Atene: Comunicato degli occupanti della Facoltà di Giurisprudenza (11/02)

DOPO TANTI ANNI DI SILENZIO

PUOI ANCHE RICORDARTI DI GRIDARE?

Lasciateci chiarire qualcosa: non stiamo cercando il nostro nemico nella faccia di Papademos, nella Germania, nell’FMI, negli imperialisti o nei banchieri. Nessun governo ci potrà mai rappresentare, mentre cerchiamo il crollo totale di tutte le autorità. Per noi, l’autorità non è solo lo Stato e il Capitale, ma anche il modo in cui le strutture di dominio (scuola, famiglia, patria, religione, sesso), sono prodotte nella vita quotidiana e nelle relazioni interpersonali, sociali, forzate o volontarie, istituzionali o non statutarie.

Tutti i tipi di autoritari dovrebbero sapere che i nostri desideri non saranno confinati entro i limiti stabiliti dall’ideologia dominante del disfattismo e del compromesso. Lo stallo delle lotte di chi reclama, di coloro che cercano di migliorare le condizioni di vita all’interno delle istituzioni, porta oggettivamente ad un cerchio di processi insurrezionali. Per noi, chi non desidera ritornare ai luoghi di lavoro e alla regolarità, ma vuole distruggere i rapporti di proprietà e gerarchia della produzione, c’è un solo modo: incontrarci nelle strade, negli scioperi selvaggi e negli spazi auto organizzati.

Accendiamo l’insurrezione, e non prolunghiamo oltre la vita del sistema.

Con gli spazi occupati, i sabotaggi, gli attacchi, gli espropri, la costante solidarietà con chiunque si opponga, con i prigionieri politici, gli immigrati, cosi’ come con le azioni anti fasciste

Facoltà di Giurisprudenza occupata
11 Febbraio, 2012