Dichiarazione pubblica di Ch.T. nei confronti delle pubblicazioni contro di lui in Grecia ed Italia

Scrivo questo comunicato, in quanto continuo la mia vita normalmente e pubblicamente come sempre, non per confutare il contenuto degli articoli mal costruiti, che sono stati pubblicati in questi giorni nei giornali ed internet, dai pappagalli del potere.

Non voglio quindi entrare in nessuna logica di confronto con gli scenari fantasiosi montati dalle autorità, ma mi rivolgo agli amici ed amiche compagni e compagne e per estensione a chiunque abbia l’acume e l’umanità per riconoscere la propria posizione riguardo all’esistente. Il fine è di blindare i miei fondamenti sociali di fronte ai meccanismi repressivi ed alla loro giustizia, nei riguardi dei quali per altro non ho alcuna fiducia, dato che esistono solo per servire gli interessi dei potenti.

Sono uno della moltitudine degli oppressi su questo pianeta. Sono nato in un certo luogo geografico e mi hanno dato l’identità di greco. Mi hanno battezzato cristiano. Sono andato a scuola ed all’unversità del loro sapere sterile e diseducativo. Sono uscito per le strade della metropoli ed ho conosciuto il loro marcio, invischiandomi in “paradisi artificiali”, dai quali sono uscito grazie alla forza del mutuo appoggio. Fin da piccolo, visto che ero diverso, ho cercato di gustare in ogni momento la gioia e il divertimento della vita, delle relazioni e dell’amore, sotto l’occhio vigile e la minaccia del manganello degli sbirri nelle strade, nelle piazze e nei giardini del quartiere.

Sono cresciuto e mi sono reso conto delle dimensioni dello sfruttamento nei quartieri poveri. Dopo mi hanno mandato a servire “mamma patria” ed ho sperimentato direttamente la gerarchia, i rapporti autoritari e tutto il modello di trasformazione dell’individuo in cittadino sottomesso. Nella quotidianità della sopravvivenza ho messo qualche piastrella in qualche marciapiede che calpestate, ho consegnato cibo nelle vostre case, ho scaricato strumentazioni in qualche locale e molto altro.

Le condizioni in cui ho vissuto mi hanno fatto schifare l’organizzazione sociale esistente, che si basa sul profitto, sullo sbranarsi a vicenda e sul “ ognuno per se”.

Ho sempre creduto che gli individui, aiutandosi gli uni con gli altri, possano rompere le proprie catene e creare una realtà sociale differente. Senza servi ne’ padroni. Senza nessun tipo di potere. Ho condiviso questi pensieri con altri ed altre che avevano le stesse tensioni e più di tutto la voglia di cambiamento. Con la lettura di libri e periodici, le discussioni nei circoli e la partecipazione alle vicende sociali le mie esperienze vissute hanno acquisito una base politica prendendo parte attivamente al movimento anarchico ed alle lotte sociali.

Dalle lotte nelle superiori del ’98 a quelle universitarie nel 2006-07. Dalle manifestazioni contro le guerre ed i meccanismi politico-militari, fino alla solidarietà agli obbiettori totali. Dalle lotte nel 2003 a Salonicco contro il totalitarismo globale alla resistenza sociale contro le soffocanti riforme imposte dal FMI. BCE e dallo stato greco. Dai volantinaggi nei mercati rionali in appoggio ai prigionieri in lotta, dagli attacchinaggi di controinformazione sulle varie lotte fino alle assemblee ed alle barricate del dicembre 2008 nella città di Patrasso. Questo ed altro sempre seguendo la rotta della mia coscienza sempre riconoscendo al minimo il mio contributo.

Una coscienza che non riconosce le linee tracciate per dividere i popoli e che trova amici ed amiche compagni e compagne in qualsiasi posto mi porti la mia vita.

Così mi sono trovato a condividere il mio tempo e la mia vita con persone che stimo gli ultimi anni che sono passato in italia. Certo anche lì ho partecipato in minima parte al movimento. Dal primo momento della mia permanenza in italia ho sentito la morsa terrorista dei meccanismi repressivi dello stato. Un regime totalitario che non salva neanche le apparenze. Dalle intercettazioni telefoniche con il proprio compagno e la propria compagna, i pedinamenti, le continue perquisizioni nelle case oltre che a circoli ed occupazioni, i controlli senza motivo per ore nei porti e negli aeroporti, le persecuzioni di militanti indipendentemente dalla loro appartenenza politica con accuse infondate e carcerazioni in base a prove inesistenti fino all’incriminazione di idee e dei rapporti personali. ( forse le volpi delle autorità inquirenti greche stanno studiando questo modello?).

Da una parte l’estensione della repressione e dall’altra il modo con cui riescono ad intromettersi ed infettare tutti gli aspetti della nostra vita sono il risultato del vuoto della resistenza sociale creato dal recupero e la sconfitta dei movimenti degli anni ’70, e l’instaurazione del modello di vita spettacolare contemporaneo. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad operazioni mediatiche in diverse città per tutta la lunghezza della penisola. Decine di persone si trovano , dopo queste campagne mediatiche, perseguitate o sotto minaccia di persecuzione oltre che prigioniere ai domiciliari o nelle carceri. Nello stesso momento in cui il FMI bussa alla porta, con la paura di possibili agitazioni sociali, lo stato italiano si prepara mettendo a punto il proprio armamento operativo, giudiziario e mediatico, con il fine di isolare e criminalizzare le idee e le pratiche più radicali. Pratiche, cioè, antinsurrezionali prima che scoppino le insurrezioni.

In questo momento in grecia, in italia come in tutti gli angoli di questo mondo-prigione, si sviluppano lotte simili contro i progetti del dominio. Oggi le moderne oligarchie collaborano e si sincronizzano per intensificare lo sfruttamento delle classi più povere in nome dell’interesse collettivo e reprimono violentemente ogni voce di resistenza, mentre allo stesso tempo provano a disorientare i popoli riguardo al loro nemico reale, spingendoli a sbranarsi fra di loro in nome di una nazione, di una religione o di qualsiasi altra identità immaginaria. Si presenta più che mai necessario il bisogno di contatto fra gli sfruttati di tutto il mondo affinchè comunichino i propri problemi, bisogni e i desideri per autorganizzare le lotte contro il potere.

Per quanto riguarda il mio coinvolgimento in diversi scenari terroristico-deliranti: diversi pennivendoli sono corsi, seguendo gli ordini delle autorità di polizia, a spargere notizie ed accuse false nei miei confronti, per vendere un po’ di terrorismo un tanto al chilo, violando i miei dati personali. In sostanza siete diventati gli stessi portatori di terrore nei confronti di amici, amiche, compagni e compagne e dei miei familiari. Dovete pensare che la gente sia così idiota da credere che quello che presentate come organizzatore, messaggero, propulsore ed infine soggetto estremista duro e puro, non abbia seguito nessuna regola cospirativa, usando il proprio telefono, viaggiando con i propri documenti e parlando tranquillamente in circoli ed in manifestazioni pubbliche. Sono semplicemente un pezzo del puzzle, l’obbiettivo facile, “l’anarchico greco” che serviva per montare i loro scenari.

Questo scritto non contiene nessuna dichiarazione legalista. Non aspettatevi la condanna di nessuna idea o azione all’interno dell’area antiautoritaria. Il movimento è multiforme, risultato di varie correnti tese tutte quante alla liberazione sociale e individuale. Continuo, dunque, a camminare nelle vie della città in cui vivo, a difendere le mie idee, a incontrare amici ed amiche anche se vivono in altre città, che si chiamino Atene, Napoli, o Guadalupe, quando mi andrà di vederli andrò a trovarli.

Ch.T., 21-09-2012

in greco qui

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