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Prigioni greche: Lettera di Giannis Naxakis

Il 3 Febbraio verrò processato dall’autorità, con tutti i suoi onori, come un altro “terrorista” interno. Non mi frega nulla dei miei accusatori e ovviamente non metterò piede in aula. Veniamo da due mondi moooooooolto diversi, non c’è bisogno di dirlo. Per farla semplice, cago sulla loro giustizia. Le accuse non mi riguardano. Il caso degli arresti a Nea Filadelphia è più o meno noto, io sono accusato per le solite pratiche anarchiche, quindi non c’è utilità nel ripetere cose dette già migliaia di volte.

Diciamola in modo differente. Quando qualcuno ha gettato via la “normale” vita offerta da questo mondo noioso, nella spazzatura, come non si possono eliminare le questioni etiche di restrizione come le leggi dello stato e gli obblighi come il lavoro?

Riguardo all’altra accusa, quella dell’organizzazione, da un po’ noia, perché sono sempre stato contro l’idea delle “organizzazioni”. Sono troppo burocratiche per il mio sentire anarchico. Preferisco i rapporti liberi, informali, o la mia solitudine, per combattere l’esistente. Continue reading Prigioni greche: Lettera di Giannis Naxakis

Prigioni greche: L’anarchico Babis Tsilianidis ha richiesto l’interruzione della sua carcerazione

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L’anarchico rivoluzionario, Babis Tsilianidis, è imprigionato dal Gennaio 2011, e attualmente è detenuto nel carcere di Koridallos, ad Atene. Egli ha affrontato una serie di procedimenti giudiziari, in ognuno dei quali si è rifiutato di partecipare. Il compagno ha ricevuto pene sospese a questi processi, e questo fatto sarebbe stato sufficiente per il suo immediato rilascio dalla prigione, se non fosse per un ultimo processo in corso contro di lui in relazione ad una rapina armata al reparto di contabilità dell’ospedale AHEPA a Salonicco. Le “prove” della polizia che hanno portato la sua terza carcerazione prima del processo consecutivo sono basate esclusivamente sul DNA.

Questo processo, infine, abbia avuto luogo il 22 Gennaio 2013. Babis Tsilianidis è stato riconosciuto colpevole di tutte le accuse, e condannato a 10 anni e 4 mesi senza condizionale. Questo caso specifico ha portato alla prima condanna di un prigioniero politico in Grecia sulla base di un pezzo di prove circostanziali da sole, cioè, l’unica prova incriminante presentata dal pubblico ministero non era altra che una traccia del profilo genetico del convenuto “abbinata” ad un campione di DNA tratto da un fazzoletto che era stato trovato da qualche parte vicino alla scena della rapina.

Il 18 Settembre 2013, un consiglio giudiziario a Salonicco esaminerà la richiesta del compagno per una interruzione della carcerazione.

Sosteniamo gli anarchici e i rivoluzionari in cattività con ogni mezzo necessario. Non cediamo neanche un centimetro dei nostri spazi vitali alla repressione. Organizziamo sempre le nostre vite e le nostre lotte in modo anarchico, e verso l’anarchia, per smantellare la macchina sociale.

ulteriori riferimenti in greco / inglese e video di solidarietà

fonte

Prigioni greche: Dichiarazione congiunta di prigionieri del carcere di Koridallos

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Oggi, 29 Marzo, noi i prigionieri del primo braccio del carcere maschile di Koridallos rifiutiamo di entrare nelle celle a mezzogiorno come un minimo segno di protesta contro l’invasione in stile militare dell’unità repressive speciali antiterrorismo (Ekam) che hanno condotto ispezioni a sorpresa e perquisizioni nella notte del 28 Marzo fino alle prime ore del mattino.

Se la polizia greca vuole fare un colpo di stato nelle carceri picchiando e torturando i detenuti, dovrebbe sapere che questa provocazione non rimarrà senza risposta.

Allo stesso tempo, il ministero della “Giustizia” attraverso il suo attuale capo Antonis Roupakiotis, e sotto gli ordini del ministro dell’Ordine Pubblico Nikos Dendias, promuove legislazioni fasciste contro di noi, che includono normative in materia di limitazione del nostro diritto ai giorni di congedo dal carcere e l’introduzione dell’uso di braccialetti elettronici di rilevamento per i detenuti. Incontreranno la nostra opposizione combattiva laddove ci si ritiene necessario, al di fuori delle celle, nei corridoi, sui tetti.

Risponderemo alla violenza dei sbirri con la violenza della dignità.

Per quanto riguarda la fuga di 11 prigionieri dal carcere di Trikala (il 22 Marzo, 2013): nessuna legge o istituzione possa impedire l’inalienabile diritto dei detenuti alla loro libertà. Buona fortuna ai fuggitivi.

Forza e solidarietà a tutti i prigionieri di Trikala che sono stati picchiati dalla polizia.

Prigionieri del 1° braccio del carcere maschile di Koridallos

(Dichiarazione co-firmata da 350 detenuti)

Atene: Aggiornamento relativo alla mozione di Savvas Xiros

"Libertà a Savvas Xiros"- Striscione appeso a Salonicco da compagni che hanno organizzato una iniziativa a sostegno di Savvas Xiros ed hanno chiamato ad un incontro di solidarietà il 17 Dicembre
“Libertà a Savvas Xiros”- Striscione appeso a Salonicco da compagni che hanno organizzato una iniziativa a sostegno di Savvas Xiros ed hanno chiamato ad un incontro di solidarietà il 17 Dicembre

Il 18 Dicembre 2012 la corte d’appello del Pireo ha respinto l’ennesima mozione di Savvas Xiros per il suo rilascio dal carcere di Koridallos per motivi di salute e per una ospedalizzazione domiciliare. Questa volta, la corte ha stabilito che la mozione non può essere accettata ed esaminata formalmente, perché non è stata presentata durante il trattamento del detenuto in ospedale.

In segno di solidarietà con Savvas Xiros, 65 uomini che sono detenuti in varie prigioni greche si sono astenuti dalla mensa del carcere il 17 e il 18 Dicembre.

Grecia, Trikala: Un’altra lettera dall’imprigionato Vaggelis K.

Sabato, 29 Dicembre 2012 dei solidali hanno diffuso un testo del compagno Vaggelis Koutsibelas in occasione del suo imminente processo. Si trova in custodia cautelare dal 5 Aprile 2012, accusato di aver commesso una serie di attacchi incendiari con bombole di gas nella città di Trikala. Qui di seguito la sua breve lettera dal braccio D2 del carcere di Trikala

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La data del processo è stata fissata per il 6 Marzo 2013, un processo con giuria mista che si terrà a Larissa.

Poliziotti e magistrati in tutto il loro splendore: chiameranno otto testimoni alla corte, tra cui due poliziotti in borghese ed uno della squadra della polizia motorizzata (DIAS). Tra i testimoni dell’accusa fila anche l’infame Giorgos Zafiris (una marionetta dei sbirri, che ha fatto la spia sulla metà della popolazione di Trikala solo per avere la sua dose di eroina, può vendere la propria madre per la droga). Non si è vergognato di chiamarmi “SUO AMICO”! Lo attenderò nell’aula anche lui, solo per vedere quando esattamente sia il suo coraggio.

Altri due testimoni dell’accusa che affermano di essere stati testimoni oculari e sono venuti faccia a faccia con l’autore, non sono mai stati chiamati a testimoniare prima di questo momento. Soprattutto la seconda testimone che ha detto ai poliziotti che era venuta faccia a faccia con il sospetto, ed ha descritto l’uomo come segue: “Aveva un’altezza media, e aveva una moto”. Per cominciare, la mia moto è stata confiscata dalla polizia pochi giorni prima dell’indagine su tali incidenti, perché non avevo i documenti di licenza necessari su di me durante un posto di blocco della polizia. Quando sono riuscito a riprendere la mia moto dalla questura, aveva vari danni ed era impossibile di guidarla per un po’. Fino ad ora, questa testimone particolare non è mai stata chiamata a testimoniare in mia presenza, durante il controinterrogatorio.

Sono stato riconosciuto colpevole da entrambi i poliziotti e giudici, che hanno ordinato la mia detenzione preventiva mediante una procedura rapida. Durante i primi giorni della mia cattività, non hanno mi hanno nemmeno lasciato andare in ospedale o mandarmi ad un medico legale per esaminare le mie ferite sanguinanti, causate dalle percosse ripetute che ho ricevuto mentre ero sotto custodia. I miei aguzzini in borghese avevano la completa assistenza dei giudici preliminari. Mi viene ancora da ridere con le parole che la procuratrice mi ha detto in faccia allora: “Ha 42 anni, e ora vi siete ricordati di portarmelo davanti? Rinchiudetelo, rinchiuderlo!”

Da parte mia, ho negato tutte le accuse e gli incendi dolosi che sono attribuiti a me, l’unica cosa che ho accettato sono stato i testi che sono stati pubblicati su internet. Ho presumibilmente incitato (attraverso i miei testi) il popolo di Trikala a sollevarsi e dare fuoco alla prefettura e al comune, come se stiamo costringendo chiunque di leggere e assimilare tali comunicati!

Non importa; tutto sarà chiarito in tribunale. Ho anche chiamato sei testimoni di difesa, e, naturalmente, i giovani del mio villaggio a sostenermi. Purtroppo non ho un reddito, e se il “misericordioso” Stato ellenico non prevederà per un avvocato d’ufficio, allora sarò costretto a difendermi per conto mio. Questo è tutto quello che avevo da dire sul processo imminente.

LA LOTTA CONTINUA…

Vaggelis Koutsibelas
Braccio D2, Carcere di Trikala

Prigioni greche: L’anarchico Andrzej Mazurek, che era stato l’ultimo detenuto della rivolta del Dicembre 2008, è stato estradato in Polonia

Testo di solidarietà da altri detenuti in Grecia

Il 7 Dicembre 2012 l’ultimo pezzo dell’azione penale riservata dallo Stato Greco contro l’anarchico Andrzej Mazurek è stato svolto. Andrzej è stato arrestato nel Dicembre del 2008 per il suo coinvolgimento nella rivolta. Dopo quattro anni di prigionia nelle carceri greche, le autorità greche e polacche hanno dimostrato un zelo notevole nelle rispettive procedure e lo hanno consegnato alla Polonia, dove sarà tenuto prigioniero visto che sia stato trovato colpevole di accuse che sono sorte solo dopo il suo arresto ad Atene.

Questi quattro anni di reclusione del compagno sono una applicazione pratica della dottrina anti-insurrezionale che lo Stato greco ha adottato dopo l’esplosivo Dicembre 2008. Il tempo che Andrzej abbia trascorso in carcere era sproporzionato con i termini della sua condanna (la quale è scesa ad otto anni di carcere da quando alla Corte d’Appello), ma anche rispetto al resto delle pene detentive che erano state imposte e scontate dai partecipanti alle rivolte. Tuttavia, questo fatto rivela anche la ricerca ardente del Potere di inviare un messaggio chiaro sia all’interno che all’esterno dei suoi territori. Chi potrà mai dimenticare i proclami del governo e delle sue fogne giornalistiche per quanto riguarda gli “anarchici che vengono dall’Europa per distruggere la Grecia”, dichiarazioni che esprimevano la paura, ma anche la volontà di schiacciare la solidarietà internazionale che era stata sviluppata.

Allo stesso tempo, la storia della prosecuzione contro Andrzej-che ha portato alla sua estradizione con una procedura sommaria, dimostra la coerenza transnazionale repressiva verso il nemico interno. Nello stesso tempo, che gli stranieri rimangono in qualche prigione o qualche centro di detenzione mese dopo mese, in attesa di deportazione dopo la scadenza della loro pena, le autorità polacche e greche sono riuscite a prolungare la carcerazione di Andrzej seguendo una procedura esplicita. Negandoli la prima richiesta di liberazione condizionale -nonostante il fatto che egli aveva di gran lunga completato i 2/5 della sua condanna- guadagnavano tempo settimana dopo settimana al fine di rendere tutte le misure necessarie in modo che egli non sarebbe stato rilasciato dal carcere anche per un solo giorno.

Gli inviamo la nostra solidarietà e i nostri saluti ribelli in Polonia, dove è ora un ostaggio, e ripetiamo le sue stesse parole:

Ci vediamo in giro per le strade, a rompere ancora una volta la vetrina della pace sociale…

Non possiamo lasciare solo nessun compagno nelle mani dei meccanismi repressivi

SOLIDARIETÀ CON ANDRZEJ MAZUREK

Detenuti nelle carceri greche:
Babis Tsilianidis, Alexandros Mitroussias, Kostas Sakkas, Giorgos Karagiannidis, Akim Markegai, Vasilis Karandreas, Nikos Evangelou, Panagiotis Koutsopoulos, Nikos Sakkas, Kostas Faltsetas, Elias Karadouman, Marinos Mitsopoulos, Dimitris Giotsas, Charalambos Avramidis, Panagiotis Georgakopoulos, Christos Tsonaros, Yannis Gelitsas, Makis Gerakis, Mustafa Ergün, Michalis Ramadanoglou, Michail Tzoumas, Konstantinos Mamoutis, Vangelis Kalamaras, Panagiotis Hadjigeorgiou, Mitev Georgi, Georgiev Rishi, Angelos Kostopoulos, Spyros Stratoulis, Rami Syrianos

Testo originale in greco / testi relativi in polacco

Grecia-Carceri di Larissa: Respinta la richiesta di Andrzej Mazurek per la libertà condizionale

Dopo l’udienza d’appello del 11 Giugno 2012, la detenzione di Andrzej è stata ridotta a 8,5 anni. Dal momento che aveva già completato due quinti della pena, egli aveva il diritto di essere rilasciato. Tuttavia, ai primi di Luglio 2012 – grazie al compagni della Redakcja Portalu Baader-Meinhof (raf.espiv.net, Polonia) ed il Fondo di Solidarietà e di Sostegno Finanziario ai Combattenti Imprigionati (tameio.espiv.net, Grecia) – è stato confermato che Andrzej Mazurek era ancora nelle carceri di Larissa.

Ecco l’ultimo aggiornamento in greco (28 Settembre):

L’unico prigioniero del Dicembre 2008 si affaccia alla rappresaglia giudiziaria

Andrzej Mazurek, prigioniero di origine polacca, è stato arrestato durante la rivolta del Dicembre ’08. Circa un mese fa, ha chiesto per la seconda volta (dopo il processo d’appello) che la sua richiesta di libertà condizionale dalle carceri Larissa sia concessa. Ha fatto i 2/5 della sua pena di 8 anni in carcere (condannato per possesso ed uso di esplosivi, ecc) ed abbia esposto la buona condotta in carcere (contestato soltanto di un reato disciplinare minore, del cui il termine di prescrizione è scaduto). Anche se la liberazione anticipata è concessa senza ostacoli particolari in altri casi simili, il trattamento discriminatorio ed illecito delle autorità prevale nel caso di Andrzej.

Nessun compagno lasciato solo, né in prigione, né da nessuna parte.

Prigioni greche: alcuni aggiornamenti sul sciopero della fame dei compagni (in corso)

Dieci compagni sono in sciopero della fame fino ad oggi. Puoi leggere brevi note precedenti qui.

Con un testo pubblicato la sera del 25 Aprile, Giorgos Nikolopoulos, membro delle CCF, dichiara anche lui la sua adesione allo sciopero della fame, dal 26 Aprile, in solidarietà con i suoi compagni e con le loro richieste.

Inoltre, la sera del 25 Aprile, il compagno Kostas Sakkas che si trova nel 20º giorno di sciopero della fame è stato trasferito all’ “ospedale” di Koridallos a causa di complicazioni alla sua salute dovute allo sciopero. Più tardi della stessa sera è stato trasferito all’ospedale Statale “Attikon” di Atene.

Nella serata di Lunedi, 23 Aprile, il prigioniero anarchico Giorgos Karagiannidis è stato spostato all’ ‘ospedale’ delle carceri di Koridallos, a causa delle gravi complicazioni alla sua salute, dopo 18 giorni di sciopero della fame (dal 6 aprile). Poco dopo la mezzanotte, il 24 aprile, il compagno è stato trasferito d’urgenza all’Ospedale Statale Generale di Nikaia, dove finora viene trattato, essendo custodito in una speciale camera-cella dell’ospedale.

Nonostante i rischi per la sua salute, Giorgos Karagiannidis ha rifiutato di mettere una flebo e continua lo sciopero della fame, insieme con gli anarchici imprigionati Alexandros Mitroussias e Kostas Sakkas, chiedendo la revoca delle loro nuove vendicative incarcerazioni in attesa di giudizio, nonché l’immediato rilascio della compagna anarchica Stella Antoniou per motivi di salute.

Il 21 Aprile è stato annunciato che i membri  imprigionati della Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF ) Haris Hadjimihelakis, Giorgos Polidoros e Damiano Bolano hanno perso 8, 7 e 6 chili , rispettivamente. I tre compagni si sono uniti allo sciopero della fame il 17 aprile, a sostegno dei loro fratelli Panagiotis Argirou, Gerasimos Tsakalos e Christos Tsakalos che sono in sciopero della fame dal 8 Aprile, chiedendo il trasferimento definitivo di Panagiotis Argirou e Gerasimos Tsakalos nelle carceri di Koridallos dall’inferno delle carceri di Domokos .

Gerasimos Tsakalos e Panagiotis Argirou si trovano attualmente nella prigione di Koridallos, e lottano per non essere ricondotti a Domokos, e per rimanere lì. Va precisato che entrambi hanno più volte cercato di essere spostati dalle carceri di Domokos attraverso numerosi atti di insubordinazione, che imporrebbe alle autorità carcerarie di ordinare il loro trasferimento disciplinare. Tuttavia, questi sforzi non hanno avuto buon esito. È sempre meglio per i combattenti di iniziare lo sciopero della fame al centro di detenzione in cui preferiscono rimanere, invece di iniziare uno sciopero presso il carcere dal cui vogliono essere trasferiti. Inoltre, il trasferimento di detenuti da un carcere ad un altro mentre stanno conducendo uno sciopero della fame è fuori questione. Così, Gerasimos e Panagiotis hanno deciso di iniziare lo sciopero della fame dopo il loro spostamento da Domokos alla prigione di Koridallos in seguito al trasferimento di emergenza causato dai nuovi interrogatori e dalle azioni penali per i 250 attacchi incendiari ed esplosivi delle CCF. Tutto questo è stato ben spiegato da Tsakalos Christos in un messaggio audio registrato e trasmesso di recente da radio98fm.

Spyros Dravilas è anche lui un detenuto delle carceri di Domokos, attualmente detenuto nell”ospedale’ delle carceri di Koridallos, conducendo lo sciopero della fame dal 4 Aprile. Il 20 Aprile, durante il suo 16 ° giorno di sciopero della fame, è stato riferito che abbia perso un totale di 10 chili, mentre i suoi livelli di zucchero nel sangue sono scesi troppo in basso (36). Il Consiglio delle Carceri di Domokos, in modo vendicativo, gli ha negato il congedo temporaneo dal carcere per cinque giorni di cui ha diritto da 2 anni e mezzo ormai. Lo sciopero della fame è l’ultimo mezzo di lotta di Spyros per protestare contro questi respingimenti arbitrari, che sono direttamente correlati all’accusa del suo presunto coinvolgimento nella fuga in elicottero dalla prigione di Vassilis Palaiokostas.

A parte il messaggio audio registrato e trasmesso dalla radio libera di Atene, radio98fm, e l’aggiornamento di Tsakalos Christos  da dentro le mura sullo sciopero della fame dei membri delle CCF il 18 Aprile, numerosi testi significativi e combattivi sono stati pubblicati ma non sono stati diffusi in altre lingue ancora, come la lunga proclamazione  di Sakkas, Mitroussias e Karagiannidis dalla prigione di Koridallos il 19 Aprile, la dichiarazione alla Corte di Christos Tsakalos e Damiano Bolano il 20 Aprile (entrambi i compagni erano assenti dall’ultima seduta del tribunale a causa del loro sciopero della fame in corso, così Michalis Nikolopoulos ha letto il loro testo), nonché la dichiarazione di Athena Tsakalou (madre di Christos e Gerasimos Tsakalos) per quanto riguarda la sua netta negazione di dare alcuna testimonianza davanti ai giudici della stessa udienza, e infine l’annuncio delle richieste poste da Sakkas, Karagiannidis e Mitroussias, per le  quali la difesa dei loro avvocati insieme con dei loro sostenitori convocheranno  una conferenza di stampa Mercoledì, 25 Aprile, alle ore 13.00, presso la sede dell’Unione dei giornalisti dei quotidiani di Atene (ESIEA) nel centro di Atene.

Il 24 aprile,  alle ore 17.00, oltre 50 compagni sono riuniti nella Piazza Kapnikarea,  nella via pedonale dello shopping di Atene, via Ermou (vicino a Monastiraki) per la realizzazione dell’incontro di solidarietà ed informazione previsto, a favore dei scioperanti della fame anarchici imprigionati. È stato un incontro vivace, dove migliaia di volantini sono stati gettati e più di 1.500 testi contro-informativi sono stati   distribuiti alle persone. Inoltre, compagni hanno incollato manifesti propagando la manifestazione di solidarietà che si terrà il 27 aprile all’esterno delle carceri di Koridallos (vedi qui foto dall’azione). Poche ore più tardi della stessa sera, verso le 20,00, un incontro di solidarietà con gli scioperanti della fame detenuti ha avuto luogo nel centro della città di Salonicco, nei pressi della Rotonda di San Giorgio.

Siamo lieti di constatare che sta diventando davvero difficile tenere traccia di quante azioni di solidarietà dedicate agli scioperanti della fame hanno avuto luogo e sono ancora programmate per essere tenute in Grecia, ma anche in altre parti del mondo. Abbiamo intenzione di indicare i riferimenti relativi e ulteriori aggiornamenti il più presto possibile, ma per mantenersi completamente aggiornati, occorre verificare regolarmente anche in ActForFreedomNow e ThisIsOurJob .

Piena e ardente solidarietà , con tutti i prigionieri nelle carceri della democrazia e con i perseguitati ed oppressi dallo Stato greco.

Perché le parole degli anni scorsi non hanno mai suonato più forte…

“È mio dovere di non accettare mai il ruolo del perseguitato, ma solo dell’attaccante.
 Attaccante verso la società
Attaccante nella clandestinità
E rimarrò attaccante anche all’interno della prigione.”
Damiano Bolano ( Maggio 2011 )