Tag Archives: solidarietà internazionale

Berna, Svizzera: Prigione locale e furgone della polizia attaccati con bombe di vernice

Sabato 21 gennaio 2017 abbiamo bombardato di vernice la prigione regionale di Berna in un completo rifiuto di tutte le prigioni. Tornando dall’azione un furgone della polizia ha fatto l’errore di inseguirci e ha dovuto battere in ritirata di fronte al nostro intervento determinato. Quest’azione è stata intrapresa in solidarietà con la giornata globale d’azione per i/le prigionier* trans e l’appello a sostegno al gruppo Lotta Rivoluzionaria in Grecia.

Giornata di azione e solidarietà ai/lle prigionier* trans

Il 22 gennaio segna la seconda giornata annuale e globale d’azione e solidarietà ai/le prigionier* trans. Sguardi esaminatori, infamia, isolamento, molestie e violenza sessualizzata sono raddoppiati per le persone trans in prigione, a causa delle restrizioni fisiche ed emotive della gabbia letterale che non lascia loro via d’uscita. Questo evento viene organizzato a livello mondiale da prigionier* trans e i loro sostenitori e le loro sostenitrici. Permette a coloro che sono all’esterno di ricordare chi è dietro le sbarre, mostrare solidarietà e aumentare la consapevolezza dei problemi affrontati dai/lle prigionier* trans. Permette anche a chi è dentro di far sentire la loro voce e di organizzarsi.

Giornata d’azione in solidarietà con Lotta Rivoluzionaria

Una giornata globale d’azione in solidarietà con i/le prigionier* di Lotta Rivoluzionaria è stata chiamata per il 21 gennaio. Per quanto le autorità credano fermamente che imprigionando gli/le anarchic* potranno eliminare la lotta (armata), si sbagliano. In complicità totale, che sia dentro o fuori le mura delle prigioni, ci battiamo per un mondo libero dalla dominazione. Così facendo non riponiamo le nostre speranze in partiti di sinistra come Syriza, interessato soltanto alla pacificazione sociale, e che ha ancora una volta rivelato il suo vero volto con l’arresto di Pola Roupa e di suo figlio, come anche col trattamento dei/lle prigionier* anarchic*.

Solidarietà con tutt* gli/le anarchic* e gli/le altr* prigionier* politic* che sono stat* rapit* e incarcerat*.

in inglese, greco

Berna, Svizzera: Prigione locale e furgone della polizia attaccati con bombe di vernice

Sabato 21 gennaio 2017 abbiamo bombardato di vernice la prigione regionale di Berna in un diniego totale di tutte le prigioni. Sulla via del ritorno, un furgone della polizia ha commesso l’errore di inseguirci e ha dovuto ritirarsi dopo il nostro intervento determinato. Abbiamo compiuto quest’azione in solidarietà con la giornata globale d’azione per i/le prigionier* trans e l’appello a sostenere il gruppo Lotta Rivoluzionaria in Grecia.

Giornata di azione e solidarietà con i/le prigionier* trans

Il 22 gennaio cadeva la seconda Giornata globale di azione e solidarietà con i/le prigionier* trans.

Sguardi indagatori, infamia, isolamento, molestie e violenza sessualizzata raddoppiano per le persone trans in prigione, a causa delle restrizioni fisiche ed emotive della gabbia, in senso stretto, che non lascia loro via d’uscita. Quest’evento è organizzato a livello mondiale dai/lle prigionier* trans e dai loro sostenitori. Permette a chi è all’esterno di ricordare quell* che sono dietro le sbarre, di mostrare solidarietà e aumentare la consapevolezza riguardo le questioni affrontate dai/lle prigionier* trans. Permette anche a chi è dentro di alzare la voce e organizzarsi.

Giornata di azione in solidarietà con Lotta Rivoluzionaria

Per il 21 gennaio è stata chiamata una giornata globale di azione in solidarietà con i/le prigionier* di Lotta Rivoluzionaria. Per quanto le autorità siano convinte che arrestando degli/lle anarchic* riusciranno a eliminare la lotta (armata), in realtà si sbagliano. In complicità totale, all’interno o all’esterno delle mura delle prigioni, ci battiamo per un modno libero da ogni dominazione. Così facendo non riponiamo alcuna speranza nei partituncoli di sinistra come Syriza, unicamente interessati alla pacificazione sociale, e che ha ancora una volta rivelato il suo vero volto attraverso l’arresto di Pola Roupa e di suo figlio, come anche col trattamento dei/lle prigionier* anarchic*.

Solidarietà con tutt* gli/le anarchic* e gli/le altr* prigionier* politic* che sono stat* rapit* e incarcerat*.

in inglese, greco

Madrid: Foto della manifestazione in solidarietà con le anarchiche accusate di rapina ad Aachen

Che delitto è rapinare una banca in confronto al crearla? Né colpevol* né innocent*! (A)
Solidarietà ribelle. Prigionier* anarchic* a casa!

La manifestazione di sabato [21 gennaio 2017] a Madrid in solidarietà con le prigioniere accusate di rapina in una banca in Germania si è conclusa con decine di identificazioni, non ci sono stati arresti.

in spagnolo, portoghese, tedesco

Leuven, Belgio: Solidarietà con le accusate ad Aachen

Ricevuto via mail

A Leuven, Belgio, nella fredda notte del 17 gennaio, 50 parchimetri sono stati ricoperti di vernice e le serrature di diverse banche sono state incollate. Su una delle banche (e in altri luoghi della città) è stato taggata la frase: “Solidarietà con le accusate ad Aachen! (A)”.

Una piccola azione di resistenza… per mostrare alle accusate che non sono sole.

Contro le banche e il loro mondo!

in inglese, greco, olandese, tedesco

Berlino: Pietre e vernice a HOCHTIEF

23 novembre 2016

A fine agosto, in Grecia, il “gruppo anarchico Rouvikonas” ha eseguito un’azione contro la barriera del pedaggio dell’autostrada Korynthos-Patras sfondando i vetri e lasciando dei volantini. Dopo l’attacco sono statx arrestatx dieci compas e condannatx a pene detentive fino a 37 mesi senza condizionale.

L’azione era diretta contro la costruzione di un’autostrada privatizzata di un gruppo d’imprese al quale oltre alcune imprese greche appartiene anche il gigante dell’edilizia tedesco HOCHTIEF PPP SOLUTIONS S.R.L.

Nella rivendicazione il “gruppo anarchico Rouvikonas” scrive:
“Leggevamo spesso di incidenti sulla strada nazionale Korynthos-Patras, strada chiamata ‘ghigliottina’ da chi la frequenta. Leggevamo anche degli scandali attorno alla costruzione di quest’autostrada moderna. […] Questo progetto che sembra non finire mai è finanziato dallo Stato con milioni di euro, imposti alle persone più precarie nella società.

[…] Mentre il progetto rimane incompleto, i pedaggi che portano guadagni supplementari e che fanno aumentare quelli delle ditte costruttrici funzionano già. Come se non bastasse pretendere dalla gente che paghi anni e anni di pedaggi per un progetto che hanno già pagato con le tasse, ora l’impresa pretende da chi viaggia di pagare prima che l’autostrada sia finita. […] Pretendono che la gente paghi per una strada che uccide. Non ci sorprende poiché sappiamo bene come agiscono il capitalismo e l’autorità.”

HOCHTIEF, uno dei gruppi costruttori più grandi del mondo, è un profittatore tedesco della crisi e profitta in modo importante delle privatizzazioni, come appunto in Grecia di quest’autostrada oppure dell’aeroporto di Atene. Mentre gran parte della gente sta sempre peggio, lucrano sulla loro pelle.
Nel contempo, i gruppi come HOCHTIEF con le loro grandi opere d’infrastruttura dappertutto nel mondo contribuiscono fortemente alla distruzione della natura e del paesaggio. Non esiste costruzione durevole nel senso del capitale. Esiste solo sempre più grande, sempre più veloce, ottimizzato per il flusso delle merci e per il profitto. Ogni altra affermazione vorrebbe farli apparire in una luce migliore e sono ipocrite.

Nella notte al 23 novembre abbiamo attaccato la nuova costruzione di HOCHTIEF in Köpenicker Straße 54 con vernice e pietre. Con quest’azione mandiamo i nostri saluti ax compas di Grecia che per il loro agire hanno dovuto sentire la repressione dello Stato. Riteniamo la distruzione della casella dei pedaggi legittima e necessaria e consideriamo il nostro attacco sul palazzo per uffici come la continuazione della loro lotta.

Ma anche il sito della nuova costruzione di HOCHTIEF alle rive della Spree tra Mitte/Kreuzberg e Friedrichshain ha contribuito alla scelta del nostro bersaglio. Dove poco tempo fa c’era ancora dello spazio per abitare, incontrarsi e fare festa al di fuori del controllo statale. Dove l’ex-piazza  di roulotte “Schwarzer Kanal” aveva il suo posto per abitare e la fabbrica di gelati vuota offriva un riparo ax senzatetto si svende un appezzamento dopo l’altro. Tutto quel che non si può sfruttare è prima o poi sgomberato o scacciato per liberare l’accesso al capitale. Il risultato sono palazzi per uffici sterili, cari e vigilati con videocamere e case di proprietà costose accessibili solo a una cerchia esclusiva di gente con la moneta necessaria. La città dei ricchi guadagna ancora terreno e coloro che non possono permettersi di parteciparvi s’arrangino come possono.

G20 ad Amburgo. Una proposta…
Disprezziamo questo mondo e chi lo difende. L’egoismo e l’ingordigia. L’arroganza del potere e l’autocompiacimento dei responsabili.
Questo mondo e tutto ciò che rappresenta trovano la propria espressione nel G20. Il vertice ci dà la possibilità di trasformare il nostro disprezzo per l’esistente in aperta ostilità che si riflette nel nostro agire.
Tanto fu già detto e scritto sulle proteste contro i vertici, i grandi eventi e lo spettacolo che i padroni sono bravi a inscenare. E continuava pure a essere riprodotto da parti del movimento di protesta. Siamo consci dei limiti di tali eventi. Malgrado ciò riteniamo sia giusto di occuparcene, scambiarci sul tema e di sviluppare le possibilità e le prospettive delle nostre lotte lungo questi vertici.

Non vogliamo ridurci ad apparire ad Amburgo nell’estate del 2017, fare un putiferio per poi tornare a casa con la coscienza tranquilla. Al contrario ci teniamo a tentare già alla vigilia di collegare le lotte locali e creare tra di noi un riferimento e attizzare l’affinità con l’azione, i testi, le analisi e i resoconti dai luoghi più disparati. L’obiettivo dovrebbe essere di sostenerci e ispirarci persistentemente nelle nostre lotte.
Da un lato siamo favorevoli a una campagna militante come alla vigilia del G8 a Heiligendamm, dall’altro a un coordinamento informale come si creò con l’appello dalle galere greche per un Dicembre Nero.

Le lotte locali auto-organizzate come la ZAD contro l’aeroporto nell’ovest della Francia. Le lotte dex profughx ai confini dell’Europa. Lotte nei quartieri e nelle metropoli come in Exarchia ad Atene o attorno alla Rigaerstrasse. Il “Prison-Strike” nelle galere americane o la rivolta dopo gli omicidi razzisti degli sbirri negli USA. Sono solo pochi esempi del mondo occidentale che potrebbero essere punti di partenza per prendere di mira l’esistente su di un ampio fronte. Dovrebbe trattarsi di un rafforzamento di queste lotte mediante relazioni a livello internazionale e di allargare il terreno di queste lotte con uno scambio delle conoscenze.

Esattamente come HOCHTIEF, Telekom, Fraport, Deutsche Bank ecc. in Grecia sono responsabili per tante di quelle porcate, ci sono innumerevoli gruppi che ovunque nel mondo rafforzano il loro potere sulle nostre vite. Incaricate dal capitale e come manovalanza delle autorità e i relativi organi di repressione.
Oltre alle autorità statali come militari e polizia sono sempre di più le ditte che agiscono globalmente incaricandosi della salvaguardia del dominio e che scendono in campo contro i movimenti sociali. Un’intera industria, dalle imprese delle armi fino ax specialistx IT, si fanno un sacco di soldi con la lotta controinsurrezionale. Anche il massiccio imprigionamento di gente nelle galere privatizzate secondo il modello USA è una affare redditizio. Le imprese fanno dei profitti smisurati con la schiavizzazione e lo sfruttamento dex prigionierx. Spesso sono le stesse che nei luoghi più disparati del mondo spargono miseria con i loro sporchi affari. Dobbiamo nominarle, informare suoi loro intrallazzi e attaccarle ovunque sono presenti.

Il G20 può essere quadro di riferimento con il quale si possono coordinare e collegare tra loro le singole lotte ed i singoli attacchi.
Dall’altra parte si deve comprendere quel che fa funzionare tutto e dove sono i punti deboli del sistema. L’infrastruttura per i flussi delle merci e dei dati, le vie di comunicazione e le fibre ottiche, le reti elettriche e le antenne radio sono gambe d’appoggio di un’economia funzionante e ci offrono innumerevoli possibilità di disturbo e sabotaggio.

A Berlino si è già fatto ed è stato dato fuoco a un traliccio degli sbirri. Ecco cosa scrivono nella rivendicazione:
“[…] aumentano costantemente la vigilanza dello spazio urbano con i sistemi video intelligenti e le interfacce tra le varie autorità, mirando alla regolazione e alla guida di tutti gli individui. Le tecniche e gli algoritmi che elaborano le ditte IT facilitano il lavoro degli organi di repressione e raccogliendo massicciamente delle informazioni nelle banche dati, fanno delle prognosi in quali zone sono da aspettarsi potenzialmente di più reati.

Ditte ed istituzioni che partecipano allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie sono un fattore decisivo per il mantenimento dell’ordine sociale e una colonna portante dell’architettura della sicurezza per mantenere i rapporti di potere dominanti. […]
Per interrompere perlomeno temporaneamente un funzionamento fluido abbiamo incendiato il traliccio radio Südkreuz degli sbirri, il secondo fuoco colpiva un’istallazione di sorveglianza dell’agenzia federale per il collegamento e il mercato tra elettricità, gas, telecomunicazioni, poste e ferrovie. […]”
Specie in vista del prossimo G20 di Amburgo previsto nel centro di una metropoli e che già per questo porterà le autorità di sicurezza ai propri limiti riteniamo interessante di considerare tali opzioni d’azione durante e alla vigilia del vertice. Poiché l’infrastruttura di una grande città neanche con alcune migliaia di sbirri si può proteggere totalmente. Sia gli ospiti invitati sia i loro cani da guardia dipendono sempre dal poter andare da A a B, dalla comunicazione e dal rifornimento d’energia e merci. Dobbiamo capire dove e come funziona il tutto per colpire il punto giusto.
Siamo certx che la dinamica di una bella sommossa sia un mezzo adatto per determinare una perdita di controllo ad Amburgo. Se questa si può completare con punzecchiature ben assestate all’infrastruttura della città, allora potrebbe diventare un vero e proprio fuoco di gioia.

Solidarietà con lx prigionierx ribelli.

Saluti alle accusate nel contesto delle rapine di banca ad Aachen.

Forza a chi è colpitx dalle perquisizioni domiciliari a Berlino.

Contro il G20. Per la libertà!

Ad Amburgo si dice tschüss!

Con gioia e attentx seguiamo le iniziative contro il G20 e constatiamo che i contenuti e gli obiettivi di moltx sono simili ai nostri. Ecco una panoramica degli ultimi giorni e delle ultime settimane:
Berlino 22/11/16, bruciata auto di Thales
Berlino 21/11/16, brucia ruspa trivellatrice – contro il vertice G20
Berlino 7/11/16, vernice a ufficio comunale per l’ordine e la pulizia
Dresda 3/11/16, incendiata auto Thyssenkrupp
Francoforte 21/10/16, attacco a Philosophicum
Amburgo 16/10/16, acido butirrico a Porsche di presidente di banca
Amburgo 23/9/16, attacco incendiario a auto del direttore di polizia Enno Treumann
Berlino 8/9/16, incendiato traliccio radio della polizia federale
Amburgo 7/9/16, pietre e vernice a Chinese Ocean Shipping Company (COSCO)

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

Tolosa, Francia: Sabotaggio incendiario

Nella notte tra il 19 al 20 novembre, a Tolosa, un furgoncino di Eiffage è stato divorato dalle fiamme.

Quando la repressione prende di mira gli/le anarchic*, dalle accuse dopo le rapine ad Aachen all’operatione “Scripta manent” in Italia, la solidarietà è la nostra arma.

Vi mandiamo un po’ di calore.

in greco

Atene: Bulldozer della compagnia elettrica DEI incendiato a Exarchia

nova-imagem-e1481339701280Nelle prime ore del 2 dicembre 2016, all’angolo tra le vie Akadimias e Themistokleous, un bulldozer al servizio della compagnia elettrica DEI ne ha avuto abbastanza e ha deciso di porre fine alla propria routine automatizzata. A quanto si dice prima di auto-immolarsi la povera macchina avrebbe detto:

“Solidarietà con le compagne Siao, Hodey e Maya, recentemente arrestate in Germania per aver difeso la foresta di Hambach!

Forza all’anarchica Natalia Collado, detenuta in Cile per aver liberato col fuoco un bus Transantiago!”

in greco, inglese, portoghese, spagnolo

Magdeburgo, Germania: Vernice a ufficio stranieri

18 ottobre 2016

In solidarietà con la “Jungle” di Calais, nella notte da lunedì a mercoledì abbiamo attaccato l’ufficio stranieri con vernice nera di catrame e lasciato la scritta “Calais”. Per noi è certo, la Germania è anche lei colpevole per la fuga a livello mondiale di milioni di persone, per la politica d’asilo razzista,  e la UE e sopratutto la RFT spinge lx profughx ai margini della società.

E anche le CRS e gli sbirri federali s’allenano e operano di nuovo insieme. Perciò, se gli sbirri e lo Stato dovessero colpire a Calais, la RFT è non poco corresponsabile e perciò entra di nuovo nel fuoco delle nostre azioni.
Make the fortress Europe fall, brick by brick, wall by wall!Fonte: Linksunten
Traduzione dal tedesco mc, CH

Prigioni ceche: Messaggio di solidarietà ai/lle ribelli delle prigioni statunitensi da parte dell’anarchico Lukáš Borl

[vimeo]https://vimeo.com/183901350[/vimeo]

Il prigioniero anarchico Lukáš Borl, attualmente trattenuto in una prigione preventiva in Repubblica Ceca, ha espresso la propria solidarietà con tutte le persone oppresse e sfruttate in tutto il mondo, a prescindere dalle loro origini, orientamento sessuale o genere. Da questa prospettiva, ha deciso di mandare qualche linea di solidarietà a tutte le persone in sciopero nelle prigioni degli Stati Uniti.

Il 10 settembre 2016, il compagno scrive:

“A voi e anche a me stesso auguro che lo sciopero cresca e resista alla repressione. A voi e anche a me stesso auguro di essere in grado di collegarlo con altre lotte importanti nelle prigioni e al di fuori. A voi e a me auguro che lo sciopero non venga fuorviato per impantanarsi nel fango della politica social-democratica e della pace sociale con gli sfruttatori. Perché la strada verso la libertà non passa dalla riforma dello sfruttamento ma soltanto dalla sua abolizione. A voi e a me stesso auguro che lo sciopero vada oltre le richieste riformiste di un cambiamento del regime carcerario e migliori condizioni di lavoro. Tutte le prigioni del mondo, e tutto il lavoro retribuito e non, nelle prigioni e fuori, fanno parte della dittatura del capitale. Lottiamo per abolirla, non per riformare queste prigioni e queste forme di sfruttamento. Non dobbiamo chiedere niente. Riprendiamoci quello che ci appartiene.
Le nostre vite e la nostra dignità umana. Le prigioni, gli stati, e il capitalismo — tutto deve cadere.”

Potete leggere questa lettera aperta in inglese su ANTIFÉNIX.cz

in inglese

Austria: Poster in solidarietà con lo sciopero nelle prigioni statunitensi come contributo alla Settimana di azioni globali

apas-544x772Il poster «Contro la prigione! Contro la schiavitù!» è un piccolo contributo degli/lle anarchic* austriac* alla Settimana di azione globale dal 15 al 22 ottobre.

Inviamo la nostra solidarietà a tutt* i/le ribelli nelle prigioni!
Forza ai/lle prigionier* in sciopero negli Stati Uniti e altrove!

Testo del poster:

I/LE MIGLIORI SCHIAV* SONO QUELL* CHE CREDONO DI ESSERE LIBER*

Ogni istituzione che cerca di trasformarci in schiav* oppress* o ammanettat* è nostro nemico: fascismo, patriarcato, autorità, confini, lo stato e il capitale!

Contro la prigione! Contro la schiavitù!

La prigione è stata creata da un ordine sociale basato sulla dominazione e lo sfruttamento. Lo scopo è quello di creare una struttura per segregare, reprimere e isolare tutt* gli/le indesiderabil*. Ancora oggi i datori di lavoro accumulano capitale grazie al lavoro forzato nelle prigioni, e i controlli aumentano senza troppe difficoltà, mentre i politici parlano di libertà, uguaglianza e democrazia.

L’oppressione, sottile e violenta, è sempre innata alla società capitalista. L’accettazione di una vita avvilente tra gli/le sfruttat* e gli/le oppress* rende possibile la produzione capitalista. Una consapevolezza anti-nazionalista, il rifiuto della dittatura democratica e la lotta contro ogni aspetto inquinato della vita è perciò vitale.

Il punto di partenza di ogni lotta realmente esplosiva è prendere posizione, attaccare l’apparato di sfruttamento, esporre i governi cannibali, distruggere i confini militarizzati, intensificare i conflitti sociali e costruire delle strutture fertili per anarchic* e non-anarchic* con nemici comuni e bersagli comuni su scala globale.

Dato che non si tratta di una tattica rivoluzionaria per diffondere favolette, non possiamo possiamo semplicemente parlare di allontanarci da tutto questo. Dobbiamo posizionarci lungo le linee delle varie tendenze anarchiche. La lotta che vogliamo rafforzare include attacchi rivoluzionari e resistenza armata. E soprattutto vogliamo esprimere la nostra solidarietà con i/le prigionier* anarchic* e ribelli attraverso degli attacchi per la distruzione totale delle prigioni e della società carceraria!

SOSTIENI I/LE RIBELLI NELLE CARCERI!
FUOCO ALLE PRIGIONI!
LUNGA VITA ALL’ANARCHIA!

ANARCHIC* IN SOLIDARIETÀ CON LO SCIOPERO DELLE PRIGIONI CONTRO LA SCHIAVITÙ CARCERARIA

in inglese, tedesco

Höchberg/Würzburg, Germania: Pietre e vernice a filiale KIK

5 settembre 2016

Questa notte la filiale KIK di Würzburg è stata attaccata con pietre e vernice. Inoltre fu lasciato il messaggio “MAKE IT KIK PAY” sulla facciata.
L’azione è diretta contro lo sfruttamento sistematico e totale del “capitale umano” nei “paesi in via di sviluppo” dove nelle fabbriche con dei salari da fame si produce per KIK, H&M, C&A e compagnia bella. Non di rado le persone muoiono per le condizioni orribili.

Motivo concreto dell’azione diretta è l’anniversario di un incendio in una fabbrica tessile in Pakistan.
“L ’11 settembre 2012 scoppiava un incendio nella fabbrica, 254 operax bruciarono perché le uscite erano bloccate. Alcunx di loro non furono mai identificatx. La fabbrica lavorava quasi solo per il discount tessile tedesco KIK che prima dell’incendio comperava come minimo il 70% della produzione. Prima, l’impresa aveva eseguito dei controlli nella fabbrica senza constatare mancanze. Dopo l’incendio, KIK rifiuta perentoriamente di condurre le trattative previamente accordate sui risarcimenti a lungo termine delle vittime e anche di pagare 250 000$ per le misure di miglioramento delle condizioni di lavoro in Pakistan. Ali Enterprises non è l’unica fabbrica: KIK fece produrre anche nel Bangladesh e la multinazionale è corresponsabile per la catastrofe Rana Plaza e Tazreen con la morte di più di 1000 operaix.”
https://linksunten.indymedia.org/en/node/168194

Ma la nostra critica non è rivolta solo all’industria tessile. Critichiamo invece l’intero sistema capitalista, la cui logica ricompensa i modi di procedere e la mancanza di scrupoli delle imprese addirittura con dei profitti.
“Solo nudo costa di meno”? Lx morti non si devono pagare…

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, CH

[Exarchia] Squat Themistokleous 58: Graffiti in solidarietà con la lotta delle prigioni U$A

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Fuoco alla società carceraria
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Solidarietà con la rivolta delle prigioni USA (A)
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Forza ai/lle prigionier* in lotta negli U$A (A)
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Dalla Grecia all’America, fuoco ed esplosione in ogni prigione
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Complicità con chi si ribella
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Fuoco alle prigioni (A)
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Libertà per tutt* (A)
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Vittoria per le lotte nelle prigioni USA
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Attica è ovunque (A) Insurrezione
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Contro ogni incarcerazione, fuoco alle basi della civilizzazione

La sera di sabato 1° ottobre, che la cellula ABC aveva proposto come giornata internazionale di solidarietà con la lotta nelle prigioni U$A, abbiamo taggato degli slogan nelle strade di Exarchia.

MORTE AI/LLE CARCERIER*

Squat Themistokleous 58
th58@riseup.net

in inglese

Grecia: Solidarietà dello squat Themistokleous 58 con la lotta nelle prigioni statunitensi

581-544x408fuckmc1-544x36358squat-544x408Dall’ala 58 della prigione all’aperto chiamata Atene mandiamo i nostri più calorosi saluti ai/lle ribelli delle prigioni U.$.A. e a tutt* coloro che agiscono in solidarietà con loro in tutto il mondo. Comprendiamo la vostra lotta per mettere fine alla schiavitù carceraria come un appello a mettere fine alla società carceraria nel suo complesso. Comprendiamo l’incarcerazione di massa dietro a tonnellate di cemento e acciaio come una riflessione sulla società di massa che ci ammanetta tutt* e come una conseguenza inevitabile del regno tecno-industriale che determina quotidianamente le nostre vite in tutti i modi possibili.

Sappiamo che i contesti possono essere diversi a seconda del posto e che a volte ci si perde nella parzialità delle nostre piccole o grandi lotte contro questa o quella espressione di dominazione e Potere.

Nonostante questo, crediamo che sia un’ottima opportunità per costruire la tanto necessaria intersezionalità, per alimentarla con una percezione senza confini della lotta per l’auto-determinazione e la liberazione totale dalle gerarchie e le autorità che ci incatenano tutt*.

Rendiamo onore a tutti i metodi di lotta utilizzati finora contro il sistema assassino del complesso carceral-industriale degli U.$.A., e siamo felici di sapere che almeno un secondino ha avuto quello che meritava. Mentre sbarre di acciaio e mura di pietra possono contenere fisicamente chi è in prigione, le recenti rivolte in tutti gli U.$.A. hanno dimostrato che non possono estirpare lo spirito combattivo degli/lle innumerevoli ribelli.

Come piccolo segno della nostra solidarietà, l’11 settembre abbiamo esposto uno striscione a Kamara, nel centro di Salonicco, che dice “Vittoria allo sciopero dei/lle prigionier* negli U.$.A. // Fuoco alla società carceraria” e il 20 settembre abbiamo partecipato con la Cellula di solidarietà dell’ABC e altr* compagn* a un blocco di due ore del McDonald’s del quartiere ateniese di Ilion, con uno striscione che diceva “Solidarietà con la rivolta delle prigioni U.$.A.”. Dopo il blocco abbiamo esposto lo striscione al 58 di Exarchia, dove è visto tutti i giorni da centinaia di passanti.

Finché lo sciopero continuerà, continueranno anche le nostre azioni. Tanto che le prigioni esisteranno, lotteremo per distruggerle.

Squat Themistokleous 58, Exarchia, Atene
th58@riseup.net

in inglese, greco

Tolosa, Francia: Sabotaggio di veicoli

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Nel corso del fine settimana, le ruote di un veicolo eiffage, di un veicolo bouygues, di due veicoli orange e di un veicolo di sicurezza privata sono state bucate.

Queste imprese partecipano attivamente alla costruzione di prigioni, allo sfruttamento dei/lle prigionier* o aiutano gli sbirri.

Pensiamo ai compagni e alle compagne alle prese con l’operazione repressiva in corso in Italia.

Baci

dei/lle sabotatori/trici di veicoli

[Prigioni statunitensi]: Proclamazione di sciopero per il 9 settembre 2016

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Cliccare sull’immagine per scaricare il PDF

Questo è un appello all’azione contro la schiavitù negli Stati Uniti

Con una sola voce che esce all’unisono dalle celle d’isolamento, che riecheggia nelle camerate e nei bracci delle carceri dalla Virginia all’Oregon, noi prigionier* di tutti gli Stati Uniti promettiamo di mettere fine alla schiavitù nel 2016.

Il 9 settembre 1971 i prigionieri hanno preso il controllo di Attica, la prigione più conosciuta dello stato di New York, e l’hanno fatta chiudere.
Il 9 settembre 2016 daremo il via a un’azione per far chiudere le prigioni in tutto il paese. Non chiederemo soltanto la fine della schiavitù carceraria, ma smetteremo noi stess* di essere schiav*.

Continue reading [Prigioni statunitensi]: Proclamazione di sciopero per il 9 settembre 2016

Exarchia, 4 agosto: Serata informativa “Contro la schiavitù carceraria” allo squat Themistokleous 58, con un compagno della Croce Nera Anarchica (ABC) di Portland

EN_04.08CONTRO LA SCHIAVITÙ CARCERARIA | AGAINST PRISON SLAVERY | CONTRA LA ESCLAVITUD CARCELARIA | ΕΝΑΝΤΙΑ ΣΤΗ ΣΚΛΑΒΙΑ ΤΗΣ ΦΥΛΑΚΗΣ

Il 9 settembre 1971 alcuni prigionieri hanno preso il controllo di Attica, l’inferno più conosciuto dello stato di New York, e l’hanno chiuso.
Il 9 settembre 2016 dei prigionieri in lotta sospenderanno il lavoro e daranno il via ad altre azioni per la chiusura delle prigioni in tutti gli Stati Uniti, e per fare pressione perché la schiavitù carceraria abbia definitivamente fine.

Che le fiamme della solidarietà si diffondano in tutto il mondo!

Presentazione & discussione sullo sciopero dei prigionieri con un compagno della Croce Nera Anarchica di Portland (USA)

Giovedì 4 agosto alle 20h alla terrazza dello squat anarchico al 58 di via Themistokleous, Exarchia, Atene

Squat Themistokleous 58 | Cellula di solidarietà anarchica Croce Nera Anarchica [Grecia] | Rete di traduzioni di contro-informazione Contra Info

in inglese, greco, portoghese

Salonicco, Grecia: Solidarietà con le anarchiche accusate per le rapine ad Aachen

kamara-544x408stencil-544x408postering-544x408flyers-544x408poster-544x408A Salonicco, Grecia, sono stati distribuiti poster e volantini con un appello alla solidarietà con le compagne anarchiche accusate in due casi di rapina in Germania.

Degli stencil sono stati dipinti in tutta la città, e a Kamara è stato appeso uno striscione che dice: ‘Solidarietà con le compagne anarchiche in carcere accusate di rapina in Germania’. Il testo del volantino che è stato distribuito in greco e inglese lo trovate su Athens IMC & Indymedia.nl.

[Nota di Contra Info:] Ricordiamo che il 15 luglio la compagna detenuta in preventiva ad Amsterdam è stata rilasciata in attesa della decisione riguardo l’estradizione; rimane comunque sottoposta a misure cautelari. L’udienza per l’estradizione è stata fissata per il 1° settembre. Aggiornamenti via Solidariteit.noblogs.org

in inglese

Atene: Striscione in solidarietà con i tre compagni arrestati a Varsavia, Polonia

warsaw-3-544x408warsaw3-544x408Il 23 maggio 2016 tre compagni sono stati arrestati in Polonia, accusati di tentativo di attacco incendiario a una vettura di polizia. Saranno trattenuti in custodia preventiva per tre mesi, in attesa di processo, e rischiano fino a 8 anni di prigione. I compagni negano ogni coinvolgimento nell’azione; uno è stato violentemente picchiato dagli sbirri.

Lo Stato polacco ha parlato di terroristi – come ci si aspetta da ogni meccanismo autoritario che cerca di conservare il proprio potere – e ha sottoposto i compagni alla pubblica gogna tramite i media, volendo far passare indisturbatamente e “legittimamente” una nuova legge anti-terrorismo, con lo scopo di accrescere la repressione e la sorveglianza.

Nel loro tentativo di imporre la dottrine “Ordine e Sicurezza”, gli sbirri hanno già fatto irruzione due volte (il 23 maggio e il 2 giugno) al Radykalne Ogrody Działkowe (ROD – Radical Allotment Gardens), investigando nella zona, perquisendo le case dei compagni, facendo domande, e controllando documenti.

Vogliamo mandare il messaggio che i compagni in Polonia non sono soli; ecco perché abbiamo esposto uno striscione di solidarietà al Politecnico di Atene (sulla via Stournari a Exarchia), che dice: “Forza ai 3 anarchici arrestati in Polonia, che dal 23/5 sono accusati di tentato incendio di un’autopattuglia di polizia – Fratelli, non siete soli – Quando la solidarietà prende le armi, distrugge confini, Stati, prigioni”.

PIENA SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI ARRESTATI IN POLONIA.

FUOCO E FIAMME PER LE PATTUGLIE DEGLI SBIRRI, LE PRIGIONI E OGNI BERSAGLIO AUTORITARIO.

ONESTI E RETTI CASTIGATORI; UFFICIALI GIUDIZIARI E SECONDINI, SBIRRI, MEDIA, E TUTTA L’ALTRA FECCIA AUTORITARIA: NON AVETE RAGIONI DI DORMIRE TRANQUILLI.

Iniziativa di alcuni individui del gruppo artistico anarchico Ochetos

in inglese, greco e polacco

Francoforte sul Meno: Vernice e pietre a consolato francese

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Francoforte sul Meno, 19 aprile 2016

Ieri sera presto a Francoforte, con una demo selvaggia attraverso Bockenheim, circa 100 persone manifestarono la propria solidarietà con lx giovani in lotta in Francia. Dove da settimane migliaia e migliaia scendono in strada contro la “legge lavoro”.

Lx giovani e lx insortx ne hanno abbastanza dei controlli di polizia razzisti. Molta gente non è più disposta a sostenere il continuo massiccio ampliamento dell’apparato di sicurezza fino ad arrivare, con il pretesto dell’emergenza, allo Stato di polizia autoritario. Sentono ogni giorno gli effetti dei lacrimogeni!

Il movimento della primavera in Francia non è disposto a farsi strumentalizzare per un mercato del lavoro apparentemente migliore. Lx giovani ben sanno che il progetto neoliberale non giova a nessunx – salvo che al capitale.

In una demo breve ma tosta in stile francese abbiamo fatto un giro selvaggio attorno all’isolato. Lottiamo al fianco di tuttx coloro che disprezzano la società esistente e che vogliono di più della vita. Lottiamo al fianco di coloro che hanno deciso di non adattarsi più a lungo a tutto questo. Abbiamo deciso di non soffrire più a lungo tutto questo.

Lx nostrx amicx sulle strade francesi sanno che la contestazione deve fare male. Sanno che la resistenza non può semplicemente correre entro i limiti della legge dello Stato autoritario. La Bastiglia non fu conquistata con la graziosa concessione del re, e anche noi abbiamo deciso di non attenerci all’ambito limitato della grettezza tedesca. Mentre la demo passava davanti al consolato francese, moltx decisero di esprimere direttamente la nostra solidarietà. Tante chiazze di vernice e alcuni vetri rotti lo dimostrano. Nulla di grave visto ogni settimana le centinaia di feritx con i lacrimogeni, con lo spray al pepe e con i manganelli della polizia. Ma un segno chiaro.

Come lo erano anche i nostri slogan la sera presto a Francoforte. La polizia arrivò con molto ritardo, e meglio per lei. Eravamo anche preparatx a difendere la nostra demo contro l’attacco della polizia. Per fortuna non ci voleva.

Conosciamo le vostre menzogne – questa non era una “azione mordi e fuggi” (stampa degli sbirri) di 25-30 “autonomi di sinistra” ma un assaggio delle future lotte comuni. E non fate come se non ne sapeste le ragioni.

Jeunesse et insurgé.e.s – le monde est à nous!

Un message des vos ami.e.s.

Rémi et Clément

Fonte: Linksunten

Traduzione dal tedesco mc, galera salez, CH

Montreuil, Francia: Attacco a un architetto della dominazione, in solidarietà a Mónica e Francisco

prison-imageNella notte tra l’8 e il 9 marzo 2016, con l’aiuto di cassonetti della spazzatura e di prodotti infiammabili, abbiamo dato fuoco alla facciata dello studio di architetti Archi 5 in rue Voltaire nel centro di Montreuil-sous-Bois.

Sul suo sito Archi 5 si vanta di aver realizzato, o di essere in procinto di farlo, oltre a delle costruzioni banali, la lista dei seguenti progetti macabri:

i centri penitenziari di Bourg en Bresse, Draguignan, Mont de Marsan, Rennes, le prigioni di Condé-sur-Sarthe e Vendin le Veil, il Polo della Polizia giudiziaria di Cergy-Pontoise, il commissariato di Clichy-sous-Bois, il Tribunale civile di Chartres, il centro di detenzione della Polinesia francese a Tahiti.

Dedichiamo quest’azione a tutte le persone che si battono per la libertà e contro ogni autorità, in particolare al/lla compagn* anarchic* Monica Caballero e Francisco Solar che sono tra le grinfie dello Stato spagnolo e che pur rischiando delle pesanti pene di prigione non rinnegano neanche una parola di quello che pensano né di quello che sono.

Fuoco alle prigioni.

Fuoco a chi le costruisce.

in inglese

Francia, Tolosa: Operazione Pandora. Striscioni in solidarietà con gli/le accusat*

Nella notte di martedì 3 novembre 2015 degli striscioni sono stati esposti un po’ ovunque a Tolosa necropoli, in solidarietà con gli/le compagn* vittime una volta di più dell’oppressione e della repressione di stato.

tlse1-2
Pietra dopo pietra, muro dopo muro, distruggeremo le prigioni. (A)
2-2
Pandora. Morte allo stato che imprigiona i/le nostr* compagn*
3-2
Se ci cercano porta a porta, resisteremo gomito a gomito! Pandora – (A)
tlse3
Crepino la galera e lo stato. (A)
saintagne1s-87906
Pandora. Libertà innocenti e ancora di più se colpevoli! (A)
saintagne2s
Lo stato distrugge delle vite… distruggiamo lo stato!

Che crepino la repressione, la Francia e lo Stato!

 

Da Berlino a Copenhagen

39752Saluti a Nørrebro dalla ribelle Rigaerstrasse

Abbiamo saputo della campagna di terrore della polizia contro il vostro progetto abitativo Bumzen e tre altri appartamenti. La ragione dell’attacco della polizia è stata un’azione «Riprendiamoci la strada», durante la quale erano state lanciate pietre e molotov contro i pulotti e una banca era stata devastata. Ci piace che vi siate ripresi le strade e il modo in cui l’avete fatto è formidabile.

Vi hanno obbligato a dare il DNA, quindi abbiamo dato da fare anche ai nostri specialisti di laboratorio.

In un gesto di solidarietà, due autovetture degli sbirri hanno di nuovo perso alla “Roulette di Rigaer”. Abbiamo attaccato i pulotti con pietre e fiale puzzolenti e siamo stati informati dalla stampa che la polizia ha mandato dei campioni in laboratorio. Non vediamo l’ora di conoscere il risultato delle analisi, se gli sbirri lo pubblicheranno.

Hanno anche scritto che 20 pietre hanno colpito le macchine degli sbirri. Siate certi che fintanto che i vostri colleghi daranno sui nervi ai nostri amici o che ve ne andrete a passeggio nelle nostre belle strade sarete in pericolo!

La roulette di Rigaer è alla prossima mossa.

Bumzen non si muove!
Solidarietà con tutte le lotte anti-autoritarie