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Berlino: Vernice e pietre a ministero federale degli interni (mfi)

29 maggio 2018

Ci sono tanti motivi per attaccare il ministero federale degli interni. Ecco 4 punti esemplari.

Punto 1:
Ci sarebbe il giro di vite della repressione contro i contestatori di sinistra radicale ed anarchici dopo il G20, le estese perquisizioni domiciliari e la massiccia ricerca pubblica. Ieri in quattro paesi europei c’erano delle razzie collegate al G20, il che ci dimostra che ormai tentano di minare il nostro comportamento fermo verso l’esistente. Altri motivi li vediamo nel divieto di Indymedia Linksunten, ordinato dal mfi, e nell’inasprimento del §114 vale a dire dell’entità penale per resistenza alla forza pubblica.

Punto 2:
L’attuale situazione politica permette l’innalzamento ad alto livello della repressione con la relativa attuazione contro i movimenti emancipatori ma anche solo contro gli atteggiamenti divergenti. Visto i discorsi predominanti orientati lungo una linea tradizionalmente tedesca non ci aspettavamo altro. Come relativa espressione può essere intesa la legge di polizia (PAG) che estende le competenze di polizia ad un’ampiezza mai più raggiunta dopo il `45. Dall’arresto in base a delle supposizioni fino a competenze molto estese per interventi segreti vari nella sfera privata, il PAG concede non poco agli sbirri per imporre la loro sicurezza con la repressione. Lo stronzo razzista Seehofer desidera implementare questa base d’autorizzazione non solo in Baviera, bensì in tutte le regioni federali. Berlino regola i compiti degli sbirri nel ASOG e senza alcuna legittimazione giuridica possono decidere pedinamenti, perquisizioni e quali siano i luoghi da definire come carichi di criminalità. Inoltre, altri paesi federali vogliono orientarsi alle direttive di Seehofer e dare ancora di più poteri ai propri sbirri.

Punto 3:
In tempi di ritorno reazionario la motivazione delle forze di sicurezza d’attaccare pubblicamente e duramente i movimenti “migranti” di sinistra è stringente. A maggior ragione visto gli sforzi notevoli nell’avvicinare reciprocamente le diverse lotte di diverse comunità e di collegarle in rete. Così è solo coerente che lo Stato, nel suo intento di ampliare le strutture autoritarie criminalizza e attacca specialmente il movimento curdo. Oltre allo spaccio di carrarmati alla Turchia, la messa in sicurezza dei confini e la difesa dax profughx garantite da Erdogan, sono in grande parte delle dipendenze dove gli interessi politici ed economici giocano un ruolo eminente. Ma non solo questi interessi propri sono decisivi per lo smantellamento di realtà emancipatorie di vita. Rojava come progetto e alternativa dove si vivono e si sviluppano altre strutture sociali, rappresentano un pericolo per la società occidentale caratterizzata da strutture patriarcali, razziste e capitaliste.

Punto 4:
Fuga come conseguenza del capitalismo, dello sfruttamento e dell’espulsione recide le radici sociali delle persone. E ora le persone che arrivano dovrebbero di nuovo essere rinchiuse nei lager. Lotte annose e comuni contro i lager e contro l’obbligo di residenza ormai si sentono solo marginalmente. Con la mobilitazione razzista di tutti i partiti ci si accordava sui Centri Ancora. Sono prigioni ermeticamente chiuse vicino ai confini nazionali e lontani dallo spazio urbano dove da centinaia fino a migliaia di arrivanti dovrebbero essere trattatx con efficacia burocratica. Tutto secondo tradizione tedesca, queste persone dovrebbero essere rimandate nella morte ben nascoste dagli occhi della popolazione.

Ieri notte con tutta la nostra rabbia e con pietre e bottiglie alla vernice abbiamo attaccato la filiale del ministero federale degli interni (mfi) a Berlino-Wilmersdorf.

Saluti solidali a Peike, Nero ed Isa
Affrontare l’inasprimento autoritario

Fonte: Indymedia (Tor)

Traduzione dal tedesco mc

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