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Carceri spagnole: Aggiornamento su Noelia Cotelo Riveiro, 25/04/2013

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Noelia si trova attualmente nel carcere Albolote (Granada), dopo aver trascorso un paio di giorni nel carcere di Soto del Real (Madrid).

I funzionari dell’istituzione carceraria non hanno saputo fare il loro lavoro semplicemente non gli importava, ancora una volta, visto che un televisore è scomparso durante il trasferimento di Noelia. Ricordiamo che Noelia proprio come tutti i prigionieri classificati sotto il regime 91.3 trascorrono 21 ore al giorno in una cella della prigione.

Denunciamo anche il fatto che non le era permesso di avere una visita durante il suo soggiorno nel carcere di Soto del Real; è pervenuta una denuncia nel tribunale in servizio su questo fato.

La sua situazione personale è migliorata nel carcere di Albolote, perché almeno ora condivide un corridoio con altre detenute con cui può parlare. Le è anche consentito l’accesso alla palestra, e si prevede che sarà in grado di partecipare alle attività nel braccio dell’isolamento.

I nostri sforzi sono attualmente concentrati sulla necessità di garantire visite dai suoi amici e parenti, e sull’apertura di un trattamento individualizzato per aiutarla a superare i traumi provocati nel carcere di Brieva. Siamo anche alla ricerca di una eventuale applicazione di progressione di grado così come il suo trasferimento alla prigione di Galizia.

Il suo nuovo indirizzo:
Noelia Cotelo Riveiro
CP Albolote, braccio di Isolamento ala, Ctra.. Comarcal 220, Km.6, 18220 Albolote, Granada, España/Spain

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Barcellona: Esposizione-asta di quadri in sostegno dei perseguiti, 2013

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L’esposizione-asta pro-detenuti/e è un’iniziativa che attraverso i nostri dipinti, disegni ed espressioni intende sostenere tutti/e quelli/e che si trovano dietro le sbarre, così come vuole anche lo sterminio di qualsiasi tipo di prigione.

Non siamo artisti, né  siamo lieti che le nostre idee siano mercificate, si tratta di un’attività che in questo caso cerca un beneficio economico per sostenere i/le detenuti/e . E inoltre per non dimenticare che oggi giorno sono molte  le persone che si trovano in carcere e che stano essendo torturate.

Salutiamo i detenuti del cosiddetto “ammutinamento di Quatre Camins “, che in questo mese di Maggio c’è  l’apertura del processo a quei secondini  che applicarono la feroce tortura e maltrattamenti facendo in modo che fosse lì dentro si resistesse a ricevere ulteriori umiliazioni, ed oggi giorno sono stati condannati a pesanti condanne.

Salutiamo Gabriel Pombo da Silva, compagno anarchico recentemente trasferito dalle carceri tedesche a quelle dello stato spagnolo.

Sempre presente Xosé Tarrio, compagno indomito e amante della libertà che continuò fino al suo ultimo giorno a ribellarsi contro l’autorità.

Questi sono alcuni casi di persone che si trovano in situazione di carcerazione, ma sappiamo pure che ci sono molti/e di più, e che ci sono persone che resistono da lì dentro e le loro voci sono messe a tacere, a tutti/e quelli/e che dalle scure celle continuate a lottare, animo che non siete soli/e !

Come funziona l’asta?

3 Maggio, ora 19.00. Banca Okkupata del quartiere di Gracia (Barna):
Inaugurazione della mostra con “pica-pica” e  musica.

L’esposizione sarà tutto il mese di Maggio presso la Banco Okkupato di Gracia. Quando la visitate, troverete un quaderno nella quale potete puntare la vostra offerta per il quadro che si sceglie, si dovrebbe scrivere il nome, il contributo economico e un modo per contattarvi. La puntata può essere individuale, ed anche incoraggiarvi ai vari gruppi di partecipare.

17 Maggio, ora 19.00. banco Okkupado di Gracia:
Chiacchierata informativa sulla situazione del processo dei torturatori del “Ammutinamento  di Quatre Camins”. Distribuzione con informazioni sui/le detenuti/e, comunicati, scritti, lettere dal carcere.
Ti incoraggiamo a continuare a partecipare all’asta!

31 Maggio ore 20:00. Banco Okkupato di Gracia:
Asta. Puoi prendere il tuo quadro!

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Madrid: Serata di Contra Info al CSO La Gatonera

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Lunedì, 22 Aprile, dalle ore 19.00 presso La Gatonera

Evento in solidarietà con i prigionieri anarchici in Grecia
con la partecipazione di compagni da contrainfo.espiv.net
e l’intervento in diretta di compagni imprigionati
della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

compresi caffè e tapas bar-donazioni libere

All’interno del nostro tour di informazioni di solidarietà ci siamo incontrati presso lo spazio anarchico Magdalena il Venerdì 19! Ci vediamo al centro sociale occupato La Gatonera il Lunedì il 22 Aprile…

La passione per la libertà è più forte di tutte le prigioni

Solidarietà anarchica contro l’Europa delle polizie e contro tutte le autorità

gabriel-pombo-da-silvaIl 13 Giugno 2012, dopo diverse operazioni contro altri compagni, lo Stato italiano ha lanciato un giro di vite contro decine di anarchici, denominata  “Ardire”, portando avanti  40 perquisizioni, 24 rinvii a giudizio e 8 arresti. Questa volta, si avrebbe dato anche una dimensione supplementare, accusando inoltre a compagni già incarcerati in diversi paesi europei, tra cui Grecia, Svizzera e Germania. Come al solito, lo Stato intende vedere il suo volto autoritatio  nella sorrissa dei suoi nemici irriducibili, costruendo, ad esempio, dei ruoli di lider, esecutori e di coordinatori all’interno di un’ennesima “associazione terroristica”, lì dove ci sono affinità, corrispondenza con i prigionieri, lotta e voluntà di combattere. E così che Gabriel Pombo da Silva e Marco Camenish, imprigionati per molti anni, si trovano in questa indagine inseguito a uno sciopero della fame internazionale intrapreso nel dicembre del 2009, trattati come “simboli” e punti di riferimento di un nuovo progetto sovversivo” del cuale sarebbero “gli ideologi e sostenitori.”

Dopo 20 anni passati nelle carceri spagnole (di cui 14 in regime FIES) riesce a fuggire. Arrestato nel 2004, Gabriel rifarà altri nove anni supplementari in Germania, dopo un controllo e una sparatoria con la polizia in questo paese. Estradato in Spagna il 25 febbraio, per la purga della fine delle codanne, è già stato spostato tre volte in meno di due mesi. Ora è nella carcere di Valdemoro (Madrid), sarà chiamato a testimoniare al Tribunale Nazionale il Martedì 16 Aprile 2013, perché li sia notificato il mandato di arresto europeo ( euro- ordine)  emessa dall’Italia contro di lui nel marco dell’ Operazione “ardire”. Gabriel è deciso a respingere queste misure. Se invece la procedura viene convalidata, lui dovrà ripassare davanti a tre giudici per che prendano una decisione circa una settimana più tardi, questa volta nel corso di un’audizione pubblica …

Attraverso questo requisito contro Gabriel per inviarlo certo al modulo della prigione di Ferrara (Italia), costruito appositamente per sottomettere agli anarchici e dove vari compagni sono già in isolamento, rendono pubblica una avvertenza  contro tutti. Perché le teste rimangano abbassate, le bocche imbavagliate e gli occhi chiusi. Ma è un avvertimento che non lo seguiremo mai. In mezzo ai prigionieri di questo mondo,  tiriamo fuori la nostra forza ,anche, della non partecipazione, della ribellione, dell rifiuto di fronte a tutti gli obblighi che ci invitano ad osservare, e del conflitto permanente con le istituzioni. E continueremo a difendere che, se non possiamo sfuggire a questa realtà,  siamo in grado di attaccargli in tutte le sue sfaccettature. Da soli o in buona compagnia, di giorno e notte, con i fatti e con le parole.

Ora che il governo italiano ha chiesto che li sia consegnato Gabriel Pombo da Silva per continuare il loro sporco lavoro, dimostriamogli che se i potenti sanno concordare i suoi interessi, noi anche possiamo opporre una delle nostre armi, quella della solidarietà da entrambi i lati del muro, tra i prigionieri della guerra sociale, che anche lei tanto meno conosce i confini.

No al trasferimento di Gabriel  a Italia.
Giù tutti gli Stati, i loro recinti, la loro polizia, i loro tribunali e il suo traffico di prigionieri,
Libertà per tutti/e!

Alcuni anarchici internazionalisti
13 di aprile 2013 [volantino scritto per diverse iniciative pubbliche in solidarietà a Gabriel Pombo da Silva nello stato spagnolo ]
Martedì scorso, 16 aprile, Gabriel è andato dinanzi alla Audiencia Nacional. Non ha dichiarato nulla sui fatti di cui è accusato in Italia, rifiutando di essere conformi con le false categorie come l’innocenza o la colpevolezza. Così si è stato solo a parlare sulla validità del mandato d’arresto europeo nei suoi confronti. Gli argomenti presentati dalla difesa sono stati ricevuti dal Tribunale e sembra che l’ordine europeo non può essere eseguito in questo momento. Per ora non ci sono tempi per la prossima udienza.

Il compagno rimane fermo e forte. Da parte nostra continueremo attenti alle sporche stratagemme degli Stati che, con le loro leggi, con le sue guerre e la distruzione diffusa non esitate a diffondere terrore per ottenere il controllo su tutti gli aspetti della vita e di approfittare di tutto ciò.

Di rabbia e ribellione. Con l’anarchia!

Barcellona: Ordigno esplosivo posizionato ad una filiale bancaria al Viale Sarriá 146

fino a quando non distruggeremo l'ultima delle loro proprietà
fino a quando non distruggeremo l’ultima delle loro proprietà

Abbiamo piazzato un ordigno esplosivo presso la sede della CaixaBank che si trova nel Viale Sarriá 146, alle 00:45 del Mercoledì, 10 Aprile.

Perché ci rendiamo conto che la presunta crisi attualmente in corso non è altro che un riarrangiamento del sistema di dominio, in cui il Potere usa le sue strategie e i suoi strumenti classici per mantenere se stesso.

Perché ci rendiamo conto che questo riarrangiamento si ottiene attraverso la militarizzazione repressiva e preventiva del territorio.

Perché abbiamo capito che lo Stato si è fuso con il Capitale, estendendo la sua capacità oppressiva, travestito da un’ideologia di cittadinanza.

Perché i banchieri e tutti coloro che detengono il potere ingiusto sono i nostri nemici.

Perché ci rendiamo conto che l’unica soluzione per la nostra situazione attuale è il disordine generalizzato e la distruzione totale di tutto ciò che sta nel cammino della nostra libertà.

Per queste ragioni abbiamo condotto questa azione in uno dei quartieri che ospita la borghesia Catalana, abituata alla pace dei suoi ampi spazi verdi, abituata al lusso e all’ostentazione, allo sfruttamento e all’umiliazione. È qui che i responsabili di questa crisi presunta si incontrano, e dove i suoi benefici si fanno sentire. Il quartiere Les Tres Torres del distretto della Sarrià-Sant Gervasi è dove la principessa Cristina e la sua famiglia vive la loro vita quotidiana, nascondendo il legame tra la corona Spagnola e Isidre Faine dietro le sue presunte attività lavorative. Faine fa parte dell’Opus Dei, e presidente dell’organo bancario che è stata oggetto di questo attacco, nonché vice presidente di Telefónica, Repsol YPF e AGBAR, uno dei fornitori di acqua più costose d’Europa.

La dominazione è supportata da individui e, come è evidente, Faine è uno di questi. Egli rappresenta la personificazione del collegamento dello Stato al Capitale.

Per tutte le ragioni sopra esposte, riteniamo che questo attacco è completamente giustificato, come parte della diversità delle iniziative autonome che intendono di eliminare in modo permanente tutte le forme di autorità.

Giusto per non lasciare spazio a dubbi: l’ordigno esplosivo era composto da una bomboletta di tre chilogrammi di gas butano riempito con due chili di polvere, insieme a due bombole usa e getta di gas da campeggio.

Gruppo di Affinità per l’Anarchia

Madrid: Incontro e discussione di Contra Info in solidarietà con i prigionieri anarchici in Grecia

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Prossima tappa del Tour Europeo di Contra Info è la città di Madrid, nel territorio controllato dallo Stato Spagnolo.

Venerdì, 19 Aprile 2013, dalle ore 19.00, lo spazio anarchico Magdalena ospita una serata di sostegno ai nostri compagni imprigionati in Grecia.

Unisciti all’evento e porta a nuove idee per azioni di solidarietà con tutti gli anarchici imprigionati o in fuga in tutto il mondo.

ulteriori informazioni: local anarquista magdalena

Stato Spagnolo, Madrid: Trasferito il compagno Gabriel Pombo da Silva a Valdemoro-Campagna di invio di fax per fare pressione

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Gabriel ha già “visitato” Soto, Villena e ora Valdemoro dal suo ritorno, lo scorso gennaio, nello stato spagnolo. Non sappiamo per quanto tempo rimarrà lì, nè se lo avvicineranno di più alla sua terra Galega, come sarebbe di norma applicando le sue proprie leggi. Intanto stiamo ancora pagando il sostentamento di tante infamie con le tasse che lo stato ci sottrae del lavoro , dell’IVA, etc …

Utilizzano i trasferimenti continuamente come una forma di generare sradicamento dei contatti umani del/la sequestrato/a, mettendo in difficoltà la vita emotiva del detenuto, sia all’interno che con i contatti esterni del 4 ° grado. Lo Stato tortura in molti modi diversi, il loro unico strumento di “trattamento” è l’arroganza e la provocazione proprie di questi degenerati stipendiati del sistema.

Il nuovo indirizzo di Gabriele:

CP Madrid III
Carretera de Pinto a San Martin de la Vega km 5
Apartado de correos 110
28340 MADRID

Ogni affronto non si dimentica e il suo ricordo stapperà radicalmente la sua miseria dalle nostre vite.

Morte allo stato e viva l’anarchia!

Gabriel dovrebbe essere in un carcere vicino alla sua famiglia e lui ha chiesto il trasferimento al carcere di A Lama in Pontevedra. Si lancia una campagna di invio di fax per fare pressione e, infine, le sia concesso il trasferimento vicino alla sua famiglia, come lui ha richiesto dal suo trasferimento dalla Germania….

Continuamo ricordando all’istituzione che Gabriel non è solo e che lui ha il nostro sostegno in ciascuna delle situazioni di lotta che deve affrontare.

Númeri di FAX del Centro Penitenciario MADRID III
fax: 91 894 81 00
fax: 91 692 40 60

Modello FAX proposto:

Gabriel Pombo da Silva, dal suo trasferimento lo scorso gennaio alle prigioni dello stato spagnolo, ha già passato attraverso tre diverse prigioni, essendo la posizione di tutte quelle lontane  dalla Galizia, dove si trova il suo ambiente familiare e affettivo. Gabriel ha chiesto formalmente il suo trasferimento alla prigione di A Lama en Pontevedra essendo, invece, trasferito a Madrid III da Alicante II.

Secondo l’articolo 12. della LOGP (legge Organica) riguardante l’ubicazione degli stabilimenti, che stabilisce l’intenzione di avere un numero sufficiente di stabilimenti in ogni area territiriale per soddisfare le esigenze penitenziarie e di evitare la dislocazione sociale dei detenuti e il 25.2 della Costituzione spagnola stabilisce che le pene privative della libertà e le misure di sicurezza saranno finalizzate alla riabilitazione e reinserimento sociale, in quello che influisce sostanzialmente l’individualizzazione del trattamento, essendo essenziale per il suo successo l’avere conto dell’ambiente in cui il prigioniero tornerà, lo storia di familiare e sociale come stabilito dall’articolo 63 della LOGP. Se si allontana a lui tutto il possibile da quel ambiente, dalla sua famiglia e dal suo gruppo sociale con misure amministrative di dispersione, se incorre in un tratto che non rispetta “la personalità umana del prigioniero ed i diritti e gli interessi legali dello stesso non interessati dalla sentenza, senza stabilirsi differenza alcuna per raggioni di razza, opinioni politiche, convinzioni religiose, stato sociale o qualsiasi altra circostanza di natura simile “come previsto dall’art 3 della LOGP.

Pertanto, rivendichiamo ed esigiamo l’immediato trasferimento di Gabriel Pombo da Silva a Galizia come è assegnato nella Giurisprudenza. Altrimenti si starebbe violentando gli imperativi costituzionali e la LOGP oltre ai suoi diritti fondamentali come prigioniero.

fonti: i, ii

Barcellona: Comunicato d’azioni anarchiche e risposta ai nichilisti

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Con questo comunicato vogliamo rivendicare le azioni seguenti, come facenti parte di una lotta per la distruzione dello Stato, del capitale, del patriarcato e di tutto il sistema di dominazione, una lotta per la libera creazione di relazioni di volontariato e solidarietà a livello globale e a livello locale; in altre parole, una lotta per l’Anarchia.

5 gennaio: la sera abbiamo raccontato una storia a un bambino sulla macchia e la lotta anarchica contro Franco e contro la democrazia.

13 gennaio: abbiamo cucinato un pasto sano per un compagno che ha una malattia cronica.

17 gennaio: abbiamo scritto una lettera a un compagno in carcere per aver partecipato a una rivolta.

12 febbraio: abbiamo mantenuto i figli degli amici in situazioni economiche precarie.

16 febbraio: abbiamo discusso apertamente con i nostri vicini circa la necessità di bruciare le banche e di attaccare la polizia per realizzare i nostri sogni.

19 febbraio: abbiamo detto a degli attivisti di sinistra che gli incappucciati non erano dei poliziotti infiltrati ma che eravamo noi, e che era bello indossare il cappuccio e prendere le strade con la forza.

28 febbraio: abbiamo offerto le verdure del nostro orto a degli amici e vicini, senza denaro o barrato.

Perché rivendichiamo queste azioni? Negli ultimi mesi abbiamo anche riciclato spazzatura, bruciato delle banche, ferito dei giornalisti, distrutto vetrine di negozi e attaccato la polizia.

Secondo noi gli attacchi contro il sistema sono essenziali nella nostra lotta. Ma ci siamo ingannati noi stessi. Una lotta non consiste solo negli attacchi. Gli attacchi NON SONO più importanti della necessità di prenderci cura di noi, di mantenere e diffondere la nostra storia collettiva di creare relazioni basate sul dono, la solidarietà e la reciprocità, d’immaginare nuovi mondi e nuove lotte, di affrontare il nostro isolamento e costruire relazioni sovversive e oneste con persone , che sono al di fuori dal ghetto categorico e politico in cui lo spettacolo ci mostra.

È evidente che abbiamo perso diverse volte in passato, e che il più duro di tutti è la frattura storica e la perdita della memoria della nostra lotta; ci si trova a dover ripartire da zero. L’iper-alienazione, contro cui il nichilismo è la reazione logica, non è che il risultato della sconfitta nelle lotte passate. Ci troviamo in un insieme che bisogna distruggere, solo perché non resta più niente di ciò che avevamo costruito nel passato. Per non perdere tutto ogni volta che ci solleviamo, dobbiamo sostenerci, non come degli individui isolati ma come una comunità, una lotta collettiva e multi generazionale. E ciò non lo si può ottenere dando esclusiva priorità agli attacchi.

La gerarchia delle tattiche appartiene alla sinistra ed è stata assai poco modificata in seno al nichilismo: hanno scelto la punta della lancia, le azioni presumibilmente più importanti, come le sole che contavano, e hanno dimenticato il resto. Si tratta di una visione patriarcale e contro produttiva. È l’oblio di tutte le azioni, sono necessarie per la vita e così per la lotta. Prima rese invisibili dal patriarcato, poi dal capitalismo, e infine dalla sinistra cosiddetta anticapitalista.

La tattica la più aggressiva non ha senso e non può essere sostenuta che in un complesso di azioni di ogni tipo, in quanto sono libertarie e dirette. Non capendo che lottare significa portare con noi un nuovo mondo, cha aspetta di nascere dalle ceneri del sistema di dominazione, ci trasformiamo in semplici armi contro il capitalismo, in strumenti destinati a distruggere, senza le altre cose di cui gli uomini hanno bisogno per vivere e lottare. È il capitalismo che vuole trattarci come strumenti. Noi non dovremo fare la stessa cosa.

In realtà è un piacere sentir parlare degli attacchi dei nichilisti e di altri compagni. Sappiamo bene che il coraggio e la rabbia sono due degli elementi più importanti per ribellarsi. In particolare a Barcellona, abbiamo sentito che è stato un errore che negli ultimi anni ci sono stati pochi attacchi illegali mentre era apparso più opportuno partecipare ad ampi spazi. Naturalmente, l’argomento degli attacchi, realizzati dai nichilisti e dai compagni piuttosto “sociali”, a noi ha più. E a livello globale, abbiamo riso quando abbiamo sentito che il direttore della centrale nucleare Ansaldo in Italia era stato colpito al ginocchio ed è stato un piacere leggere le lettere dei compagni (nichilisti e altri) imprigionati in Grecia, che non si sono lasciati prendere dalla paura.

Ma troppe volte abbiamo visto dei compagni che, a causa della disperazione, dell’impazienza e dell’alienazione, si sono negligentemente gettati nella guerra contro lo stato, che tutti noi viviamo ogni giorno. Sono sempre finiti morti o in prigione, e questo più volte in un anno. E poi cosa è successo?

I compagni che sono sopravvissuti abbiamo fatto tutto il possibile per aiutarci a vicenda e aiutare i prigionieri, per non dimenticare quelli assassinati, per non lasciare che la repressione abbia la meglio, per non perdere tutta la nostra forza e non permettere una frattura storica, che ci privava della nostra memoria collettiva di lotta. Ma poco a poco questa memoria si perde, e successivamente ogni quattro anni appare un nuovo gruppo che dimentica gli altri compiti della lotta per dedicarsi solo alla distruzione del nostro nemico in comune. Quando li sosteniamo, ma anche quando li critichiamo, o a volte anche senza criticarli, ci trattano da vigliacchi per il fatto di consacrarci ad altri compiti (anche se partecipiamo anche noi alle rivolte o alle azioni notturne), per divergere con loro ideologicamente e non glorificare il loro gruppo o federazione informale.

Non sanno che a quel punto hanno già perso, perché un compito che trascurano è la trasmissione della memoria [1]. Invece di una memoria profonda, viva e strategica, hanno solo i lori martirologi. E così dobbiamo vedere come i nostri amici e compagni diventano dei simboli, e infine delle armi, dell’ideologia. Alcuni dei compagni morti erano effettivamente dei nichilisti. Ma nella martirologia nichilista ci sono anche dei compagni recuperati e che non facevano parte di alcuna di queste bande, o che appartenevano chiaramente all’altra banda di questa stupida divisione tra “sociali” e “antisociali” (come Lambros Foundas). I loro nomi e immagini sono usati per incoraggiare gli attacchi, la distruzione totale, senza fermarsi per riflettere sui loro errori o sui veri progetti che questi compagni avevano quando erano in vita.

È ovvio che dobbiamo lottare e ciò implica la possibilità di morire e di finire in prigione. Ma ciò non significa che dobbiamo celebrare la morte o la prigione. Anche il suicidio è una forma di resistenza, ma non è rivoluzionario. È ovvio che dobbiamo ricordarci i nostri morti e i prigionieri, ma ciò non vuol dire trasformarli in martiri o eroi.

In conclusione, vogliamo criticare lo stato attuale della letteratura anarchica, come fondata in modo sproporzionale su comunicati superficiali che mancano di contesto, d’analisi e di riflessioni, e che mettono solo in rilievo gli attacchi e non gli altri compiti che dobbiamo svolgere per mantenerci vivi e forti. Naturalmente, essa ci aiuta ad essere al corrente delle azioni clandestine fatte dagli altri compagni. Ci dona la forza e la gioia di leggere che un simbolo del potere è stato distrutto o bruciato. Ma è molto più utile pensare (e scrivere) sulle strategie di conflitto, secondo ogni tempo e luogo, invece che incoraggiare la visione quantitativa della lotta. Ci rifiutiamo di trasformare la nostra ribellione in un’equazione matematica per misurare la nostra rabbia: più facciamo dei colpi e degli incendi, più forti saremo; più importi sono i danni, più importante sarà l’azione. È il pensiero di un economista, di un generale o di un idiota.
Per tutte queste ragioni, abbiamo deciso di scrivere questo comunicato per rivendicare una serie di azioni che consideriamo importanti così come gli attacchi e che hanno attualmente luogo. Sono delle azioni che facciamo ogni settimana, normalmente senza pensarci due volte o pubblicarlo su internet. Le pubblichiamo ora per rendere visibile un problema personale e una debolezza generalizzata attraverso lo spazio anarchico.

CONTRO I COMUNICATI!
PER L’ANARCHIA E PER TUTTI I COMPITI DELLA LOTTA!

Nota [1]: per esempio, “noi non guardiamo più verso il passato, perché l’odiamo … distruggiamo il presente” dopo il comunicato “Anarchici Nichilisti” de Barcellona, 25 aprile 2012 [censurato su Indymedia Barcellona, in inglese qui]

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Almeria, Spagna: Intervento di supporto agli occupanti, per un Febbraio Nero

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Solidarietà con Villa Amalias e Skaramaga
Solidarietà con Villa Amalias e Skaramaga

Per creare sacche di illegalità nel mondo della legittima ingiustizia.

In risposta alla richiesta dei compagni per un febbraio nero, abbiamo realizzato questo venerdì (22/02/2013) un intervento in solidarietà con gli occupanti e gli spazi autogestiti nella città di Almeria, Andalusia.

Si sono scritti graffiti, attaccatti manifesti e uno striscione è stato collocato nel porto della città. Il risultato è stata una piccola pennellata sovversiva sul trittico: consumismo-individualismo-alienazione della vita piccolo borghese.

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Spagna : Nuovo spostamento del compagno anarchico Gabriel Pombo Da Silva

Non solo mantengono il compagno in FIES-5, li negano le visite e fanno difficili le sue comunicazioni… sembra che non hanno mai abbastanza, e ora lo allontanano dalla Galizia ancora di più, trasferiendolo da Soto del Real a Villena, Alicante.

Puniscono al detenuto e al suo intorno famigliare e afine con misure di dispersione arbitrarie e ingiustificate, dimostrando ancora una volta il vero intento di questa casta di infami che si distribuiscono la disposizione delle nostre vite. Chi semina tempesta…

Il nuovo indirizzo del compagno:

Gabriel Pombo Da Silva
Centro Penitenciario Alicante II
Ctra. N-330, km. 66
03400 Villena (Alicante), Spagna

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Carcere di Brieva, Spagna: Aggiornamenti sulla situazione della prigioniera Noelia Cotelo Riveiro

Le carceri sono centri di sterminio
Le carceri sono centri di sterminio

Aggiornamento precedente qui

Sabato, 9 Febbraio, Noelia è stata visitata da due avvocati che l’hanno trovata in buona forma. Tuttavia, ha spiegato che aveva diversi lividi e segni sul collo ed ha chiesto di essere visitata da un medico. Ha anche riferito che aveva gastroenterite, anche se i segni sono più deboli rispetto i giorni precedenti.

Il 12 Febbraio, Noelia ha chiesto che i suoi pasti carcerari fossero testati per la tossicità, perché sospetta che il cibo fornito a lei contiene farmaci sedativi, dato che ha trascorso quasi due giorni dormendo e completamente disorientata.

A seguito di un controllo da parte di un ispettore delle autorità carcerarie, Noelia è stata spostata in una cella più appropriata. Tuttavia, attualmente le è rifiutato di fare passeggiate nel cortile, che hanno soltanto la durata di trenta minuti ciascuna.

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Saragozza, Spagna: Striscione di solidarietà con la lotta in Grecia dal gruppo del centro sociale occupato Kike Mur

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Dall’assemblea del CSO Kike Mur (Zaragoza, Spagna) vogliamo dimostrare la nostra solidarietà e il sostegno al movimento anarchico, libertario, anti-autoritario e le occupazioni greche con questo striscione posto sulle pareti del vecchio carcere di Torrero, l’attuale CSO Kike Mur. Con la crescita della repressione che stanno subendo gli spazi liberi e i quartieri ribelli in Grecia, ci uniamo e fraternizziamo con la chiamata internazionale trasmessa dai nostri compagni greci.

Da un po’ di tempo si sta provando un attacco sistematico lanciato dalle forze del Capitale e dello Stato contro tutti quegli spazi e gruppi esterni che le loro norme che si pongono in modo realmente alternativo e autogestito. I casi dell’occupazione Delta di Salonicco e più recentemente di Villa Amalias, Skaramanga e Lelas Karagianni 37 sono buoni esempi di tutto ciò.

Ecco perché di fronte alla repressione e questa forza brutale usiamo la solidarietà internazionale e il sostegno reciproco visto che siamo parte della stessa lotta che non conosce confini. Affrontando la criminalizzazione, il controllo dei media e la violenza del sistema, con l’unità, la solidarietà e l’autogestione. Giù le mani da tutte le occupazioni, libertà per tutti i combattenti imprigionati.

10, 100, 1000, OCCUPIAMO IL MONDO!

Carcere di Brieva, Spagna: Breve aggiornamento sull’imprigionata Noelia Cotelo Riveiro

Secondo il Gruppo di Supporto di Salamanca, che ha visitato la prigioniera insieme alla sua madre, Noelia ha fermato lo sciopero della fame il Sabato, 26 Gennaio. Tuttavia, la pratica di malasanità continua. Lei è ancora molto sottile, ma contenta di sentire che le persone esprimono la loro solidarietà al di fuori delle mura (mobilitazioni di protesta ad esempio, sono in programma a Madrid). Noelia è stata anche contenta con la visita di sua madre.

Archiviato il caso contro il compagno anarchico Piotr Silaev!

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Il caso contro l’anarchico e scrittore Piotr Silaev è stato archiviato dal Tribunale Nazionale, un tribunale speciale che prende in esame reati come “crimine organizzato” e “terrorismo”. La decisione è stata presa a Madrid il 28 gennaio 2013. Il Tribunale Nazionale voleva estradarlo in Russia.

La ragione della possibile estradizione era il ruolo di Piotr nella campagna per salvare la foresta millenaria nella regione di Khimki nei dintorni di Mosca dalla costruzione di un’autostrada che avrebbe tagliato quest’area. Il progetto era stato concesso all’impresa francese Vinci, conosciuta per le controversie e la corruzione nei suoi progetti. Nel 2010 una manifestazione attaccò il municipio di Khimki e dopo che la polizia ebbe annunciato un ordine di cattura per Piotr, il compagno fuggì dal paese.

Piotr è ora libero per continuare la sua vita in Finlandia dove vive dal 2011. Piotr ricevette asilo politico in Finlandia nell’aprile 2012.

Il gruppo solidale di Barcellona vuole ringraziare tuttx i/le compagnx che ci hanno aiutato nella diffusione delle informazioni. Per i/le compagnx di ogni parte dello Stato Spagnolo, Francia, Italia, Svizzera, Finlandia, Messico e Cile saremo sempre grati della vostra solidarietà!

Fuoco alle carceri!
Viva l’anarchia!

Gruppo di Appoggio di Barcellona

fonte

A Coruña, Spagna: Azioni di solidarietà con le occupazioni e gli combattenti in Grecia

Guerra alla guerra dei padroni. Solidarietà con le occupazioni in Grecia!
Guerra alla guerra dei padroni. Solidarietà con le occupazioni in Grecia!
Giù le mani dalle occupazioni. Guerra alla guerra dei padroni!
Giù le mani dalle occupazioni. Guerra alla guerra dei padroni!

Lunedì, 21 Gennaio 2013, due striscioni sono stati appesi ed una serie di manifesti sono stati incollati in tutta la città di A Coruña (Galizia, territori settentrionali dello Stato spagnolo), in solidarietà con le occupazioni greche recentemente sgombrate e con tutti gli occupanti e combattenti di tutto il mondo.

il testo dei manifesti in inglese e spagnolo

SALUD Y ANARQUIA!!!

Spagna: Sul caso della prigioniera in lotta Noelia Cotelo Riveiro

Noelia Cotelo Riveiro è una giovane donna da A Coruña, Spagna nordoccidentale, la sua condanna a servire è stata fissata ad un anno e mezzo, dopo aver rubato una macchina per acquistare della droga. All’interno della prigione, la situazione si è complicata, ed essa si è difesa dai carcerieri. Ora, 5 anni dopo, si trova ancora in carcere.

Il 23 Ottobre 2012, Noelia stava parlando con la sua madre al telefono, spiegando che cosa stava succedendo all’interno del carcere di Brieva (Ávila, Spagna centrale). Ad un certo punto, una guardia femmina l’ha invitata brutalmente a finire la conversazione, urlando verso di lei: “BRUTTA BASTARDA, METTI GIÙ IL TELEFONO”, ma lei ha rifiutato. Dopo una lite con la guardia umana, cinque altri carcerieri l’hanno costretto di lasciare il telefono afferrando il suo polso con forza e rompendolo. L’hanno spostato nella sua cella e l’hanno lasciata ammanettata al letto fino al giorno successivo, senza alcuna assistenza medica. Il giorno dopo, su suggerimento del medico del carcere, è stata trasferita in un ospedale per essere trattata. Le lesioni e le cure prescritte sono dettagliate nella relazione medica.

Durante la notte del 23 Ottobre fino alla mattina del 24, Noelia dormiva ammanettata al letto nella sua cella. Si svegliò ed ha colsi una guardia con il nome di Jesús (il quale avevano partecipato all’aggressione di sopra) che toccava il suo seno e il petto. Preso alla sprovvista e al tentativo di nascondere la propria identità, il carceriere ha gettato il contenuto di una bottiglia d’acqua in faccia di Noelia. Le detenute nelle celle adiacenti sono state svegliate dalla risa e dalla fuga del carceriere.

Inoltre, sembra che una delle valigie di Noelia (con i suoi vestiti invernali) è stata rubata dal magazzino della struttura carceraria. A quanto pare, i suoi vestiti sono stati distribuiti al resto delle prigioniere, dal momento che una di loro, Maria Luisa, ha restituito a Noelia alcuni dei suoi vestiti.

Come tutti sappiamo, questo non è una ricorrenza isolata; vogliamo segnalare la situazione di Noelia, così come quella di molte altre donne e uomini imprigionati che vengono sistematicamente aggrediti. Noelia è stata appena trasferita dalla prigione di Picassent (Valencia), dove aveva presentato una denuncia per maltrattamento. Continue reading Spagna: Sul caso della prigioniera in lotta Noelia Cotelo Riveiro

Catalogna: Liberazione di 22 anatre da un allevamento per la produzione di foie gras

Il 27 dicembre 2012 un gruppo di attivisti per la liberazione animale hanno salvato 22 anatre che erano destinate alla produzione di foie gras in Cataluña.

Questa erano immobilizzate in gabbie nelle quali erano forzate a mangiare mais fino a produrre loro una dolorosa malattia al fegato. Entro pochi giorni sarebbero state mandate al macello.

L’obiettivo di questa azione, oltre a procurare la libertà a questi animali, voleva essere far ragionare le persone sull’utilizzo degli animali per il beneficio umano. Non solo per produrre foie gras, ma per qualunque altro prodotto di origine animale.

Utilizzare animali per i nostri vestiti, il nostro intrattenimento
o alimentazione non è etico né necessario.

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Madrid: Presidio davanti al carcere di Navalcarnero in solidarietà con i prigionieri in lotta

noche

Lunedì, 31 Dicembre: Capodanno Anti-prigione
Presidio di solidarietà con le persone detenute,
Raduno entro le ore 12.00 nel parcheggio del carcere Navalcarnero
(Madrid-IV centro penitenziario, Ctra. N-V, km. 27,7)

Ancora un altro anno di inganni, frodi, impoverimento politico ed economico; di crisi; un altro anno in cui abbiamo espresso il nostro odio e l’indifferenza nei confronti di questo sistema, che ci manipola e ci opprime in tutti i campi della nostra vita. Un altro anno con la tensione per le strade, mobilitazioni, proteste e la solidarietà tra gli sfruttati che sono disgustati da così tante frodi.

Mentre i potenti agiscono secondo la loro volontà con piena impunità, le carceri (strumento sottile dei governi, al fine di tenerci soggiogati sotto la loro imposta legislazione redditizia) sono riempiti sempre con più ostaggi dallo stesso sistema politico che ci opprime per le strade , sul posto di lavoro, le scuole, nei centri medici… Persone che hanno dovuto arrampicarsi per sopravvivere in una società selvaggia, violenta e malata di fronte a un codice penale sempre più duro ed abusivo, gente che ha osato alzare la voce durante le numerose mobilitazioni di protesta ed ora serve come capro espiatorio per il resto delle migliaia dei compagni, che continuano a ribellarsi e passare al di fuori dei loro interessi economici e politici.

Come negli anni precedenti, saremo sempre insieme a questo presidio, al fine di dare il nostro sostegno incondizionato a chi è stato rapito e privato della libertà nelle prigioni di uno Stato, esposto ad ogni genere di abusi, torture, negligenze e violazione dei diritti. La solidarietà deve raggiungere l’ultimo dente di questo sistema, che sta per l’ingiustizia sociale e ci manipola al giorno d’oggi, in modo che i compagni sanno che non sono soli e che noi continueremo a gridare il più forte possibile e con tutte le nostre forze, al fine di penetrare attraverso ogni muro, cancello e barriera che ostacola la nostra strada.

Niente più torture e omicidi nelle carceri
Solidarietà con i prigionieri in lotta

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Barcellona: Testimonianza di Ester Quintana, manifestante che ha perso un occhio dalla brutalità della polizia il 14 Novembre 2012

29 Novembre —premere il tasto cc per attivare i sottotitoli in inglese

Ester Quintana, 42 anni, ha perso un occhio dall’impatto di un proiettile sparato dalla Mossos d’Esquadra (la polizia anti-sommossa Catalana) durante lo sciopero generale del 14 Novembre nella città di Barcellona. La sua versione contraddice frontalmente le dichiarazioni del ministro per gli Affari Interni Catalano, Felip Puig.

Il vostro contributo è molto importante per Ester: Se siete stati nella zona di Passeig de Gràcia tra la Gran Via e da Plaza Catalunya (calle Casp) il 14 novembre dalle 20.30 alle 21.00 circa (ora locale), o avete visto qualcosa di rilevante per il caso da una finestra o dal balcone di un appartamento, siete pregati di contattare Ester, i suoi parenti e gli amici immediatamente a: animsester@gmail.com

Spagna: Appello contro i circhi che usano animali dall’Assemblea Anti-speciesta di Madrid

Raduno per la fine dei circhi con animali

Perché la libertà e la dignità degli altri animali vale più della ricreazione di alcuni e dei profitti degli altri

Domenica 16 Dicembre, alle ore 18.00 (GMT +1) di fronte al Circo Americano, in Via Antonio López 109, Madrid

Terminare ogni circo con animali adesso!

Assemblea Anti-speciesta di Madrid

maggiori informazioni in spagnolo qui

Barcellona: Solidarietà con i casi di Lotta Rivoluzionaria e Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia

Solidarietà con gli ostaggi – Lotta Rivoluzionaria e Cellule di Fuoco – Grecia
La repressione non ci fermerà – Solidarietà con Lotta Rivoluzionaria – Non dimenticheremo Lambros Foundas
SOLIDARIETÀ RIVOLUZIONARIA

Ricevendo l’eco del richiamo di solidarietà per il caso della Lotta Rivoluzionaria, abbiamo srotolato striscioni in tre diversi punti della città di Barcellona, il 22 e il 23 di Novembre.

Solidarietà con gli accusati e perseguitati nei casi della Lotta Rivoluzionaria e della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Solidarietà con tutti i combattenti imprigionati in tutto il mondo!
Fuoco alle prigioni!

Madrid: Striscione in solidarietà con i compagni perseguiti per il caso Lotta Rivoluzionaria

Solidarietà con gli imputati nel caso Lotta Rivoluzionaria e con la lotta sociale in Grecia

Domenica, 25 Novembre, per unirsi al richiamo per azioni di solidarietà con il caso della Lotta Rivoluzionaria, mani anonime hanno appeso uno striscione in una piazza del centro di Madrid in solidarietà con i perseguitati del caso Lotta Rivoluzionaria ad Atene, in Grecia. Lo striscione è rimasto lì per almeno 24 ore, in una zona del centro con molti passanti.

Madrid: Attacco incendiario ad un ufficio del Servizio Nazionale per la (dis)Occupazione Spagnola

Nella notte di Lunedì 19 Novembre, un ordigno incendiario è stato posizionato all’ingresso di un ufficio del tradizionale Istituto Nazionale del Lavoro (INEM)* nel quartiere madrileno di Prosperidad. Questa posizione è stata scelta perché è considerata una fabbrica di umiliazione quotidiana, disillusione e di routine. A causa di questo respiro tedio che emana questo o qualsiasi altro ufficio di disoccupazione. È stato scelto perché ci stanno uccidendo ed a quelli rimasti vivi sono offerti gli scarti.

Oltre col rivendicare la nostra dignità, questa azione dimostra fisicamente il nostro scoraggiamento, la mancanza di speranza, il nostro rancore e il nostra odio che si possa trovare nei nostri occhi e in quelli di tutte le altre persone che viaggiano con noi in metropolitana la mattina. In effetti, l’azione è stata effettuata dal tirocinant*, che torna a casa ogni giorno con un senso di umiliazione che obnubila gli occhi, dall’operai* che passa tre volte di più il suo tempo con i suoi colleghi che con il/la su* compagn*, da* disoccupat* che pregano perche non sono mai stati chiamati per un lavoro in tutta la loro dannata vita, per la giovane madre che non sa come cazzo farà ad alimentare i suoi figli o se la sfratteranno dalla casa in cui vivono…

L’azione successiva può essere effettuata da te ogni notte.
Fanculo a loro ed al loro lavoro.
Diffondiamo la rabbia con inchiostro, pietre e benzina.

* Ora rinominato Servizio Pubblico per l’Impiego Statale (SEPE)

Barcellona : Chiamata internazionale di propaganda e azione con il compagno Piotr Silajev

Il compagno Piotr potrebbe essere estradato dallo Stato Spagnolo alla Russia dove lo aspetta una lunga condanna in prigione. Da Barcellona facciamo una chiamata internazionale di giornate di propaganda e azione per appoggiare il nostro compagno Piotr Silajev nei giorni 19-20-21 Novembre. Il 28 Ottobre è cominciato a Granada (Spagna) il processo per estradare Piotr Silajev in Russia. Il Tribunale Nazionale – un tribunale speciale focalizzato su reati come “crimine organizzato” e “terrorismo” – vuole estradare Silajev in Russia nonostante abbiamo asilo politico garantito dallo Stato finlandese. Nel caso fosse estradato, in Russia lo aspetta una condanna tra 7 e 13 anni di carcere.
La ragione della possibile estradizione è il ruolo di Piotr nella campagna per salvare il bosco millenario nella regione di Khimki nei dintorni di Mosca dalla costruzione di un’autostrada che passerebbe in quest’area. Il progetto fu concesso all’impresa francese Vinci, conosciuta per la polemica e la corruzione nei suoi progetti. Nel 2010 una manifestazione attacco il municipio di Khimki e dopo che la polizia russa ebbe annunciato l’ordine di cattura, Piotr fuggì dal paese.

La possibile estradizione violerebbe non solo le leggi spagnole ma anche numerose leggi internazionali e il trattato delle Nazioni Unite sui rifugiati politici.

Adesso la solidarietà è necessaria!

Facciamo una chiamata a tattiche multiple per diffondere la situazione del nostro compagno anarchico!

Potete inviare le azioni di solidarietà a: babushka(at)riseup.net
Maggiori informazioni su Piotr in spagnolo su: rusafa.wordpress.com

No all’estradizione di Pjotr Silajev.

Gruppo di appoggio di Barcelona
5 Novembre 2012

fonte

Nota di Liberacion Total:

La lotta in difesa del bosco di Khimki è stata spinta da un ampio settore e in diverse forme, da manifestazioni pacifiche a sabotaggi, in cui hanno anche participato compagnx anarchicx. Per vedere alcune azioni tradotte in spagnolo a suo tempo: qui

Solidarietà attiva con Piotr!