Giù le mani dallo squat Lela Karagianni

In un periodo di intensificazione dell’antagonismo sociale e edi classe, dovuto all’attacco generalizzato dello stato e del capitale ai diritti e agli interessi più elementari dei lavoratori, dei disoccupati e dei giovani, e durante il tentativo di incrementare le difese politiche, la repressione si intensifica nel individuare, vessare e attaccare gli individui in lotta e gli spazi di lotta.
Nella notte dell’8 luglio alle 2.00 del mattino, solo poche ore prima della manifestazione per lo sciopero generale , qualche unità di polizia antisommossa ha circondato, senza alcun pretesto, l’edificio di odos Lela Karagiannis 37, nel quartiere ateniese di Kipseli –e bloccato le strade limitrofe. L’occupazione è stata posta sotto assedio, vessata per molte ore dal raid poliziesco, mentre era stato dato l’ordine di arrestare chiunque avesse tentato di uscire dal, o entrare nell’edificio occupato. La polizia ha controllato, e anche trattenuto, diversi passanti –del quartiere o altri che semplicemente passavano per le strade intorno all’occupazione in quel momento.
Alla fine lo stretto assedio è finito con il ritiro delle forze di polizia alle 5.00, improvvisamente com’era cominciato.
A parte i target non dichiarati e la pianificazione di quest’operazione di polizia, il fatto è che ancora un altro luogo di lotta e ancora un altro gruppo di persone in lotta è stato messo nel mirino della repressione e del terrorismo statale. Un’occupazione che nell’interezza dei suoi 22 anni è sempre rimasta stabile nelle file delle più ampie lotte anarchiche e antiautoritarie, e sempre dalla parte di tutte le lotte sociali e di classe della gente sfruttata e repressa.
Per questo motivo l’operazione repressiva notturna dell’8 luglio, contro quest’occupazione in particolare, ha in realtà dei target più ampi e si inscrive nella più vasta repressione dello stato , finalizzata a terrorizzare e attaccare la lotta antiautoritaria e , in modo più esteso, la lotta sociale del nostro tempo.
Anche se quest’operazione repressiva nello specifico si è conclusa, ciononostante ha dimostrato le tendenze aggressive e i metodi terroristici usati dallo stato contro i nuclei di lotta aut organizzati, come le occupazioni, che sono estremamente importanti e utili in questo periodo , per il loro supporto ed il loro contributo allo sviluppo delle resistenze collettive, sia a livello del centro, sia nei sobborghi della città.
È per questa ragione che, a dispetto dell’ora tarda (nella quale è stato lanciato l’attacco contro l’occupazione), c’è stata un’enorme allerta di lotta e decine di compagni si sono mobilizzati, esprimendo la loro solidale disponibilità all’occupazione assediata nella notte dell’8 luglio.

IL TERRORISMO NON PASSERA’- GIU’ LE MANI DALLE OCCUPAZIONI
CONTRO LA BARBARIE DELLO STATO E DEL CAPITALE, OPPONIAMO L’AUTO-ORGANIZZAZONE, LA SOLIDARIETA’ E LA NOSTRA RESISTENZA COLLETTIVA

Occupazione di Lela Karagianni 37
Venerdì 9 luglio 2010

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