Atene: Terzo processo contro la CCF – Udienze 89-98

89 Udienza
L’udienza è stata interrotta, perché uno dei compagni è stato ricoverato per un’operazione prenotata e gli altri accusati non si sono presentati ma hanno inviato un comunicato solidale con Savvas Xiros, in merito alla sua richiesta di sospensione della pena.

90 Udienza
Il processo è continuato con la lettura di alcuni documenti da parte dei giudici.

91 Udienza
Continua la lettura dei documenti.

92 Udienza
In questa udienza, sono stati letti documenti riguardo alle armi da fuoco trovate agli arrestati a Nea Smyrni e Pireo. Questi prigionieri hanno ripetutamente rifiutato ogni associazione con la Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Comunque, i giudici hanno insistito nell’accusarli di far parte dell’organizzazione e li hanno definiti come membri della CCF “a capo” della cellula.

Nuovamente i compagni della CCF hanno dichiarato che queste persone non hanno avuto e non hanno nulla a che fare con la CCF.

93 Udienza
Viene completata la lettura delle centinaia di informative sul caso.

94 Udienza
Inizia l’esame di migliaia di foto delle prove trovate dall’antiterrorismo nei covi della CCF ma anche in altre case dei familiari dei compagni.

Tra le foto, una mostra una macchina, di proprietà di un agente di polizia portuale, espropriata dai compagni della CCF a Volos.

Uno dei compagni ha detto che in questa foto, che mostra la falsa targa del veicolo, la data è stata falsificata. Questo fatto era a conoscenza anche dei giudici, mentre esaminavano le foto. Il compagno ha continuato chiarendo che la falsificazione della data non è legalmente importante (dato che i compagni non riconoscono la legge o altra autorità) ma è importante per evidenziare questo fatto, al fine di mostrare i metodi usati dalla polizia per i casi di “alto interesse”.

95 Udienza
Continua l’esame di migliaia di foto. Durante l’esame di alcune foto, che mostrano alcuni copricapi di agenti municipali e portuali, trovati in uno dei covi della CCF, un compagno fa una breve dichiarazione.

Qualche giorno fa in un altro processo, per una rapina in banca presuntamente fatta dalla CCF dove è stato ucciso un cittadino-eroe che ha cercato di fermare i rapinatori, l’unica aggravante a carico dell’accusato è stata un cappello, presuntamente caduto ad uno dei rapinatori durante lo scontro.

Il compagno ha voluto chiarire con questa dichiarazione che gli oggetti mobili (come un cappello) possono essere trovati in posti dove i loro possibili proprietari non sono mai stati. Ha usato come esempio i cappelli degli agenti, espropriati dai compagni della CCF e trovati in un covo dell’organizzazione.

96 Udienza
Continua l’esame delle foto.

97 Udienza
In questa udienza, è stata riaperta la questione della rivendicazione da parte dei compagni, che sono membri della CCF, e più in generale di cosa comporti essere un membro della CCF in termini legali.

Due compagni della CCF hanno risposto alle corte dichiarando chiaramente che i membri della CCF sono solo chi ne ha rivendicato l’appartenenza e nessun altro.

Olga Ekonomidou è intervenuta dicendo che su basandosi su prospetive legali, agenti e giudici hanno etichettato chiunque avesse relazioni d’amicizia con i membri della CCF come membro della stessa.

Dopo, un altro compagno ha parlato della foto che è circolata mentre era ricercato ma che raffigurava una persona che non era lui.

Questo dimostra, ha detto, come l’antiterrorismo cerca di impressionare l’opinione pubblica coinvolgendo quante più persone possibili nel caso della CCF.

98 Udienza
Termina l’esame delle foto.

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