Atene: Lettera del compagno G. Sarafoudis

Forza agli anarchici catturati
Forza agli anarchici catturati

Ciò che è lampante in questa condizione storica di post-crisi è la guerra economica. Una guerra che sicuramente viene fatta dall’alto verso il basso, visto che negli ultimi decenni i “proletari” hanno sempre firmato patti di “pace sociale”, lacerando le proprie coscienze collettive e vivendo il sogno del consumismo e della prosperità costruita! Adesso, comunque, l’elite economica, in accordo con l’autorità politica e legale, mette la maschera del “diritto al lavoro” e mostra il suo vero lato terrificante “è
un privilegio essere schiavo nei moderni campi di lavoro”! Non facciamoci prendere ancora in giro, questa guerra economica possiamo e dobbiamo trasformarla in guerra sociale il cui fine non sia solo la sterile rivendicazione di “diritti salariali” ma a distruzione dell’odierno significato di lavoro cosi come di ogni struttura di autorità. In questa guerra lo stato vede il crescente scontento sociale, che cresce giorno dopo giorno, e vuole assoggettare ogni resistenza, tramite la paura, usando ogni mezzo a disposizione: la propaganda del terrore e l’insicurezza economica, forte oppressione violenta, leggi arbitrarie e modifiche costituzionali fatte senza costo politico e con chiari intenti politici.

“Nessuno può continuare a nascondersi dietro la routine della propria vita, dobbiamo abbandonare i nostri limiti e barriere, e andare all’attacco.”

La linea che separa i due campi è molto chiara. In uno abbiamo l’autorità economica, politica e legale pronta ad abbattere chiunque voglia sfidare l’assoggettamento, e nell’altro la gente che resiste, superando le paure e trasformando la vita quotidiana in azione violenta, creando fratture mirate alla distruzione di questo marcio sistema, cercando momenti di libertà assoluta, vivendo l’oggi e rischiando tutto. In questo campo ho scelto di starci anche io come parte del movimento anarchico, che indipendentemente dalle condizioni oggettive deve svegliare la coscienza collettiva, superando la paralisi al fine di usare ogni spazio e tempo con fini insurrezionali e battaglieri. I mezzi a nostra disposizione sono tanti e il nostro fine, oltre al raggiungimento dei nostri obiettivi, è la diffusione di essi. La condivisione di comunicati, gli spazi auto-organizzati e autogestiti, manifesti, azioni solidali, sabotaggi, incendi, cortei decisi e lotta armata sono le frecce per il nostro arco. Ogni azione ha la sua importanza e causa la sua frattura nella coesione sociale. Ovviamente c’è una scala di rischi che corriamo in ogni battaglia ed è una scelta personale che in qualche modo tutti devono fare.

L’unica cosa sicura è che tutti dobbiamo concretamente supportare l’ampia gamma di mezzi e diverse dialettiche nel movimento anarchico i cui interessi sono la rabbia sociale di massa e la transizione a struttura comuni di libertà individuale e collettiva.

In relazione al nostro caso (Nea Filadelfia) voglio condividere alcuni pensieri:

Riguardo alla clandestinità nella quale erano due dei miei compagni (F.H. e A.D.)

Il fine dell’autorità legale, quando emette mandati d’arresto, è principalmente isolare ogni anarchico. Come i compagni cercheranno di rompere questo regime di isolamento non dipende ovviamente solo da loro,
ma da tutti noi che dobbiamo mostrare la nostra solidarietà concreta, per restar loro vicini, come compagni e come amici!

Dopo un mese di detenzione le seguente frasi contengono una critica sul nostro arresto ma anche per tutti quelli che hanno il titolo di “infallibili”

“Un errore è stato sufficiente per far crescere i muri attorno a noi, per i giorni e le notti che diventano più brevi e cosi ci ritroviamo ostaggi… Ecco perché chi sta andando avanti dovrebbe guardare indietro ai propri errori e agli errori degli altri e usarli per fare un altro passo in avanti nel proseguimento dell’attacco quotidiano! Per chi rimane semplicemente inattivo o impegnato in chiacchiere e critiche al sicuro nei bar riguardo alle azioni e agli errori altrui, ho solo una cosa da riconoscervi – SI! VOI SIETE INFALLIBILI!-“

Concludo dicendo che noi restiamo UNITI e FORTI, pronti a combattere con qualunque mezzo avremo fino alla distruzione di ogni prigione reale e concettuale.

SOLIDARIETÀ AL COMPAGNO K.SAKKAS IN SCIOPERO DELLA FAME DAL 4/6/13

G. Sarafoudis
1° braccio della prigione di Koridallos
10/6/13

fonte, in inglese

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