Siamo in guerra. Arresti politici e terrorismo statale.

Siamo davvero incazzati!

Un giorno prima dell’anniversario dell’ omicidio di Alexandros Grigoropoulos il 6 dicembre 2008, la dittatura democratica greca ha deciso di attivare i meccanismi di repressione in un senso tragicomico per impedire una sommossa sociale imminente.Tutti i servi del sistema si sono attivati, cercando di manipolare l’opinione pubblica e di terrorizzare tutte quelle parti della società che resistono.

Ieri sera (4 dicembre) gli scagnozzi del dipartimento anti-terrorismo della polizia hanno fatto irruzione in diversi interni e spazi sociali di Atene, Pireo, Salonicco, Agrinio e Creta, sostenendo che vi siano stati scoperti armi e esplosivi. I burattini ben pagati dei mezzi di comunicazione hanno immediatamente iniziato a celebrare “il successo della polizia greca contro il terrorismo” , creando un’atmosfera di terrore ed isteria. Dopo 24 ore è stato dichiarato che le armi trovate ad Atene e Pireo, non sono mai state utilizzate in attacchi terroristici.
Dopo un intero giorno di dissimulazione intenzionale delle informazioni, nel pomeriggio del 5 dicembre i poliziotti hanno pubblicato i nomi e le fotografie di 6 persone che sono state arrestate a Atene, Pireo e Creta, appellando i cittadini per la comunicazione di ulteriori informazioni. Per 2 delle 6 persone arrestate, i mandati di cattura erano correlati al caso “cospirazione delle cellule di fuoco”, un gruppo “terroristico” anarchico, che da mesi le autorità hanno preso di mira cercando di smantellarlo.
La notte dello stesso giorno, a Salonicco, i poliziotti greci del corpo corrispondente all’italiano DIGOS ed i poliziotti “incappucciati” della squadra antiterroristica, hanno fatto irruzione nello spazio anti-autoritario occupato “Nadir”, che è situato presso gli studentati dell’università di Salonicco.
Hanno sequestrato computer e carte, fermato e portato in centrale tutte le persone che vi si trovavano all’interno, e fra questi 11 sono stati arrestati. Dozzine di persone si sono riunite fuori dal posto in solidarietà, appena si è saputo delll’accaduto. L’incursione dei poliziotti è avvenuta poco dopo un attacco ad un posto di vigilanza privata all’interno del campus universitario (essendoci asilo politico all’interno delle università greche, è permessa solo la vigilanza privata).
La polizia inoltre ha posizionato posti di blocco in tutte le strade che conducono ad Agrinio, dove è stato trovato un covo di “terroristi”. Anche l’elettricità, lungo la strada, è stata interrotta con la giustificazione “delle incursioni dell’ anti-terrorismo”.

Per più di 24 ore inoltre, è stata impedito il diritto fondamentale dei detenuti ed degli arrestati di contattare i loro avvocati.
Il comunicato dell’avvocato di uno degli arrestati è rilevante:
“Quello che con certezza finora è stato smantellato sono i diritti di procedura degli arrestati di mettersi in contatto con i loro parenti ed avvocati. La proibizione assoluta dell’esercizio dei loro diritti fondamentali, al completamento di quasi 24 ore dopo il loro arresto ed il rifiuto della comunicazione dei nomi dei detenuti, giunge al limite del rapimento. Questo disprezzo di fondo è accompagnato inoltre dall’usuale metodo di rilascio di informazioni solo selettive e manipolanti per l’opinione pubblica. E se tutto ciò sta accadendo con il consenso dell’ufficio del procuratore generale, allora si conferma la “coincidenza” di tutti i meccanismi di repressione, non nella pretezione della sicurezza, quanto piuttosto nell’abolizione dell’ordine giuridico e costituzionale.
Un giorno prima del compimento di due anni dall’omicidio di Alexis Grigoropoulos, mentre l’intera società è nell’agitazione e si sta preparando per la mobilizzazione, lo stato colpevole deve ovviamente correre ai ripari, avere successi e pricipalmente legittimare l’autoritarismo che sta preparando per l’anniversario di domani.
Nessuna tolleranza! Nessuna intenzionalità politica e comunicativa può essere anteposta ai diritti e alle libertà!”
Atene, 5 di dicembre di 2010, 12.00
Kostas Papadakis
L’avvocato difensore di uno dei detenuti presunti

In rosso le strade che saranno chiuse al traffico per l'intera giornata

Oltre alle incursioni di ieri, ai fermi e agli arresti, lo stato ha avanzato un altra mossa di prevenzione. Viene proibito il passaggio dei veicoli nell’intero centro di Atene (!), a causa della dimostrazione di domani, 6 dicembre.
In particolare, la circolazione dei veicoli verrà fermata dalle 10 del mattino del 6 dicembre fino alle 7 del mattino del 7 dicembre, mentre il parcheggio nel centro di Atene è proibito dalle 6 del mattino del 6 dicembre fino alle 7 del mattino del 7 dicembre.
Il movimento degli studenti e molti gruppi anarchici/anti-autoritari e le organizzazioni di estrema sinistra hanno chiamato a raccogliersi e manifestare davanti ai Propilei della vecchia università, nel centro di Atene. Inoltre sono organizzate manifestazioni e cortei in più di 20 città in tutta la Grecia.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI
SIAMO IN GUERRA

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