitudinali e, inoltre, questi esperimenti che coinvolgono lx user a loro insaputa rientrerebbero nelle condizioni per l’uso.

Fino a dove, e ben oltre gli “esperimenti” di manipolazione comportamentale, arriva la manipolazione specifica del malcontento da parte di Facebook ebbe a dimostrarsi solo due mesi dopo:

Soppressione informazionale dell’insorgenza

Il 9 agosto 2014 a Ferguson durante un controllo di polizia fu freddato il 18enne Michael Brown. Una pattuglia di polizia lo fermò perché aveva osato camminare sulla strada invece che sul marciapiede. Durante la discussione partiva un colpo dalla volante. Brown fuggì e fu freddato alla schiena da un poliziotto. Michael Brown era disarmato ed era nero.
Già il giorno dopo, dex cittadinx nerx della città si adunarono per una protesta silenziosa circondata da 150 sbirri in armatura antisommossa. Il clima si fece incandescente e con l’escalation della situazione si arrivò agli scontri ed ai saccheggi. Durante l’11 e il 12 agosto la polizia impiegava blindati, granate accecanti, bombe fumogene, lacrimogeni e anche proiettili di gomma contro la folla inferocita. Le immagini delle battaglie militari controinsurrezionali attraversarono i media e naturalmente anche i social media di tutto il mondo. Ma non attraverso tutti i social media in ugual modo.

La signora Zeynep Tufekci, docente all’università di North Carolina, accertò l’esercizio di potere politico per mezzo del filtraggio algoritmico delle notizie. In un contributo sul portale Blogging Medium afferma che Ferguson nel suo Facebookstream practicamente non esisteva, mentre su Twitter quasi non si parlava d’altro. E non era perché la gente su Facebook non ne scrivesse nulla.
Bensì era l’algoritmo Edgerank, che a dire di Facebook rielabora le novità secondo una rilevanza personalizzata, che sembrava semplicemente aver soppresso il tema.

Manipolazioni mirate in cooperazione con la NAS

Nel mese di aprile 2015 venivamo a sapere dal fondo dei documenti di Snowden che su ordine del governo USA, con l’obiettivo di impedire le manifestazioni Facebook manipola le info sulle iniziative e le informazioni dirette tra Facebook-user di critica al governo. Dopo il divampare delle proteste di Occupy Wall Street nell’autunno del 2011, Facebook e NSA estendevano la loro “Operation SPORA”, l’operazione congiunta di manipolazione di tali informazioni.
Dai documenti si evince che SPORA non inghiottisce o ritarda solamente le comunicazioni sulle manifestazioni e sui flashmob ma che manipola anche luoghi e tempi di questo genere d’appuntamento. Questo vale per le “iniziative” Facebook e per le comunicazioni dirette, dove i Messenger-app e le pagine web segnalano dati diversi per fuorviare e disperdere la gente.
Lo sviluppo del software per la manipolazione marcia come cooperazione tra NSA e un piccolo team di Facebook. La software è impiegata da tutti i servizi segreti dell’alleanza “Five Eyes”, anche su altre piattaforme come WhatsApp e Google Hangout. Un esempio che dimostra quanto è ridicolo voler distinguere tra i propositi di registrazione e di comando dell’élite digitale e gli interventi puramente repressivi dei servizi segreti e delle autorità.

Facebook e la sinistra di movimento

Cosa fare, se Facebook nei momenti di maggiore insorgenza della dinamica social-rivoluzionaria rivolge contro di noi ancora di più i suoi servizi ossia se ne priva, selettivamente, del tutto? Vogliamo appropriarci di tecniche proprie e indipendenti per la diffusione di conoscenza e di comunicazione solo in quel frangente?

Stupisce già assai che anche il movimento autonomo sembra tenerci di più alla comodità di una piattaforma della comunicazione e a un’illusoria appartenenza al mainstream informazionale che alla propria autonomia; ma che via Facebook si collabori attivamente con la repressione, vogliamo ben sperare che sia troppo anche per noi! Oppure accettiamo di buon grado la cooperazione di Facebook con le autorità e la sua infiltrazione nei movimenti di resistenza di sinistra, mentre come resistenti dichiariamo sempre a gran voce di quanto è impensabile ogni collaborazione “diretta” con le autorità addette alla persecuzione?
Ci pare poco credibile e soprattutto insensato.

Resistenza digitale + analoga = reale

La resistenza si muove – addirittura contro Facebook! “Zuck off” deve farsi urlare addosso in India il capo di Facebook Zuckerberg. Poiché da quelle parti con buon sostegno pubblico dex attivistx contrastano il Projekt internet.org di Facebook, con il quale vuole offrire una rete “gratis” ax poverx anche nelle zone più remote. Pomo della discordia: Facebook in questa “rete di pubblica per tutti” fa vedere solo 35 pagine web – con Facebook in primo piano. L’accesso al resto del (mondo) web rimane bloccato. All’accusa di censura e di comando Mark Zuckerberg reagisce in modo cinico, prammatico e spaccone: “Meglio un pochino d’internet che nulla.”
Tuttavia la resistenza contro questa forma evidente di Non-Neutralità-Della-Rete ha avuto degli effetti. Quattro dei fornitori eletti da Mark Zuckerberg, tra cui Times of India, si sono già ritirati dal progetto di Facebook poichè non vogliono macchiarsi con l’accusa di “razzismo economico” e “rapina delle terre” (landgrab).
Ma ha senso un attacco simbolico e non-digitale a un gigante del pseudo-mondo digitale? Si, ha senso – il vertice di Google era parecchio colpito quando lx anti-gentrificazione bloccarono e attaccarono i bus di Google. Era la protesta pubblicamente percettibile contro gli aumenti astronomici degli affitti nel raggio delle fermate di questi shuttle-bus che ogni mattina portano migliaia di dipendenti che abitano nei dintorni di San Francisco fino alla sede dell’impresa nel Silicon Valley. Le manifestazioni seguenti costrinsero Google addirittura a lasciare perdere un progetto di costruzione edile a San Francisco. Anche la prima versione degli occhiali-dati Google glass è fallita anzitutto per l’effetto pubblico della campagna dex ostili, ed è stata tolta dal mercato. Negli USA dex attivistx avevano diffamato i protatori degli occhiali-dati come glassholes (il trad.: gioco di parole con asshole = uguale a stronzo) e gli avevano strappato gli occhiali dal nasoanche violentemente. Dopo di questo, lx glassholes non potevano più entrare in tante bettole e in tanti club.
Il blocco militante a Parigi di un ponte autostradale presso l’aeroporto fatto dai tassisiti contro i Taxi-App Uber è stato decisivo per il divieto di Uber in Francia.
All’inizio del mese passato, dex attivistx hanno occupato la sede principale di Airbnb a San Francisco, quasi per portare le lotte per degli affitti accessibili sul luogo, che è sempre di più complice degli sfratti coatti e delle espulsioni.

Join the real-life-hacking-team

Riteniamo che sia necessario lottare attivamente contro il controllo digitale e il tentativo di appropriazione delle nostre vite e, inoltre, di procedere contro questo sistema ed i suoi soci in affari. Una ribellione contro questo mondo non ci sarà con una riforma d’internet.

–  Esci dalla ristrettezza disabilitante della determinazione esterna
– Facebook, Google, Apple, Amazon e compari, fuori dalla rete
– Partecipa al contrattacco come anche alla costruzione di alternative
–  “La rete è rotta” – Fai nuovo!
– Per una communicazione libera ed autonoma
– Per l’Autonomia
– Contro il dominio

Hackers unite and take over – o digitale o analogo – we stay anonymous
P.S. If you LIKE our action, don’t share it on facebook
If you DISLIKE or don’t know what this is all about, you will probably do so anyway.

Fonte: https://linksunten.indymedia.org/de/node/162073

Traduzione dal tedesco mc, galera Salez, dicembre 2015

Amburgo, Germania: Vernice e pietre a corte di appello

amburgoRedatto da chronik il 10 ottobre 2015

Attacco nello Sievekingplatz.

Contesto: processo contro occupanti di una casa – Sono stati tirati pietre e sacchetti con vernice, danni a  41 vetri – l’attentato al tribunale nel Sievekingplatz di domenica sera ha fatto un danno di  più di 20 000 Euro.

Verso le ore 20 circa 30 persone avevano in un primo momento acceso dei petardi davanti al tribunale edal palazzo di giustizia penale. Avevano bloccato la strada con un contenitore per i rifiuti. Poi sono volati pietre e sacchetti con la vernice contro le facciate degli edifici.

Inoltre quattro auto parcheggiate sono state danneggiate. Gli autori incappucciati sono scappati prima dell’arrivo della polizia. Sul posto, la criminale sequestrava dei volantini. Secondo la polizia, l’attacco è legato a un processo contro sei uomini. Tra l’altro sono accusati di tentato omicidio preterintenzionale perché da una casa occupata alla Breiten Strasse (quartiere Altona) avrebbero lanciato dei lavandini e una porta sui poliziotti.

Tradotto dal tedesco mc, galera Menzingen, CH, ottobre 2015

Amburgo: dal 3 al 9 agosto 2015 – Settimana di mobilizzazione e propaganda

breitestrasseDal 3 al 9 agosto 2015: Settimana di mobilizzazione e propaganda in solidarietà con gli/le imputat* del “Caso Breite Straße”.

Infrangiamo la legge!

Il 27 agosto 2014 una casa venne occupata in Breite Straße ad Amburgo. Quando arrivò la polizia per liberare l’edificio, vennero accolti da una resistenza forte e degna, facendosi attaccare dagli/lle occupant* con fuochi artificiali, vernici, e molti altri oggetti. Nel momento in cui la polizia riuscì a entrare nella casa non c’era più nessuno. Diverse ore dopo sei persone vennero arrestate fuori dalla casa con l’accusa di aver partecipato all’azione, sono state messe in custodia cautelare e sono uscit* un mese dopo.

A fine agosto di quest’anno comincia il processo contro di loro. Sono accusat* di tentato omicidio a causa degli attacchi contro la polizia al momento dell’espulsione. Tutto è orchestrato dal potere, i mezzi di comunicazione e la polizia furiosa che cercano di spaventare, zittire e sradicare qualsiasi seme di ribellione.

Noi non resteremo a guardare mentre il potere dispone sadicamente delle loro vite. Sappiamo che una settimana di solidarietà serve solo perché esista una forte propaganda, agitazione e una forma de comunicazione tra chi si oppone a qualsiasi forma di autorità.

La solidarietà non conosce orari, settimane, calendari né frontiere!

NESSUN RIBELLE NELLE MANI DELLO STATO!

Contro ogni dominazione e ogni autorità!

Per la liberazione totale!

in inglese, spagnolo, tedesco, portoghese

Germania: Passeggiata fuori controllo ad Amburgo

Nella serata del 18 ottobre 2013 si è svolta una passeggiata fuori controllo da St. Pauli al quartiere di Schanze. Con uno striscione, slogans, posters, volantini, graffiti, pietre e martelli, circa 80 persone hanno portato in strada la loro rabbia contro le “zone di pericolo”, i controlli razzisti, il meccanismo delle deportazioni e queste condizioni della realtà.

Alcune banche e negozi hanno avuto le vetrine sfondate, e sui muri sono stati scritti slogans contro la macchina delle deportazioni e lo Stato. La passeggiata è terminata all’arrivo della polizia.

Contro le autorità e la loro città!
Per una vita incontrollabile senza Dominio, per tutt*!

Amburgo: Attaccata sede ThyssenKrupp in solidarietà con Sonja e Sibylle in Germania, e con la rivolta in Turchia

ESTATE PER SONJA E SIBYLLE!

Nella notte tra 31 Luglio e 1 Agosto, l’edificio della ThyssenKrupp Industrial Solutions AG ad Amburgo è stato attaccato. Le finestre dell’entrate e le porte sono state distrutte e circa due dozzine di bottiglie sono state lanciate contro l’edificio per contrassegnarlo. La strada di fronte l’edificio è stata bloccata da barricate in fiamme.

ThyssenKrupp è una delle più grandi compagnie produttrici di armamenti. Consegna armi in tutto il mondo.

L’attacco è stato fatto in solidarietà alle compagne prigioniere Sonja e Sibylle, che tengono un comportamento incorruttibile contro lo stato e la sua giustizia. Sonja è accusata di attacchi e partecipazione alle “Revolutionäre Zellen”/Cellule Rivoluzionarie (RZ) negli anni ’70. Sibylle è imprigionata per il suo atteggiamento non collaborativo con la giustizia. Il processo è ancora in corso.

L’attacco è stato dedicato anche alla rivolta di Giugno in Turchia. Saluti militanti ad Istanbul, Ankara, Amed, Eskisehir, … e a tutti i ribelli accusati e imprigionati, e in ricordo dei caduti.

in tedesco

Amburgo, Germania: Manifestazione in solidarietà con le lotte in Grecia e in tutto il mondo

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Dimostrazione il 27/03/2013, a partire dalle 15.00 da Achidi-John-Platz, Rote Flora, ad Amburgo

Per la rivolta sociale! Solidarietà con le lotte auto-organizzate in Grecia e in tutto il mondo! Per la distruzione del Potere!

Corteo contro la crisi economica del sistema, l’ascesa del neo-fascismo, l’aumento della repressione dello Stato, lo sgombero dei centri sociali e la repressione contro gli immigrati… ma anche in solidarietà con le lotte auto-organizzate e gli attacchi contro lo Stato, in solidarietà con i compagni che continuano a combattere con tutti i mezzi per distruggere la civiltà del Potere.

Sosteniamo i progetti auto-organizzati, le occupazioni, i compagni imprigionati, e le lotte contro lo Stato, il Capitale e tutte le autorità. Quando guardiamo alla Grecia, ciò che condividiamo sono le idee contro ogni forma di dominio, nonché la passione per la libertà. Vogliamo rompere la monotonia e la normalità opprimente che prevale in queste parti, e combattere insieme verso la liberazione dal Potere. Nostro scopo non è l’espressione sterile di solidarietà con le lotte che si svolgono a 2.000 chilometri di distanza da qui. Il nemico è comune. Nostro obiettivo è quello di attaccare le strutture che alimentano questo sistema violento e decaduto, il nostro obiettivo è una rivolta sociale che rovescierà il sistema.

Maggiori informazioni in tedesco: i, ii

Austria e Germania: Azioni in memoria di Alexandros Grigoropoulos

Lipsia

A Lipsia, una stazione della polizia è stata attaccata con pietre e vernici. Il comunicato è il seguente:

“Durante la notte dalle 6/12/ al 7/12/2012 abbiamo attaccato con vernici e pietre i sbirri della stazione che si trova a Via Weissenfelser nel quartiere di Plagwitz, a Lipsia. In tal modo vogliamo ricordare Alexandros Grigoropoulos, ucciso dalla polizia il 6/12/2008 ad Exarchia, Atene.

Vogliamo dimostrare che ci sono persone a Lipsia che non dimenticheranno alcun omicidio della polizia, né tutte le vittime della repressione da parte dello Stato.

Libertad (A)”

Gli Antifa Mainz hanno srotolato il loro striscione ed hanno tenuto un picchetto in memoria di Alexandros di fronte alla vecchia università locale, mentre volantini sono stati distribuiti ai passanti per le strade dello shopping della città di Magonza (Mainz), suscitando un certo interesse e discussioni spontanee.

Lo stesso giorno i compagni hanno effettuato un’altra azione a Magonza, con uno striscione alzato per commemorare l’omicidio di Stato ad Exarchia. Sul comunicato dei compagni si legge tra l’atro: “Oggi, quattro anni dopo l’inizio della rivolta, manifestazioni, rivolte e occupazioni si sono svolte ancora una volta, in ricordo della morte di Alexis. Anche qui, in Germania. Anche a Magonza. Sentiamo la stessa rabbia contro il sistema, come i nostri compagni in Grecia, Spagna, Italia… e i nostri pensieri e azioni si uniscono con loro. Con questa azione facciamo un piccolo contributo di solidarietà mondiale per la lotta delle rivolte sociali.

Amburgo

Ad Amburgo anche, uno striscione di solidarietà è stato sollevato: “Alexis; questo è stato un omicidio – Resistenza in ogni luogo”.

Compagni di Vienna, Austria, hanno messo uno striscione nell’occupazione Pizzeria Anarchia, al fine di inviare il proprio messaggio:

Per ricordare cosa significa rivolta.

riassunto in greco

Amburgo, Germania: Atto simbolico di solidarietà con il popoli in lotta in Grecia

Oggi, 9 Ottobre, ad Amburgo sono stati appesi due striscioni nei pressi della stazione ferroviaria centrale, oltre i raggi, in modo da essere visibili da quasi tutti i treni in corsa, che avevano scritto in tedesco ed in inglese: “Solidarietà con i manifestanti in Grecia” ed “Una battaglia – Una Lotta (A)”.

La ragione di questa azione simbolica è stata la “visita” di Angela Merkel ad Atene e il conseguenti “divieto di riunioni pubbliche e di cortei nelle aree pubbliche di Atene” direttamente connesse con la visita del cancelliere tedesco.

I compagni hanno voluto protestare anche per la politica della troika per quanto riguarda la “crisi”, una politica che segue in gran parte le direttive della parte tedesca e provoca l’impoverimento di ampie fasce della società, dissolvendo nello stesso tempo il sistema sanitario e lo stato sociale, mentre le banche e gli altri settori di investimento privato vengono ​​”salvati” intascando dei miliardi.

fonte

Germania: Sabotaggio dei distributori automatici di biglietti ad Amburgo

Noi non paghiamo nulla! Nè per dipendenza nè per sfruttamento, che aumentano affarismo, nè per la crisi di un sistema che ci opprime. Nelle prime ore di Mercoledi 21 Marzo 2012, abbiamo sabotato 18 distributori automatici di biglietti in tutta la città ed abbiamo dato alle fiamme un veicolo della Hochbahn (che gestisce la metropolitana e gran parte del sistema dei bus di Amburgo). La nostra risposta agli aumenti dei prezzi, all’entrata agli autobus dalla parte frontale e ai sempre più maggiori controlli, che sono drammaticamente aumentati dall’inizio dell’anno, ha trovato la sua espressione in atti di sabotaggio che si spera si sviluppino!

Attacco e resistenza! libertà!

in tedesco / per notizie sulle azioni dirette in Germania, potete anche visitare directactionde

Amburgo: Azioni solidali con i rivoltosi greci

La crisi è il fottuto sistema!

In Grecia, la gente lotta contro i diretti risultati delle decisioni fatte dai politici tedeschi ed europei cadute sulle proprie teste! La propaganda anti-grecia della stampa tedesca ci disgusta!
La nostra solidarietà va a quelli in sciopero e in lotta, che sono imprigionati e che si scontrano con la repressione. Mandiamo inoltre solidarietà ai rivoluzionari greci del gruppo di guerriglia urbana “Lotta Rivoluzionaria”, a processo per le loro idee e lotte.
Nelle notti del 27 e 28 Febbraio abbiamo attaccato 6 banche ad Amburgo. E’ un piccolo ma chiaro segno attaccare le banche in Germania, per esempio, siamo ispirato dall’azione solidale a Bielefeld, e speriamo che molta gente farà lo stesso e manderà solidarietà ai rivoltosi in Grecia e attaccherà le banche e il loro sistema. Che tanta gente scenda in strada a Francoforte e ovunque il 31 Marzo e sempre!

Per un’estate rovente! Libertà!

fontetrad. Parole Armate