Grecia: Parole della CCF in solidarietà con Monica e Francisco

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Dio è morto

Nel contesto dell’appello solidale internazionale con Francisco Solar e Monica Caballero, accusati/e dallo stato spagnolo di aver collocato un ordigno in una chiesa, ci piacerebbe condividere alcune riflessioni in ordine sparso riguardo alla tirannia degli dei.

“Mai più buoni/e, mai più credenti mediocri in un dio mediocre, errore di battitura dell’essere umano. Aspettiamo la resurrezione dei vivi…”
(Estratto dal comunicato della CCF per la collocazione di quattro meccanismi incendiari a tempo in quattro chiese nell’Aprile 2009)

Chiese erette come spaventapasseri per spaventare la vita. Tutto ciò che è bello, passionale, ribelle e inesplorato viene condannato come peccato. La vita è piena di divieti e il servilismo viene elogiato. È bene che esistono le chiese perché ci ricordano che la religione uccide la vita.

Il dio che hanno costruito è un dittatore eterno. Controlla ogni momento della nostra vita per poi giudicarci senza alcuna pietà. Neanche i nostri segreti ci appartengono. Il suo amore è armato di minacce di castigo eterno lanciate contro chi osa mettere in discussione i suoi comandamenti. È bene che esistono le chiese perché ci ricordano che il loro Dio è un fascista vanitoso. I sacerdoti sono dei chierici-colonnelli della dittatura di Dio. Più triviali e rigidi del loro stesso Dio. Avari, lestofanti, ipocriti e pedofili …

Collaborano coi politici, con gli imprenditori e i militari, benedicendoli con i loro crocifissi d’oro in ambienti lussuosi. È bene che esistono le chiese perché rivelano la bruttezza dei suoi celebranti della messa.

I credenti sono uno stormo privo di volontà propria che ritmicamente si fa il segno della croce sotto l’occhio vigile di Dio. Più le croci sono grandi, più sono ipocrite. La moltitudine di devoti è come gli schiavi nell’arena dell’antica Roma. “Salve Dio, i condannati ti salutano…”. Umili e rancorosi/e, rifiutano tutto ciò che è diverso, ogni eccesso e ogni piacere che non si abbassa davanti alle loro icone. È bene che esistono le chiese perché dimostrano che gli imperi più grandi poggiano sulla fede dei propri sudditi.

Il cristianesimo è la dottrina della morte. Promette la menzogna della vita eterna per svalutare il presente, il qui e ora. La vita che viviamo non è altro che una prova di fede. Una battuta di cattivo gusto fatta da Dio per metterci alla prova… “Ama il prossimo tuo”, dicono le scritture mentre i preti amano potere e ricchezza. La religione è un business redditizio. Prima c’erano le Crociate, oggi la chiesa ha imprese, banche, stazioni televisive, giornali, terreni e complessi edilizi. È bene che esistono le chiese perché ci ricordano che la libertà deve scavalcare le macerie e le rovine dei loro templi.

A Monica e a Francisco ci lega la solidarietà e l’affinità anarchica più forte di qualsiasi Dio. Ci sono anche lettere. Lettere che sono uscite dalle carceri cilene e greche. Alcune hanno raggiunto la destinazione e altre sono andate perdute senza essere lette (nel nostro caso). Più o meno è cominciato cosi il nostro contatto con Monica, con i/le compagni/e del “caso bombas” in Cile e con dozzine di altri/e fratelli e sorelle d’azione che sono prigionieri/e del Potere. Pertanto, tutto ciò che è stato detto e ciò che non è mai stato scritto in una o nell’altra lettera continua ad essere valido.

Fino alla liberazione di ognuno/a di noi.

“Si guardano reciprocamente. Le parole non erano necessarie. Inoltre, da dove dovrebbero uscire le parole che raggiungono la vetta della libertà? Il tempo è congelato, questi erano i suoi momenti. La fuga era stata progettata da un mese. Tutte le ansie, le preoccupazioni, le avversità che ti gioca la sorte, le risate, le inquietudine e i sogni, adesso bisogna affidarsi ai tre minuti che durerà l’attacco. Guardò il caricatore. Quindici colpi – quindici respiri di libertà. E un altro ancora… il suo respiro quando sentì la sua voce dire “Andiamo… libertà o morte…”

FORZA E SOLIDARIETÀ AL NOSTRO FRATELLO FRANCISCO SOLAR E ALLA NOSTRA SORELLA MONICA CABALLERO
L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI/LLE ANARCHICI/CHE D’AZIONE SI ESPANDE
CREIAMO 10,100,1000 CELLULE D’ATTACCO

Cospirazione delle Cellule di Fuoco FAI/FRI
Cellula dei/lle prigionieri/e membri

PS. Nella mattina di Mercoledi 11 Dicembre 2013 il compagno Sebastian Oversluij Seguel è stato ucciso dai proiettili sparati da un vigilantes durante una tentata rapina in banca. In seguito la polizia ha arrestato altri due compagni, Alfonso Alvial Sanchez e Hermes Gonzalez Henriquez. La rapina in banca per gli anarchici d’azione è un’azione esistenziale e insurrezionale per rifiutare la costrizione e la moralità della schiavitù salariale imposta dai padroni.

LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI ALFONSO E HERMES
VENDETTA PER IL COMPAGNO SEBASTIAN

in greco, in spagnolo

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