Parole del prigioniero sovversivo, Juan Aliste, per i 4 anni dalla morte di Mauri

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Testo letto nell’attività del 20 MAGGIO 2013: La nostra memoria è nera, il nostro cuore pure

È necessario essere sordo di anima, cieco di pelle, schiavo Yanakona o senza classe per ignorare che viaggiamo davanti ad una inquisizione sociale di ordine capitalista e incorporata di polizia.

Questa inquisizione sociale funziona a piena potenza in possesso dei suoi apparati e forze coercitive. Così si esauriscono le vite al suono dell’alienazione e dell’indolenza. Il risultato transitorio è un popolo abituato ad obbedire e senza capacità di meravigliarsi, senza tempo per la riflessione e limitato nella’azione.

Rompere con quello che ci presentano, imposto come un modo di vita, ci dà l’ossigeno per prenderci la nostra vita così da essere attori in resistenza guardando con occhi scintillanti e libertari le lontananze degli impossibili, in ciò va tutto quello che abbiamo: l’amore, la tenerezza, la rabbia.

Come combattenti popolari, sotto un braccio le armi sotto un altro i libri e gli slogan rivoluzionari nella mente le idee libertarie, nell’azione sovversiva permanente e nel cuore le nostre stelle e amori. Nella decisione-azione sempre presenti tutti i Mauricios, tutte le norme. Sempre!

Mentre ci sarà miseria ci sarà Rebellione!

Juan Aliste, Prigionero Sovversivo. C.A.S-Chile

Maggio 2013

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